Che fine ha fatto la superiorità antropologica della sinistra?



La bella destra

di Annalena Benini

I
berlusconiani si sono molto imbelliti. Brave persone che hanno
manifestato piene di speranza: “Le facce erano pulite, allegre,
serene”, ha scritto Eugenio Scalfari nell’editoriale di domenica sulla
Repubblica (intitolato: “Una bella piazza un pessimo discorso”). “Bella
gente un po’ frastornata”, non più malvagi imprenditori, leghisti
deliranti, ex fascisti violenti, evasori fiscali, bruti illetterati,
avidi commercianti, ignoranti plagiati dalla tivù commerciale, cafoni
arricchiti, troiette ambiziose, figuranti incravattati, giovanotti
incazzosi, signore plastificate, crudeli faccendieri, cattivoni che
abbandonano i cani in autostrada, trucidi che usano lo stuzzicadenti a
tavola e buttano le cartacce per terra.

La superiorità
antropologica della sinistra teorizzata da Michele Serra è superata e
allora forse la difesa della razza non è più necessaria: gli elettori
di centrodestra sono diventate persone in fondo normali, “come ce ne
sono in tutte le piazze democratiche di questo mondo”, ha scritto
Scalfari. E sull’Unità di ieri Francesco Piccolo ha confermato, dopo
essere andato di persona in piazza San Giovanni a controllare: “Ho
osservato a lungo chi c’era. A parte pochi fascisti, quelli veri, che
se non li vedi dal vivo non ci credi che esistono ancora e sono così,
per il resto la piazza era piena di brava gente arrivata da molte parti
d’Italia, pochi giovani e tanti anziani (come del resto nelle piazze di
sinistra)”.
Dunque il ribrezzo sociale è finito (anche se “ho molti
amici gay, sono deliziosi” è stato sostituito da “Conosco persone di
destra davvero carine”). Un po’ di anni fa, nel 2001, Umberto Eco
scriveva sulla Repubblica che non aveva senso fare appello agli
elettori del Polo: “Che senso ha parlare a questi elettori di off
shore, quando al massimo su quelle spiagge esotiche desiderano poter
fare una settimana di vacanza con volo charter? Che senso ha parlare a
questi elettori dell’Economist, quando ignorano anche il titolo di
molti giornali italiani e non sanno di che tendenza siano, e salendo in
treno comperano indifferentemente una rivista di destra o di sinistra
purché ci sia un sedere in copertina?”.

Qualcosa è cambiato da
allora, nonostante l’immutabile, sincero disprezzo di Lidia Ravera
(“balle, anche uno di destra che non sia lobotomizzato se ne accorge”,
è stato il suo commento al comizio di Berlusconi): i manifestanti, i
simpatizzanti, gli elettori berlusconiani si sono guadagnati la dignità
di essere umano, il rispetto estetico e morale da parte degli
avversari, a volte anche la simpatia. “Ho perfino applaudito una volta,
quando La Russa ha detto che se applaudivamo aiutavamo la Gelmini a
partorire oggi; se serve per aiutare, ho pensato”, ha scritto Francesco
Piccolo. E’ un successo storico da incassare con orgoglio. Berlusconi
era il mostro e il suo popolo coincideva mostruosamente con lui. Adesso
Berlusconi è ancora mostruoso, ma il suo popolo è meglio, e
soffiarglielo non sarebbe male.


© 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO

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16 Responses to Che fine ha fatto la superiorità antropologica della sinistra?

  1. Maurizio says:

    E quelli che hanno suonato faccetta nera, quelli che hanno insultato i giudici, quelli che hanno trasformato l’agone politico in un ring con diffamazione e offese gratuite…Un curioso canone estetico!

  2. Ettore says:

    "quelli che hanno trasformato l’agone politico in un ring con diffamazione e offese gratuite…"Certo. Perchè Di Pietro invece non ha alcun ruolo in questo, lui che non si sognerebbe mai di definire "il solito giudeo traditore" uno colpevole solo di aver lasciato il suo partito. Chissà se Mani si aspettava un successo simile del suo dualismo.

  3. Ettore says:

    E poi se da una parte c’è chi canta faccetta nera, dall’altra ci sono le immancabili bandiere falce e martello. Se da una parte si insultano i giudici, dall’altra si insulta il Presidente della Repubblica e il Papa. Eccetera eccetera…La superiorità antropologica della sinistra è un vecchio mito, solo che prima almeno si riferiva ai politici. Poi visto che la cosa si mostrava evidentemente falsa, la superiorità è stata addirittura estesa agli elettori. Suvvia…

  4. Angelo says:

    ettore una volta tanto sono d’accordo….

  5. Marco says:

    Ma guarda?! Non avevo dubbi… chissà perchè…

  6. Ettore says:

    Me ne compiaccio 😉

  7. Angelo says:

    mi sembra evidente a tutti….

  8. Maurizio says:

    INsulti al presidente della repubblica e al papa… vi insegnano uno slogan e lo ripetete a pappagallo: dire <<il presidente della repubblica non fa il suo dovere>> è una critica, non un insulto.

  9. Ettore says:

    Dare del vile a qualcuno a me sembra un insulto, stai a vedere che adesso Di Pietro diventa il simbolo della moderazione in politica vittima dell’informazione che lo presenta come un burbero giustiazialista alieno delle più elementari regole grammaticali.Io non imparo nessuno slogan, slogan sono tutta la serie di invettive contro chi la pensa diversamente del tipo "fascista, golpista, evasore fiscale, piduista, revisionista" ecc… che sono il corrispettivo del complotto comunista mangiabambini.

  10. Maurizio says:

    Piduista non è uno slogan, ma è l’appartenenza alla P2. E mi pare che QUALCUNO lo fu, ma forse non ne sei stato informato.Evasore fiscale è quello che evade il fisco. E mi pare che QUALCUNO ne abbia fatto l’elogio.Golpista è quello che prende il potere in maniera irregolare. E mi pare che sia stato QUALCUNO a farsi un decreto per cercare di validare delle liste nulle.Revisionista è quello che vuole riscrivere la storia. E QUALCUNO lo vuole fare, tanto che se la prende con tutti gli altri, perché non lo seguono.Fascista è quello che sostiene il fascismo. E QUALCUNO fece l’elogio al fascismo dicendo che Mussolini fu un grande statista e che non si uccise nessuno, al massimo si mandava in vacanza…

  11. Ettore says:

    Caspita, e io sarei quello che impara gli slogan? Visto che mi obblighi alla difesa d’ufficio di Berlusconi, andiamo con ordine:1- Ci sono quelli che furono iscritti alla P2, ma dall’altra parte è pieno di ex iscritti a Lotta Continua e ad altre esperienze poco edificanti. O li si demonizza tutti, o nessuno.2- Berlusconi non ha mai fatto l’elogio dell’evasione fiscale, ha detto che se lo Stato chiede troppo l’evasore si sente naturalmente giustificato. E in effetti l’esperienza insegna che più la pressione fiscale si insasprisce, più la gente non paga. Poi sulla questione se l’evasione sia da considerare un furto o solo un reato, il medesimo Berlusconi ha detto che si tratta di un reato non di un’azione lodevole. Si può non essere d’accordo, ma da qui a parlare di elogio ce ne passa. E ce ne passa ancora di più a dire che l’elettore medio di destra è un evasore fiscale. O lo si dimostra con i dati (che so, con la Guardia di Finanza?) oppure è una diffamazione, e credo che tale sarebbe riconosciuta in qualunque tribunale anche se l’imputato fosse Di Pietro in persona.3- Quello dell’interpretazione è un trucco elaborato dalla stessa Costituzione, dove tutto quello che sta scritto nella sua applicazione si presta sempre alle leggi "interpretative" dei governi. Se questo vale per i diritti fondamentali del cittadino, fiugriamoci se non vale per la legge elettorale. Tutta questa questione delle firme è surreale, lo dice anche Mario Adinolfi che è molto duro con Berlusconi però non parla certo di golpe per quello che è un escamotage per una questione sostanzialmente inutile e obsoleta quale quella delle firme. Suvvia. 4- Cioè il "revisionista" è lo storico, quello che per mestiere vuole riscrivere la storia e non accettarla passivamente per come è stata tramandata. Se no che ci sta a fare? L’affermazione secondo cui "la storia non si cambia" è una solenne castroneria, perchè la storia è una ricostruzione in perenne aggiornamento. Solo le ideologie hanno bisogno di un passato fossilizzato e stilizzato che nessuno deve permettersi di scavare più a fondo.5- Che fosse un grande statista non sono sicuro lo abbia detto, visto che lui si è definito il migliore statista degli ultimi 150 anni XD Scherzi a parte, le affermazioni su Mussolini furono fatte in riferimento alla guerra in Iraq e cioè a paragone con Saddam. Che il regime di questo ultimo fosse molto più feroce del fascismo italiano mi sembra a dir poco evidente. Che Mussolini non sia stato un dittatore sanguinario come Hitler lo diceva anche quell’altro "fascista" di Montanelli che sotto il fascismo vide il carcere e l’esilio. Ma basta pensare al caso di Matteotti, che rischiò di far cadere il fascismo appena salito al potere. Una cosa che in Germania avrebbe fatto ridere. Mussolini fu un dittatore tronfio e sbruffone che portò l’Italia al disastro, ma dittatore sanguinario non lo fu.

  12. Ettore says:

    Così come andrebbe dimostrato che l’elettore medio di centrodestra è un affiliato a qualche loggia massonica e vorrebbe "faccetta nera" come inno nazionale. Eh…

  13. Maurizio says:

    <<3- Quello dell’interpretazione è un trucco elaborato dalla stessa Costituzione, dove tutto quello che sta scritto nella sua applicazione si presta sempre alle leggi "interpretative" dei governi. Se questo vale per i diritti fondamentali del cittadino, fiugriamoci se non vale per la legge elettorale. Tutta questa questione delle firme è surreale, lo dice anche Mario Adinolfi che è molto duro con Berlusconi però non parla certo di golpe per quello che è un escamotage per una questione sostanzialmente inutile e obsoleta quale quella delle firme. Suvvia. >>Guarda, perfino i giuristi iscritti al PdL hanno dovuto ammettere che quello non era un decreto interpretativo. Ma tanto parlare con cognizione dei fatti qui è un optional.Se alle manifestazioni si suona faccetta nera, io credo che chi partecipa si senta rappresentato da quella canzone. Scusate, eh, se bado a quello che si afferma…

  14. Maurizio says:

    Comunque, Saddam sì, gasava i Curdi. Ma Mussolini gasava gli etiopi, faceva bombardare le chiese, ordinava di passare per le armi i civili, diceva di colpire la Croce Rossa. Ma evidentemente uccidere gli africani conta di meno, no?

  15. Ettore says:

    Perfino all’Unità ormai si rendono conto che in queste manifestazioni i fascisti ci sono ma rappresentano una curiosità folcloristica. Così come non è da credere che alle manifestazioni di sinistra siano tutti comunisti perchè c’è chi sventola bandiere falce e martello.Non conta di meno uccidere gli africani, ma quelli sono crimini di guerra che si inseriscono nel contesto del colonialismo. Io parlavo di politica interna.Il decreto può non piacere o non piacere (e nemmeno a me piace), ma per parlare di golpe ci vuole fantasia (che ormai invece non è più nemmeno un optional). Anche perchè i golpe si fanno per prendere il potere, non per partecipare alle elezioni reintegrando qualche lista bloccata per motivi burcoratici.

  16. sullealidiunafarfalla says:

    interessante…

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