Gli italiani e i santi

Nel lontano 2006 Famiglia cristiana commissionò un sondaggio sul rapporto degli italiani con i santi. I risultati, com’era prevedibile aspettarsi, furono che il santo più invocato era Padre Pio con sant’Antonio secondo classificato. Capita ancora oggi di vedere anticlericali e protestanti che, in una convergenza ormai consueta, riesumano questo sondaggio come prova della cosiddetta idolatria dei cattolici. L’accusa? Gli italiani non hanno la più pallida idea di chi sia Gesù, pensando solo a Padre Pio. Per quanto inverosimile, questa interpretazione venne proposta dalla stessa Famiglia Cristiana che – per bocca di don Tonino Lasconi – stigmatizzò la “fede popolare” degli italiani. E lo stesso dissero il Corriere della Sera e Repubblicadove nella sua rubrica Michele Serra ironizzò sui cristiani per i quali Cristo “non è abbastanza conosciuto da dedicargli almeno un pensiero ogni tanto”. Cristo infatti era risultato solo settimo nella classifica dei santi più invocati.

 

Ma la follia sta proprio qui: cosa c’entra Gesù con i santi? Nemmeno il più ignorante crede che Gesù sia un santo tra gli altri, visto che è il fondatore del Cristianesimo. Chiedere a qualcuno, praticante o meno, a quale santo si rivolge più spesso vuol dire porsi ad un piano inferiore del sacro: quello dei santi, uomini straordinari che fungono da esempio e ai quali si chiede la preghiera di intercessione. Mentre Gesù Cristo è Dio, il Santo e non un santo tra gli altri. Il vero problema teologico, quindi, è il contrario e riguarda chi – per fortuna pochi – ha messo Gesù tra i santi. E questa non è una raffinatezza teologica, anche la più pia delle persone quando parla di santi pensa a persone come Padre Pio: non certo a Cristo.

 

Incredulo, sono andato a cercare i dettagli del sondaggio e se sempre sul sito di Famiglia Cristiana  ho trovato l ‘immagine che riporta le domande fatte:

 

Le è mai capitato di invocare l’aiuto di un santo? Se sì, quale?

Ha in casa, in automobile o con sè l’immagine di un santo? Se sì, quale?

 

E’ evidente come le domande riguardino specificatamente i santi. Un potente indizio sull’errata interpretazione del sondaggio sta, inoltre, nel posizionamento di Maria. Un terzo posto davvero inverosimile, per giunta con un distacco di ben sedici punti da sant’Antonio. Va davvero contro l’esperienza quotidiana di chiunque vive nel paese reale e non nel chiuso delle redazioni di giornali e riviste. Questo risultato sarebbe – paradossalmente – in palese contraddizione con la propaganda protestante che da sempre accusa la Chiesa di aver divinizzato Maria (mentre ora sembra quasi una perfetta sconosciuta). Anche questa contraddizione si spiega facilmente: nella cultura cattolica, Maria – per la centralità della sua figura nel mistero cristiano – non è una comune santa. Anche qui, quando si parla di santi il pensiero dei cattolici con un minimo di cognizione non va alla Madre di Dio.

 

Un altro dato che sarebbe grossolanamente inverosimile è quello della seconda domanda, sui santini. Il settimo posto di Gesù crocifisso potrebbe far gridare ancora una volta all’idolatria, se non sapessimo che il santino (non a caso si chiama così) è di solito l’immaginetta di un santo. Anche qui gli intervistati non hanno pensato a Gesù, la cui immagine è comunque diffusissima. Gli italiani vedono il Crocefisso in molte scuole e uffici pubblici, in chiesa, nei dipinti, e soprattutto lo portano al collo (forse addirittura in maggioranza).

 

In pratica si chiede alle gente che ore sono e ci si scandalizza che non dicano in che anno siamo. Quindi conclusioni su cosa pensino gli italiani di Gesù non se ne possono trarre da un sondaggio sui santi (ammesso che sia questo uno strumento davvero adatto). Detto questo, è senza dubbio vero che molte persone anche alla domanda “ma lei chi invoca di più in assoluto, quando prega?” molti risponderebbero comunque Padre Pio o sant’Antonio. Ma anche così non si può pretendere di dare un giudizio generalizzato sulla fede dei cattolici. Anche perché un praticante difficilmente darebbe una risposta di questo tipo (va a messa almeno una volta alla settimana, dove i santi sono quasi assenti), mentre è più facile aspettarsela da non praticanti che spesso sono contraddistinti da un certo “fai da te”. Cioè persone su cui la Chiesa ha poca presa e che si accontentano di un devozionalismo spesso fine a se stesso.

 

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