Gli evangelici e la Tradizione (parte II)

Questo è il testo di cui ho parlato in Gli evangelici e la Tradizione  (parte I). Purtroppo non sono riuscito a contattare l’autore, ma penso non gli dispiaccia se pubblico il suo testo. Nel caso, può inviarmi un messaggio o un commento e provvederò a rimuoverlo, anche se sarebbe un vero peccato pregiudicare la diffusione di un testo così utile. Ad ogni modo, premetto che mi sono preso la licenza di correggere qualche errore di ortografia e di diminuire il sottolineato per un migliore effetto grafico. 
 
Tratto da Cattolici Romani
 
Ho trovato su questo sito http://camcris.altervista.org/tradiz.htmldiverse diverse citazioni patristiche, alcune già portate su questo forum, che a semplice vista sembrano in favore di ciò che dicono i protestanti.
 
In questa discussione cercherò di analizzare le citazioni e vedere cosa c’è dietro
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Siccome la tradizione cattolico-romana non è sostenuta dalla Sacra Scrittura, vogliamo vedere quello che alcuni di quegli antichi scrittori che essa chiama “padri della Chiesa” hanno detto doversi fare a proposito di ciò che non può essere confermato dalla Bibbia, o che non fa parte della Scrittura e la contraddice
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Giustino Martire (morto nell’anno 165 dopo Cristo) disse: ‘Non abbiamo alcun comandamento di Cristo che ci faccia obbligo di credere alle tradizioni e alle dottrine umane, ma soltanto a quelle che i beati profeti hanno promulgate e che Cristo stesso ha insegnate, ed io ho cura di riferire ogni cosa alle Scritture e chiedere ad esse i miei argomenti e le mie dimostrazioni’ (Giustino Martire, Dialogo con Trifone);
 
“Vi sono infatti, amici, – così continuavo – alcuni della vostra razza che riconoscono che Egli è il Cristo, ma dichiarano che è un uomo nato da uomini. Io non sono d’accordo con loro, né affermerebbero questo i più, che la pensano come me, perchè Cristo stesso ci ha ordinato di non obbedire ad ammaestramenti umani ma a quelli annunciati tramite i profeti e impartiti da lui stesso.
San Giustino Martire, Dialogo con Trifone, Cap 48, 4
 
La frase: “ed io ho cura di riferire ogni cosa alle Scritture e chiedere ad esse i miei argomenti e le mie dimostrazioni”, è una aggiunta alla citazione, già che non corrisponde con il Cap 48,4, e quindi la citazione è stata manipolata.
 
San Giustino sta dicendo che non dobbiamo obbedire ammaestramenti umani, ma che dobbiamo comunque obbedire agli insegnamenti di Cristo stesso. La fonte della tradizione apostolica sono gli insegnamenti di Cristo agli apostoli, quindi bisogna conservarla.
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Basilio (330-379 d.C.) disse: ‘Rigettare alcuna cosa che si trova nelle Scritture, o ricevere alcune cose che non sono scritte, è un segno evidente d’infedeltà, è un atto di orgoglio… il fedele deve credere con pienezza di spirito tutte le cose che sono nelle Scritture senza togliere o aggiungere nulla’ (Basilio, Lib. de Fid. – regul. moral. reg. 80);
 
In realtà San Basilio dice questo:
 
“Che cosa è proprio del cristiano? La fede operante mediante l’amore.
Che cosa è proprio della fede? Piena e indubbia certezza della verità delle parole ispirate da Dio, non soggetta a oscillazione dovuta a qualsiasi pensiero, sia esso indotto da necessità fisica o camuffato sotto aspetto di pietà.
Che cosa è proprio del fedele? Il conformarsi con tale piena certezza al significato delle parole della Scrittura, e non osare togliere o aggiungere alcunché. Se infatti tutto ciò che non è dalla fede è peccato, come dice l’Apostolo, ma la fede è dall’udito e l’udito poi mediante la parola di Dio: allora tutto ciò che è al di fuori della Scrittura ispirata, non essendo dalla fede è peccato.”
San Basilio, Regole morale, regola LXXX, 22.
 
San Basilio parla in favore della tradizione apostolica, già che dice che dobbiamo avere piena certezza nel significato delle parole della Scrittura, e non togliere o aggiungere nulla, e poi finisce dicendo che tutto ciò che è al di fuori della Scrittura ispirata, non essendo dalla fede è peccato. Noi sappiamo che la tradizione apostolica fa parte della fede della Chiesa. La citazione è stata chiaramente manipolata.
 
Cosa pensava San Basilio della tradizione apostolica?
 
“Ormai cerchiamo quali siano le nostre comuni nozioni sullo Spirito Santo: sia quelle raccolte per noi dalle Scritture sia quelle che abbiamo ricevuto dalla tradizione non scritta dei padri.
San Basilio, Lo Spirito Santo, IX, 22
 
[…]
 
“A coloro che dicono che la dossologia con lo Spirito non è attestata nella Scrittura, diciamo questo: se non si accetta nessun’altra cosa non attestata nella Scrittura, non si accetti neppure questa; se però la maggior parte delle celebrazioni dei misteri hanno per noi diritto di cittadinanza insieme a molte altre cose che pur non sono nella Scrittura, allora ammettiamo anche questa. Io credo che sia un criterio apostolico attenersi anche alle tradizioni non scritte: ‘Vi lodo – dice l’Apostolo – perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservatele tradizioni così come ve le ho trasmesse’ (1Cor 11,2); e ancora: ‘Mantenete le tradizioni che avete apprese sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera’ (2Tes 2,15).
San Basilio, Lo Spirito Santo, XXIX, 71
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Ambrogio (340 ca. – 397) disse: ‘Chi ardirà parlare quando la Scrittura tace?… Noi nulla dobbiamo aggiungere al comando di Dio; se voi aggiungete o togliete alcuna cosa siete rei di prevaricazione‘ (Ambrogio, Lib. II de vocat. Gent. cap. 3 et lib. de parad. cap. 2).
 
A semplice vista non si trova nulla contro la tradizione apostolica, già che sono frasi abbastanza vaghe. Nel libro De Paradiso Liber Unus, Cap 2 non si trova quella frase. Vedere: http://www.documentacatholicaomnia.eu/ l’unica frase che fa riferimento alle Scritture è questa:
 
“Sic ergo et in Scripturis divinis non facile reprehendamus aliquid quod intelligere non possumus. Sunt enim plurima quae non nostro ingenio metienda sunt; sed ex altitudine divinae dispositionis et verbi sunt estimanda.”
Sant’Ambrogio, De Paradiso, Liber unus, Cap II, 7
 
“Allo stesso modo dunque anche nelle divine Scritture non dobbiamo biasimare con leggerezza ciò che non siamo in grado di comprendere. Vi sono infatti parecchie cose che non possono essere misurate con il metro della nostra mente, ma devono essere valutate riferendosi alla profondità del disegno e della parola di Dio”
Sant’Ambrogio, Il Paradiso terrestere, Cap II, 7
 
Il libro citato, di Sant’Ambrogio “Liber Duode Vocatione Gentium” è un opera incerta, che non appare nemmeno nella lista delle opere di Sant’Ambrogio.
 
Si può leggere la versione in latino su http://www.documentacatholicaomnia.eu/
[…]
In ogni modo quel testo non è contro la tradizione apostolica. Abbiamo invece testimonianze di Sant’Ambrogio che parlano chiaramente in favore della tradizione apostolica:
 
“Però mi chiedo perché mai non credono che i martiri possano guarire. Ciò equivale a non credere a Cristo, perché Egli stesso ha detto: ‘E farete opere maggiori di queste’. Che forse sono stati questi martiri, i cui meriti sono riconosciuti ormai da lungo tempo, a ritrovare nei giorni scorsi le reliquie? A questo punto io mi chiedo se l’oggetto della loro invidia sia io, o i santi martiri. Se sono io, che forse è in mio potere fare i miracoli? Che forse i miracoli si compiono per opera mia, nel mio nome? Allora perché mi invidiano ciò che non mi spetta? Se invidiamo i martiri (infatti, se non sono io l’oggetto della loro invidia, neccessariamente debbono esserlo i martiri), dimostrano che la fede dei martiri è diversa dalla loro. Non ne invidierebbero certo le azioni se non ritenessero che la fede dei martiri è diversa da quella che essi possiedono. Eppure quella fede, confermata dalla tradizione dei padri, e che perfino i demoni non possono negare, gli ariani la negano.
Sant’Ambrogio, Lettera XXII, 19
Citazione:
 
Girolamo (347 ca. – 419-20 ca.) disse: ‘Se voi volete chiarire le cose in dubbio, andate alla legge e alla testimonianza della Scrittura; fuori di lì siete nella notte dell’errore. Noi ammettiamo tutto ciò che è scritto, rigettiamo tutto ciò che non lo è. Le cose che si inventano sotto il nome di tradizione apostolica senza l’autorità della Scrittura sono colpite dalla spada di Dio‘ (Girolamo, In Isaiam, VII; In Agg., I; citato da Roberto Nisbet in op. cit., pag. 28).
 
Un’altra citazione abbastanza sospetta, ancora non trovo il libro che hanno citato in italiano, ma…
 
Comunque, mi sembra che San Girolamo stia parlando di inventare qualcosa e poi dire che fa parte della tradizione apostolica. Questo è sbagliatissimo, comunque tutto ciò che dice la tradizione apostolica ha un solido sostegno biblico.
 
In ogni modo abbiamo testimonianze di San Girolamo in favore della tradizione apostolica:
 
“Nel periodo di Pentecoste la cena diventa colazione, sia per soddisfare la tradizione ecclesiastica, sia per non appesantire il ventre con una doppia quantità di cibo.”
San Girolamo, Lettera XXII, 35
 
“Noi, in accordo con tutto il mondo, digiuniamo per una sola quaresima, secondo la tradizione degli apostoli; essi fanno trè quaresime l’anno, come se avessero sofferto trè salvatori.”
San Girolamo, Lettera XLI, 3
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Cipriano (200 ca. – 258) disse: ‘Che orgoglio e che presunzione è l’uguagliare delle tradizioni umane alle ordinanze divine…!'(Cipriano, Epist. 71);
 
Questa citazione è falsa, non si trova nella Epistola 71 di San Cipriano. Vedere questa pagina:http://www.newadvent.org/fathers/050671.htm
 
Già che ho letto l’Epistola 71 di San Cipriano vi faccio vedere cosa ho trovato:
 
“Quanti non appartengono alla Chiesa di Cristo, appartengono alla chiesa dei morti. Non può dare la vita ad un altro uno che non ce l’abbia; una sola è la Chiesa che ha conseguito la grazia della vita eterna, che vive in eterno e che vivifica il popolo di Dio”
San Cipriano, Epistola 71, 1
 
“Poiché non vi può essere nulla di comune tra la verità e la menzogna, tra le tenebre e la luce, tra la morte e l’immortalità, tra l’anticristo e il Cristo, noi dobbiamo restare fedeli in tutto all’unità della Chiesa Cattolica e non fare concessione alcuna ai nemici della fede e della verità”
San Cipriano, Epistola 71,2
[…]
Ma, cosa pensava San Cipriano della tradizione apostolica?
 
“Per questo che bisogna rispettare con cura la tradizione divina e la prassi apostolica; tradizione e pratica che si trovano presso di noi ed in quasi tutte le province…”
San Cipriano, Epistola 67,5
 
“La Chiesa infatti è una sola; se è una, non può trovarsi dentro e fuori. Se infatti la Chiesa si trova presso Novaziano, non lo è stata presso Cornelio. Se invece la Chiesa si è trovata presso Cornelio, che è succeduto, attraverso la legittima ordinazione, al vescovo Fabiano e che il Signore ha reso glorioso non solo con l’onore dell’episcopato, ma anche con quello del martirio, Novaziano non si trova nella Chiesa e non può considerarsi vescovo. Egli ha disprezzato la tradizione del vangelo e degli apostoli; non è succeduto a nessuno, ma è sorto da sé. Non può infatti avere, o possedere in nessun modo la Chiesa, chi non è stato ordinato nella Chiesa.”
San Cipriano, Epistola 69,3
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Tertulliano (160 ca. – 220 ca.) disse: ‘Ci mostri la scuola di Ermogene che ciò ch’essa insegna sta scritto: se non è scritto, tremi in vista dell’anatema fulminato contro coloro che aggiungono alla Scrittura, o ne tolgono alcuna cosa’ (Tertulliano, Contro Ermogene, cap. 22).
 
“Dunque, ‘in principio Dio creò il cielo e la terra’. Adoro la pienezza della Scrittura, con la quale vengono manifestati il creatore e la sua opera. Nel Vangelo invece scopro, come ulteriore rivelazione, che il Verbo è il ministro e l’ordinatore del creatore, ma non ho ancora letto in alcun passo se l’universo sia stato creato da una qualche materia soggiacente: ché, se questo è scritto, lo insegni la bottega di Ermogene, ma se non è scritto, abbia timore di quel ‘guai’, destinato a coloro che fanno aggiunte o sottrazioni alla Scrittura”
Tertulliano, Contro Ermogene, Cap XXII, 3
 
La citazione esiste. Praticamente Tertulliano sta dicendo che quello che dice Ermogene non si trova nella Scrittura, e fa una allusione ad Apocalisse 22,18-19, per confutare meglio, chiaramente si sta parlando di scrittura e non di tradizione. Comunque, bisogna guardare anche altri testi di Tertulliano per vedere se era contro la tradizione apostolica o no.
 
Ma poi, se vi siano eresie, le quali abbiano l’ardire di sostenere che esse sono strettamente congiunte alla purezza e all’integrità dell’Epoca Apostolica, così da voler quasi dimostrare che derivano in certo modo dagli Apostoli direttamente, perchè all’età loro fiorirono, noi possiamo risponder così: ci dimostrino chiaramente le origini, dunque, delle Chiese loro; ce lo dichiarino in quale ordine si siano susseguiti i vescovi loro, cominciando dall’inizio e venendo giù ordinatamente nel tempo, in modo che quel primo vescovo possa a sua volta riconoscere come predecessore e sostenitore qualcuno degli Apostoli o di quei primi uomini apostolici che cogli Apostoli ebbero assoluta comunione di vita e di fede. È proprio seguendo questo sistema che le Chiese Apostoliche spiegano e dichiarano la loro vita, la loro gloria. Ecco che la Chiesa di Smirne afferma che fu Giovanni a porre a suo capo Policarpo, e la Chiesa di Roma riconosce che Clemente fu ordinato da Pietro. E così continuando, tutte le altre Chiese fanno ricordo dei loro vescovi, che posti in tal grado direttamente dagli Apostoli, rappresentano la semente prima, apostolica, di quella che fu poi la fioritura. Anche gli eretici possono forse portare qualcosa che stia a confronto colle nostre affermazioni? Ci si provino! Che c’è di non lecito per loro, dal momento che han potuto e saputo pronunziare parole piene di menzogna?
Tertulliano, Praescriptione Haereticorum, Cap XXXII
 
[…]
 
È da qui, da ogni considerazione esposta, che noi facciamo muovere la nostra prescrizione contro gli eretici. È pure vero che Gesù Cristo inviasse gli Apostoli a predicare la sua dottrina (68). Ebbene: noi non dobbiamo accettare altri, all’ infuori di loro, come divulgatori di essa. Chi può conoscere il Padre se non il Figlio Suo e quelli a cui il Figlio lo rivelò (69)? E sembra che a nessun altro, se non agli Apostoli, il Figlio abbia rivelato i! Padre Suo. Ad essi poi dètte l’incarico della predicazione e di divulgare, s’intende, ciò che era stato loro manifestato. Ciò che essi, dunque, bandiscono alle genti, è quello che Cristo rivelò all’intelligenza loro; ed è da questo punto anche che noi possiamo alzare il nostro grido di prescrizione, in quanto non deve esser possibile conoscere la verità della dottrina di Cristo, se non ricorrendo alle Chiese che gli Apostoli fondarono e dove essi ammaestrarono i fedeli, sia colla voce viva ed ardente, sia rivolgendosi poi con lettere alle genti. Se dunque le cose stanno esattamente così ne risulta che ogni dottrina, la quale si accordi ai principi di quelle Chiese Apostoliche Madri, sorgenti di ogni fede più pura, si deve riconoscere come veritiera: essa contiene in sè, senza dubbio alcuno, ciò che le Chiese attinsero dal labbro degli Apostoli, ciò che a loro volta gli Apostoli colsero dalle labbra di Gesù, ciò che infine Gesù attinse da Dio.  E si può affermare, senz’ altro, falsa ogni dottrina che si schieri contro la verità della Chiesa e quindi contro la parola degli Apostoli, di Cristo, di Dio.  Quello che ci resta da dimostrare è questo appunto: che la dottrina nostra, di cui prima abbiamo dato la regola di fede, trae l’origine sua dalla pura tradizione apostolica e che quindi, posto questo riconoscimento, tutte le altre dottrine vengono infirmate come false, in quanto traggono loro sorgente da principi non veri.
Noi siamo nel rapporto più intimo colle Chiese Aposto-liche, perchè la nostra dottrina non è in alcun punto diversa dalla loro: questa è la prova sicura dell’assoluta verità.
Tertulliano, Praescriptione Haereticorum, Cap XXI,1-7
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Origene (185 ca. – 254) si espresse contro il primato di Pietro: ‘Se tu immagini che solo su Pietro sia stata fondata la Chiesa che cosa potresti tu dire di Giovanni, il figlio del tuono, o di qualsiasi altro apostolo? Chiunque fa sua la confessione di Pietro può essere chiamato un Pietro’ (Origene, Commento a Matteo 12:10-11).
 
“Ma se ritieni che solamente su quel Pietro Dio edifichi tutta quanta la Chiesa, cosa dirai allora di Giovanni, il figlio del tuono (15) o di ciascuno degli apostoli? Ma veramente oseremo asserire che le porte degli inferi non prevarranno su quel Pietro in particolare, mentre prevarranno sugli altri apostoli e sui perfetti? Non è che la suddetta promessa: le porte degli inferi non prevarranno su di essa e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, viene fatta in rapporto a tutti e ad ognuno di loro? (16). Dunque le chiavi del regno dei cieli sono consegnate da Cristo al solo Pietro, e nessun altro dei beati le riceverà? Ma se la promessa: a te darò le chiavi del regno dei cieli è comune ad altri, come non lo saranno tutte le parole precedenti e conseguenti rivolte a Pietro…? In realtà, qui sembrano rivolte a Pietro le parole: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato anche nei cieli, ecc. (17); ma nel Vangelo di Giovanni, il Salvatore è ai discepoli che dà lo Spirito Santo, col suo alitare, e dice: Ricevete lo Spirito Santo, ecc.
[…]
Origene non era contro il primato di Pietro, già che lui stesso dice questo:
 
“Ma chi è cosí beato da essere libero dal peso delle tentazioni che nessun pensiero ambiguo sorprenda la sua anima? Vedi che cosa dice il Signore a quel grande fondamento della Chiesa e pietra solidissima, sopra la quale il Cristo fondò la Chiesa: ‘O uomo di poca fede, perché hai dubitato?’.”
Origene, Omelie sull’Esodo, V, 4
Origene, come altri padri della Chiesa, considerava San Pietro come la pietra della Chiesa, ma allo stesso tempo, come facciamo anche noi oggi, considerava che la base della Chiesa è la fede in Cristo.
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Anche san Cipriano (200 ca. – 258) era contrario al primato di Pietro: ‘Gesù parlò a Pietro, non perché gli attribuisse una autorità speciale, ma solo perché rivelandosi ad uno solo fosse visibile il fatto che la chiesa dev’essere tutta unita nella fede di Cristo. Pietro è solo il ‘simbolo’, il ‘tipo’ di tutti gli apostoli e di tutti i vescovi’ (Cipriano, De catholica ecclesiae unitate c. 4-5).
 
La citazione esiste, ma il testo non mi sembra molto giusto. Questo dice il testo di San Cipriano:
 
“Il Signore disse a Pietro: ‘Io ti dico che tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non la vinceranno. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato anche nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto anche nei cieli’. Il Signore edifica la sua Chiesa sopra uno solo…***
San Cipriano, L’unità della Chiesa Cattolica, IV
 
*** Esistono due testi di questo brano: il Textus Receptus: T. R.; il Textus Primatus: T. P. Quest’ultimo sarebbe favorevole al primato con le “addizioni”, sulle quali però Hertel richiamò l’attenzione degli studiosi. Dopo un primo rifiuto, queste addizioni furono oggetto di nuovo studio da parte del Chapman. Secondo lo studioso sarebbero state introdotte dallo stesso Cipriano in una riedizione del suo trattato. Per D. van Eynde, O. Perler e M. Bévenot il testo T. P. sarebbe la prima stesura di questo capitolo quarto, modificata successivamente secondo la stesura del T. R. Secondo Moyne solo il T. P. sarebbe autentico. Demoustier, sostiene che i due testi concorderebbero a proposito del primato.***
 
T. R. 
“….anche se dopo la resurrezione egli conferisce un’eguale potestà a tutti gli apostoli con le parole: ‘Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi; saranno ritenuti a chi non li riterrete’, tuttavia per evidenziare l’unità dispose di sua autorità che l’origine della medesima procedesse da uno solo. Certamente anche gli apostoli erano ciò che era Pietro: erano insigniti di un’eguale partecipazione, sia di onore che di potere; ma l’origine viene dall’unità, affinché la Chiesa di Cristo si manifesti una sola.”
San Cipriano, L’unità della Chiesa Cattolica, IV
 
T. P.
“…Dopo la resurrezione gli dice: ‘Pasci le mie pecore’. Sopra uno solo edifica la Chiesa e a lui comanda di pascere le sue pecore. E benché dia a tutti gli apostoli un’eguale potestà, tuttavia costituisce una sola cattedra e stabilisce con l’autorità della sua parola l’origine dell’unità.
Anche gli altri erano certamente ciò che era Pietro, ma il primato fu dato a Pietro di modo che si mostrasse una la Chiesa e una la cattedra. Tutti sono pastori, però il gregge è uno solo, poiché tutti gli apostoli lo pascolano con accordo unanime.
Chi non conserverà questa unità raccomandata anche da Paolo penserà forse di conservare la fede? Chi abbandonerà la cattedra di Pietro sulla quale è fondata la Chiesa penserà di essere ancora nella Chiesa?”
San Cipriano, L’unità della Chiesa Cattolica, IV
 
Comunque abbiamo altri testi di San Cipriano riguardo al primato di Pietro.
 
“Non si tratta qui di accettare per diritto di prescrizione una consuetudine; bisogna invece vincere attraverso la ragione. Infatti Pietro, che il Signore ha eletto per primo e sul quale ha edificato la sua Chiesa, durante quel dissenso che ha avuto con Paolo a proposito della circoncisione, non si è rivendicato qualche diritto con insolenza e orgoglio. No ha premesso di possedere il primato, non ha detto che sia i nuovi che i meno anziani devono obbedirgli. Non ha disprezzato Paolo, perché era stato prima persecutore della Chiesa, ma ha accettato il consiglio che proveniva dalla verità e con facilità ha dato il suo assenso alle legittime motivazioni che Paolo portava.”
San Cipriano, Epistola 71,3
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Eusebio (260 ca. – 340) condannò la dottrina dell’immacolata concezione di Maria: ‘Nessuno è esente dalla macchia del peccato originale, neanche la madre del Redentore del mondo. Gesù solo è esente dalla legge del peccato, benché nato da una donna sottoposta al peccato’ (Eusebio, Emiss. in Orat. II de Nativ.).
 
L’opera menzionata di Eusebio di Cesarea non esiste, per tanto la citazione è falsa.
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Ambrogio (340 ca. – 397) di Milano era contrario al primato di Pietro infatti disse: ‘Pietro ottenne un primato, ma un primato di confessione e non d’onore, un primato di fede e non di ordine’ (Ambrogio, De incarnationis dominicae sacramento IV).
 
La citazione esiste, ma è fuori contesto.
 
“Dunque, egli che prima taceva per insegnarci che di quel che dicono gli empi non si deve ripetere neanche una parola, quando si sentí domandare: Ma voi chi dite che io sia?, subito, ben consapevole della sua autorità, esercitò il primato: un primato di confessione e non di onore, un primato di fede e non di rango. Vale a dire: ‘Ora nessuno deve vincermi. Debbo riscattare il mio silenzio, il mio silenzio deve essere utile. La mia lingua non ha spine, la professione di fede deve uscire senza impedimento. Mentre gli altri vomitano il fango dell’empietà, pur ripetendo con le loro labbra affermazioni altrui, dicendo che Cristo è Elia o Geremia o uno dei profeti – e queste parole sono ricoperte di fango e cosparse di spine -; mentre alcuni detergono questo fango e in altri si strappano queste spine, la nostra voce faccia riecheggiare che ‘ Cristo è Figlio di Dio’. Le mie parole sono pure e nessuna espressione di empietà vi ha lasciato spine.
Sant’Ambrogio, Il mistero dell’incarnazione del Signore, IV, 32
 
“Tale è Pietro che rispose davanti agli altri, anzi per gli altri. E viene denominato fondamento perché sa custodire un bene che non è soltanto suo proprio ma di tutti. Cristo confermò la sua testimonianza e ‘glielo rivelò il Padre’. Chi esprime la vera generazione del Padre non può averla appresa dalla carne, ma deve averla appresa dal Padre. Dunque il fondamento della Chiesa è la fede. Non della carne di Pietro ma della sua fede è stato detto che ‘le porte della morte non prevarranno su di lui’: è la sua professione di fede che ha vinto l’inferno. E questa professione di fede non ha allontanato una eresia soltanto. Infatti, sebbene la Chiesa come una solida nave sia continuamente colpita da molti flutti, il fondamento della Chiesa deve prevalere contro tutte le eresie.”
Sant’Ambrogio, Il mistero dell’incarnazione del Signore, IV, 33
 
I protestanti pensano che questi testi siano contro il primato di Pietro, perché loro dicono che la pietra della Chiesa è la fede. Per capire bene ciò che pensava Sant’Ambrogio sul primato di Pietro, bisogna leggere anche altri testi che parlano di San Pietro:
 
“Tu dunque, o uomo, sei un pesce. Senti qui perché sei un pesce: ‘Il Regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che ha raccolto ogni genere di pesci; e quando è piena, la si tira alla spiaggia, ci si siede e si fa la raccolta dei buoni in ceste, e i cattivi si gettano via. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi di mezzo ai buoni, e li getteranno nella fornace accesa’. Ci sono dunque pesci buoni e pesci cattivi, i buoni sono riservati al premio, i cattivi vengono subito bruciati. Ma un buon pesce, le reti non lo avviluppano, bensì lo sollevano in alto, né l’amo ne fa strage ma lo irrora col sangue sgorgato da una preziosa ferita: e in bocca gli si trova la buona valuta della fede, con cui pagare le tasse degli apostoli e il tributo di Cristo. Così infatti sta scritto, quando il Signore disse: ‘I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli, o dagli altri?’ E avendo risposto Pietro: ‘Dagli altri’, il Signore continuò: ‘Va’ al mare, getta l’amo, e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca, e vi troverai uno statere. Prendilo, e dàllo a loro per me e per te’.
Tu dunque, che sei un buon pesce, non temere l’amo di Pietro: esso non stermina, ma santifica. Non ti credere senza valore, vedendo che il tuo corpo è debole. In bocca hai da chi pagare sia per Pietro, sia per Cristo. Non temere le reti di Pietro, a cui Gesù disse: ‘Prendi il largo e cala le reti’; egli non getta a sinistra, ma a destra, come glie lo ha ordinato Cristo. Non temere le ampie maglie, poiché gli è stato detto: ‘Da questo momento darai la vita agli uomini’. Per questo egli gettò la rete, e prese Stefano, che fu il primo a venire a galla dal Vangelo con lo statere della giustizia in bocca.”
Sant’Ambrogio, Exameron, 6,15-16
 
“Al suo segnale, si rianima il navigante, si placano le infide onde del mare, al suo canto, anche la Pietra della Chiesa lava nel pianto.”
Sant’Ambrogio, Inni I, 4.
 
“Io bramo seguire in ogni cosa la Chiesa di Roma; però anche noi abbiamo il nostro modo di pensare, come tutti gli uomini: quindi ciò che altrove si osserva con buone ragioni, anche noi, con buone ragioni, lo teniamo in vigore.
Io non faccio che seguire l’apostolo Pietro, sto fedelmente attaccato alla sua pietà. Che cosa può rispondere su questo punto la Chiesa di Roma? Colui che ci ispira questo atteggiamento è proprio l’apostolo Pietro, il quale fu il vescovo della Chiesa di Roma, Pietro in persona, quando disse: ‘Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e la testa!’ Vedi quale fede! Se prima oppose un rifiuto, fu per umiltà, ma che in seguito abbia offerto se stesso, fu per devozione e per fede.”
Sant’Ambrogio, I sacramenti III, 5-6
[…]
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Ambrogio era anche contro l’immacolata concezione di Maria infatti affermò: ‘Gesù è il solo che i lacci del peccato non abbiano avvinto; nessuna creatura concepita per l’accoppiamento dell’uomo e della donna, è stata esente dal peccato originale; ne è stato esente Colui solo il quale è stato concepito, senza quell’accoppiamento, da una Vergine per opera dello Spirito Santo'(Ambrogio, In Psalm. 118).
 
Questa citazione non corrisponde a In Psamuls David CXVIII expositio, e quindi è falsa.
 
Questo troviamo invece nel In Psalmus CXVIII expositio:
[…]
“Vieni, dunque, e cerca la tua pecora; ma non farla cercare dai servitori o dai mercenari; cercala tu di persona! Accogli me con quella carne che è caduta in Adamo. Accoglimi non da Sara, ma da Maria, di modo che si tratti, sí, d’una vergine inviolata, ma d’una vergine che la grazia ha reso immune da ogni macchia di peccato.”
Sant’Ambrogio, Commento al salmo 118, XXII (Lettera Tau), 30
 
Si vede la differenza tra la citazione falsa dei protestanti e la vera citazione del opera di Sant’Ambrogio?
 
Citazione:
Originariamente scritto da web protestante
Tertulliano (160 ca. – 220 ca.) era contro il primato del vescovo di Roma sostenuto dalla chiesa romana. Scrivendo al vescovo di Roma che si era appellato al “tu sei Pietro” per sostenere la propria autorità, dice: ‘Chi sei tu che sovverti e deformi l’intenzione manifesta del Signore?’ (Tertulliano, De pudicitia 21).
 
Questa citazione esiste.
Dalla vita di Tertulliano (Documenta Catholica Omnia):

“Tertulliano dimostra questa svolta radicale nella sua vita in molte opere, nelle quali esprime giudizi e opinioni spesso in aperto contrasto con quanto aveva sostenuto sulle medesime questioni nel periodo precedente della sua appartenenza alla comunità ortodossa di Cartagine.”[…]

Citazione:
Originariamente scritto da web protestante
Tertulliano era anche contro la perpetua verginità di Maria, infatti disse che Maria non rimase vergine dopo avere partorito Gesù.
Riguardo a questo, Tertulliano è una eccezione. Eretici come Elvidio, poi, l’hanno citato per dire che Maria Santissima non era vergine, a questo San Girolamo disse su di lui: “Tertulliano non è mai stato un uomo di Chiesa”. Nell’opera “Contro Elvidio”, San Girolamo fa una difesa colossale della verginità di Maria.
Citazione:
Originariamente scritto da web protestante
Era (Tertulliano) contrario alla dottrina della transustanziazione, ed era contrario al battesimo dei neonati.
Mi piacerebbe sapere in quale opera Tertulliano si dichiara contro alla transustanziazione.”Sotto questo aspetto, in ogni giorno, la fede, nel suo zelo, farà sentire alta la sua parola di protesta e si addolorerà vedendo giungere nella sua chiesa un cristiano impigliato in certi caratteri anche formali d’idolatria. È lo stesso che venire nella casa di Dio, dalla bottega del suo nemico e avversario; e sollevare a Iddio padre, quelle mani che furono pure madri di immagini idolatre; fare atto di adorazione con quelle mani che fuori sono causa di adorazioni contrarie al vero Dio; accostare al corpo del Signore quelle mani che formano i corpi dei demoni.”
Tertulliano, De idolatria, Cap VII

Non mi sembra affatto contro la transustanziazione.

Riguardo al battesimo dei neonati, non so cosa pensava Tertulliano, vorrei conoscere la citazione.
La Chiesa Cattolica è sempre stata salda e ha mantenuto la Tradizione apostolica, come ci dice la Bibbia:

“Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera.”
2 Tessalonicesi 2,15

E abbiamo testimoni storici che ci dicono che il battesimo dei bambini fu istituito dagli apostoli:

“Dunque, riguardo a questo peccato si deve credere che anche David abbia detto quanto abbiamo sopra menzionato: “Nei peccati mi ha concepito mia madre”: infatti in base alla storia non viene reso noto alcun peccato di sua madre. Per questo anche la Chiesa ha ricevuto dagli apostoli la tradizione di amministrare il battesimo pure ai bambini. Sapevano, infatti, coloro a cui furono affidati i segreti dei misteri divini, che in ognuno si trovano delle innate macchie di peccato, le quali devono essere lavate mediante l’acqua e lo Spirito; e a causa di esse anche il corpo stesso è chiamato “corpo di peccato”.
Origene (185-254 d.c.) Commento alla lettera ai Romani, Libro V, Capitolo IX Sec

[…]
Citazione:
Originariamente scritto da web protestante
Ireneo (150 ca.- 200 ca.) condannò l’uso di immagini e affermò che i primi ad introdurre nella Chiesa il culto delle immagini furono gli Gnostici: ‘Si denominano gnostici ed hanno alcune immagini dipinte, altre fabbricate anche con altro materiale, dicendo che sono l’immagine di Cristo fatta da Pilato nel tempo in cui Gesù era con gli uomini… riservano ad esse tutti gli altri onori, proprio come i pagani’ (Ireneo, Contro le eresie, Lib. I, cap. 25,6).
“Alcuni di loro segnano con un marchio nel lobo posteriore dell’orecchio destro i loro discepoli. In questo modo Marcellina, una di questa setta, venuta a Roma sotto Aniceto, rovinò molti. Si chiamano gnostici. Hanno delle immagini dipinte o di altra materia che dicono riprodurre la figura di Cristo fatta fare da Pilato quando Gesù era tra gli uomini. La onorano con corone e la espongono insieme con le effigi dei filosofi profani, come Pitagora, Platone e Aristotele, e fanno pratiche di omaggio davanti ad essi come i pagani.”
Sant’Ireneo, Contro le eresie, Libro I, Cap 25,6Sant’Ireneo non condanna le immagini, condanna l’idolatria, per questo che dice: “fanno pratiche di omaggio davanti ad essi come i pagani”. E da nessuna parte vedo che Sant’Ireneo abbia affermato che furono i gnostici ad introdurre il culto delle immagini nella Chiesa.

 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Atenagora (II sec.) era contro l’offrire incenso a Dio (Atenagora, Supplica per i cristiani, Alba 1978, pag. 62).
 
Atenagora sta dicendo che Dio non ha bisogno di sacrifici come fanno i pagani.
 
“Il creatore e padre di questo universo non ha bisogno né di sangue, né di odore di carni rosolate, né della fragranza dei fiori e degli aromi, mentre egli è la perfetta fragranza che di nulla necessita in sé né fuori di sé; ma il più grande sacrificio che gli si renda è di conoscere chi distese a mo’ di sfera i cieli e stabilì la terra come centro, chi radunò le acque nei mari e divise la luce dalle tenebre, chi ornò l’etere di astri, e fece si che la terra producesse ogni semenza, chi fece gli animali e plasmò l’uomo.”
Supplica per i cristiani, Cap XIII,2
 
Un’altra citazione chiaramente fuori contesto.
 
[…]
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Epifanio era anche contro il culto a Maria, infatti scrisse: ‘Non si deve onorare i Santi oltre il loro merito, ché Iddio è Colui cui dobbiamo servire. La Vergine non è stata proposta alla nostra adorazione, poiché ha adorato ella stessa Colui il quale secondo la carne nacque da essa. Nessuno dunque adori Maria. A Dio solo, Padre, Figlio e Spirito Santo, appartiene questo mistero, e non a qualsiasi uomo o donna. Dunque, cessino certe donnicciuole dal turbare la Chiesa, smettano dal dire: Noi onoriamo la Regina del cielo’, perciocché con questi discorsi adempiono ciò che è stato preannunziato: ‘Alcuni apostateranno dalla fede, dandosi in braccio a spiriti seduttori e alle dottrine dei demoni’. No, quest’errore del popolo antico non prevarrà su noi, per farci scostare dal Dio vivente ed adorare le creature’ (Epiph. lib. III, Comment. II, tom. 2, Haeres 79).
 
Epifanio non era contro il culto a Maria, era contro l’eresia del Colyridianesimo (Colliridiani), in cui un gruppo di donne adorava a Maria come dea.
Comunque nella Chiesa Cattolica nessuno adora a Maria come dea, l’ hyper-dulia è ben diversa della latría, dedicata unicamente a Dio uno e trino.
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
E sempre Crisostomo era contro la transustanziazione, infatti scrisse: ‘Prima della consacrazione lo chiamiamo pane, ma poi… perde il nome di pane e diventa degno che lo si chiami il Corpo del Signore, sebbene la natura del pane continui tale in esso’ (Crisostomo, Epistola a Cesario).
 
Quella lettera è incerta.
Questo invece, pensava San Giovanni Crisostomo sulla Eucaristia:
 
“…Quando poi invoca lo Spirito Santo e compie il tremendo sacrificio e viene in assiduo contatto col comune Signore di tutte le cose, in qual grado, dimmi, lo porremo noi? e qual purezza e austerità non richiederemo da lui? pensa quali hanno da essere le mani che si gran cose amministrano, quale la lingua che pronunzia quelle parole, e come dev’essere più immacolata e santa che mai l’anima che deve accogliere un tanto Spirito? Allora assistono al sacerdote anche gli angeli, onde il Santuario e lo spazio intorno all’altare si riempie di potenze celesti, in omaggio [al Signore] presente.”
Giovanni Crisostomo, De Sacerdotio, Libro sesto, Cap III
[…]
 
Citazione:
 
Originariamente scritto da web protestante
Agostino era anche contro la transustanziazione, e parafrasando le parole di Gesù affermò: ‘Comprendete in senso spirituale quello che vi dissi: Non mangerete questo corpo che vedete, e non berrete questo sangue che sarà sparso da quelli che mi crocifiggeranno. Vi ho raccomandato un sacramento che vi darà la vita, se lo intendete spiritualmente, e quand’anche sia necessario celebrarlo in modo visibile, bisogna tuttavia intenderlo spiritualmente’ (Agostino, Enarrationes in Psalmos 98,9).
 
Un’altra citazione fuori contesto:
 
“Occorre però che tu, mentre lo adori, non ti arresti col pensiero al livello della carne. Rischieresti di non essere vivificato dallo Spirito, poiché lo Spirito è colui che vivifica, mentre la carne non giova a nulla. Quando il Signore inculcava questa verità, aveva da poco tenuto un discorso sulla propria carne e aveva detto: Chi non mangerà la mia carne non avrà in sé la vita eterna. Alcuni suoi discepoli, una settantina circa, rimasero scandalizzati e dissero: È duro questo parlare; chi può capirci qualcosa? E si allontanarono da lui e non vollero più seguirlo. Sembrarono loro dure le parole: Chi non mangerà della mia carne non avrà la vita eterna, poiché le avevano intese stupidamente. Ragionando in modo carnale, avevano pensato che il Signore avrebbe tagliuzzato il suo corpo in particelle dandole loro da mangiare. Per questo dissero: Questo discorso è duro. Essi erano duri, non il discorso. Se infatti non fossero stati duri ma arrendevoli, si sarebbero detti: Non senza un perché ci dice queste cose; è segno che lì sotto è nascosto un qualche sacramento. Se fossero stati docili, non cocciuti, e fossero restati con lui, avrebbero appreso dal Maestro ciò che appresero gli altri, che anche dopo la loro partenza non lo abbandonarono. Rimasero infatti con lui dodici discepoli e, vedendo gli altri abbandonare il Maestro, addolorati – per così dire – della loro morte, gli richiamarono alla mente che quanti lo avevano abbandonato, lo avevano fatto perché scandalizzati dalle sue parole. Allora Gesù li istruì dicendo: Lo Spirito è colui che vivifica; la carne non giova a nulla. Le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Intendete spiritualmente ciò che io vi ho detto! Non mangerete questo corpo che vedete, né berrete il sangue che verseranno i miei crocifissori. Ho voluto proporre alla vostra considerazione un sacramento che, se voi lo intenderete spiritualmente, vi sarà fonte di vita. Sarà necessario, è vero, che esso venga celebrato visibilmente, tuttavia occorrerà sempre che lo si intenda spiritualmente. Esaltate il Signore nostro Dio, e adorate lo sgabello dei suoi piedi poiché è santo.”
Sant’Agostino, Esposizione sul Salmo 98, 9
 
Sant’Agostino sta dicendo che bisogna capire spiritualmente il senso della Eucaristia, non come l’hanno capito alcuni dei discepoli che ascoltavano Cristo quando diceva “Chi non mangerà la mia carne non avrà in sé la vita eterna” (Gv 6). Loro avevano intenso carnalmente e non spiritualmente le parole di Cristo pensando che “il Signore avrebbe tagliuzzato il suo corpo in particelle dandole loro da mangiare”, e per questo se ne sono andati. Perché l’Eucaristia è un mistero bisogna intenderla spiritualmente e non carnalmente. È questo non ha niente a che fare con la transustanziazione.
 
Sappiamo molto bene ciò che Sant’Agostino pensava della Transustanziazione:
 
“ Cristo Signore nostro dunque, che nel patire offri per noi quel che nel nascere aveva preso da noi, divenuto in eterno il più grande dei sacerdoti, dispose che si offrisse il sacrificio che voi vedete, cioè il suo corpo e il suo sangue. Infatti il suo corpo, squarciato dalla lancia, effuse acqua e sangue, con cui rimise i nostri peccati. Ricordando questa grazia, operando la vostra salute (che poi è Dio che la opera in voi), con timore e tremore accostatevi a partecipare di quest’altare. Riconoscete nel pane quello stesso [corpo] che pendette sulla croce, e nel calice quello stesso [sangue] che sgorgò dal suo fianco. Anche gli antichi sacrifici del popolo di Dio, nella loro molteplice varietà, prefiguravano quest’unico sacrificio che doveva venire. E Cristo è nel medesimo tempo la pecora, per l’innocenza della sua anima pura, e il capro, per la sua carne somigliante a quella del peccato. E qualsiasi altra cosa che in molte e diverse maniere sia prefigurata nei sacrifici dell’Antico Testamento si riferisce soltanto a questo [sacrificio] che è stato rivelato nel Nuovo Testamento.”
Sant’Agostino, Discorso 228/B, 2
 
Prendete dunque e mangiate il corpo di Cristo, ora che anche voi siete diventati membra di Cristo nel corpo di Cristo; prendete e abbeveratevi col sangue di Cristo. Per non distaccarvi, mangiate quel che vi unisce; per non considerarvi da poco, bevete il vostro prezzo. Come questo, quando ne mangiate e bevete, si trasforma in voi, così anche voi vi trasformate nel corpo di Cristo, se vivete obbedienti e devoti. Egli infatti, già vicino alla sua passione, facendo la Pasqua con i suoi discepoli, preso il pane, lo benedisse dicendo: Questo è il mio corpo che sarà dato per voi. Allo stesso modo, dopo averlo benedetto, diede il calice, dicendo: Questo è il mio sangue della nuova alleanza, che sarà versato per molti in remissione dei peccati. Questo già voi lo leggevate o lo ascoltavate dal Vangelo,ma non sapevate che questa Eucarestia è il Figlio stesso; ma adesso, col cuore purificato in una coscienza senza macchia e col corpo lavato con acqua monda, avvicinatevi a lui e sarete illuminati, e i vostri volti non arrossiranno. Perché se voi ricevete degnamente questa cosa che appartiene a quella nuova alleanza mediante la quale sperate l’eterna eredità, osservando il comandamento nuovo di amarvi scambievolmente, avrete in voi la vita. Vi cibate infatti di quella carne di cui la Vita stessa dichiara: Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo, e ancora: Se uno non mangia la mia carne e non beve il mio sangue, non avrà la vita in se stesso.”
Sant’Agostino, Discorso 228/B, 3
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