Le scritte sulla Sindone

Ha fatto molto discutere la questione delle tracce di scrittura sulla Sindone. Se inserite queste parole in un motore di ricerca, finirete molto probabilmente in quel noto trash web che considera come “fantasioso” – nei migliori dei casi – chiunque si accosti alla Sindone senza il pregiudizio del falso medievale. Ed è così che la questione sembra sia dovuta alla fantasia di qualche sprovveduto sindonologo che deve avere interpretato dei segni come delle scritte.

In realtà si tratta di una ricerca seria che ha coinvolto molti studiosi, ben riassunta ne La Sindone di Gesù Nazareno di Barbara Frale. Un libro ben documentato che molti oppositori sembrano non avere proprio letto, viste le obiezioni così banali che vi oppongono. In realtà, le prime tracce di scrittura furono rinvenute nel 1978 dal chimico Piero Ugonotti che sottopose la scoperta ad Aldo Marastoni, docente di letteratura antica presso la Cattolica di Milano. Lo studioso individuò tracce di scrittura in greco, latino ed ebraico. Queste lettere furono poi studiate da Roberto Messina, medico legale, e Carlo Orecchia, professore di ebraico biblico alla facoltà Teologica di Milano. Purtroppo la loro ricerca fu pubblicata nell’anno sbagliato, in quel 1989 in cui l’esame del radio carbonio divenne un dogma indiscutibile con l’effetto di troncare questa ed altre ricerche promettenti.

Fu così che le scritte dovettero attendere fino al 1994 per essere studiate, da chi conosceva tutti i limiti del C14. Il problema fu sottoposto ad un centro specializzato nello studio di scritture quasi perdute per vari accidenti storici (i palinsesti), l’Institut d’Optique Théorique d’Orsay di Parigi. Andrè Marion sottopose quei segni a studi più accurati e con metodi all’avanguardia, anche con l’ausilio di strumenti informatici – già abbondantemente testati – confermò l’esistenza delle scritte. Lo studio di Marion e di Courage fu pubblicato nel 1995 anche sulla rivista scientifica Optical Engineering. Il tutto con la collaborazione di storici, archeologi ed esperti di paleografia. Delle tracce di scrittura sulla Sindone si è occupato anche Thierry Castex, esperto di metodi di analisi nelle ricerche chimico-fisiche e matematica dei segnali.

Queste sono le basi rigorosamente scientifiche di una scoperta che il web trash (composto ovviamente anche da una nota associazione ateistica) vorrebbe goffamente stroncare come una castroneria. Un’invenzione di qualche sindonologo un po’ pazzo. Certo, c’è ancora molto da studiare e da approfondire. La stessa Frale nel libro lo ripete a più riprese, ma rifiutare tutto in maniera così pregiudiziale e disinformata è a dir poco antiscientifico.

Veniamo adesso all’oggetto principale, le tracce di scrittura. Sembra che esse non siano state vergate direttamente sul lino ma su un oggetto esterno e che poi l’inchiostro delle lettere si sia trasferito sul telo per un processo ancora tutto da chiarire. Riguardo il contenuto sono state individuate queste parole:

“Gesù Nazareno deposto sul far della sera, a morte, perché
trovato” [colpevole] “nel sedicesimo (?) anno del regno di Tiberio”

 

Sono tracce di scrittura che possono dirci molto, sotto diversi aspetti. La prima cosa da capire è la natura del supporto esterno su cui si trovavano queste parole. Sono state avanzate diverse ipotesi, Marastoni aveva pensato addirittura al Titulus Cruci di cui parla il Vangelo. L’ipotesi di Barbara Frale è invece più realistica ma allo stesso tempo più affascinante. Secondo lei si tratta, infatti, di scritture di servizio che non hanno nulla a che vedere col Cristianesimo ma che si inseriscono perfettamente nel contesto storico. Un’ipotesi avvalorata da molti elementi. Prima di tutto perché lo stile delle lettere non è per niente solenne, di certo chi le ha scritte non doveva essere un letterato. Inoltre la natura devozionale sembra da escludere anche perché i cristiani non si riferivano così al loro Messia. Altrimenti avremmo dovuto trovare Gesù figlio di Dio, per esempio. Chi lo chiamava per nome e cognome erano, a parte i Vangeli, quelli che non credevano in lui.

Perciò queste scritte sono da ricollegare al contesto storico, non a quello religioso. Secondo le consuetudini giudaiche del tempo, le salme dei condannati a morte erano impure. Per questo non potevano essere sepolte nei sepolcri di famiglia ma nelle fosse pubbliche. Una volta dissoltosi il corpo, dopo dodici mesi, le ossa potevano essere consegnate ai familiari. Ovviamente, perché questa procedura fosse possibile, i cadaveri dei condannati dovevano essere dotati di qualche forma di riconoscimento. Per questo, secondo la Frale, si tratta di scritture di servizio applicate sulla Sindone e che riportavano il nome del condannato e altri dati utili per il riconoscimento.

Questo spiegherebbe meglio anche alcuni passi dei Vangeli, come quello di Matteo 27,60 in cui si  specifica che la tomba donata da Giuseppe di Arimatea era “nuova”. Cioè non poteva contaminare gli altri “ospiti”. E sempre Matteo riporta un altro dato interesante alla fine dello stesso capitolo 27 in cui il Sinedrio ordina di sorvegliare il sepolcro:

[66] Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.

Forse è proprio in questo momento che un funzionario applicò quelle strisce sull’Uomo della Sindone, in uno stile affrettato ma comprensibile. Ed è proprio lo stile di queste lettere, un altro elemento fondamentale. La ricerca paleografica, infatti, permette di datare con una certa precisione una scrittura a seconda, per esempio, della forma delle lettere. Già dai primi tempi della scoperta era chiaro che si trattava di un scrittura piuttosto antica, anche gli esperti consultati da Marion datarono le scritte al periodo paleocristiano fra I e III secolo dopo Cristo. In realtà è possibile restringere ancora di più il campo fino ad arrivare al primo secolo. Barbara Frale ha consultato vari esperti senza dire loro da dove provenivano queste scritte. Fra questi Mario Capasso, insigne papirologo che è professore ordinario di Papirologia nell’Università degli Studi di Lecce e al quale la Frale ha nascosto anche il riferimento a Tiberio. Secondo Capasso la datazione va dal 50 a.C al 50 d.C circa. Quindi una datazione più che compatibile con quella del reperto sindonico. Inoltre Capasso ha confermato la presenza dei cartigli di papiro su cui stavano le scritte.

Pensare che siano anche queste opera di un falsario, è molto difficile. Prima di tutto perché quel “Gesù di Nazareth” nel Medioevo sarebbe suonato strano e forse anche eretico. Inoltre questo falsario avrebbe dovuto essere dotato di conoscenza paleografiche avanzate per imitare una scrittura proprio di quegli anni. Non che la storia della scrittura non sia fatta da frequenti casi di imitazione, ma l’imitazione di una scrittura antica è una cosa che l’occhio esperto sa riconoscere. Inoltre queste scritte sono difficilmente visibili ad occhio nudo, per trovarle e identificarle ci sono voluti anni di studio e apparecchiature sofisticate. Senza considerare che questo falsario avrebbe dovuto produrre una scritta sapendo che forse non sarebbe mai stata letta.

Il povero Leonardo adesso rischia di dover diventare anche il più grande genio della storia della paleografia, riscrivendo per l’ennesima volta – ma senza ammetterlo – la storia della scienza.

 

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46 Responses to Le scritte sulla Sindone

  1. Carlo says:

    Pollini, calchi di monete, scritte…il mistero della Sindone continua..Buona serata da Carlo.

  2. Ettore says:

    Alla faccia del positivismo 😉

  3. ღ Dolcemente Eterna ღ says:

    E continuerà… E’ questo il fascino di un mistero, seminare dubbi nella certezza 🙂 Credo perchè lo sento dentro di me, lo vivo dentro di me, ogni giorno, e no perchè la scienza, mi ha datto il suo ok per farlo. Buona domenica Ettorino. Grazie per i link che mi hai mandato. Un grosso bacio.

  4. Roberto says:

    bravissimo Ettore,torno ora da un incontro con la Frale per la presentazione del percorso che l’ha portata a scrivere qul libro.. Secondo me lei a pienamente azzeccato e sopratutto quelli del carbonio C14 che prendono i campioni con le mani contaminadoli sinceramente credo che possono dire poco o nulla a questo punto..attendiamo che la tecnologia ci sveli uno dei misteri più belli e sacri della storia senza considerare che se gli altri non credono in nulla per me è un problema tutto loro.ciao R

  5. Ettore says:

    Grazie, sì è davvero una questione molto appassionante. Un saluto 🙂

  6. ciro says:

    SALVE , CARO ETTORE MA UNO DEI COMANDAMENTI DEL SIGNORE NON DICE : NON FARTI IMMAGINE E SCULTURA !!! E POI CHE FA’: L ‘IMMAGINE DEL FIGLIO SU UN TELO!!! E SUBBITO I CATTOLICI STENDONO AL MURO DI UNA CHIESA LIPOTETICA IMMAGINE DEL CRISTO TRA PARENTESI IMMAGINE CHE NESSUNO CONOSCE , DICENDO: QUA FACCIAMO TANTI SOLDI….. OGNI OCCASIONE E’ BUONA . MA COME !!DIO PRIMA PROIBISCE E POI PERMETTE CHE SI VENERI E SI ADORA UNA IMMAGINE.! A PARTE CHE E’ DEL 1600 , LO SO ‘CHE NON MI RISPONDERAI LO SO CHE NN SONO ALLA TUA ALTEZZA MA QUESTA DELLA SINDONE NN MI VA PROPRIO GIU’ CIAO STAMMI BENE.

  7. Ettore says:

    Nella risposta ai commenti io seguo una regola molto semplice, se non ho niente di carino da dire non dico niente. Per cui se alle volte non ho risposto, vuol dire che evidentemente ho trovato molto irritanti le sue parole da un lato e per nulla stimolanti dall’altro. In effetti nemmeno questo suo commento, e su questo siamo d’accordo, meriterebbe una risposta vista la supponenza. Ma visto che ci siamo, faccio notare per l’ennesima volta che quella che io vedo nel suo profilo è un’immagine e che il comandamento vieta ogni tipo di immagine. Non solo quelle religiose.

  8. Zel says:

    Vorrei sottolineare come anche il papa chiami la sindone "icona": mi sembra una posizione molto equilibrata visti i dubbi e le incertezze al riguardo. Del resto, proprio quando comparve tale telo "nel 1389, il vescovo di Troyes inviò un memoriale al papa, dichiarando che il telo era stato "artificiosamente dipinto in modo ingegnoso", e che "fu provato anche dall’artefice che lo aveva dipinto che esso era fatto per opera umana, non miracolosamente prodotto". Nel 1390 Clemente VII emanò di conseguenza quattro bolle, con le quali permetteva l’ostensione ma ordinava di "dire ad alta voce, per far cessare ogni frode, che la suddetta raffigurazione o rappresentazione non è il vero Sudario del Nostro Signore Gesù Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario"… Per quanto riguarda il commento diciro: il comandamento proibisce OGNI immagine, scultura e riproduzione di qualsiasi cosa, animata o inanimata, sulla terra, sul cielo o sotto le acque: ergo, è proibito anche disegnare un albero, fare una foto e via dicendo (non per niente, gli ebrei ortodossi, cheseguono alla lettera i comandamenti, non si fanno fotografare nè usano dsegni di cose reali, ma solo simboli). Come i cattolici, così gli evangelici interpretano a proprio modo un comandamento che è letteralmente chiarissimo, ma che per comodità quotidiana non è più sguibile.

  9. Silvia says:

    <<MA UNO DEI COMANDAMENTI DEL SIGNORE NON DICE : NON FARTI IMMAGINE E SCULTURA !!! E POI CHE FA’: L ‘IMMAGINE DEL FIGLIO SU UN TELO!!!>> Se è per questo dice anche "Non uccidere" eppure ha lasciato che Suo figlio morisse in croce…. Ma, in fondo, Egli può tutto, o no?

  10. Ettore says:

    Di testimonianze della Sindone ce ne sono da molto prima di Lirey. Quasi sicuramente il telo è stato a Costantinopoli da dove è stato dimostrato che per secoli ha influenzato l’arte sacra. Molto probabilmente il vescovo di Troyes era solo invidioso del flusso di pellegrini che la Sindone attirava, infatti poi di questo presunto artefice non si è saputo mai niente. Nemmeno il nome, e il modo in cui la avrebbe fatta è ancora più vago. Infatti la Sindone non è un dipinto nè una tavola. Pare che poi, infatti, la parte della "pittura o tavola" sia stata sostituita una semplice "rappresentazione". Il papa la chiama icona perchè non riguarda una verità di fede, ma è un fatto che gran parte di queste "incertezze" sono dovute a motivazione del tutto antiscientifiche.

  11. ciro says:

    ettore . era meglio se nn me la davi la risposta. silvia va a leggere esodo 4 verso venti silvia sei proprio in una babilonia completa ( babilonia ) (confusione.)

  12. Zel says:

    Ettore: Di testimonianze della Sindone ce ne sono da molto prima di Lirey. –>ma dai? Mi butti giù due fonti, anche on line?Esodo 4,20: Mosè dunque prese sua moglie e i suoi figli, li mise su un asino e tornò nel paese d’Egitto. Mosè prese nella sua mano anche il bastone di Dio.—> probabilmente ciro intendeva Esodo 20,4: Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. —> proibitaa ogni rappresentazione di cose in cielo, in terra o in acquq… Delle due, una: o è proibito rappresentare, disegnare, scolpire OGNI COSA (come dice il comandamento) o lo si può fare.

  13. ciro says:

    si zel era 20/4mi sono confuso, grazie per la correzione.fossi in loro leggerei isaia 44 /9 e non mi parlate d ‘iinterpretazione.

  14. Zel says:

    Isaia 44,9 diche che chiunque faccia scultue è solo vanità e si deve ricoprire di vergogna: ebbene, signor ciro: come la mette con quei lavoretti di riproduzioni sotto forma di scultura di cui ha le foto sul blog? Lei non solo contravvine palesemente al secondo comandamento, in quanto fa fotografie che sono proibite in quanto rappresentazionedi cose che stanno sulla terra, ma è pure svergognato da isaia!

  15. Zel says:

    Mi riferisco a queste: http://cid-2dfd4130c3ef349a.skydrive.live.com/self.aspx/08%20maggioLE%20%20MIE%20%20OPERE/ANTICA%20%20SARTORIA.jpgPalesi opere di scultura.Isaia le condanna così:Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità;i loro idoli più cari non giovano a nulla;i loro testimoni non vedono,non capiscono nulla,perché essi siano coperti di vergogna.

  16. Ettore says:

    Ciro: Lei però è inaccontentabile. Se non rispondo, e perchè non rispondo. Se rispondo, era meglio che non rispondessi. Questa sì che è una babilonia, eh…

  17. Zel says:

    … ma prima del 1200 quindi non c’è niente?

  18. Ettore says:

    Se il Mandaylion è la Sindone, come io credo, ci sono testimonianze della sua presenza ad Edessa già dal VI secolo. Per non parlare di queste scritte che rappresentano una documentazione a parte e ancora più antica.

  19. ஜRosa says:

    grazie…è sempre un arricchimento leggerti …. buona vita ciao

  20. Zel says:

    Pensa che proprio Edess fu uo dei più grrandi centri marcioniti dei primi secoli!Cmq, il mandylion, dalel fonti antich, risulta essere solo ed esclusivamente un fazzoletto col volto di gesù… niente a che vedere con la figura intera nella sindone, che viene relazionata al mandylion solo nel 1970!Sono invece conosciuti due mandylion a Roma e a Genova che però sono palesamente dipinti abbasstanza ridicoli per la resa (come la "sindone" di maloppello): -roma http://www.prfct.net/web/uploads/assets/work_images/mandylion.jpg- maloppello: http://www.calun.pl/images/swiete-oblicze-calun-z-manoppello-wlochy-Volto-Santo_01.jpg come poi un’immagine di un uomo di razza caucasica possa essere quella di un uomo palestinese, resta un mistero: http://www.boncherry.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/real-face-of-jesus.jpg

  21. ciro says:

    PS,MA E’ MAI POSSIBILE CHE APPENA SCRIVO UNA COSA CON TANTA EDUCAZIONE DEVO ESSERE ATTACCATO , MA DIO VUOLE UNA CHIESA UNITA E NOCHE SI FACCIA GUERRA . SONO SCAMBI DI OPINIONITU HGAI DETTO LA TUA ,IO HO DETTO LA MIA E BASTA TUTTO QUA. NON HO MAI AVUTO IL PIACERE DI AVERE UN SALUTO DA TE ETTORE MAI UNA VOLTA CHE HAI DETTO CIA’ MAMMA MIA OK CIAO STAMMI BENE.

  22. ciro says:

    ciro guzzi(Non in linea)ha scritto: CARO ETTORE SALVE. MI HAI DETTO CHE L ‘ICONA DEL MIO PROFILO GIA’ E’ UNA IMMAGINE, MA NON E’ CHE MI FACCIO ADORARE CHE CENTRA CHE IL MIO PROFILO E’ UNA IMMAGINE!!! CARA ZEL MI DICE CORTESEMENTE QUALI LAVORETTI SONO MI SPIEGHI E LE SPIEGHERO’ SERA.

  23. Ettore says:

    Egregio signor Ciro,lei ha detto prima "non mi parlate di interpretazione". Ora, che le immagini siano sbagliate solo se rischiano di essere adorate è interpretazione. Il comandamento parla di "immagine alcuna" e non di "immagini religiose" o di immagini "pericolose. Del resto è così che lo interpretavano gli Ebrei, per questo la loro cultura (come quella islamica) era esenzialmente aniconica. Cioè senza immagini di nessun tipo.Cordiali saluti.

  24. Ettore says:

    Zel: La Sindone è sempre stata conservata piegata a causa delle dimensioni. Queste piegature sono state trovate sul lino, e seguendole si ha una sindone ripiegata otto volte su se stessa lasciando vedere solo il volto al centro. Per questo si poteva credere che il Mandylion fosse solo un fazzoletto col volto di Gesù, la cui descrizione corrisponde cmq a quella della Sindone. Il Mandylion poi fu portato a Costantinopoli per non riapparire mai più. Più tardi fra le reliquie di Costaninopoli viene annoverato un telo dove è impressa l’immagine di Gesù. Porbabilmente sempre lo stesso telo di Edessa di cui si è forse persa la memoria. Ovviamente di reliquie ne esistevano un’infinità, ma la sindone ha delle caratteristiche uniche. E tutte queste descrizoni sembrano indicare proprio il telo di Torino. Infine ci fu il sacco di Costanipoli con un marea di reliquei che prende la via dell’occidente. Ed ecco la Sindone in Francia.Il fatto della piegatura è confermato anche dalla presenza dei Marcioniti ad Edessa. Infatti loro avevano qualche problema con la crocifissione e un telo che presentava il corpo di Gesù martoriato poteva essere problematico. Per questo far vedere solo il volto poteva essere una soluzione. La ricostruzione del volto di Gesù che hai linkato pare sia stata fatta dalla Bbc. A me però sembra palese che non assomigli nemmeno un pò all’uomo della Sindone, come spiegato in questo articolo:http://mikeplato.myblog.it/archive/2010/01/30/il-volto-di-gesu.htmlIl quale riporta ricostruzioni più credibili, come queste che dice fatte dalla Nasa:http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/2089236691.jpghttp://mikeplato.myblog.it/media/01/01/1097012976.jpgUtile anche questa ricostruzione in 3D:http://mikeplato.myblog.it/media/01/01/4735286.jpg

  25. Zel says:

    Ciro: il passo da lei citato di saia proibisce oggni forma di scultura, e il link alle foto sul suo blog che ho riportato dimostrano che lei fa scultura. Non c’è niente da spiegare. Inoltre, il secondo comandamento prima proibisce di fare ogni immagine, comprese le foto, E POI aggiunge (visto che la grammatica non è un’opinione) che di tali immagini non ci deve nemmeno fare idoli. E’ un’ aggiunta, ma le due cose non sono legate… oppure, ripeto, dio era un grndissimo ignorante e non sapeva nemmeno usare correttamente la punteggiatura.Ettore: sono belle teorie, ma finchè non saranno supportate da prove o almeno da fonti, restano voli dell’immaginazione.Il link che ho riportato con il volto di gesù palesemente on centra una bega con quello della sndone: era proprio per mostrarti che la sindone ritrae un uomo palesemente occidentale, di razza caucasica, che con la razza palestinese non centra niente….come fa quest’uomo: http://mikeplato.myblog.it/media/02/01/2089236691.jpg a essere un uomo nato in palestina da una donna palestinese?!?!?!?!? (per esempio: http://www.griffini.lo.it/laScuola/prodotti/esami2007/Medioriente(Rosestolato)/images/Statoi8.jpg ). O gesù face letteralmente l’alieno tra il suo popolo, o per lo meno vagamente doveva assomigliare al fenotipo dominante di quell’etnia….

  26. Zel says:

    PS: sta attento al sito di cui hai linkato i link… fa un excursus sul fatto che gesù fosse come il geroglifico del dio Osiride mentendo spudoratamente sul geroglifico che riporta: in realtà non è osiride quella figura di profilo con barba e "capelli lunghi": il nome di osiride e la sua rappresentazione geroglifica sono i due sinboli prima (l’occhio e il trono), mentre l’omino di profilo con il pizzetto lungo (e non la barba) e il copricapo indice di importanza (era una spece di lungo telo tenuto fermo da una fascia dorata, e quindi non sono capelli lunghi!!!) è il comunissimo determinativo per "divinità"… quindi l’immagine geroglifica dice: ws.ir (ws=trono; ir=occhio ma si leggono "Usir" occidentalizzato in Osir(ide)) e l’omino non si legge. Tale omino è utilizzato per ogni divinità, e mai in alcun modo può essere considerato una rappresentazione di osiride con barba lunga e capelli lunghi come dice il blog!!! Inoltre, osiride di solito è rappresentato calvo e dal colore bluastro-verde.Un sito che mente così per dimostrare che anche gli gostici egiziani rappresentavano gesù con capelli lunghi e barba, è da archiviare subito come ridicolo.

  27. Ettore says:

    Zel: Senza offesa, ma a me l’unico volo di fantasia qui sembra questo dogma del fenotipo. Questa è la definizione che ho trovato:"Fenotipo. Complesso dei caratteri visibili di un individuo e che sono il risultato dell’interazione tra il patrimonio genetico (genotipo) e le condizioni ambientali. Genotipi uguali possono, se sottoposti all’azione di ambienti differenti, produrre diversi fenotipi come può anche verificarsi il caso opposto per cui due fenotipi identici sono dovuti a genotipi differenti (fenocopia)."http://salute.leiweb.it/dizionario/medico/fenotipo.shtmlIo qui ci vedo molta variabile e poca staticità. D’altronde il fenotipo è quello proprio dell’individuo, se bisogna parlare in generale bisogna fare riferimento al genotipo. Essendo il fenotipo qualcosa di personale, non so se si possa pensare di estenderlo ad un intero popolo. Del resto, quella foto che scambi quasi per una foto di Gesù e dell’uomo palestinese in generale è stata realizzata da un solo studio, anche se sotto la guida di Richard Neave. Il quale ha preso un cranio e ne ha ricostruito il volto in base all’antropologia forense. Per un servizio della Bbc. Un solo studio, un solo cranio, per una televisione provinciale (solo in Italia la Bbc è rimasta un mito). Non ti semra un pò poco per pretendere di sapere, seppur genericamente, l’aspetto dell’uomo palestinese e addirittura quello di Gesù? A me sembra che nella migliore delle ipotesi quel volto possa somigliare solo al proprietario del cranio (che è l’unica ambizione dell’antropolgia forense). Niente a che fare con la ricostruzione del "vero volto di Gesù" che la rete quasi unanimamente crede di avere ricevuto.Per il resto dell’articolo che ho linkato ammetto di non averlo letto tutto e me ne scuso, ma a me interessavano soprattutto le foto della sindone. Riguardo le teorie che ho esposto, c’è ancora molto da verificare ma le fonti ci sono. Le rimando ad un post perchè sarebbe troppo lungo e faticoso per un commento.

  28. Zel says:

    … mi stia dicendo che, per esempio, nell’aferica nera può nascere una bambina bianca, con occhi azzurri e capelli biondi così per caso? Proprio come all’interno dell’etnia palestinese (apri google guarda che faccia hanno) può nascere un uomo altissimo, con gli occhi chiari, i tratti caucasici, il naso greco e via dicendo?!(il fenotipo è il frutto visibile del genotipo…. motivo per cui una bambina bianca, con occhi azzurri e capelli biondi non potrà mai nascere da una coppia etiope, geneticamente etiope!!!!)Cmq, a questo riguardo aspetto un post! Riamdniammo a lì la discussione…

  29. Ettore says:

    Io non lo so, non sono un esperto di genetica. Mi sembra solo che certe affermazioni siano decisamente avventate. Forse una bambina bionda può nascere da un meticcio, o da uno che ha un bianco o un meticcio nell’albero genealogico. Il concetto di razza è stato abbandonato ormai da decenni.Aprendo google, la prima cosa che mi è uscita è il volto di Arafat, credo che avesse una pelle piuttosto bianca rispetto al palestinese medio. Poi questo naso grosso a chissà quale fenotipo antropologico potrebbe essere collegato. Voglio dire, è tutto relativo. Il Medioeriente poi è sempre stato un via vai di migrazioni e di conquiste di popoli diversi, Israele compreso. E’ tutto possibile. Dovresti sapere che in ambito scientifico i numeri troppo bassi non hanno grande valore. Qui siamo addirittura all’unità. Sarebbe interessante provare a ricostruire altri volti del tempo, credo che saremmo costretti a dichiarare non palestinesi molti colpevoli solo di non somigliare al primo teschio capitato a tiro. Che magari era particolarmente brutto, mentre altri potevano ben avere lineamenti più delicati. L’altezza può essere variabile, anche oggi c’è un’altezza media della popolazione. Però ci sono quelli molto più bassi della media e quelli molto più alti, non capisco il problema. Così come il naso può assumere qualsiasi forma. Per gli occhi e i tratti somatici come il colore della pelle forse la cosa è più complessa, ma d’altronde non credo che sia possibile ricavare dalla Sindone il colore degli occhi e la chiarezza della pelle.

  30. Marco says:

    L’altezza di una popolazione è certamente variabile e si distribuisce normalmente (questa è la curva http://www.francescoandreoli.com/Blank_clip_image004.gif); gran parte della popolazione si concentra intorno al valor medio, la restante parte si distribuisce nelle code. Ogni popolazione però ha una sua distribuzione e quindi la curva della popolazione italiana sarà diversa da quella svedese o da quella palestinese di 2000 anni fa. Cambia il valore medio sul quale si concentra buona parte della popolazione. Con questo possiamo dire che Gesù non poteva essere alto? No, non possiamo. Però possiamo dire che in una popolazione con un altezza media di 1.70 trovarne uno alto 1.87 è improbabile, anche se non impossibile. Le immagini che hai riportato tu Ettore sono ricostruzioni a partire dall’uomo della Sindone, nessuno ci può dire per ora se quell’uomo è in realtà Gesù. Ricostruire il volto partendo da un cranio di un uomo palestinese vissuto 2000 anni fa probabilmente non servirà a svelarci il vero volto di Gesù ma quantomeno ad indirizzarci verso quelle che possono essere le caratteristiche comuni. ciao

  31. Miriam says:

    P.S.: So che è fuori tema, ma vi posto l’interpretazione corretta del comendamento sulle IMMAGINI visto che Ettore ci trova gusto a infierire su Ciro ignorando la traduzione reale dei versi che cita.. Poi, prima di dire che non è corretta questa versione, consultate un insegnante di Ebraico e mi fate sapere :Il comandamento vieta in maniera ASSOLUTA di fare immagini "E"(congiunzione) di prostrarvisi e servirli.In Esodo 20 i versetti 4 e 5 così si esprimono nella traduzione letterale dall’EBRAICO: 4)NON FARTI MAI ALCUN IDOLO E QUALSIASI RAPPRESENTAZIONE CHE E’ NEI CIELI DI SOPRA E CHE E’ SULLA TERRA DI SOTTO E CHE E’ NELLE ACQUE DI SOTTO LA TERRA.5)NON PROSTRARTI MAI (TI PROSTRERAI MAI) DAVANTI A LORO E NON LI SERVIRAI PERCHE’ IO IL SIGNORE IL TUO DIO SONO UN DIO ZELANTE CHE PUNISCO LA COLPA DEI PADRI SUI FIGLI FINO ALLA TERZA E FINO ALLA QUARTA GENERAZIONE DI QUELLI CHE MI ODIANO.Entrambi i versetti iniziano con un vocabolo che si traslittera con " LO’"e indica una negazione assoluta diversa dalla negazione "AL" momentanea.Es. se dico a mio figlio di NON correre non dico di non farlo mai più ma solo in questa occasione, Mentre usando "l’imperfetto iussivo LO’ significa non (fare) mai! ecc ecc .Il verso 5 di Esodo 20 così recita: Lo’ tishtakvè laem VELO’ taovdèm ki anokì Adonai eloheca el kanna poked avon avot….ecc ecc ecc. Questa è una veloce traslitterazione (in ebraico forse l’avrebbero potuta leggere e capire in pochi) dell’inizio del 5° verso di Esodo 20 preso dalla TaNaCh bibbia ebraica da cui provengono tutte le traduzioni. Il vocabolo scritto in maiuscolo indica proprio quella CONGIUNZIONE (e) (VE:trad. "e" + LO’:Trad. non..mai;) che molti preferiscono non vedere. Nel verso 5 parla di servizio, NON LI SERVIRAI, (in greco dulos opp. δουλεῖα / douleia designa il rapporto di sottomissione dello schiavo al padrone,) radice etimologica della parola "iperdulia "quindi servizio a qualcosa o qualcuno che non sia Dio. Dio vieta in maniera assoluta e permanente tale servizio.Quindi ripeto : Il comandamento vieta in maniera ASSOLUTA di fare immagini "E"(congiunzione) di prostrarvisi e servirli….se a qualcuno viene in mente di prostrarsi e servire l’immagine di Ciro….fatemelo sapere grazie….. la traduzione è copiata e incollata dal mio blog ;D

  32. ciro says:

    pace e grazie miriam sei sempre dolce e gentile , dio ti benedica. ps anchio trovo le parole di ettore nei miei confronti al quanto effimere e ipocrite , quando dice : egregio signor ciro puo’ chiamarmi anche ciro senza prendermi in giro.

  33. Ettore says:

    Effimere ed ipocrite mi sembra esagerato. Io direi solo lievemente ironiche, tanto per sdrammatizzare una situazione oggettivamente un pò pesante.

  34. Ettore says:

    Miriam: Posto che non ho un insegnante di ebraico a portata di mano e che non ho in alcun modo infierito sul povero Ciro (a meno che fare domande non sia una forma di tortura), trovo a dir poco inverosimile che l’aniconismo ebraico sia dovuto ad un errore grammaticale. Addirittura ad una mancata congiunzione.Fatto sta che anche seguendo la traduzione letterale che hai riportato le cose non cambiano di molto. Ti ricordo che la congiunzione "E (ed) è la congiunzione più semplice di tutte, e indica soltanto l’aggiunta di un concetto ad un altro in generale" come recita il Dizionario (http://www.dizionario-italiano.it/grammatica-italiana/grammatica-166.php). Per cui se io ti dico di non darmi fastidio e di non telefonarmi, non vuol dire che mi puoi telefonare se non mi dai fastidio. Ma che non devi darmi fastidio e che il telefonarmi rientra nel divieto. Perchè la "e" non può avere il valore di una congiunzione avversativa quale può essere "ma", "se", "tuttavia". Infatti se dico "non devi darmi fastidio se mi telefoni" il significato è tutto un altro. Allo stesso modo dire di non fare immagini e di non adorarle è diverso dal dire "non fate immagini se le adorate". Nel primo caso si tratta di due proprosizioni indipendenti, in cui la secondaria non fa altro che ampliare la principale. Cioè questa presunta congiunzione non cambia proprio niente. In tutta franchezza, consiglio di studiare un pò meglio l’italiano prima di avventurarsi nell’ebraico.

  35. Ettore says:

    Marco: Sì, grazie dell’appunto. Però se dal punto di vista fisico non si può asserire che quello sia Gesù, ci sono alcuni segni unici come la corona di spine e la ferita al costato ch lasciano pochi margini di dubbio. Vera o falsa che sia, con ogni probabilità quella immagine raffigura Gesù. Buona Domenica.

  36. ciro says:

    vorrei precisare che ciro non e’ povero , e’ figlio di un grande re’: gesu ‘cisto il signore . e poi perche’ avresti dovuto usare ironicita’ nel salutarmi allora era come dicevo io un saluto falso , ok vedo che vai piu ‘ daccordo con chi e’ contro dio che con chi e’ con dio . ti saluto con tutto il cuore . dio ti benedica ettore.

  37. Ettore says:

    Ne prendo atto. Ma era ironico anche quel "povero" perchè si diceva che io avevo addirittura infierito. L’ironia del saluto invece era perchè lei ci tiene molto alle forme, mentre per me sono piuttosto secondarie. Dio benedica anche lei e buona Domenica.

  38. Flavia says:

    Buona domenica, Ettore. Come sempre, i tuoi post mi arricchiscono molto. Grazie!!

  39. Francesco says:

    Riguardo alle scritte sulla Sindone e sull’inattendibilità delle ricerche di Barbara Frale è molto utile leggere questi articoli dello storico Andrea Nicolotti: http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&new_topic=17Il sito è molto attendibile, chi non lo conosce se lo visiti un po’.

  40. Francesco says:

    Riguardo alle scritte sulla Sindone e sull’inattendibilità delle ricerche di Barbara Frale è molto utile leggere questi articoli dello storico Andrea Nicolotti: http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&new_topic=17Il sito è molto attendibile, chi non lo conosce se lo visiti un po’.

  41. Ettore says:

    Sì, grazie. Già letto, già confutato. Christianismus è un discreto sito, ma Nicolotti di sindone ci capisce poco e niente. E tutti questi articoli contro la Frale non presentano nulla di sostanziale, e quando ci provano vengono universalmente smentiti. Basti pensare alla faccenda dell’idolo dei templari. Inoltre è chiaro che Nicolotti ha un atteggiamento fortemente pregiudiziale, per questo si rifiuta di capire. Altro rapido esempio.

  42. Ettore says:

    Con grande baldanza fa notare che le presunte scritte dovrebbero essere a rovescio, addebbitandolo come un errore della Frale. Quando invece nel libro si dice espressamente che le scritte sono riportate normalmente per comodità. Chiunque legge il libro e ha un minimo di cultura storica, si rende conto che Nicolotti non sa di che cosa sta parlando. Anche se per capirlo bastava già l’astio aprioristico di questi articoli.

  43. Francesco Santoni says:

    Scusa ma non capisco. Chi avrebbe confutato gli interventi di Nicolotti? Gli articoli di Nicolotti vengono universalmente smentiti? E da chi? Non mi risulta proprio, ma se tu ne sei sicuro allora sicuramente non avrai problemi a fornirmi tutti i dovuti riferimenti.
    E poi non mi sembra affatto che gli articoli di Nicolotti non presentino nulla di sostanziale, tutt’altro, mi sembrano molto sostanziosi.

  44. Ettore says:

    Per cominciare, basta consultare l’opinione di qualche storico di fama:

    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29327

    In questo articolo Cardini, che è un importante medievista, mostra rispetto per la Frale e ritiene le sue ipotesi verosimili. Certo, con prudenza perchè c’è sempre da verificare. Ma questo lo dice anche la Frale (con cui è chiaro, non tutti sono d’accordo), che invece per Niccolotti è una specie di pazza che si inventa le cose. E questo mi sembra sia già significativo, non è che Nicolotti abbia dei rilievi da fare. Gli articoli sono sostanziosi sì, ma più che altro di odio e di insulti.

    Nel commento precedente, portavo l’esempio dell’idolo dei templari. Una prima contestazione è venuta da un altro studioso, Musarra:

    http://www.antoniomusarra.net/templari.html

    Ma la smentita migliore credo sia della stessa Frale:

    http://www.giornaledistoria.net/public/file/Content20100730_FraleGiornaleStoriadefDEF.pdf

    Un articolo di quindici pagine dove la complicata vicenda viene spiegata molto bene, con tanto di note che rimandano a studi, fonti e vocabolari. E a cui Nicolotti ha risposto con un articolo di sette misere pagine, dal titolo inutilmente provocatorio e con poche note che perlopiù rimandano al suo sito:

    http://www.giornaledistoria.net/public/file/Content20100924_NicolottiAquilantiVattoDEF.pdf

    Andando alla questione delle scritte, in pratica sembra che per Nicolotti chiunque si presenti all’Institut d’Optique Théorique d’Orsay (che è un centro specializzato di fama mondiale) con una foto un pò stropicciata, chiede e ottiene che gli esperti (con tanto di sofisticati strumenti tecnologici) in quella foto gli formino delle scritte creando arbitrariamente dei segni che formino le parole gradite all’utente. E questo chi lo dice, un tecnico? No, lo dice Nicolotti…

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