Gli italiani e i santi

Nel lontano 2006 Famiglia cristiana commissionò un sondaggio sul rapporto degli italiani con i santi. I risultati, com’era prevedibile aspettarsi, furono che il santo più invocato era Padre Pio con sant’Antonio secondo classificato. Capita ancora oggi di vedere anticlericali e protestanti che, in una convergenza ormai consueta, riesumano questo sondaggio come prova della cosiddetta idolatria dei cattolici. L’accusa? Gli italiani non hanno la più pallida idea di chi sia Gesù, pensando solo a Padre Pio. Per quanto inverosimile, questa interpretazione venne proposta dalla stessa Famiglia Cristiana che – per bocca di don Tonino Lasconi – stigmatizzò la “fede popolare” degli italiani. E lo stesso dissero il Corriere della Sera e Repubblicadove nella sua rubrica Michele Serra ironizzò sui cristiani per i quali Cristo “non è abbastanza conosciuto da dedicargli almeno un pensiero ogni tanto”. Cristo infatti era risultato solo settimo nella classifica dei santi più invocati.

 

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2012 in review: Auguri di un felice anno nuovo ai mieti tredici lettori :)

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 7.300 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 12 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

I viaggi del Papa nell’era di Facebook

Si è da poco conclusa la difficile visita pastorale al popolo cubano da parte di Benedetto XVI. Essendo un utente di Facebook confesso che – nella solfa dei soliti link spazzatura contro la Chiesa – mi aspettavo il ritorno dello slogan “Vaticano amico dei dittatori ecc…”. E invece ho dovuto constatare che non è avvenuto nulla di simile. Nessun link con la foto del Papa e di Fidel Castro con didascalie denigratorie nei confronti del Pontefice. Sono ragionevolmente certo che non siano stati nemmeno creati link simili, o comunque non hanno avuto una buona circolazione (posso dirlo perché frequento molti gruppi diciamo “sensibili” a questi temi). Così mi sono reso conto di essere stato, in effetti, ingenuo. Perché questi link si basano sull’ignoranza delle persone, e farli circolare a visita in corso sarebbe un grosso errore. Perché anche il più ingenuo utente di Fb, inevitabilmente, accende la tv e quindi si rende conto che non si tratta di una visita al dittatore ma al popolo cubano. Di una visita dal grande spessore umano e religioso, con continui richiami alla libertà religiosa e ai diritti umani. Certo, inevitabilmente c’è anche l’incontro col dittatore e con le autorità politiche che – per fortuna – si svolge all’insegna della cordialità. E non si capisce quale sia il problema, né come si possa immaginare un’alleanza tra il Papa e uno stato ateo-comunista. Infatti non sono mancati gli incidenti e le tensioni, né prima né durante la visita, e per questo il Papa ha chiesto “un gesto di buona volontà” al governo istituendo la festa del Venerdì santo.

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Toh…il grande scrittore è per la pedofilia, dov’è lo scandalo?

 

Gli scandali legati alla pedofilia scuotono sempre di più la Chiesa cattolica, fornendo
anche il pretesto per facili strumentalizzazioni anticlericali. Ma non tutti
gli anticlericali hanno bisogno di questo argomento per odiare la Chiesa, fra questi c’è
certamente Aldo Busi. Il noto scrittore e personaggio televisivo, orgogliosamente
gay e anticlericale, è un concorrente del reality
“L’Isola dei famosi”. Pare che abbia colto l’occasione per ribadire il suo
favore nei confronti della pedofilia, già espresso diverse volte.

L’esempio più facile da trovare è questo video di You Tube, dove Busi distingue fra una
pedofilia criminale e una pedofilia umana. Non li pubblico anche per il
linguaggio scabroso, chi se la sente di vederlo vada a questi link:

Parte 1

Parte 2

Beppe Bigazzi è stato sospeso per la famosa querelle dei gatti, questo signore
invece pontifica tutti i giorni in tv ed è uno dei venerati maestri dei
programmi di Maria de Filippi (con lezioni domenicali in cui i ragazzi
ascoltavano devotamente). Cos’è questa
paura del sesso?
Dov’è lo scandalo? Dove sono gli indignati blogger, i telegiornali, i giornali, le trasmissioni di approfondimento? Non sarà che la pedofilia diventa
brutta e cattiva solo quando la si trova nella Chiesa?

Non è mia intenzione stabilire un semplicistico collegamento
fra pedofilia e omosessualità. Però forse in certa cultura gay ci sono davvero,
a riguardo, degli aspetti un po’ inquietanti. Basti pensare a Mario Mieli,
altro scrittore che – secondo Wikipedia – fu fra i fondatori del movimento omosessuale
in Italia, che pure si lanciava in simili esternazioni. Pubblico alcuni
frammenti per rendere l’idea:

Tim Dean,
psicoanalista dell’Università di Buffalo, il quale ha redatto
l’appendice dell’edizione Feltrinelli di Elementi di critica omosessuale, afferma: «Nel processo politico
di ristrutturazione della società (…) Mieli non esita a includere nel suo
elenco di esperienze redentive la pedofilia, la
necrofilia
e la coprofagia»

I bambini, secondo
quello che sembra il pensiero di Mieli, possono però "liberarsi" e
trovare la realizzazione della loro "perversità poliforme" grazie
agli adulti consapevoli di quanto sopra asserito: «Noi checche rivoluzionarie
sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero.
Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente
rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia
aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro.
Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi
amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza,
educastra, nega, calando sul
suo erotismo la griglia edipica»[1].

Wikipedia

Bisognerebbe approfondire questo “fare l’amore” ma sembra
proprio che non sia escluso il senso meno platonico dell’espressione. A Roma c’è
anche un circolo dedicato a lui, il Circolo
di cultura omosessuale Mario Mieli
che sarebbe anche l’associazione che
organizza i Gay Pride.

Niente da fare, se non c’è una tonaca di mezzo la pedofilia
non interessa. Quindi va bene anche l’apologia di reato in tv, purchè non sia
un prete. Si intende…

Perchè abbiamo dichiarato eretici l’amore e il buonumore.

 

Questa espressione di Joseph Raztinger rende in maniera geniale l’idea del mondo che stiamo costruendo. L’amore comincia a diventare qualcosa di strano e di incomprensibile. C’è una strana signora che da oltre venti anni dirige il C.A.V. ovvero il Centro di aiuto alla vita del Mangiagalli. In questo centro si assicura alla donne che vivono gravidanze difficili il diritto di disporre non solo di competenze mediche ma di una vera e propria struttura fatta da esperti dell’ascolto. Questo quando è noto che in Italia, nonostante la legge, moltissime donne abortiscono senza che venga presentato loro una valido supporto materiale e spirituale. Si calcola che il suddetto centro abbia salvato ben novemila bambini, il numero va raddoppiato per due o forse per tre considerando che ognuno di questi bambini è nato soprattutto perché sua madre è stata aiutata in modo serio. Un’opera meritoria come questa dovrebbe sollevare grandi applausi, finanziamenti, riconoscimenti…e invece cosa accade? Accade che qualche giorno fa è stata presentata una interrogazione parlamentare dove si chiedeva al ministro Turco di indagare su questa strana signora che è anche non vedente, Paola Bonzi. E questo perché alle sei di un mattino si è precipitata da casa per aiutare una ragazza, in questo modo lei avrebbe attentato al “diritto” di abortire. Su diversi giornali è partita una campagna di diffamazione, basata praticamente sul nulla, contro questa signora. La verità è che questa persona ci sembra veramente strana, una vita dedicata all’amore per i più deboli. Le sue motivazioni profonde sono incomprensibili per chi ha dichiarato eretico l’amore. Questa storia è solo un sintomo del mondo che verrà. L’amore è ormai fuori legge. Zapatero in Spagna ha eliminato ogni ragionevole riferimento ai termini “padre-madre” in favore di “Progenitore A – Progenitore B” o semplicemente genitori, via anche marito e moglie in favore di “coniugi”. Il punto è che una costruzione ideologica così debole rischia di cadere al minimo colpo. Una bambina che va incontro al padre dicendo “Papà!!” e non “Progenitore!!” segna già di fatto la distruzione dell’ideologia zapaterista. Gli stessi zapateristi sembrano essere infatti consapevoli di avere proprio nella semplice schiettezza dei bambini un nemico mortale. Proprio per questo ora muovono contro i bambini una guerra non dichiarata. In Germania i ragazzi di 14 anni saranno costretti a corteggiare coetanei dello stesso sesso per dimostrare che tanto gay è bello per cui tutti, almeno una volta nella vita, devono farne esperienza. Intanto i professori, durante questi forzosi incontri, dovranno scegliere il genere dei loro alunni. Un lavoro questo davvero indispensabile visto che i generi non sono più quelli soliti, non esistono più il semplice maschio e femmina. Ci sono gli eterosessuali, gli omosessuali, i gay, i trans ecc… e chissà quanto altri, quando la verità è che un maschio è sempre un maschio a prescindere dalle eventuali tendenze. Invece ogni tendenza deve essere promossa al grado di genere e questa pluralità di generi va imposta soprattutto ai giovani. Perché poi questi professori qualche omosessuale dovranno pur trovarlo per non essere accusati a loro volta di omofobia, per cui non è impossibile che alla fine ogni classe dovrà esibire un certo numero di alunni rappresentanti dei vari generi. Se bisognerà obbligare qualcuno pazienza, l’omofobia va combattuta senza pietà. Di questo passo anche il sadomasochismo sarà annoverato fra le scelte di genere. Se pensate che questa guerra si limiti solo agli adolescenti vi sbagliate. In Gran Bretagna sarà vietato nelle scuole elementari dire le parole “mamma” e papà”, ammessi solo i “genitori”. Questo è avvenuto per la pressione delle sempre più potenti associazioni gay le quali ritengono offensivo che si parli di maternità e paternità. Pure i termini “maschi” e “femmine” sono banditi. Anche Zapatero in Spagna ha già preparato un efficiente strumento di lavaggio del cervello imponendo, come materia obbligatoria, ben due ore di “educazione civica” dove insegneranno ai bambini che l’amore fra uomo e donna è un qualcosa di eretico e di potenzialmente omofobo. Le persone si amano e basta, lo dice la Tatangelo. Molti ritengono un progresso che lo stato assuma una ideologia che può reggersi solo su un elenco di paroline proibite dove il termine più offensivo è quello di “papà”, e “mamma” quello più volgare. Poi questi signori vogliono anche farceli passare come campioni del laicismo, di fatto sono però dei laici molto strani perché non consentono diritto di critica nei loro confronti. Già sono molte diffuse le famigerate leggi anti-omofobia che partendo dal nobile intento di eliminare alcune discriminazioni non hanno altro effetto che di crearne di nuove. Già ci sono diversi casi, in Europa come negli Stati Uniti, di persone arrestate perché hanno protestato contro il lavaggio del cervello dei loro figli o perché hanno semplicemente letto passi della Bibbia che pare non siano graditi all’Arcigay. I cosiddetti campioni della laicità in realtà sono la negazione stessa della laicità. Gli stati nelle loro mani diventano piano piano degli stati etici dove non viene riconosciuta l’obiezione di coscienza perché esiste una sola morale, quella dello Stato stesso. Per questo la famiglia è defraudata del suo diritto all’educazione perché sin dalla tenera età lo Stato impone ai bambini la sua etica “civile” che è l’unica possibile. Infatti le leggi anti-omofobia non puniscono solo (e forse per nulla) quelli che incitano all’odio perché per questo bastano le leggi già in vigore. L’obiettivo è di colpire chi osa fare una cosa che in uno stato laico dovrebbe essere totalmente legittima: criticare. La critica può vertere su tutto, anche sui comportamenti sessuali senza essere automaticamente degli incitamenti all’odio.

Inculcare nei cittadini di domani che ci sono paroline che non si possono dire è il metodo migliore per preparare psicologicamente alle future limitazioni della libertà di pensiero e di parola. Orwell ci aveva avvertito dei pericoli della “neolingua", lo strumento di dominio di un potere nemico della verità. Il termine “aborto” rendeva troppo bene l’idea e così è diventato la rassicurante “interruzione volontaria di gravidanza”. Lo stesso vale per la fecondazione artificiale che adesso è la “fecondazione medicalmente assistita”.  Il processo per gli scomodi termini di “mamma” e “papa” è identico solo che adesso è addirittura lo Stato che interviene a creare dei reati d’opinione. Vogliono farci credere che siano cose da nulla, solo piccoli cambiamenti linguistici. Mentono, come hanno sempre fatto.

In Olanda è ormai pratica accettata l’eutanasia infantile, essa è legittimata dalla compassione. Peccato solo che questa “compassione” sia molto simile a quella nazista che pure eliminava pazzi e handicappati per lo stesso motivo.  C’è tutta una serie di malattie che se riscontrate nel bambino (già nato) autorizzano il medico a terminare il paziente con il permesso dei genitori. È così che si è stabilito un nuovo legame di schiavitù genetica dove i genitori hanno potere di vita e di morte sui figli. E tutti quei bei discorsi sulla scelta individuale della dolce morte che fine hanno fatto? La verità è che gli altri scelgono per te in base ai propri indici di gradimento. Fra le malattie che rendono il bambino reo di morte ce ne sono anche di quelle che se opportunamente curate possono assicurare alla persona una vita relativamente lunga con una qualità discreta (perfino per i criteri di quegli odiosi superbi che si arrogano di scegliere quale vita è degna di essere vissuta e quale no). Orami siamo in guerra non contro le malattie ma contro i malati. Dimentichiamo, o fingiamo di farlo, che non esistono malattie incurabili ma solo inguaribili. Inoltre, alle velocità attuali della scienza, ciò che oggi è inguaribile potrebbe non esserlo domani. In Olanda c’è anche il partito dei pedofili. Questo è possibile perché il vaso di Pandora è stato aperto. Se si può uccidere un bambino col consenso dei genitori perché non se ne potrebbe abusare, sempre col loro consenso?

Per anni abbiamo difeso, coperto, spalleggiato quando non finanziato i terribili genocidi della Cina e dell’India. Le tanto decantate politiche familiari hanno portato allo sterminio delle bambine. Effetto della politica del figlio unico è proprio quello di portare alla sistematica eliminazione delle femmine. Tutto questo nell’imbarazzo delle femministe che istintivamente vorrebbero condannare questa selezione con forza ma non possono farlo senza sconfessare tutto quello che hanno detto negli ultimi decenni. Per non parlare degli aborti forzati che pure non abbiamo mancato di finanziare e di omaggiare.

In un mondo laico e razionale anche una sola di queste notizie provocherebbe uno scandalo enorme, abbastanza da provocare dimissioni e cadute di governi. Invece anche tutte queste insieme non scalfiscono nemmeno l’opinione pubblica. Il punto è che se un Parlamento può annullare una realtà così naturale come quella di “marito-moglie” e “padre-madre” è chiaro che può abrogare qualsiasi cosa, anche quello che ora sembra il più fondamentale dei diritti. Il mondo che ci stanno costruendo addosso è il mondo della tristezza e della bigotteria. Infatti se quelle paroline proibite a scuola offendono (in che modo non si sa bene) le persone omosessuali (che meritano tutto il rispetto) si capisce che esse offensive lo sono sempre e dovunque. È possibile che, presto o tardi, se dovesse scapparvi la parolina “mamma” in pubblico tutti vi guarderanno con orrore accusandovi di omofobia. Sarebbe interessante sapere se siano previste punizioni per i piccoli ribelli che, sfuggendo alle maglie della propaganda ideologica, si ostinino nell’uso delle parole che un sedicente stato laico ha proibito. Noi abbiamo deciso di stare dalla parte di quei piccoli eretici con la speranza che non manchino mai. L’unica istituzione che sembra essere rimasta a difesa della ragione sembra essere proprio quella Chiesa Cattolica che per questo deve assolutamente passare come oscurantista, per questo molti ne sono convinti senza nemmeno sapere quale in effetti siano le sue posizioni. La stessa sorte tocca anche a tutti quegli uomini di buona volontà che alcuni chiamano “atei devoti” e piccoli elefantini. I cultori di questomondo triste adesso si sentono vincitori, dimenticano che la Storia è piena dei cadaveri di quei vincitori. Al mondo della tristezza in costruzione non abbiamo da contrapporre un mondo della felicità, perché chi promette i paradisi terrestri lo fa perché sta costruendo un inferno come fece il socialismo reale. Noi possiamo proporre solo un mondo fatto il più possibile d’amore e di buonumore dove le persone che aiutano le donne in difficoltà non vengano dichiarate eretiche. Dove al posto della tristezza degli elenchi proibiti ci siano bambini che anche a scuola possano chiamare i loro genitori con i loro nomi, quelli tanto naturali quanto antichi (molto prima del Cristianesimo, per quanto alcuni vogliano farci credere il contrario). Dove un fatto come quello di un miliardo di aborti in pochi anni non cada nell’oblio dell’indifferentismo morale e politico proprio di quelli che non sanno rispondere altro che bisogna difendere una legge che tanto nessuno tocca e che anzi si vorrebbe far rispettare pienamente. Proprio di quelli che dicono che gli embrioni sono immateriali e che il feto non è vita, solo un’escrescenza amputabile. Qui non conta essere credenti o no, anticlericale o no, l’unica cosa che conta è la scelta del campo, non di genere. O dalla parte della indifferenza, dell’ideologia e della tristezza oppure da quella dell’amore e del buon umore. Vogliono farci credere che la verità non esiste. O lottiamo adesso o siamo destinati a scomparire nell’ombra, in silenzio.  Per un mondo dove le cose si chiamino col loro nome, fatto d’amore e di buonumore vale la pena di combattere, di morire.  

http://www.youtube.com/watch?v=jQvU9aWuqwQ

 

L’anticlericalismo della Annunziata fa ridere

 

Al programma della Annunziata “Mezz’ora” in onda su rai tre si assiste ad uno spettacolo a dir poco grottesco. Stiamo parlando dell’intervista a Giuliano Ferrara di qualche giorno fa dove si è consumata una simpatica dimostrazione di irriducibile faziosità ideologica. La razionalità calma di Ferrara si scontra contro un muro invalicabile di ideologia, Ferrara parla e la Annunziata risponde come se lui avesse detto l’esatto contrario. Lei sostiene di essere addirittura disposta a rivedere tutta la vecchia cultura sull’aborto ma non si capisce alla fine cosa effettivamente voglia rivedere. Vuole rivedere ma non vuol sentire parlare di tutela del feto, perché nel momento in cui se ne parla vuol dire che le donne allora sono automaticamente meno tutelate, che sono meno importanti del feto. Ferrara tenta inutilmente di farle capire che forse si può provare a tutelare i diritti di entrambi, che non si tratta di criminalizzare l’aborto ma semplicemente di presentarlo per quello che è (la soppressione di una vita) e soprattutto di applicare pienamente la legge vigente fornendo una adeguata assistenza alle donne in difficoltà. Nulla da fare, aiutare le donne vuol dire criminalizzarle…bisognerà rassegnarsi. Poi Ferrara precisa anche che comunque le donne non possono essere criminalizzate anche perché nella questione dell’aborto la paternità irresponsabile (e codarda) dei maschi riveste un ruolo fondamentale. Questo fa risvegliare come una belva la femminista che è nella nostra giornalista e non può che dare ragione a Ferrara, chiaramente però l’ideologia permane e deve essere salvata ad ogni costo. Così incredibilmente la Annunziata (non trovando di meglio) rinfaccia un attimo dopo al suo ospite di non tenere in considerazione il ruolo dei “maschi mascalzoni”. Ferrara divertitamene allibito ricorda di averlo fatto un attimo prima, lei ribatte che sì che però non lo aveva mai detto prima. Inutile dire che è una affermazione falsa, basta andarsi a leggere gli articoli del Foglio per rendersene conto. Come se non bastasse tutta la puntata è attraversata dall’atroce sospetto della conversione: “Cos’è lei un convertito? Un fedele?” esordisce la conduttrice con una chiara punta di disprezzo. Ogni ideologia ha i suoi pregiudizi, quella anticlericale vuole che solo i credenti possano essere così stupendamente “fondamentalisti” da difendere la vita. Peccato però che la difesa della vita sia un qualcosa di puramente razionale e che non necessariamente deve chiamare in causa la fede. Infatti il buon Ferrara è un ateo (devoto) e non è certo il solo fra i non credenti. Questo chiarimento avrebbe consigliato qualsivoglia persona saggia a desistere da questa linea di attacco ma non la nostra Annunziata che sceglie invece di rendersi ancora più ridicola. Dopo aver chiesto, con quella tipica aria da superiorità morale, chi è il suo mandante politico all’interno della Chiesa e (avendo ricevuto da Ferrara solo un’alzata di spalle) rincara, stizzita, la dose: “Ma insomma, lei il Papa quante volte lo vede alla settimana?”. Incredibilmente il suo anticlericalismo viscerale le impedisce di credere che dietro la moratoria per l’aborto non ci sia la Chiesa e quindi il Papa il quale, nel suo immaginario e fantasioso mondo anticlericale, detta gli ordini a Ferrara che fedelmente obbedisce. Il bello è che la conduttrice crede di avere messo il suo ospite con le spalle al muro, Ferrara però risponde ridendo che lui il Papa lo ammira molto ma che lo vede solo all’Angelus e in tv come tutti gli altri. Segue un momento di grottesco imbarazzo, per fortuna la trasmissione dura solo mezz’ora perché lo scontro è troppo impari per non risultare ridicolo, ma è durato abbastanza per divertirci (almeno un po’).

 

Benigni scandalo inaccettabile

 

La
trasmissione di Benigni sulla Divina Commedia del sommo poeta ha dei contenuti
francamente inaccettabili. Non si può, in un paese come
l’Italia, ricordare delle verità così imbarazzanti per molti degli "intellettuali"
nostrani, a partire dalla concezione del Medioevo. Forse per la prima
volta in tv (eccettuati brevi accenni di Giuliano Ferrara)
qualcuno ha presentato l’età di mezzo come un’epoca viva, ingegnosa,
intellettualmente avanzata e, come se non bastasse, il nostro dicitore della
Commedia non perde occasione di mostrare i numerosi quanto dimenticati legami
che il nostro mondo ha con quello medievale che ci ha lasciato un patrimonio
immenso di idee, di opere ecc…per non parlare del nostro debito nei confronti
di Dante e di tanti altri geni. Se i legami col Medioevo sono così forti come
non potrebbe esserlo anche col Cristianesimo? Per questo Benigni, prendendo
spunto da alcuni versi, commenta anche episodi del Vangelo mostrando cose semplici
ma inaudite allo stesso tempo. Si dice infatti, partendo dalla parabola del
Buon Samaritano, che Cristo ha dato una dignità e un volto (il Suo) ai poveri
facendo della carità un sentimento "pubblico" doveroso. Ma la cosa
più scandalosa arriva sulla Madonna (figura periodicamente disprezzata come la
donna antimoderna) che tramite il grande culto che le veniva tributato nel
Medioevo finì col nobilitare la donna in generale che pure veniva chiamata
"madonna". Per questo nel Medioevo (ma già dalla prima Cristianità)
troviamo donne di grande spessore, a volte anche politico, come Giovanna
d’Arco. Inoltre col Cristianesimo venne istituzionalizzato il
matrimonio consensuale e Gregorio IX, ricorda Benigni, volle che nella formula
del matrimonio fosse previsto il sì della sposa in onore del "fiat"
evangelico di Maria. Dire queste cose in tv e in prima serata è da pazzi e
Benigni evidentemente lo è abbastanza per poterlo fare. Forse anche per questo
il programma, nonostante i grandi ascolti, è già stato spostato in fascia
protetta per limitare i danni (soprattutto nei confronti dei più
giovani) ma forse è meglio così…di questo passo i vari Odifreddi e
company sarebbero presto morti d’infarto o di livore…