I viaggi del Papa nell’era di Facebook

Si è da poco conclusa la difficile visita pastorale al popolo cubano da parte di Benedetto XVI. Essendo un utente di Facebook confesso che – nella solfa dei soliti link spazzatura contro la Chiesa – mi aspettavo il ritorno dello slogan “Vaticano amico dei dittatori ecc…”. E invece ho dovuto constatare che non è avvenuto nulla di simile. Nessun link con la foto del Papa e di Fidel Castro con didascalie denigratorie nei confronti del Pontefice. Sono ragionevolmente certo che non siano stati nemmeno creati link simili, o comunque non hanno avuto una buona circolazione (posso dirlo perché frequento molti gruppi diciamo “sensibili” a questi temi). Così mi sono reso conto di essere stato, in effetti, ingenuo. Perché questi link si basano sull’ignoranza delle persone, e farli circolare a visita in corso sarebbe un grosso errore. Perché anche il più ingenuo utente di Fb, inevitabilmente, accende la tv e quindi si rende conto che non si tratta di una visita al dittatore ma al popolo cubano. Di una visita dal grande spessore umano e religioso, con continui richiami alla libertà religiosa e ai diritti umani. Certo, inevitabilmente c’è anche l’incontro col dittatore e con le autorità politiche che – per fortuna – si svolge all’insegna della cordialità. E non si capisce quale sia il problema, né come si possa immaginare un’alleanza tra il Papa e uno stato ateo-comunista. Infatti non sono mancati gli incidenti e le tensioni, né prima né durante la visita, e per questo il Papa ha chiesto “un gesto di buona volontà” al governo istituendo la festa del Venerdì santo.

 

Ecco perché i link sul “papa amico dei dittatori” cominciano a circolare sempre anni dopo (come con Giovanni Paolo II), all’occorrenza. Così la foto del papa col dittatore di turno sembra una visita di piacere fatta alla sua persona, magari per progettare la prossima conquista del mondo (per i più complottisti) o l’avvento dell’Anticristo (per i più apocalittici). Tanto nessuno avrà voglia di andarsi a rivedere i contenuti di quella visita, così il vecchio slogan può avere finalmente una nuova conferma per l’utente medio-basso che spesso crede di potersi fare un’opinione equilibrata sulla scia dell’emotività di certi link ed articoli della rete.

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