Annozero: informazione o propaganda?

Dunque è finito Annozero. Molti ne hanno parlato ma pochi hanno colto alcuni aspetti a dir poco rilevanti. Aspetti che si trovano tutti in questo lungo monologo di Santoro rivolto a Galimberti. Il più importante è senza dubbio quello dell’annozero che sarebbe finito a Napoli e a Milano, facendo chiaramente riferimento alle vittorie elettorali di Pisapia e de Magistris. Come Berlusconi, di cui il Nostro è emulo e denigratore allo stesso tempo, anche Santoro ha finito con lo sconfessare candidamente quello che gli apologeti più realisti del re ci dicono da anni. Ovvero che Annozero era una trasmissione di informazione, che tacciarla di voler fare politica attiva era una calunnia di stampo fascista allo scopo di mettere a tacere così tanti buoni giornalisti colpevoli solo di fare il loro mestiere. E invece eccoci qui, la trasmissione è finita (si spera definitivamente) e gli altarini si scoprono. Berlusconi accusa Annozero di avergli fatto perdere le elezioni, una affermazione che un conduttore di una trasmissione di informazione – specie del servizio pubblico – dovrebbe ricusare con sdegno (come fa, per esempio, la Repubblica quando viene accusata di essere più che altro un partito). E invece Santoro la fa propria, arrogandosi il merito del successo elettorale della sinistra antagonista alle ultime amministrative. Nelle quali, guarda caso, sono usciti vincitori i grillini e l’Idv che, a Napoli, ha sconfitto Pd e Pdl pur essendo un partito minore. Ovvero, proprio di quelle aree politiche che Filippo Facci – nel pubblico sdegno – indicava, in tempi non sospetti, essere espressione la trasmissione di Santoro. Una trasmissione non solo faziosa – come poteva rendersi conto chiunque, e lo ha fatto persino Lucia Annunziata (la giornalista che fece a Berlusconi una famosa intervista in cui lei faceva le domande ma non accettava le risposte) – ma, dicevamo, una trasmissione di partito. Dove gli interventi e i comizi di Beppe Grillo trovavano spazi enormi e con assidue ospitate di Antonio Di Pietro e soci. Per non parlare dei lunghi interventi di Travaglio, anche lui vicinissimo all’Idv e al grillismo. Ecco perchè, a torto o a ragione, Santoro può dichiarare compiuta la missione della sua trasmissione: non informare il cittadino, ma fare propaganda politica.

Intendiamoci, tutte le trasmissioni della Rai – per fortuna o purtroppo (è un lungo contendere) – hanno un colore politico. Solo un indefinibile come Barbacetto, e il Fatto in generale, può rifilare ai suoi lettori la pretesa di essere, nel mestiere di giornalista, assolutamente alieno dalla dimensione politica. Ma la faziosità di Annozero ha raggiunto livelli tragicomici, come nel già ricordato episodio della Annunziata che fu accusata aspramente da Santoro di essere una venduta per aver osato criticare l’impostazione della trasmissione. Si guarda sempre all’estero: sarebbe bello vedere in quale paese del mondo un conduttore del servizio pubblico può accusare in diretta un ospite (per giunta di un certo peso, e della medesima azienda) di “acquistare crediti verso qualcuno”. E questo tanto per fare un esempio di faziosità e scorrettezza, fra i tanti possibili. Una trasmissione che, anche per questo, ha battutto i record di ascolti. Come Santoro ha ribadito e come tutti vanno ripetendo. Non pensando che il trash, per sua natura, tende quasi sempre ad alzare gli indici di ascolto e quindi di guadagno con gli introiti pubblicitari. Non è un caso che tutti stiano a parlare dei guadagni e quasi nessuno osi entrare nel merito della qualità di una trasmissione divenuta ormai intoccabile. Da qui la loro impossibilità di capire comela Rai possa buttare via così un tale “gioiellino” che macina milioni su milioni. Cioè vorrebbero, proprio loro, che la Rai ragionasse come le aziende private tendono a fare: solo in termini di guadagno e senza spazio per la qualità.

Non si capisce come la Sette, che è un’emittente plurale e garantista, possa prestarsi per quella che promette essere la “fase uno” di questa bassa propaganda politica spacciata per informazione. Se Santoro spera di poter ripetere il successo di Annozero col vittimismo che ha usato nel rapporto con la Rai, potrebbe andare incontro a cogenti delusioni. La Sette, si spera, saprà infatti garantirsi l’autonomia editoriale chela Rai ha perso anche a causa degli interventi governativi che hanno permesso l’ingresso della magistratura nei palinsesti Rai (come se non bastassero i partiti). Insomma, se Santoro dovesse ancora superare il segno potrebbe essere tranquillamente cacciato: niente circolari, telefonate ecc… Così come successe non molto tempo fa – e senza particolari strascichi – a Daniele Luttazzi quando, ascolti o non ascolti, passò dalla satira all’insulto libero.

La vocazione messianica di Santoro – il quale ci ha finalmente insegnato a pensare con la nostra testa (cioè a dare ragione a lui incondizonatamente, pena la qualifica di “servo”) – mal si addice a qualunque emittente. Se il Nostro è davvero il geniale Re Mida che tutti dicono, potrà facilmente crearsi una tv tutta sua (magari anche sul web) da cui nessuno lo può cacciare. Oppure può decidere di attuare la “fase uno” buttandosi di nuovo nell’arena della politica attiva, preferibilmente senza abbandonare alla prima occasione il posto di responsabilità assegnatogli per tornare in televisione (come già successo, se ricordate). Ma Annozero ha davvero avuto il potere che il suo conduttore e il premier gli attribuiscono? Forse, non ha molta importanza. Quello che è certo è che davvero milioni di italiani si sono convinti che questo mistura di volgarità e arroganza sia il vero giornalismo. Senza dubbio, grazie ad Annozero, si è diffusa ancora di più nel paese la psicosi dogmatica del “servo” che è la negazione del più elementare pluralismo: se tu non sei d’accordo con me, non esiste la possibilità che tu abbia ragione e io torto; o che magari guardiamo le cose da due punti di vista diversi, no l’unica possibilità è che tu stia cercando di acquistare “crediti” verso qualcuno.

In conclusione, con Annozero finisce una delle pagine più buie della storia della Rai in cui il servizio pubblico è diventato – senza più tanti infingimenti – la carcassa di un cadavere contesa e dilaniata dalle parti peggiori del Paese: dal giustizialismo fanatico al berlusconismo più becero.

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5 Responses to Annozero: informazione o propaganda?

  1. Vincenzo Sasso says:

    Sono d’accordo, il giornalista e il conduttore dovrebbero far pesare molto meno le proprie convinzioni e soprattutto cercare di equilibrare lo spazio che danno alle varie opinioni.
    Ma una cosa viene spesso sottaciuta: gli esponenti della destra con le loro osservazioni e interventi non hanno fatto che dare occasioni per potergli rinfacciare qualcosa e così alienarsi quell’elettorato più intellettuale e informato, che generalmente segue certe trasmissioni.
    Come ha recentemente detto De Mattei, l’epoca berlusconiana è al tramonto ma non ha portato alcuna innovazione (restaurazione) a livello culturale rispetto al disastro del ’68 e come rimedio a quell’egemonia culturale della sinistra incominciata in Italia a partire dal Dopoguerra grazie alla sempre compromissoria e accondiscendente (verso la sinistra, non la destra) Democrazia Cristiana.

  2. Ettore says:

    Io direi che non solo l’era Berlusconi non ha portato una vera rivoluzione culturale, ma ha anche aggravato l’egemonia culturale di sinistra fornendole facili agganci. Ad ogni modo, credo che la per il riscatto di una cultura di destra la politica sia solo uno degli aspetti. Alla base ci vorrebbe un nuovo Montanelli, il problema è che in giro non se ne vedono.

  3. Vincenzo Sasso says:

    Un Montanelli sarebbe certo una buona acquisizione, ma si può sperare in soggetti più validi, più di destra, la destra più tradizionalista (in senso sempre ortodosso). Vedi, uno di Alleanza Cattolica, ad es. è molto valido Mantovano.

  4. andreeazota says:

    dicono che capendo noi stessi capiremo meglio gli altri;
    ma io vi dico: amando gli altri impareremo qualcosa in più su noi stessi

    Kahlil Gibran

  5. Ettore says:

    Senza dubbio, ciao ciao 😉

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