L’UAAR e lo specismo

Lo sospettavamo da tempo, adesso ne abbiamo un’ulteriore conferma. L’ateismo ufficiale abbraccia il fanatismo anti-specista di Peter Singer. Il sito dell’UAAR ci informa con questo post che il nuovo numero de L’ateo tratta degli animali, senza aggiungere altro per prudenza. Purtroppo però qualche lettore si sbilancia un po’ di più nei commenti facendoci capire in che senso l’UAAR parla degli animali. Il lettore Brachigobio ci informa che gli interventi hanno “toni esageratamente animalisti” tanto che la dignità umana si finisce “per estenderla agli animali”. Al che Artemio risponde:

 

L’ultimo numero de L’Ateo è uno dei migliori che abbia mai letto perché contiene interventi che non hanno paura di mettere in discussione il tabu’ dello specismo, ugualmente diffuso tra i cattotalebani e gli atei.

Il tono è proprio quello di Singer, il tabù dello specismo. Vero, ci sono anche degli atei specisti (che per loro è una forma di razzismo) ma sono allo stesso piano dei cattotalebani. Insomma, degli atei eretici. Infatti Sledge cita un libro che si intitola “L’importanza di essere scimmiette: perché atei e animalisti sono amici per la pelle”…

In effetti Singer era già stato accolto in pompa magna al grande conclave internazionale degli ateisti. Ora scopriamo che l’UAAR propugna le sue aberranti teorie fra i suoi membri, ma senza dare troppo nell’occhio. Un intervento del sito potrebbe fare scandalo, quindi meglio limitarsi a pubblicizzare lo speciale di una rivista che solo un ateo può essere abbastanza non evoluto da procurarsi per ben tre euro o quasi.

Ora, che dietro certi membri dell’UAAR – fra commentatori, presidenti e redattori – si celassero in realtà vere e proprie scimmie non ancora evolute era facilmente immaginabile. Però pretendere che anche tutti gli altri diventino “scimmiette” è un po’ eccessivo. Per ora è meglio che a scrivere gli articoli e a votare le leggi sia il vecchio caro Homo sapiens, poi per il futuro chissà.

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13 Responses to L’UAAR e lo specismo

  1. Zel says:

    .. ma hai letto il numero, o parli e commenti solo per sentito dire?

  2. Ettore says:

    Solo per sentito dire, ovviamente. Ho tanta bella roba da leggere, non ho voglia di sprecare tempo e soldi per sentirmi dire che i diritti umani sono una roba razzista nei confronti degli animali. Così come non comprerei una rivista creazionista. E del resto, non saprei nemmeno se questa rivista si trovi in edicola. I commenti che ho trovato sono cmq di lettori iscritti all’Uarr e riguardo ai contenuti sono tutti d’accordo. Se tu o qualcunaltro lo avete letto e avete qualcosa da dire, io sono tutto orecchi. Ma non credo che avrei sosrprese, visto che per l’UAAR Peter Singer è un ateo illustre.

  3. Maurizio says:

    E’ la nuova frontiera dell’umanità. Del resto, una pseudo-ricerca scientifica afferma che i Neanderthal erano più portati al progresso di noi Sapiens perché avevano una mente più pratica, meno incline alla spiritualità e alle superstizioni.Ateo è bello. Involuto è meglio…

  4. Ettore says:

    Eh sì. I creazionisti non sono gli unici a fare biologia teologica…

  5. Ettore says:

    Scrive Rioken:"innanzitutto, tramite quali canoni e categorie è possibile stabilire chi è degno di dignità e chi no? Soprattutto, il discorso sull’antropocentrismo (alias specismo), è un discorso razionale che tiene conto di fattori oggettivi: gli animali non umani sono dotati della capacità di soffrire, oltre che di avere un’esistenza qualitativamente degna di nota (per via della loro spiccata vita emotiva e relazionale). E’ immorale agire deliberatamente a danno degli animali non umani (ed umani) per le ragioni sopracitate, dove per “deliberate” si intende anche il loro allevamento a scopo alimentare (non trattandosi di una necessità ma di un’abitudine). Se qualcuno ancora crede che gli animali non umani “non siano poi così complessi”, invito ad informarsi sui risultati di recenti ricerche di zooantropologia (soprattutto di Jane Goodall) circa la trasmissione dei tratti culturali e il pensiero divergente all’interno dei gruppi di individui non umani.Premetto che ancora non ho avuto modo di leggere il numero dell’Ateo in questione, ma a giudicare dai toni credo si possa ben sperare."Anche io ben spero…fra poco diranno che chi mangia un animale è un vero e proprio assassino da rinchiudere, visto che esiste anche una cultura animale che viene addirittura trasmessa e un "pensiero divergente"…

  6. Maurizio says:

    Ma sì, in effetti tutti i nostri simili godono già di tutte le tutele di questo mondo: guerre, dittature, oppressione, povertà, bambini che muoiono di fame o con un fucile in mano, tutte inezie. L’importante è riconoscere ai ruminanti una quota di seggi in Parlamento.Tipico discorso da peggiore forma di degenerazione della viziata cultura occidentale.

  7. Ettore says:

    E’ vero. E noi dobbiamo stare qui a spiegare loro perchè un bambino vale più di cento maiali…

  8. mattiafabbri says:

    Stando al tono dell’articolo e dei vostri commenti, sembrerebbe per voi obbligatoria la seguente equazione: difesa dei diritti degli animali=disprezzo dei diritti umani. Mi sembra che qui si stia davvero banalizzando. Documentare e denunciare (come fa Singer in “Liberazione animale”) le innumerevoli atrocità che avvengono negli allevamenti intensivi – soltanto per produrre molte più bistecche di quelle di cui realmente abbiamo bisogno (e che si potrebbero facilmente integrare con legumi e cereali) – è legittimo e doveroso, e non toglie assolutamente nulla alla dignità umana. Anzi, se l’Occidente producesse meno carne, sprecherebbe meno proteine vegetali per produrre un numero considerevolmente inferiore di proteine animali, e rimarrebbero più risorse per il terzo mondo. Inoltre, i vantaggi di una dieta vegetariana in termini di salute, sono arcinoti; ma se anche senza essere vegetariani, credo che si farebbe un grande passo in avanti se si riducesse il consumo delle carni: ne guadagnerebbero non solo gli animali (che in tal modo non dovrebbero più essere allevati intensivamente) ma anche gli uomini, per le risorse che si verrebbero a risparmiare.

    Anche Tiziano Terzani, persona di grande spiritualità, usava parole di fuoco contro i maltrattamenti verso gli animali: era uno spregiatore dei diritti umani anche lui?

    Per finire, vorrei precisare che si può essere animalisti e condividere anche alcune delle posizioni di Singer, senza con questo dover diventare ipso facto abortisti o infanticidi. Io sono ateo, visito spesso il sito UAAR e ho letto Singer (cosa che forse voi non fate), e vi posso assicurare che nessun vero ateo considera un altro ateo un’autorità. Io, ad es., condivido di Singer il discorso animalista ma non posso accettare la legittimazione dell’infanticidio…e, credetemi, sono in buona compagnia.
    Credo che l’immagine che voi avete degli atei sia alquanto caricaturale: volete incasellarli a tutti i costi, appioppando loro delle etichette stantie, per puro gusto polemico. Vi assicuro che vi sono moltissimi atei che non sono né comunisti, né nazisti, né scientisti. E neppure acriticamente riverenti verso Peter Singer.

  9. Ettore says:

    L’equazione invece è del tutto esatta. L’idea stessa di parlare di diritti degli animali è una mostruosità giuridica, almeno nella tradizione giuridica occidentale. Un animale non può essere soggetto titolare di diritti, paradossalmente per i motivi che di solito si adducono – erratamente – per negare questo status agli esseri umani non ancora nati. Equiparare quello che non è equiparabile, anche se solo teoricamente, comporta ipso facto un vantaggio illecito di una delle due parti e la conseguente degradazione dell’altra.

    Vogliamo parlare delle specie in via di estinzione? Della vivisezione? Dell’abbandono dei cani? Degli allevamenti intesivi? Benissimo, anche io amo gli animali. Ma allora parliamo di tutele che noi vogliamo concedere, non di diritti. Infatti Singer, una volta teorizzata la funesta categoria di “specismo”, arriva coerentemente a tutte le altre belle cose. Che lei non condivide perchè non porta alle naturali conseguenze il discorso dei “diritti” degli animali che rende l’uomo un animale fra gli altri.

    Però già nel suo discroso c’è qualcosa di inquietante, dice di non essere d’accordo con la teorizzazione dell’infanticidio. E questo le fa molto onore, però ne parla come di una normale ipotesi che si può condividere o meno. Con lo stesso atteggiamento, sembrerebbe, di chi discuta se sia meglio questa o quella legge elettorale. Creda lei a me, potrebbe essere in buona compagnia ancora per poco tempo.

    In conclusione, mi dispiace che lei abbia avuto l’impressione di una indistinta crociata contro gli atei. In realtà può vedere che io non parlo quasi mai degli “atei” ma chiarisco sempre il mio obiettivo polemico che, per esempo, qui sono gli atei dell’UAAR.

  10. mattiafabbri says:

    Per concedere tutele però è necessario fare delle leggi. Non basta affidarsi alla buona volontà dei singoli per prevenire, ad es. la vivisezione o l’abbandono dei cani…servono norme giuridiche vincolanti. L’Europa ha vergognosamente votato a favore della proposta di consentire la vivisezione sugli animali randagi: evidentemente ha ancora molta strada da fare per aprire ai diritti (pre-condizione perché vi siano le tutele) degli animali. Il concetto di diritto, inoltre, ha una valenza morale oltreché giuridica. Come il bambino ha diritto a non essere ucciso (e qui colgo l’occasione per precisare, a scanso di equivoci, che l’infanticidio mi fa orrore), anche l’animale ha diritto a non subire trattamenti crudeli e degradanti, soprattutto quando ciò non è necessario per la sopravvivenza della nostra beneamata specie (le ingenti quantità di carne consumate, ad es., negli States, sicuramente vanno molto al di là del reale fabbisogno proteico dei consumatori). Non considero il vegetarismo un dogma, ma una scelta di vita. Come Singer, anch’io ritengo che il vero problema, più che la morte degli animali d’allevamento, sia la loro terribile sofferenza. E molta di questa sofferenza verrebbe risparmiata se solo si mangiasse meno carne (senza necessariamente diventare vegetariani). Come vede, non faccio dell’antispecismo un assoluto; pongo solamente il problema della riduzione della sofferenza, che per me è imprescindibile per ogni morale (sia essa fondata o no sulla religione).
    Dopo Darwin non è comunque più sostenibile che l’uomo abbia una natura differente da quella animale. Le differenze sono di grado (ad es. di livello di intelligenza e, nelle specie più vicine a noi, di autoconsapevolezza), ma non di genere. Gran parte della nostra specifica evoluzione e del successo che ci ha resi apparentemente “superiori” rispetto alle altre specie, è dipesa dallo sviluppo della postura eretta e del pollice opponibile; il nostro stesso linguaggio e le nostre facoltà intellettuali non si spiegherebbero senza il vantaggio offertoci da queste due peculiarità. Riconoscere la nostra appartenenza a pieno titolo al mondo animale non ci svalorizza, al contrario: partendo da tanto in basso, siamo gradualmente arrivati dove siamo!

  11. Ettore says:

    Certo che le tutele si concedono tramite le leggi, ma per prendere questi provvedimenti non è affatto necessario il riconoscimento di diritti. Ci sono centri storici, montagne, parchi naturali che sono considerati patrimonio dell’umanità e sono messi sotto tutela. Ma nessuno si sogna di dire che allora un parco naturale è (o dovrebbe essere) un soggetto titolare di diritti. Suvvia.

    Biologicamente si può considerare l’uomo come un animale. Ma le cosiddette differenze di grado sono talmente abissali (un bambino di due anni ha capacità linguistiche già infinitamente superiori a quelle di una scimmia) che autorizzano a parlare di un altro genere. Un bambino non può essere ucciso o maltrattato perchè è un animale un pò più intelligente degli altri, ma perchè è un essere umano. E non un animale.

  12. delfino55 says:

    Ciò che c’è di aberrante non è Singer ma la Religione Cattolica fondata sull’amore di se stessa e sull’antropocentrismo, una vergogna e un’assurdità che sicuramente anche il buon Dio potesse, la ripudierebbe, ma si sa che sono proprio le Religioni a creare Dio a loro immagine.
    Bisogna proprio ringraziare la Chiesa da una parte e Cartesio dall’altro se ci troviamo in questa situazione, dove grazie allo specismo l’uomo è diventato crudele, guerrafondaio, violento e sempre propenso a dominare i propri simili e le altre specie. Non c’è abbastanza inferno per coloro che uccidono, torturano, infliggono sofferenze agli esseri viventi. Chi non rispetta la vita non merita assolutamente di possederla.

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