La Francia e l’aborto


Francia

di Rino Camilleri

L’Inspection
général des affaires sociales (Igas, organismo dipendente dal Ministero
della Salute francese) nel suo rapporto annuale (2 febbraio 2010)
recita: «Il contesto francese rimane paradossale: la diffusione della
contraccezione di massa non ha fatto diminuire il numero delle
interruzioni volontarie di gravidanza». Da oltre vent’anni gli aborti
in Francia non diminuiscono, rimanendo sui 200mila l’anno. Scrive
Nicoletta Tiliacos (“Il Foglio” del 6 febbraio): «Nonostante
l’educazione sessuale sempre più precoce, nonostante un accesso alla
contraccezione che più facile non si può, compresa la variante
“d’emergenza” –la pillola del giorno dopo è fornita alle ragazzine
gratis e senza ricetta nelle farmacie e da poco si è aggiunta quella
dei “cinque giorni dopo” (ElleOne, invenzione francese, ndr)–
nonostante uno dei tassi di diffusione della contraccezione medica
(pillola e spirale) più alti del mondo, nonostante le martellanti
campagne sul sesso sicuro (…) il 72% delle igv sono effettuate su donne
sotto contraccezione». Ma, nonostante la «scoperta dell’acqua calda», i
«rimedi proposti, come al solito, vanno nella direzione del
rafforzamento ulteriore di politiche che finora si sono rivelate
fallimentari. Così, alle ragazzine e ai ragazzini alle prese con i
dilemmi amorosi e con quel mistero necessario che è il sesso, si
indicano il distributore di preservativi e si consegna sui banchi di
scuola la brochure sulla contraccezione d’emergenza». Un intero
capitolo del rapporto è dedicato all’inesistente incidenza della
pillola del giorno dopo -così diffusa e facile da ottenere- sulla
diminuzione degli aborti. «Al contrario: nel confronto tra il 2002 e il
2006, il tasso di abortività tra le quindici-diciassettenni è passato
da 8,9 a 11,5 per mille». La Ru486 (nata anch’essa in Francia) è in
crescita costante, anche perchè «l’aborto chirurgico è poco attraente a
livello finanziario per il personale sanitario». Eggià: «nata
ufficialmente per offrire una maggiore “scelta” alle donne, la Ru486 si
è rapidamente trasformata in opzione obbligata, perché è quella
preferita dai medici».

Antidoti

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