La Gmg e la sinistra

Mario Adinolfi, voce critica del centro-sinistra, ha scritto un articolo molto bello sulle indegne contestazioni contro la Gmg di Madrid. Esistono, in effetti, due pesi e due misure sul concetto di intolleranza. La differenza sta tutta nel destinatario (un pò come la satira): se colpisce chi ci è avverso, è una grande manifestazione di libertà; se, invece, colpisce noi o i nostri amici è un’aggressione fascista. Per questo non sono nemmeno immaginabili le reazioni che susciterebbero contestazioni come queste contro un Gay Pride. È anche il motivo per cui, come già detto in altri post, sembra che gli eventi cattolici siano un insopportabile fonte di spesa mentre le manifestazioni “laiche” sembrano a costo zero e il problema non si pone proprio. Motivazione economica che, ovviamente, non manca nemmeno controla Gmg nonostante le assicurazioni dei suoi organizzatori e del governo più anticlericale d’Europa.

Adinolfi si chiede perchè ogni comportamento idiota debba essere etichettato come di sinistra, non dagli avversari ma dalla Sinistra stessa. È un vecchio problema di difficile risoluzione. Quello che è certo è che non è esente da responsabilità chi gestisce il Pd, in primis il suo segretario Bersani che ha trasformato quello che doveva essere un nuovo partito in una logora (e anacronistica) riedizione del Pds. Un partito dove si esulta quando la Binetti, insieme ad altri, è costretta ad andarsene e dove i cattolici sono tollerati – come specchietto per le allodole – solo a patto di rinunciare ai loro valori. I più zelanti, come Rosy Bindi, arrivano addirittura a stigmatizzare pesantemente chi invece ai suoi valori non rinuncia prefigurando – nientedimeno – il complotto del fantasmagorico “partito dei cattolici”. Ecco l’articolo:

 

Se la Gmg era un Gay pride

 

Ora, io capisco che siamo nei tempi in cui le donne all’ennesima potenza sono i trans e le fidanzate e le mogli e le madri sono poco riposanti, dunque passate di moda, figuriamoci le suore.
Capisco pure che in un secolo preda del pensiero debole e, soprattutto, di debolissimi pensieri serve andarsi a capare un nemico e dunque l’unico pensiero fortissimo rimasto in piedi si attaglia perfettamente alla bisogna. Ciò non toglie però che io abbia necessità adesso che qualcuno mi spieghi perché andare a provocare il più grande raduno di giovani cattolici in Spagna davanti al papa con “baci gay di massa” sia tanto de sinistra. Ovviamente se qualche settimana fa qualcuno avesse osato dire mezza parola sul Gay pride nella capitale della cristianità era un retrogrado reazionario medievale.
Ma li avete mai visti quelli che i giornali chiamano “i papaboys” e i settimanali patinati scicchettosi raccontano come un branco di retrogradi vittime di un pensiero medievale, mentre esaltano la “coraggiosa laicità” della pattuglia dei contestatori disinformati di Puerta Del Sol? Avete mai incontrato per davvero ragazze e ragazzi tanto invasi di gioia, tanto lieti di essere al mondo e di attraversarlo pur nella fatica infinita che tocca alle giovani generazioni? Perché qualsiasi raduno di sciamannati in qualsiasi parte del mondo deve svolgersi nelle massime condizioni di tranquillità e sicurezza, mentre solo ai giovani cattolici e al loro papa Benedetto XVI tocca muoversi con la marcatura asfissiante di gente che vuole semplicemente rovinare una festa? Non può che infastidire il consenso di cui gode, soprattutto a sinistra, questa sciocca contestazione.
Se attraversiamo i lidi dei social network di area “democratica” si trovano vagonate di astio nei confronti del papa, dei cattolici, di questa Giornata mondiale della gioventù a Madrid. Si affermano certezze indicibili contro la Chiesa e la Città del Vaticano, cialtronescamente fondate sul nulla, se non sulla sensazione generica che fare gli anticlericali sia cool. I ragazzi della Gmg se ne fregano e vanno avanti con le loro chitarre e i loro canti, le loro preghiere e la loro gioia dello stare insieme. Credo stiano vincendo loro.
Ma, insomma, se la Gmg era un Gay pride avremmo considerato sopportabile quello che stanno sopportando in termini di ostilità a Madrid le ragazze e i ragazzi cattolici? Immaginate diecimila contestatori che al passare del carro con le drag queen si fossero messi a insultare e contestare pesantemente la manifestazione omosessuale. Quanto ci saremmo scandalizzati? Tanto. Invece tutti quegli invasati che mostrano il dito medio in faccia alle suorine, sono dei rappresentati del pensiero laico e liberale. E sui quotidiani si fa un articolo sulla presenza del papa a Madrid e un articolo sui contestatori, secondo il cerchiobottismo sempre di moda a meno che non ci sia l’aggravante di omofobia, che allora si sta tutti lì a cantare in coro. Mi chiedo da tempo se non sia necessaria una postilla alle legge Mancino per l’aggravante di cattolicofobia, valida in particolare per chi si dichiara di sinistra. Per fortuna gli ipertecnologici giovani cattolici di Madrid postano su Twitter la foto della loro festa, dei contestatori se ne fregano e hanno ascoltato ieri Benedetto XVI chiedere con voce ferma «un lavoro degno» per loro e poi affermare con voce netta: «Che niente e nessuno vi tolga la pace». Amen.

Mario Adinolfi

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2 Responses to La Gmg e la sinistra

  1. Maurizio says:

    Se fossero stati i mondiali di calcio, invece, ci sarebbe stata finalmente Concordia Ordinum.
    La soluzione è semplice: eliminare tutti gli eventi che non sono consumismo puro.

  2. Vincenzo Sasso says:

    «Che niente e nessuno vi tolga la pace»
    Giustissimo. Noi non abbiamo paura. Vengano pure.

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