Regnerus e gli studi sulle adozioni gay

Su giornali come il Corriere della Sera si cerca di far passare il messaggio che ormai la bontà delle adozioni gay sia dimostrata da “trent’anni di studi”. Pubblicazioni che in effetti vengono citate con orgoglio dagli attivistigay come prova inconfutabile della loro ideologia: ma che valore hanno questi studi? È noto che, nonostante lo sbandieramento anche da parte degli psicologi, il loro valore scientifico sia molto basso soprattutto per il numero insufficiente di campioni preso in esame (che impedisce di generalizzare e ottenere risultati statisticamente significativi). Ben altri risultati, invece, ha raccolto la prima grande ricerca sull’argomento di Mark Regnerus pubblicata – in peer-review – sulla rivista “Social Science Research”. Il sociologo americano, ovviamente, è stato pesantemente attaccato ma – vista anche l’assoluzione dell’Università del Texas riguardo l’accusa di malascienza – molti siti gay stanno ricorrendo ad un più goffo espediente: manipolano le dichiarazioni rilasciate da Regnerus in un’intervista per fargli dire da solo che ha sbagliato praticamente tutto, per cui lo studio non vale niente.

 

Quindi le critiche si sono soffermate sui risultati finali della ricerca, facendo passare in sordina la prima parte che pure ha la sua importanza. Nel primo capitolo, infatti, Regnerus mette in evidenza i difetti delle ricerche precedenti che si possono riassumere – molto sinteticamente – in questi punti:

 

– problemi di campionamento: ad esempio, i soggetti vengono reclutati all’interno delle associazioni gay (in altre parole, persone fortemente ideologizzate che non hanno certo l’interesse ad evidenziare eventuali problemi).

 

– condizionamento ideologico: ad esempio si tende a sottovalutare la scoperta che le figlie di lesbiche hanno una maggiore tendenza ad esperienze omosessuali (per il semplice fatto che per l’opinione pubblica non c’è niente di male).

 

– repentini e quindi sospetti cambiamenti di prospettiva nella discussione accademica: prima era assodato che una coppia tradizionale fosse avvantaggiata nel compito educativo, poi improvvisamente il problema è diventato come dimostrare che i genitori gay sono molto meglio degli eterosessuali.

– schiacciamento sul presente: la maggior parte degli studi analizza la situazione dell’immediato presente, quando i bambini sono ancora piccoli e a parlare sono solo i genitori (mentre la colpa di Regnerus è aver fatto l’esatto contrario).

 

Tutte cose note agli addetti ai lavori (anche a quelli favorevoli alle adozionigay) ma che, puntualmente, non arrivano al pubblico che deve solo felicitarsi dei nuovi entusiasmanti risultati. Chi vuole leggere lo studio nella versione integrale lo trova su ScienceDirect, ho riportato invece qui – per comodità – solo i paragrafi che ho preso in considerazione per questo articolo. Per chi non mastica l’inglese, infine, ho messo anche un post con la traduzione di Google (come al solito pessima, ma tutto sommato comprensibile).

Leggi anche:

Mark Regnerus about studies on gay adoption

Sugli studi riguardo le adozioni gay

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