Il mondo alla rovescia di Michele Serra e Fabio Fazio

Gli autori del programma “Vieniviaconme” stanno mettendo in scena un vero teatrino dell’ipocrisia. Tanto che non solo si contraddicono fra di loro sulla natura del programma, come tutti quelli che hanno la coscienza sporca iniziano anche a entrare in contraddizione con se stessi e il mondo che li circonda.

È il caso di Michele Serra, che su L’amaca del 23 novembre dà una tragicomica rappresentazione della questione. Secondo lui, i milioni di malati gravi che in Italia versano in condizioni di abbandono a causa di “fondi pubblici largamente insufficienti” (per usare un eufemismo) sono in realtà i “forti”. Perché, non decidendosi a schiattare sono liberi  “di rimanere in vita a oltranza” (espressione piena di rispetto, che fa venire voglia di aumentare gli aiuti) in quanto non c’è ancora nessuna legge che ne ordini la soppressione. Michele Serra forse non lo sa, ma al mondo non c’è nessuna legge che vieti di aiutare nella sopravvivenza i milioni di persone che ogni anno muoiono per fame e malattie banali. Fatto sta che non si riesce ad aiutarli tutti, e quindi molti muoiono. Eppure anche loro, secondo questa mentalità distorta, sarebbero i forti. Forti di cosa? Perché viene loro riconosciuto il diritto di essere abbandonati alla morte, nel silenzio più assoluto?

Di fronte alla disperazione di tante famiglie che hanno un malato in casa di cui occuparsi, spesso costrette a lasciare il lavoro, vivendo dei pochi aiuti che lo stato offre (quando li offre); quale persona razionale definirebbe questi i forti, in contrapposizione allo strapotere mediatico che hanno avuto Welby, Coscioni e Beppino Englaro? A sentire Serra sembra che la trasmissione abbia raccontato dei casi inediti che nessuno conosceva. E quelli che lui definisce “i forti” non protestano perché sono state raccontate delle storie, ma perché è passato il messaggio che in certe condizioni si possono avere delle vite indegne di essere vissute. E chiedono di potere, per un giorno, parlare con la stessa potenza di un personaggio deplorevole come Beppino Englaro.

Ad ogni modo, la trasmissione per Serra ha avuto una precisa impostazione ideologica. Ci sono i buoni che lottano per l’eutanasia ma che sono “deboli”, quindi noi li invitiamo e raccontiamo le loro storie. Alla faccia degli altri, che sono i “forti” (anche se abbandonati e dimenticati). Di tutt’altro avviso quel re dell’ipocrisia di Fabio Fazio, che (ad una intervista per il tg3) ha motivato il suo no all’invito dei pro-life col fatto che non si può replicare con delle opinioni a dei fatti. Riprendendo così il diffuso principio ideologico secondo cui le mie idee  sono fatti, mentre i tuoi fatti sono per forza “opinioni”. Ma facendo intendere che la trasmissione ha, appunto, raccontato solo dei fatti (come per dovere di cronaca) senza lanciare nessun messaggio. In contraddizione quindi col Serra del 23 novembre. Ma anche con Fazio del 25 novembre, in un comunicato che adduceva due ragioni.

La prima, quella “specifica” rivendicava una già avvenuta rappresentanza universale con la lettura della sentenza di Cassazione sul caso Englaro. Cioè, i malati che “vogliono vivere a oltranza”, devono sentirsi rappresentati dalla sentenza che ha dichiarato la loro condizione di esseri sopprimibili in via di principio. Sarebbe come far parlare degli stalkers facendogli spiegare che a volte la violenza sulle donne è ammissibile; le polemiche sarebbero ovviamente feroci, anche in questo caso a Fazio – per levarsi dagli impicci – dovrebbe bastare la lettura della sentenza della Cassazione (che rappresenta tutti) che ha stabilito come attenuante il fatto che la donna abbia un “carattere forte”.

La seconda, quella di principio, sta nel fatto che “un programma di racconti, come il nostro, non ha la pretesa ne’ il dovere ne’ la presunzione di rappresentare tutte le opinioni”. Però alcune sì, le loro. Quindi la trasmissione non ha solo raccontato fatti, ma anche manifestato opinioni (come è normale che sia). Inoltre “Se ogni associazione o movimento che non si sente rappresentato da quanto viene detto in trasmissione chiedesse di dire la sua, non basterebbero mille puntate di ‘Vieniviaconme’.”. Giustissimo, o tutti o nessuno. Allora però ci dovrebbero spiegare perché Maroni invece il diritto di replica lo ha avuto eccome. E, salvo il principio che nessuno li può obbligare, perché ritengano così inopportuno che – dopo aver parlato di malattia solo in senso eutanasico – si inviti, per esempio, una persona così autorevole come il dottor Melazzini a fare un elenco del perché in Italia molti italiani che vorrebbero vivere sono in pratica considerati dallo Stato già morti.

In effetti è difficile prendere una decisione per una trasmissione che racconta solo fatti e non opinioni. Ma che in realtà rappresenta alcune opinioni, non tutte. Pur in realtà vantando rappresentanza universale tramite la Cassazione. La faccenda è terribilmente complicata.

Su Serra leggi anche Serra e compagni: Vergogna!

 

La puntata di “A sua Immagine

 

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6 Responses to Il mondo alla rovescia di Michele Serra e Fabio Fazio

  1. skayrose59 says:

    si è così……si è capito subito che è una trasmissione da “due pesi e due misure” …. spazzatura!
    Nella puntata dei nove milioni di telespettatori c’ero anch’io e quindi tante persone che come me detestano Fazio ma sentono come un vero e proprio dovere quello d’ informarsi e capire cosa sta succedendo in Italia, e anche cosa dicono quei signori là……che hanno gioito ai picchi di odiens ma non hanno capito che c’è tanta gente che vuole sapere e sicuramente non è d’accordo con loro….
    tanta gente che ha capito che è una trasmissione da campagna elettorale con tanto di sfoggio di nuovi candidati , Saviano compreso……con tanto di risata (elegante) finale alle squallide battute della Litizzetto.
    Fondamentale è il non lasciar correre da parte da chi viene attaccato, istituzioni, politici ecc. quindi prese di posizioni e reazioni immediate come quella di Maroni e associazioni Pro Life, Avvenire compreso,
    anche attraverso facebook o altri socialnetwork ognuno di noi può fare la propria parte, per smascherare l’impostura che “da loro” si possono ritrovare “valori e virtù” mentre da quest’altra parte sarebbero tutti disonesti.
    Un cordiale saluto.

  2. Ettore says:

    Sì è vero, anche se è un peccato. Perchè si tratta cmq di una trasmissione con un minimo di orginalità in un panorama tv assolutamente piatto. Il problema è che in questo paese non si può fare niente di bello se non appartieni ai vecchi salotti.

  3. rrapace says:

    ‘La faccenda è terribilmente complicata.’ L’ultima frase di questo articolo. Vero. Anche troppo complicata. Non ho capito infatti cosa si cerca, qual è il fine di questo intervento.

    Tralasciando il mio parere personale sul programma (anche se è innegabile l’affermare che la piacevolezza o l’irritazione nel guardare la trasmissione INEVITABILMENTE influenza le nostre parole) non riesco a capire la polemica.
    Forse il fatto che sono un’ingenua e ignorante nel campo politico, che conosco poco o per niente i personaggi coinvolti, le loro idee, i loro modi di fare quotidiani, le storie passate e quindi manco di informazioni, dicevo, forse non mi aiuta a comprendere cosa c’è dietro tutti questi ‘scandali’.

    Da persona con tali caratteristiche ho seguito la trasmissione raccogliendo il messaggio più semplice in modo semplice: sono stati raccontati dei fatti seguendo uno schema ed un modo di raccontarli ben preciso. Noi vi diamo queste informazioni, il resto mettetecelo voi. E sicuramente questo è quello che è successo visto il tanto parlare. Come per ogni cosa, i punti di vista possono essere molti. Loro hanno usato il loro per fare televisione. Già, televisione. Tante polemiche (che tra l’altro sono state la vera spinta della trasmissione ovvero… diciamo la verità… questo programma avrebbe potuto anche essere un buco nell’acqua ma grazie al tanto parlare è diventato un successo) perchè finalmente in una trasmissione televisiva non si poteva litigare, non c’era il problema di ospiti invitati a parlare ma che poi di fatto non possono mai dire la loro (mai visto i programmi del pomeriggio?). Tante polemiche per una trasmissione senza troppi fronzoli.

    Il mondo alla rovescia di Fazio? A me sembra il contrario. Ci stiamo talmente abituando al marcio che quando una trasmissione tenta di elevarsi viene additata come diversa, pericolosa, infamante,…. Peccato, il modo (al di là dei contenuti) avrebbe potuto far scuola.

  4. Ettore says:

    La mia frase finale era ovviamente ironica, la questione è semplice. Le difficoltà se le è create Fazio col suo vittimismo e le sue arrampicate sugli specchi. Questa questione dei “fatti” è terribilmente ipocrita, quelli non erano fatti. Erano manifesti ideologici, come ha scritto Giuliano Ferrara. Infatti tutto il finale del duetto fra Fazio ed Englaro è stato caratterizzato dalla giustificazione etica e giuridica dell’eutanasia passiva applicata ad Eluana. Bene, a noi questa ideologia non piace. Sul servizio pubblico ancora meno. Non ci piace che si parli sempre dei malati come problema da eliminare. Ormai in questo paese c’è il diritto di morire, ma non quello di vivere. Nessuno pretendeva di aprire un dibattito trash in stile buona domenica, semplicemente per una volta sarebbe stato bello parlare anche dei malati che vogliono vivere. Si poteva fare un elenco delle difficoltà che hanno le famiglie ad accudire i malati gravi, sarebbe stato simpatico e interessante.

    Qual è stata la risposta? La risposta ha peggiorato le cose. Perchè hanno detto che in pratica non si può loro replicare, perchè i loro fatti sono fatti. Quelli dei malati abbandonati che però vogliono vivere sono invece “opinioni” e quindi nella loro trasmissione non ci potevano stare. In sostanza, Maroni che è un potente ai “fatti” può replicare. I malati no, non si sa bene il perchè. Se avessero detto “noi siamo per l’eutanasia e i malati che vogliono vivere non ci interessano perchè sono strani, non fanno il nostro gioco.” avrebbero detto la verità. Invece questa ipocrisia indica un disprezzo ancora maggiore. Così che non solo devo vedere un programma rai che fa aperta propaganda per l’eutanasia (e passi), devo anche sentirmi dire che non è vero. E allora la cosa si presta proprio come una presa in giro.

    Il problema non è perchè noi ci siamo scandalizati. Il problema sarebbe capire perchè Fazio si è scandalizzato. Cosa gli abbiamo fatto? Si è stracciato le vesti perchè gli abbiamo chiesto di parlare della malattia con i malati (o se vuoi dal punto di vista dei malati), e non solo dal punto di vista di Englaro e Welby. Gli è stato fatta una richiesta per nulla irragionevole, che lui ha rifiutato con disprezzo. Non si capisce di cosa sarebbe vittima, vista anche tutta la pubblicità che ricordavi. Mi era antipatico prima, adesso lo è ancora di più ma non mi sembra una cosa poi così grave.

  5. Silvia says:

    Naturalmente riguardo la tua antipatia verso Fazio e le risposte date da lui non posso entrare nel merito in quanto non mi interessa farti cambiare idea se ti piace o no, nè sono la portavoce sua. Quindi concentro la mia ‘risposta’ solo sulla trasmissione della quale sono stata spettatrice.
    Ripeto, sono ingenua, eppure io non ci ho visto questa grande ideologia contro la vita. Riguardo l’eutanasia la penso più o meno come te: sono contraria. Il diritto alla vita per me è anche un dovere. Ma da spettatrice di questo programma non ho spento il televisore con l’idea che l’eutanasia sia giusta. Anzi! Seppure affascinata dal racconto della storia tra Welby e la moglie mi sono domandata come mai ne hanno parlato solo in modo così poetico, lasciando in disparte le enormi difficoltà che sono state riassunte semplicemente in appunto ‘difficoltà’. Su youtube si trovano spezzoni delle puntate ed io rivedendone i pezzi non trovo questa campagna promorte. Che Fazio e company siano a favore dell’eutanasia è una deduzione logica che posso fare anche io visto lo spazio e la modalità riservata all’argomento. Non so se qualche malato ha inviato il suo elenco. In ogni caso, colpa di uno o dell’altro, anche io mi dispiaccio del fatto che non sia stato fatto. I diritti che per legge (secondo la concezione comune quindi tutelati) sono garantiti, poi di fatto non lo sono e comunque non sono abbastanza. Infine, in un certo senso sono stati presi in considerazione entrambi gli aspetti ma nessuno ne parla. Se da un lato è stato dato grande spazio alla richiesta di morte, dall’altro è stato dato un piccolo angolino alla voglia di vita di un disabile. Il monologo di David Anzalone, comico, è stato fantastico e chi ha ascoltato con attenzione ha ricevuto un bel pugno nello stomaco riguardo a certe affermazioni. Il fatto, come al solito, è che fa più scalpore quello che va contro piuttosto che quello che esalta. La morte contro la vita, la vita esaltata dalla comicità non fa rumore.
    La verità è che i fatti sono stati raccontati. Esaltando certi aspetti, mettendo nell’ombra gli altri. La verità è che ognuno di noi anche dalla televisione assorbe quello che vuole. Siamo spugne, qualcosa si impregna in noi, qualcos’altro scivola via. Così come rispondendo a te credo di aver capito alcune tue affermazioni e tralasciate altre. La verità è che secondo le regole televisive loro si sono comportati a norma. Se il problema sta al di fuori della trasmissione, se il problema è la persona di Fazio o Serra o chi per essi, le dichiarazioni al di fuori della serata, questo non significa che sia stato il momento televisivo errato. E, come già detto, sul comportamento dei personaggi (che non conosco) non posso discutere.
    E, già che ci siamo, se proprio vogliamo dirla tutta, a me ha infastidito il momento in cui ha raccontato del funerale negato. Da donna, avrei voluto che la mia chiesa avesse accettato un altro credente. Ma so che il suicidio non è accettato. Ecco, vedi, maliziosamente si potrebbe pensare che abbiano voluto lanciare qualche messaggio eppure hanno raccontato com’è andata. Che poi io provi un senso di rabbia, rancore, fastidio,… (cioè tutto quello che ha scatenato le polemiche) nasce dentro di me.
    È stata detta una cosa giusta: ‘chi non si è sentito rappresentato, si crei una trasmissione su misura’. Già, in effetti se si riuscisse a parlare di disabilità grave, malattia oltre le solite noiose richieste fondi, maratone; se si riuscisse a creare uno spettacolo gradevole come loro hanno fatto credo che il problema della risposta si risolverebbe in automatico. Ma… ecco… il servizio pubblico, tutti quelli che si scandalizzano tanto perché il servizio pubblico è mal gestito… bè… non mi sembra di aver sentito grandi polemiche per il fatto che (faccio il primo esempio che mi viene in mente) le olimpiadi vengano trasmesse per intero mentre le paraolimpiadi vengono sempre snobbate. Campagne animaliste per poter portare al mare il cane, ma chissenefrega se il disabile la spiaggia la può solo vedere dalla strada. Pardon, adesso sto divagando. Ma come vedi l’ipocrisia è un po’ dappertutto, purtroppo.
    Buona serata Ettore! 

  6. Ettore says:

    Anche questa risposta della “trasmissione su misura” la trovo incredibilmente arrogante. Perchè sanno bene che è una cosa virtualmente impossibile, la prima serata rai è interdetta da tempo a chi vuole discutere di cose importanti come la bioetica. Da quando Socci fu cacciato fuori a furor di popolo perchè nella sua trasmissione esprimeva opinioni non conformiste, nonostante i buoni ascolti. Loro hanno potuto farlo perchè alle spalle hanno quella stessa cultura che ha cacciato Socci, del resto colpevole di aver sostituito Santoro. Sempre Socci ha detto immaginate cosa accadrebbe se a un certo punto a san remo andasse un pro life a fare qualche “racconto”, io penso che in pochi giorni otterrebbero la testa del conduttore o cmq lo obbligherebbero a qualche contro-intervento.

    Anche io non metto in discussione che la trasmissione possa essere stata gradevole, a me personalmente sono piaciuti i monologhi di Saviano. Però, quelli che loro definiscono “racconti”, soprattutto quelli sul caso Englaro, non solo li ho trovati ideologici. Quelli sono proprio dei falsi ideologici, corroborati dall’arroganza che trasborda dai comunicati degli autori in cui si scandalizzano che non si possa essere d’accordo con loro. Perchè loro sono i detentori della verità, quelli che hanno i “fatti”. E anche dai loro “racconti” si evince che chi non è d’accordo è una sorta di nemico dell’umanità. Forse anche dal punto di vista televisivo sarebbe stato più corretto non affrontare un tema del genere solo a senso unico. Di sicuro è stata una brutta pagina.

    Se non l’hai già vista ti lascio il link della puntata di “a sua immagine” col dottor Melazzini:

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9e98bb84-495f-4e7c-8477-88bed70b8036.html#p=0

    Buona serata a te 🙂

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