Odifreddi in commedia

Segnalo ai lettori questa gustosa chicca estiva con cui l’Odifreddi provinciale torna di prepotenza sul nostro blog, dopo mesi di meritata assenza. Per chi non lo sapesse, Odifreddi ha avuto di recente una svolta comportamentale. Niente più polemiche ma tono pacato, con spazio perfino per sentimenti di stima a Benedetto XVI come teologo. Se si tratti di sincera conversione o di sottile strategia di chi ha provato a buttarla in rissa con mezzo mondo (dal Papa fino a Giorgio Israel e passando per Messori) ricevendone in cambio solo indifferenza quando non garbata derisione, è bene che ognuno creda quello che vuole. Resta il fatto, però, che ogni tanto riemerge la contraddizione “vecchio-nuovo” Odifreddi con esiti piuttosto comici. Ne è un esempio il libro “Perchè Dio non esiste” di cui Giorgio Israel ha riportato i passi, non certo lusinghieri, a lui dedicati in questo post del suo blog. Niente di nuovo, del Nostro abbiamo letto molto di peggio. La novità è che lo stesso Odifreddi risponde al post con un commento in cui disconosce il libro e si scusa per quelle parole come non dette da lui. Invece di ammettere di aver semplicemente cambiato idea e atteggiamento, accusa intervistatore (per giunta non credente massimalista, come lui) ed editore di aver pubblicato il libro contro la sua volontà. I quali ovviamente negano l’accusa (ci sono le registrazioni), l’editore offre perfino le prove in un commento dello stesso post e anche l’autore dice la sua su quello che definisce l’“impazzimento” del “soldato Odifreddi”. Divertenti anche i commenti di Giorgio Israel, il quale non manca di far notare che Odifreddi ha detto di lui anche di peggio e in articoli che portano la sua firma. Cose per cui non sono mai arrivate scuse o rettifiche, nemmeno dal nuovo Odifreddi. Da leggere anche gli altri commenti di Israel che costituiscono un magistrale quanto sintetico riepilogo delle imprese del personaggio.

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4 Responses to Odifreddi in commedia

  1. piergiorgio odifreddi says:

    caro ettore,

    per quanto possa interessare, anzitutto non mi sembra che le mie precedenti posizioni avessero ricevuto solo “indifferenza o garbata derisione”. evidentemente lei non ha seguito, comprensibilmente, la valanga di insulti che mi sono stati affibbiati, compreso da israel. se vuole averne anche solo un assaggio, vada ad esempio a vedere sul sito dell’uccr.

    comunque, io non ho affatto cambiato idea: forse non ha letto “caro papa, ti scrivo”, comprensibilmente. se no se ne sarebbe accorto. e non ho cambiato idea nemmeno su israel: se ho detto che il libro di sabelli era un’indegna trascrizione di un’intervista, era perchè così era, e non per altri motivi reconditi.

    quanto ai “divertenti commenti” di israel sul suo blog, ho risposto puntualmente ai quattro punti che lui stesso ha voluto enumerare. e lui NON ha pubblicato la mia risposta, perchè li confutava tutti. compresa la ridicola pretesa di aver passato al più una mezzora con me nella sua vita, quando invece ci conosciamo benissimo e abbiamo partecipato a più di un convegno insieme. e, addirittura, anche DOPO le nostre polemiche, IO l’ho invitato a un dibattito pubblico a lecce, al quale è venuto, e nel quale abbiamo discusso pubblicamente per ore.

    non so se questo corrisponda alla sua concezione di “magistrale e sintetico riepilogo”, da parte sua. veda lei, naturalmente.

    cordialmente

    pgo

  2. Ettore says:

    Gentile prof. Odifreddi,

    la ringrazio per il commento, anche se non mi convince molto la sua versione dei fatti. Mi dispiace per l’aggressività che talvolta dimostra l’uccr, associazione nata come anti-uaar che – come era prevedibile – ha finito con l’assumerne anche i toni (benchè si tratti sostanzialmente di un’opera meritoria, dal mio punto di vista). Insulti, invece, di Israel nei confronti suoi o di altri io non ne ho mai letti nè ho sentito (a parte lei) mai qualcuno lamentarsene. Cosa che certo non si può dire di lei.

    Nel post io non ho detto che lei ha cambiato idea. Ho parlato di quella che è sembrata una “svolta comportamentale” legata proprio all’uscita di “Caro papa, ti scrivo” (che confermo di non avere letto). Quando ho parlato, alla fine, di idee cambiate mi riferivo nello specifico a Israel. Dopo averlo definito un estremista con cui è meglio non avere niente a che fare (tanto da non poter condividere lo stesso premio, seppur in edizioni diverse), il suo commento di smentita sugli insulti contenuti nel libro di Sabelli mi è sembrato fin troppo gentile. Soprattutto visto che le parole da smentire sembravano in linea con la vecchia polemica fra voi due. Ho creduto, erroneamente, che almeno su Israel avesse cambiato idea. Però, a questo punto, resta da capire cosa delle parole su Israel riportate nel libro non le vada bene tanto da sentire di dover chiedere scusa. Virulento? Intellettuale di nicchia? Testa calda o vittimista ebraico? A me sembrano tutte cose qualitativamente inferiori rispetto a “estremista sionista”. Quindi, francamente, non mi ci raccapezzo.

    Qualche parola sul casus belli, il libro di Sabelli. Ho letto la sua versione dei fatti sul blog che tiene sul sito di Repubblica. Mi sembra strano, se non scorretto nei confronti dei lettori, che lei aspetti un anno e la citazione di un sito “fondamentalista” per chiarire che si trova in circolazione un libro spacciato praticamente per suo ma che lei disconosce nella maniera più assoluta. Anche ammesso che la legge non le abbia permesso di bloccare la pubblicazione o comunque di rivedere il testo, è curioso che abbia atteso tanto tempo per manifestare la sua indignazione. Soprattutto quando, ben prima dell’uccr, la stessa uaar (di cui lei è presidente onorario, se non erro) ha dedicato al libro una recensione immancabilmente positiva. In rete si trovano anche commenti favorevoli dei lettori (c’è anche la pagina su facebook, con un’ottantina di iscritti). Essi, come Carcano, devono aver trovato nel libro di “aforismi spesso cretini” che le ha fatto rizzare i capelli molta “logica” e buonsenso. Chi ammira aforismi cretini e li scambia per logica, non è a sua volta un cretino? Non vorrei proprio trovarmi nei suoi panni.

    Riguardo la risposta ai punti sollevati da Israel, li riporti pure qui se vuole.

    Cordialità

  3. Giorgio Israel says:

    Non intendo proseguire nella polemica con Odifreddi, perché so come va a finire: una diatriba inconcludente su punti secondari, tanto per alzare un polverone che serve a riattizzare l’attenzione su di lui.
    Dirò soltanto che i “famosi quattro punti” non costituiscono la confutazione di un fico secco. La penosa diatriba sul numero di minuti in cui ci siamo parlati è basata su una differenza di vedute radicale: per me parlarsi non significa discutere due ore in un dibattito pubblico, o partecipare allo stesso convegno, senza scambiarsi più di due parole in due giorni. E noto anche che, in tutti i contorsionismi di Odifreddi, manca il punto centrale: non soltanto dire genericamente che curatore ed editore hanno falsato il suo pensiero, bensì dire chiaro e tondo che lui rinnega specificamente l’ignobile attribuzione a me del «vittimismo dell’ebreo». Scuse chiare, niente. Ma intanto sul suo blog continua a dire che io sono un “fondamentalista”.
    Bene. Riporterò i suoi quattro punti con un commento sul mio blog. E poi basta. Può anche camminare a testa in giù e piedi in alto, non gli risponderò. E – scusata la franchezza – fesso chi crede a questa “conversione”. È soltanto un modo per riattizzare una visibilità mediatica appannata.

  4. Ettore says:

    Grazie anche a lei per il commento, condivido in pieno.

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