La paternità secondo Elthon John

Notti bianche

Elton John ha scoperto che la paternità è “sorprendentemente rilassante”. Ditelo alle mamme

Elton John ha detto che la paternità (la madre in questo caso è il marito, David Furnish) è “sorprendentemente rilassante”. Tra i buoni propositi per l’anno nuovo c’era quello di non fare commenti su Elton John e sul suo regalo di Natale, il piccolo Zachary, partorito da una signora in affitto che l’ha portato nella pancia e concepito con gli ovuli venduti da un’altra donna. Tacere su una paternità vippissima e tecnologica che raddoppia le madri per annullarle del tutto, per fingere che una mamma non serva a molto. Però “rilassante”, per un primo figlio (hanno detto che ne vogliono altri) di trenta giorni, è troppo. “Questa piccola anima che tu allatti, cambi, lavi e a cui racconti le storie della buonanotte è una tavolozza bianca, un bianco canovaccio, e tutto ciò di cui ha bisogno è amore e nutrizione”, ha detto Elton, soddisfatto, rubicondo e riposato (dicono che il bambino viva nel favoloso appartamento accanto a quello dei coniugi John, per non disturbare con le coliche notturne, per non fare venire le rughe al padre, per non turbare la vita di coppia con cose di pannolini). Probabilmente ci sono molti neo padri per niente devastati: non hanno partorito, non sono ingrassati, non devono allattare, certe notti nemmeno aprono un occhio, ma sono abbastanza saggi e accorti da non lasciarsi sfuggire frasi del genere, sanno che potrebbero trovare le valigie fuori dalla porta, vedono che cosa fanno le madri.

 

Avere un bambino è una cosa meravigliosa, ma non c’è niente di rilassante (quando dorme potrebbe essere molto rilassante, ma di solito all’inizio si passa il tempo a controllare il respiro, a volte con uno specchietto, a chiedersi perché stia dormendo già da un’ora, forse non si sente bene, ad ammirarlo, a cercare sui manuali le ragioni per cui i bambini non vanno mai svegliati, pena terribili traumi che esploderanno nell’adolescenza, oppure si piomba in un sonno di cemento, ma con un orecchio bionico selettivo che al minimo vagito fa scattare un allarme bomba nel cervello), e credo che Elton John sia così rilassato perché suo figlio è molto ben accudito dalle tate, ma non ha, per precisa volontà dei genitori, una madre. Copio quel che ha scritto Marina Terragni su Io Donna del Corriere della Sera di sabato scorso.

 

“Se qualcuno prova a darmi dell’omofoba, sparo. (…) Non è sopportabile che un adulto, etero o omosessuale che sia, abusi della sua posizione di potere per privare una creatura piccola di qualcosa di essenziale com’è il corpo a corpo con la madre”. E’ un corpo a corpo faticoso, pieno di occhiaie e di macchie di rigurgito, di notti bianche e di paure assurde (ha mangiato diciotto minuti prima del solito, significa che non riconosce la mia autorità? Questa settimana è cresciuto dieci grammi in meno rispetto alla settimana scorsa, è denutrito? Mi ha guardato in un modo strano, mi serba rancore per quella sigaretta che ho fumato al quarto mese), ma nessuna nanny superqualificata può sostituirlo.

 

© – FOGLIO QUOTIDIANO

 

Annunci

3 Responses to La paternità secondo Elthon John

  1. skayrose59 says:

    Grazie per il post, cosa dire? Voglio lasciarti la prima impressione che ho avuto leggendo anche se già ero a corrente della notizia: se parliamo o ci indigniamo saremmo considerati moralisti e bigotti, parlo di chi come me è cattolica, sempre la Chiesa con le sue ingerenze ecc. ecc. (!)
    Ma chi dovrebbe mettere un limite al prevaricamento di eventi che per dritto naturale appartengono all’uomo o alla donna? Lo stato? La scienza? La religione?
    Al bambino quando sarà crescuito cosa racconteranno? Che la storia si è sbagliata nei millenni precedenti ? Che la donna avendo l’esclusiva della maternità abbia usurpato la gioia di un figlio a tante coppie gay e il fatto che sia stato comprato un ovulo e un utero come verrà spiegato? Sono triste perchè il bambino non assaporerà mai l’amore di una mamma ma forse pagheranno una donna che per denaro accetterà di recitare un ruolo….
    Un cordiale saluto.

  2. Deborath says:

    Io davvero non ho parole, non so dove potremo arrivare di questo passo…
    La cosa che maggiormente mi ha colpito e che condivido in pieno è stata la riflessione finale, quella sulla fatica, ma anche sulla gioia, di accudire un bambino nei suoi primissimi giorni e mesi di vita…
    Un bambino non è un capriccio, un bambino è una cosa seria e la sua vita non può prescindere dal contatto con la madre!!!!! Assolutamente non può!!!!
    Ti abbraccio e a presto…

  3. Ettore says:

    Purtroppo così va il mondo, la storia conosce spesso periodi di sonno della ragione ma non durano per sempre…Grazie dei commenti, un abbraccio a entrambe.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: