Cristianofobia

di Giulio Meotti

Distrutte due chiese in India

Esce l’inchiesta del laico Guitton sulla persecuzione e la scomparsa di un millenario magma umano

Scontri
e violenze sono esplose in India dopo la diffusione di un ritratto
blasfemo di Cristo: nel Punjab due chiese protestanti sono state
bruciate e completamente rase al suolo. Un testo dell’editrice Skyline
Publications, pubblicato su un libro scolastico edito a New Delhi e
adottato nelle scuole indiane, riporta il ritratto di Cristo che ha in
una mano una sigaretta e nell’altra una bottiglia di birra,
qualificandolo come "idolo". Nel Punjab il ritratto blasfemo e’ stato
esposto per le vie della citta’ di Jalandhar. Nella citta’ di Batala
alcuni giovani cristiani hanno cercato di rimuovere i
manifesti presenti in un mercato di commercianti a prevalenza indu’, ma
altri giovani, estremisti indu’ hanno tentato di fermarli. Ne e’
seguita una rissa e la violenza si e’ estesa all’intera citta’:
esponenti dei movimenti estremisti come ‘Bajrang Dal" e "Shiv Sena"
sono scesi in strada armati e hanno incitato gli animi alla violenza
contro i cristiani. Due chiese protestanti (appartenenti
alla ‘Chiesa dell’India del Nord’ e all”Esercito di Salvezza’) sono
state attaccate, incendiate e rase al suolo.

Ieri artefici del progresso e costruttori di civiltà
in tutto il mondo arabo islamico, oggi povere masse scacciate,
depredate e decimate. Dei popoli cristiani sopravvivono ormai soltanto
sparute minoranze, vestigia delle moltitudini che un tempo popolavano
l’oriente e l’islam. Soltanto i cimiteri e le rovine evocano il loro
passato. Il libro di René Guitton è soprattutto un generoso omaggio a
questi volti pieni di sangue e lacrime, millenario magma umano svanito
nel nulla. “Mentre qui si parla, altrove si uccide. I cristiani del
Maghreb, dell’Africa subsahariana, del medio e dell’estremo oriente
sono perseguitati, muoiono o scompaiono in una lenta emorragia, vittime
del crescente anticristianesimo”.

Lo straordinario pamphlet del giornalista francese Guitton,
“Cristianofobia”, che in Italia esce per Lindau, in Francia ha avuto il
grande merito di porre il tema della nuova persecuzione dei cristiani
come “uno dei drammi del XXI secolo”. A Parigi, presso una delle case
editrici più in vista, Flammarion, il libro è stato pubblicato col
titolo di “Ces chrétiens qu’on assassine”, ovvero “Questi cristiani che
vengono uccisi”. Duecento milioni di persone, secondo le stime di
International christian concern, una ong americana tra le più impegnate
nella difesa della libertà religiosa dei cristiani, perseguitati per la
propria fede. Questo pamphlettista laico ha saputo spezzare la cappa di
silenzio che regna sull’eccidio dei cristiani. Le Figaro ha definito il
suo saggio “un libro che farà storia”.

In Francia René Guitton è una vera e propria autorità in ambito culturale.
Per anni è stato corrispondente della televisione France 2 dal Marocco,
produttore delegato al Grand Prix Eurovision, direttore generale delle
dizioni Hachette e della prestigiosa casa editrice Calmann-Levy. Nel
libro si lancia un richiamo alla coscienza ipocrita dell’occidente dei
“mai più”: “Il nostro silenzio in proposito ricorda altri silenzi di
sinistra memoria, e nel giro di due o tre decenni provocherà forse
nuovi imbarazzati appelli al pentimento e dichiarazioni di rimpianto
per non aver voluto far affiorare una verità che doveva essere resa
nota a tutti”.

Guitton non è tacciabile di clericalismo
quando pone il tema rovente del nuovo martirio cristiano. Se la prende
infatti tanto con una certa omertà cattolica, che implica “una
svalutazione implicita e sistematica del cristianesimo”, quanto con “i
nuovi professionisti dell’anticristianesimo, intolleranti e
irrispettosi delle credenze di coloro che hanno la sfortuna di non
pensarla come loro”. Il libro non infinge sull’islam e già questa è una
felice rarità nella saggistica europea.

Da parecchi decenni, e in misura crescente oggi,
i cristiani mediorientali sono obbligati al silenzio, vittime di
uccisioni e persecuzioni e fughe di massa, è loro impedito di
esprimersi e di praticare la propria fede; inoltre, i loro luoghi di
culto e i loro cimiteri sono oggetto di profanazioni. Per esempio, un
musulmano non può sposare un non musulmano a meno che questi non si
converta all’islam; la moglie di musulmano, se resta cristiana, perde
ogni diritto all’eredità del marito e la custodia dei figli in caso di
separazione o di vedovanza. La vendita di bibbie in lingua araba è
proibita. Guitton questa nuova persecuzione la chiama eloquentemente
“tragedia non alla moda”, spiega perché “l’occidente non vuole sentir
parlare di quei paria, sforzandosi di espiare il proprio passato
coloniale”. Soltanto nella settimana di uscita del libro quattro
cristiani sono stati assassinati in Iraq. Il libro di Guitton è il
luttuoso, disperante tentativo di dare voce ai “dimenticati”. Prima che
il medio oriente si svuoti del tutto dei suoi aborigeni in questa
guerra combattuta a fari spenti dall’internazionale islamista. Vittime
di una persecuzione globale, quotidiana, amorfa. Mostruosa.

© 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO

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7 Responses to Cristianofobia

  1. Jole says:

    Ogni tanto anche noi cristiani chiudiamo gli occhi sui nostri fratelli, sia come responsabili dell’informazione che come fruitori della stessa. Geazie x qst post^__^PS: qst sono quelle cose che mi fanno venire la rabbia e il desiderio infido di diventare fondamentalista anche io…..poi mi passa^__*

  2. Zel says:

    Direi che c’è anche l’islam-fobia, l’ateo-fobia, l’omo-fobia, l’ufo-fobia… vale a dire, un branco di idioti che per ignoranza, attaccamento alle "tradizioni" o quant’altro rifiutano di accettare l’altro, inteso in senso ampio….dico questo perchè nei paesi mediorientali, anche gli atei, gli apostati, gli omosessuali e infinite altre categorie soo uccise, imprigionate, perseguitate ecc…

  3. Jole says:

    Zelconcordo pienamente, nn avrebbe senso essere dalla parte degli uni x poi combattere gli altri ^__*

  4. Ettore says:

    x ZelCerto che non sono solo i cristiani ad essere perseguitati. La cosa notevole però è la quantità, visto che cmq ci sono molti più cristiani degli atei e degli omosessuali messi insieme. Quindi si tratta di una persecuzione che colpisce un numero di persone di gran lunga superiore, eppure è anche la più dimenticata. Ad esempio, quando l’Uganda ha proposto le norme discriminatorie contro gli omosessuali c’è stato uno scandalo internazionale. E se queste norme dovessere essere approvate ed entrare in vigore, probabilmente ci sarebbero delle ripercussioni da parte della Comunità internazionale (che infatti sono già state minacciate). Ed è una cosa giustissima. Il punto è che attualmente sarebbe impensabile fare una cosa del genere contro il Pakistan per le leggi sulle blasfemia (talmente strette che in pratica professarsi cristiano è già blasfemia contro Maometto) che sono già in vigore e mietono vittime da tempo. Tutti i perseguitati meritano aiuto e solidarietà, il problema è che – per noi – ci sono alcune categorie di perseguitati che sono più uguali delle altre…Ps: Che cosa sarebbe l’ufo-fobia?

  5. Ettore says:

    X JoleHai ragione, nel mondo cattolico c’è anche questa colpa che nasce dall’indifferenza. Però nel silenzio della Chiesa c’è anche una strategia di prudenza perchè questi paesi tengono in ostaggio migliaia e migliaia di cristiani, per cui la triste verità è che bisogna cercare di non farli arrabiare. Ad esempio con la Cina c’è un continuo negoziato segreto proprio per questi motivi. Anche perchè poi non è la Chiesa che può impedire le ritorsioni, per questo chi dovrebbe denunciare è soprattutto chi poi ha l’autorità di intervenire anche con la forza. Ma l’Onu ormai si preoccupa di ben altro…

  6. Zel says:

    Ufo-fobia=paura degli ufo hehe! temo di essermela inventata in un impeto scribendi.

  7. Ettore says:

    ahah, ecco…

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