Frammenti di morale pentecostale

Non si parla molto dei pentecostali, e le rare volte in cui questo accade ci si sofferma sempre sulle loro controverse dottrine. Eppure c’è un altro aspetto – quello della morale – non meno interessante. Chi sono gli evangelici, e come vivono? Istintivamente verrebbe da dire che sono persone come tutte le altre, non immediatamente riconoscibili per diversità di costumi. Ma questo non è sempre vero, o almeno lo è solo in parte. Mi è capitato tra le mani – si fa per dire – questo libro online del noto pastore Giacinto Butindaro. Si tratta di uno dei predicatori più “rigorosi” che gli evangelici possano vantare, è quindi un caso limite ma in realtà piuttosto emblematico. Sono infatti le domande stesse che testimoniano l’esistenza – nel mondo evangelico – di dilemmi morali al quanto curiosi (almeno per la mentalità comune). Elenco ora quelli che mi sono sembrati più interessanti:

 

1)     L’evangelico non dona gli organi e non accetta le trasfusioni di sangue (pp 294, 317)

 

Può suonare un po’ troppo da Testimone di Geova, eppure nel variegato mondo evangelico c’è anche questo. Frutto della sacralità del sangue di origine ebraica, ripresa anche dai pentecostali.

 

2)   L’evangelico non può andare a mare (pp 300, 315, 323)

 

Mare e spiaggia sono un duo dalle tinte fosche. Il perché è presto detto: la nudità femminile (e anche maschile). Chi va in spiaggia lo fa perché vuole contaminarsi guardando donne nude, o comunque troppo nude. È un divieto ribadito in più punti, non un consiglio a chi magari non è in grado di reggere la vista di un bikini. L’allegra famigliola che va in spiaggia e “si spoglia” con la scusa di farsi il bagno, non ha alcuna giustificazione.

 

3)    L’evangelico non può ascoltare musica profana (pp. 305 e 313, 330)

 

Un altro divieto ribadito senza sosta, il vero evangelico ascolta solo musica “spirituale” e rifiuta tutto quello che viene dall’esterno. A scanso di equivoci, non si parla di musica satanica o comunque “forte” come ad esempio il rock. Il pericolo dell’idolatria si cela dietro i volti rassicuranti – ma preda del maligno – di Domenico Modugno e Gianni Morandi. La musica e la danza sono accette solo se di carattere spirituale, mentre il teatro è rifiutato in ogni sua forma.

 

4)   L’evangelico può prendere a cinghiate suo figlio e punirlo con la verga (pp. 301, 328)

 

Per un figlio disobbediente, i semplici rimproveri non possono essere necessari.

 

5)    L’evangelico non può depilarsi (pag 315)

 

Questo forse è davvero il più strano. Il discorso riguarda soprattutto le donne, colpevoli di depilarsi gambe ed ascelle eliminando i peli (della cui utilità non si può dubitare, per il solo fatto che esistono) a causa di motivi estetici. Questi ultimi non sussistono perché le donne dovrebbero portare sempre camicioni a maniche lunghe e gonne fino ai piedi.

 

6)   L’evangelico non deve tenere animali domestici (pag. 318)

 

Il pericolo dell’idolatria si nasconde anche dietro gli amici a quattro zampe, ma in realtà in ogni tipo di animale che viene tenuto per “passione” e non per una qualche utilità.

 

7)    La donna evangelica non si trucca, non mette orecchini e bracciali (nemmeno di bigiotteria) e non indossa i pantaloni (pp. 338, 339, 340)

 

Anche l’uso di orecchini senza nessun valore indica un atteggiamento superbo da parte della donna, che inoltre non deve vestirsi come un uomo. I pantaloni, infatti, anche se non attillati non sono un abbigliamento adatto perché mettono in risalto le gambe e il fondoschiena.

 

Non è da credere che tutti gli evangelici seguano alla lettera questi punti, ma non bisogna nemmeno pensare che si tratti di un caso isolato. Non è difficile trovare un evangelico adi o diciamo non “butindariano” che condivida almeno alcune di queste cose. Le domande, del resto, dicono a volte di più delle risposte. Il fatto che si senta il bisogno di chiedere se è lecito ascoltare una canzone di Domenico Modugno vuol dire che c’è una massa critica di evangelici e di pastori che lo ritiene un peccato. Con lo spettro dell’idolatria sempre presente, tanto da perdere dei contorni ben definiti per diventare tutto e niente (perfino seguire una squadra di calcio per molti evangelici è ormai un tabù). Questi principi morali – o meglio questo modo di decidere della morale, con un uso sconsiderato della Bibbia – potrebbero fare invidia ad un puritano cinquecentesco ma hanno un aspetto più inquietante di quanto sembri. Infatti, a parte il punto uno, si può anche vivere senza andare a mare e le altre cose del “mondo”. Ma se si può vietare di ascoltare della innocente musica profana, il passo per divieti più importanti è molto breve. Facendo leva sulla paura dell’idolatria, gli evangelici possono vietare o vietarsi anche la tv e la radio – in quanto profane – con annessi telegiornali. Considerando che libri e giornali sono già normalmente in disuso tra gli italiani (e gli evangelici non si distinguono certo per cultura personale, anzi…), l’unico mezzo resterebbe una rete circoscritta ai siti evangelici (e in una certa misura, le cose stanno già così).

 

Un’ultima considerazione sulla mentalità evangelica di cui Butindaro si fa portavoce. Chi va a leggere le motivazioni di questi divieti ed obblighi si rende immediatamente conto di due cose: la mancanza di mezze misure e l’abuso come demolitore dell’uso (al contrario del proverbio latino). Perché tra il rimproverare un figlio e il prenderlo a cinghiate non esiste lo schiaffo come via di mezzo; e il fatto che per alcuni lo sport, gli animali, i cantanti ecc…diventino davvero degli idoli, vuol dire che allora l’idolatria è in qualche modo insita in queste cose ed inevitabile. È un modo di pensare in maniera assoluta che si riscontra davvero in tutti gli evangelici, su qualsiasi argomento. E la cosa che fa più impressione è l’uso della Scrittura come stampella anche per le cose più assurde, i passi citati in sostegno del divieto di depilazione sono a dir poco eloquenti. È un fraintendimento distorsivo non si sa fino a che punto consapevole, completamente privo delle più elementari regole filologiche. Mi è rimasta molto impressa una scena del programma “S.O.S. Tata” in cui si mostrava questa donna evangelica (non so se pentecostale o altro) che con la verga faceva vivere i figli in un clima di paura e di violenza. E alle rimostranza della tata, ovviamente, andava a prendere – con un certo cipiglio – la Bibbia per citare i passi che le permettevano di imporre punizioni fisiche. In maniera assolutamente disinvolta, come se vivessimo ai tempi mosaici e non fossero passati millenni di evoluzione culturale, sociale e pedagogica.

 

L’impressione è che gli evangelici seguano un po’ tutti dettami morali piuttosto rigorosi, spesso fino all’eccesso. Ma, come del resto per la dottrina, anche lo spinoso campo della morale sembra suscitare forti contrasti interni che appaiono difficilmente sanabili. È senza dubbio un argomento che meriterebbe studi più approfonditi da parte dei sociologi: ci sono italiani che non vanno al mare e non ascoltano canzonette per motivi morali. E non sono nè islamici nè testimoni di Geova, eppure lo si può venire a sapere solo in modo accidentale.

 

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16 Responses to Frammenti di morale pentecostale

  1. Vincenzo Sasso says:

    Il rigorismo morale non è nuovo tra i cristiani, nei primi secoli era molto diffuso.
    Quanto alla spiaggia e agli spettacoli e mass media, io sono molto vicino alla soluzione radicale: nessun uso. Questa è la scelta migliore quando il mezzo, che in sé può essere utilizzato bene, diventa più forte della tua buona volontà. Questo atteggiamento lo hanno (relativamente) molti cattolici ed è sostenuto anche dalla FFSPX.
    La questione è non farsi continuo scudo della Bibbia senza volontà di ragionare.
    Dunque neanche noi ci dobbiamo far scudo dei “tempi che cambiano” per non ragionare sulle occasioni prossime di peccato, che ricordo vanno OBBLIGATORIAMENTE evitate, come si dice nell’Atto di dolore.

    • Ettore says:

      Non sono d’accordo, l’eccesso di rigorismo non ha mai portato nulla di buono. Produce sempre uno spirito di durezza che è incompatibile col Vangelo, per questa “intolleranza” anche un grande come Tertulliano si è ingannato lasciando la Chiesa per i montanisti. Un pò come è successo anche per i tradizionalisti. I grandi eventi della storia della Chiesa non sono mai dettati da un’intransigenza eccessiva, come quando alcuni proponevano di eliminare del tutto la cultura greca perchè di matrice pagana. Sarebbe stato un terribile errore, per questo la Chiesa ha scelto di prendere e di riadattare tutto quello che c’era di buono. Senza paura, così dovremmo fare anche noi oggi col mondo moderno.

      Poi non bisogna generalizzare, se per me la spiaggia fa male è bene che non ci vada. però non vuol dire che sia così per tutti. E’ una cosa personale, ognuno deve imparare a conoscersi e gestirsi. Le occasioni di peccato vanno evitate, però non possono essere dilatate troppo. Altrimenti anche uscire di casa potrebbe essere considerata tale, il peccato è prima di tutto dentro di noi. Per questo Paolo dice che tutto è puro per i puri. Ciao e grazie del commento, Dio ti benedica.

      • Attenzione, Paolo quando dice che tutto è puro per i puri si riferisce alle prescrizioni “legali” della religioni e non a quelle morali! Nella morale vale la regola della prudenza e anzi vale la regola dello stimarsi deboli e cattivi, non forti e puri! Comunque certamente è un fatto personale, ma più che personale direi che è una questione di prudenza, cioè di virtù regolatrice (per metà etica e per metà dianoetica) delle virtù etiche. E’ necessario sottoporre tutto al vaglio di un direttore spirituale, ad ogni modo. Certo, se vado in spiaggia per “sciaquarmi gli occhi” o sapendo che non disdegnerei il farlo una volta lì (atto dalla doppia intenzione) ho già commesso un peccato.

  2. kerygmatico says:

    Un mezzo più forte di una volontà che viene piegata nell’utilizzo dello stesso? E dove sarebbe la libertà del fedele se uno strumento può rendere schiavi senza se e senza ma?

    E se non è così scontato che il mezzo produca distruzione di sé e dannazione, allora perché proibire se non per una paura atavica che cela presumibilmente una sfiducia in sé stessi, bassa autostima e forse anche una devianza nel sentimento religioso?

    Mi appare una campana di vetro autocostruita per proteggersi dal lato oscuro che ognuno di noi ha. Ma il lato scuro è con noi, dentro quella campana e non si può certo pensare che sia stato chiuso fuori se non per un autoinganno assurdo. Si può anzi pensare che senza l’esterno, che funga da confronto, scontro, rilancio, sfida, accoglienza, quel lato oscuro possa farsi insidioso perché sottovalutato.

    Pensiero personale su esperienza personale.

  3. Teodosio Cantore says:

    Sono evangelico e vorrei rispondere ai punti esposti:
    1) Nessun evangelico di mia conoscenza (e ne conosco parecchi) ha mai affermato ciò: è infatti uno degli innumerevoli punti di contrasto coi testimoni di Geova.

    2) Questo l’ho sentito da pochissimi evangelici, in prevalenza butindariani noti per il loro eccessivo rigore, che infatti mi trovano in disaccordo. In genere l’atteggiamento riguardo questi svaghi è ben diverso

    3) Se non è musica satanica perchè sarebbe proibito ascoltarla? Anche questo, nessun evangelico di mia conoscenza lo afferma, se non qualche butindariano.

    4) I figli si devono correggere anche con mezzi fisici, se necessario, tipo le sculacciate, ma verga e cinghia? No, questo è u n comportamento eccessivo non incoraggiato da alcuna chiesa che conosca (e ne ho conosciute diverse, come già detto). Non credo che nemmeno i butindariani sostengano queste cose.

    5) A sostenere questo punto sono gli stessi pochi evangelici che sostengono anche il punto 2.

    6) Questo nessuno l’ha mai affermato: conosco anzi molti evangelici che ne hanno.

    7) Anche questo viene affermato dagli stessi dei punti 2, 3 e 5. La stragrande maggioranza non si vincola con queste restrizioni: naturalmente, la libertà con cui ci si comporta non deve mai sfociare nell’esibizionismo o nel libertinaggio.

    Concludo il commento chiarendo che gli atteggiamenti descritti non rispecchiano affatto la realtà evangelica, ma quei punti di cui ho riscontro appartengono solo a gruppi molto ristretti, spesso evitati dagli altri evangelici.

  4. Ettore says:

    Caro Teodosio,

    prima di tutto ti ringrazio per il tuo gentile commento. So bene che quello dei butindariani veri e propri sia un gruppo ristretto, ma le questioni morali che pongono vanno ben oltre la loro cerchia. Io frequento su fb molti gruppi evangelici e ho assistito più volte a furibonde dispute sulla questione del mare (ad esempio). e gli schieramenti non sono ben delineati, ho visto diversi evangelici adi mostrarsi contrari. E non è l’unico caso in cui persone delle adi trovino interessanti almeno alcune argomentazioni di Butindaro.

    Un altro esempio che si può fare è quello del cibo. Le vecchie prescrizioni alimentari sono un cavallo di battaglia dei butindariani, ma io ho un amico che frequentava una chiesa libera (di una certa importanza e grandezza) che durante le festività cattoliche era costretto a mangiare di magro. Con divieto assoluto di panettoni e altri cibi tipici, in quanto impuri. Ed è una chiesa che non ha nulla a che fare con Butindaro. E ho altre testimonianze di questo genere. Per questo nell’articolo ho concluso che anche l’ambito della morale è molto contrastato ed è difficile stabilire effettivamente chi sia in minoranza su ogni questione. E comunque credo che per buona parte dei punti sopra si tratta di minoranze ma non poi così isolate.

    Cordialmente

    • Vincenzo says:

      Sulla diffusione di alcune prassi tra i protestanti (o evangelici) io non posso esprimermi, non avendo grande conoscenza in materia. Però rilevo un bel problema: dove va a finire l’ispirazione dello Spirito Santo nel momento in cui – come ciò che lei dice fa ben capire – ogni gruppetto “cristiano” ha una morale sensibilmente diversa da quella degli altri; e soprattutto, dove va a finire quella Fede che doveva basarsi sulle Scritture (?!?), facendo perno su un’ideologica e disinformata contestazione delle “tradizioni umane” (?), quando finiamo col parlare di “butindariani” – come anche, perché no, di “luterani”, “calvinisti” – et similia? Volendo avere un approccio scritturistico, mi viene in mente un passo: 1Cor 1,12.
      Non desidero che lei mi risponda. Ho commentato solo per evidenziare come qui, come in altri casi, si pone il problema di sempre.

      • Ettore says:

        Sì, senza dubbio quel passo di Corinzi è platealmente disatteso. Di solito gli evangelici dicono di sopperire alla loro mancanza di unità effettiva con una solo spirituale che pure però è molto dubbia.

  5. Teodosio Cantore says:

    Come già detto nel mio commento precedente, non ho mai conosciuto chiese che praticassero i punti da lei esposti, tranne i butindariani ai quali, comunque, non tutti corrispondono.
    Sarà sicuramente possibile che esista, da qualche parte, qualche altra chiesa che fa come loro, tuttavia sono stato anche in quelle delle ADI e, pur ravvisandovi un sano rigore biblico, non vi ho invece riscontrato alcuna applicazione del suo elenco.
    Ci terrei anche a chiarire che dottrina e morale siano due cose diverse: la prima dipende totalmente dalla Bibbia, mentre la seconda è decisa sia dalla Scrittura che dalla nostra propria coscienza.
    Per fare un esempio, ogni vero evangelico crede che la salvezza si ottenga per fede grazie al sacrificio di Gesù Cristo, che ce l’ha donata gratuitamente espiando tutti i nostri peccati al nostro posto. Nessuno che creda diversamente potrà definirsi legittimamente un evangelico.
    Ci sono però credenti che non mangiano carne, credenti che invece la mangiano senza problemi, e simili: questa è morale.
    Nessuno va all’inferno se è vegetariano o se mangia carne, ma se non accetta il sacrificio di Cristo sì.
    Il vero errore nasce quando una persona voglia far prevalere il suo personale punto di vista sulla coscienza altrui, senza tener conto della libertà di ciascuno.

    1 Corinzi 10:23-33
    23 Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica. 24 Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri. 25 Mangiate di tutto quello che si vende al mercato, senza fare inchieste per motivo di coscienza; 26 perché al Signore appartiene la terra e tutto quello che essa contiene. 27 Se qualcuno dei non credenti v’invita, e voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è posto davanti, senza fare inchieste per motivo di coscienza. 28 Ma se qualcuno vi dice: «Questa è carne di sacrifici», non ne mangiate per riguardo a colui che vi ha avvertito e per riguardo alla coscienza; 29 alla coscienza, dico, non tua, ma di quell’altro; infatti, perché sarebbe giudicata la mia libertà dalla coscienza altrui? 30 Se io mangio di una cosa con rendimento di grazie, perché sarei biasimato per quello di cui io rendo grazie?
    31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. 32 Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio; 33 così come anch’io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l’utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati.

  6. Ettore says:

    Sì, io invece ho avuto modo di vedere che il quadro è abbastanza movimentato.

    Per il resto del suo discorso, dal punto di vista teorico non fa una piega. Da quello pratico è un’altra storia. Lei parla di evangelici legittimi ma in realtà non c’è nessuna autorità che possa fare una distnzione di questo genere. Certo, tutti gli evangelici cedono alla sola gratia ma – per esempio – non tutti credono alla Trinità. E molti sono ormai nestoriani, non credono alla divinità di Cristo per Incarnazione ma per coabitazione (cioè Cristo non è Dio incarnato, ma un uomo in cui Dio è andato ad abitare. Con due nature separate). In questo caso chi sono gli evangelici legittimi, i trinitari o gli antitrinitari? I nestoriani o i calcedonesi inconsapevoli?

    Non si tratta di dettagli, ma di punti fondamentali della fede. Quindi i diversi gruppi non possono che scomunicarsi a vicenda, come effettivamente fanno. Ogni evangelico è illegittimo per l’altro e viceversa.

    E se questo avviene per i fondamenti della fede, avviene anche per i punti meno importanti e per le quisquiglie morali. Lei sembra impregnato di uno spirito di tolleranza (e me ne compiaccio) ma io credo che sappia che non è questa l’atmosfera che si respira di solito nelle chiese. E anche molti evangelici se ne lamentano. Altro esempio. La decima non riguarda tanto la dottrina, o è comunque un punto secondario. Però il pastore che non la impone perchè è convinto che sia illegittima non può pensare bene del pastore che invece la pretende e spesso la estorce quasi. Perchè sa che sta usando la Bibbia in modo illecito. E ovviamente al pastore che impone la decima non piace essere considerato un ladro.

    Quello evangelico è un mondo molto chiuso, quindi all’esterno le cose fuoriescono poco. Ma ormai ci sono sempre più notizie che provano l’esistenza di vere e proprie guerre tra pastori che scandalizzano chi non ci ha ancora fatto l’abitudine. Se lei è un pastore o un evangelico di esperienza dovrebbe saperlo meglio di me, se è di fresca conversione lo scoprirà presto. Del resto basta andare a vedere cosa succede nei gruppi evangelici su facebook dove se non ci sono cattolici su cui praticare l’intolleranza si tengono in esercizio applicandola tra di loro…Mi sembra di capire che lei non sia un evangelico adi, penso che per conoscere una chiesa non basti frequentarla qualche settimana (se questo è il suo caso). Inoltre in seno alle adi possono esserci anche chiese molto diverse tra loro.

  7. Teodosio Cantore says:

    L’evangelico autentico non viene deciso come tale da un’autorità umana, ma dalla sua coerenza con gli insegnamenti della Bibbia. L’evidenza biblica che, nel loro ad esempio dei trinitari. li smentisce completamente, essendo la trinità ben descritta nella Scrittura.
    Non so quali chiese evangeliche abbia frequentato lei, Ettore, ma in quelle dove sono stato io c’era un clima piuttosto sereno: diversamente, non avrei mai proseguito la loro frequentazione.
    E’ possibile che in qualche chiesa esistano contrasti, siamo umani dopotutto e non tutti sono maturi nel Signore allo stesso modo: essi si possono però risolvere, e devono esserlo. La dottrina, però, il credo biblico, non ha nulla a che fare con tali atteggiamenti.
    Comunque ,sono un evangelico “datato” e ho frequentato le ADI per 3 anni.abbondanti.

  8. Ettore says:

    Ma la Bibbia ognuno la fa parlare come vuole sovrapponendo la propria interpretazione personale. Gli anti-trinitari dicono che la Trinità non figura nella Scrittura nè come termine nè come concetto. E anche per loro questo è evidente. Capisco il suo punto di vista, ma dal mio sono entrambi evangelici, entrambi sostengono la necessità dell’interpretazione personale finchè quella degli altri non si discosti dalla loro. Entrambi dicono di possedere le verità della Bibbia, fino al punto di definirsi cristiani “biblici”.

    Sono evangelici perchè appartengono alla stessa base, solo che hanno sviluppato dottrine diverse (com’è inevitabile). E quasi ogni chiesa ne ha almeno una che per le altre risulta inaccettabile.

    Nella Chiesa apostolica si sarebbe tenuto un concilio per studiare tutte le questioni e dirimerle insieme sotto la guida dello Spirito. Ma oggi che ognuno crede di essere autosufficente e pretende di andare per la sua strada, come potrebbe avvenire questo?

  9. Teodosio Cantore says:

    E’ vero, gli antitrinitari affermano che la Bibbia non parli di trinità, ma una volta confrontati con versetti che la dimostrano senza dubbio, come ad esempio Isaia 48:16, non sanno spiegarli, segno che la Parola di Dio non sostiene le loro ipotesi.
    L’autosufficienza sullo studio della Bibbia è ottima se una persona è realmente interessata a conoscere Dio, e ad accettare i Suoi insegnamenti anche se potrebbero costare il loro orgoglio, com’è scritto

    Salmi 69:32
    Gli umili lo vedranno e gioiranno;
    o voi che cercate Dio, fatevi animo,

    1 Pietro 5:5
    Così anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli
    altri, perché
    Dio resiste ai superbi
    ma dà grazia agli umili.

  10. Ettore says:

    Però, glielo dico con simpatia e rispetto, rivendicare la propria interpretazione come migliore di quella degli altri perchè si è in possesso di più umiltà non è proprio una cosa da umili. Sicuramente anche gli antirinitari si ritengono molto umili, e vedono i trinitari come dei superbi. E io che ho conosciuto entrambi, le posso dire che il livello di umiltà è pressochè lo stesso negli uni e negli altri.

    Il problema di fondo è senza dubbio l’orgoglio che è la fonte delle divisioni. Ma è l’orgoglio di ritenere automaticamente ispirata la propria interpretazione solo perchè è la propria, senza volersi confrontare con la fede della Chiesa primitiva. Di quella unica Chiesa, della cui ispirazione invece non si può dubitare, tramite la quale Dio ci ha donato anche la Scrittura. Per questo la Parola stessa ci avverte di questo pericolo:

    15 La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza, come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 16 così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose. In esse ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina (2 Pt 3, 15-16)

    E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. 20 Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, 21 poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio (2 Pt 1, 19-21).

    La grande Chiesa antica ha mantenuto questi ammonimenti per secoli ed è rimasta unita.

    • Il convertito card. Newman disse che conoscere la storia significa smettere di essere protestanti. Purtroppo nel protestantesimo vi sono categorie mentali, come ad esempio un certa percezione del termine Tradizione, che non permettono di guardare le cose in modo incondizionato e basandosi sui fatti.

      • Ettore says:

        Sì, lui si mise a studiare il Cristianesimo antico proprio allo scopo di dimostrarne la diversità rispetto al Cattolicesimo che per i potestanti doveva essere il prodotto di una degenerazione medievale. E invece scoprì tutto il contrario. Capì che il Cristianesimo come lo avevano immaginato i protestanti non era mai esistito, e anche volendolo attribuire agli apostoli non si poteva negare che esso fosse stato completamente sradicato già pochi anni dopo la loro morte. In altre parole, questo vero cristianesimo non era mai esistito se non nella misura in cui era stato immaginato a partire da interpretazioni fuorvianti della Scrittura molti secoli dopo.

        Newman vide la Verità e non ebbe paura, far finta di niente sarebbe stato come negare l’azione dello Spirito Santo nella vita della Chiesa.

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