L’autodistruzione dei Valdesi

Continua la grande svendita dei Valdesi. Ha fatto scalpore, qualche giorno fa, il primo matrimonio gay in una chiesa valdese. Come da programma, l’applauso del mondo è stato unanime: segno che l’autodistruzione dei Valdesi è un processo ormai incontrovertibile. Tutta la storia del Cristianesimo dimostra che quando si scende a patti col mondo per “piacere agli uomini” la crisi è dietro l’angolo. Nella storia recente, in particolare, l’esempio della Chiesa anglicana è tristemente significativo. Infatti più questa si apre al politicamente corretto (con tanto di eutanasia, matrimoni gay, vescovi donne ecc…) e più perde credibilità svuotando progressivamente le chiese. Certo, il mondo la ama e la stima come esempio di Cristianesimo accettabile e tollerante. Ma a chi serve un Cristianesimo fagocitato in questo maniera dal mondo? Eppure è questa la strada che i Valdesi hanno scelto da tempo, negando ormai esplicitamente il contrasto Chiesa – Mondo su cui si basa tutto il Nuovo Testamento. Per questo non hanno più niente da dire all’uomo: niente da segnalare sul sesso (roba da cattolici), nessun problema – nemmeno morale – per l’eutanasia, benvenuta la fabbricazione in laboratorio di essere umani (e loro relativa distruzione, se non servono), aborto libero e a domicilio. Per i Valdesi sembra che il mondo sia perfetto così com’è, ogni moda è intrinsecamente buona a prescindere e va quindi accettata. Dire a Erode che non può tenersi la moglie di suo fratello, sarebbe un’ingerenza gravissima punibile con la morte: cosa che alcuni pastori valdesi auspicano apertamente perla Chiesa cattolica (loro unico obiettivo polemico).

 

E tutto questo non solo all’ombra di un messaggio evangelico sempre più vago, ma anche di una crescente ipocrisia. Infatti la Chiesavaldese non ha niente da dire – in un senso o nell’altro – nemmeno sull’omosessualità: il pastore che ha celebrato il matrimonio ha detto che “non è intenzione dei valdesi di sacralizzare l’omosessualità”. Cioè i pastori valdesi benedicono quello che gli capita a tiro, se sia una cosa buona o meno non lo sanno o non se ne curano. Per questo, il sinodo non si è pronunciato sulla natura del matrimonio gay: lo ha semplicemente autorizzato in modo che ogni chiesa potesse regolarsi a modo suo per rispettare “tutte le sensibilità”. Come a dire  “sì, è giusto benedire le coppie gay per farle contente. Ma se a voi non va, potete tranquillamente astenervi dal fare il bene e discriminarle: a vostra completa discrezione”. Visto che, a detta del pastore Platone, l’Antico Testamento in pratica non vale più (troppo vecchio) potrebbe almeno farci un esempio di Nuovo Testamento che presenti una presa di posizione – su questa o su un’altra materia – così ambigua. Che fine ha fatto il parlare per “sì, si e no, no”? E quanto tempo ci vorrà prima che accolgano Peter Singer alla Commissione della Tavola Valdese per i problemi etici?

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2 Responses to L’autodistruzione dei Valdesi

  1. Vincenzo Sasso says:

    Mi auguro che spariscano. Effettivamente la concreta possibilità c’è, sono più a tenere gruppi intransingenti come TdG e Scientology. La stessa New Age è in arretramento.

  2. Ettore says:

    Io invece mi auguro che sopravvivano per poter tornare con noi e condividere ognuno il suo meglio 😉

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