Razzisti col sorriso

Vecchio e nuovo razzismo

Quella del razzismo, in tutte le sue forme ed evoluzioni, è
una storia molto interessante. Ogni civiltà e ogni epoca ha, di solito, il suo
capro espiatorio a cui far risalire tutti i mali del mondo oppure semplicemente
da sottomettere. Il razzismo si avvale sempre di supporti esterni – che possono
andare dalla religione fino alla scienza – che lavorano per la sua
giustificazione. Tuttavia, le ideologie razziste si sono sempre distinte per il
loro carattere cruento e sanguinario. Basta pensare ai rabbiosi sproloqui di
Hitler, oppure a quelli di certi esponenti della Lega. Insomma, il razzismo –
ancora prima che si passi ai fatti – lo riconosci dalla gestualità minacciosa e
dalle espressioni facciali dei suoi predicatori.

Ma pare che il razzismo, in questi tempi, stia cambiando
forma. Prima di tutto ha perlopiù perso la connotazione razziale, ma
soprattutto si cela dietro il suo carattere incruento. I predicatori più
aggiornati hanno capito che bisogna sorridere. Se sorridi e sei un pezzo
grosso, puoi dire quello che vuoi. È il caso di Dawkins che pur essendo un
famoso scienziato, è di fatto il creatore delle nuove teorie biologiche a
sfondo razziale. Da anni va predicando che chi crede deve avere qualche problema
mentale, mentre il suo cervello di non credente – guarda caso – è perfettamente
a posto.

Un altro razzista col sorriso è quel Peter Singer di cui ho
già parlato molto in questo blog. Quindi, oggi il razzista più pericoloso siede
in cattedra. Una fenomeno, a dire il vero, già collaudato dal nazismo ma oggi
ripreso in maniera molto più raffinata.

Razzismo "laico" italico

Ma non bisogna cadere nell’errore di credere che questo sia
un fenomeno solo estero. L’Italia ha già, in sordina, canonizzato i suoi
sorridenti predicatori dell’odio. L’esempio più recente è di qualche giorno fa.
Veronesi, il famoso oncologo che da buon vegetariano a colazione non mangia le
uova. Lui preferisce gli sformati di embrione rigorosamente umani (altrimenti
non ci si sente onnipotenti). Ebbene, il Nostro ha dato sfoggio delle sue idee
in un’intervista a Sky Tg 24.

Le dichiarazioni sono molto chiare. A scanso di ogni
sospetto, riporto il resoconto fatto dall’UARR:

Secondo Veronesi,
scienza e fede “non possono andare insieme perchè la fede presuppone di credere
ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che
ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i
misteri e i dogmi” […] “la religione per definizione è integralista, non si può
credere per metà o credere a certe cose e non ad altre”, mentre “la scienza
viceversa vive nel dubbio, vive nella ricerca della verità vive nel bisogno di
provare, criticare se stessi, riprovare e così via”. Per questo secondo
l’oncologo “sono due mondi e due concezioni del pensiero molto lontane l’una
dall’altra, quindi non si possono abbracciare tutte e due”. “A mio parere”, ha
chiarito.
[…] Veronesi ha poi
affermato di essere “un vero laico” “esaminando a fondo tutte le religioni”.
Secondo l’oncologo, la religione “impedisce di ragionare”, nel senso che “devi
accettarla senza ragione: non puoi discutere e criticare i testi religiosi o i
dogmi religiosi”.

Comunque, Veronesi ha
chiarito: “rispetto profondamente chi crede, non ho nessuna volontà e neanche
pensiero lontano di interferire in questa convinzione” e ammette che “anche
nella malattia può aiutare, per questo sentirsi protetti da una divinità”,
perchè può avere “un aspetto consolatorio”.

UAAR

Ah ecco. A suo parere. Eh già, lui rispetta profondamente. E
noi che credevamo che fosse un razzista. Correggiamo, un buon razzista. Un razzista
del sorriso.

Provate a ad attribuire queste frasi alla negritudine,
asserendo – come ha fatto in pratica un famoso Nobel – che la pelle nera rende
meno intelligenti. E vedete se questo non è razzismo. In sostanza Veronesi ha
la sua visione del mondo, chi non la condivide è un mezzo scemo incapace di
senso critico. E questa sarebbe la via del dubbio? E chi sarebbe
l’integralista? E lui sarebbe il “vero laico”?

Un singolare pasticcio

In realtà, Veronesi fa un vero e proprio pasticcio. Per lui
scienza e fede non si possono abbracciare contemporaneamente. Per cui o si è un
bravo scienziato e quindi un cattivo credente, oppure si è un buon credente e
un cattivo scienziato. Il trucco sta nel far credere che scienza e religione si
occupino della stessa cosa. È l’inganno dello scientismo già confutato da Max
Weber. La Scienza
ci dice “cosa possiamo fare” e non “cosa dobbiamo fare”. Altrimenti la Scienza stessa diventa una
religione, quale effettivamente è nello scientismo.

In sostanza, la
Scienza non basta. Cioè non può essere un’esperienza
totalizzante perché non risponde, per sua natura, a tutte le domande dell’uomo.
Per cui l’uomo, anche il più agnostico, si rivolge ad altro. Quindi la
concezione che Veronesi ha della scienza è sbagliata, ed è tutto dire visto che
quello dovrebbe essere il suo campo.

Per questo non stupisce di trovare una definizione ancora
più grossolana della religione. Sarebbe bello capire che diamine voglia dire
“una specie di leggenda che ancora adesso persiste”. Sta parlando di una
religione in particolare (il Cristianesimo?), o della religione in generale?
Come se le religioni fossero tutte uguali. E poi, come ha fatto notare Giorgio
Israel, la civiltà occidentale ha prodotto veri e propri oceani di inchiostro
sui Vangeli, sulla Bibbia, su Dio. E non è che siano tutti del tenore: non
dubitate, non criticate ecc…quello, semmai, è il tono del Corano fin dal suo
esordio.

Infatti anche sul rapporto fra ragione e fede, si dibatte
fin dal Medioevo. Ed effettivamente è un problema interessante, solo che quasi
nessuno – quando si ragionava ancora – ha mai pensato di risolverlo in maniera
così banale. Inoltre Veronesi mostra di avere una concezione della religione
non solo molto superficiale, ma anche piuttosto datata. Forse qualche decennio
fa, ci si trovava in una religione e la si accettava acriticamente (volendo
comunque generalizzare). Oggi, nel pieno della globalizzazione, non è più così.
Ogni giorno siamo costretti, nel bene e nel male, a confrontarci con una
miriade di altre fedi e non fedi. Per cui un approccio critico, anche se
apologetico, è inevitabile. E se uno si rende conto, a torto o a ragione, che
la propria religione è “una leggenda”, di solito, la lascia. Ma se questo non
accade, è a dir poco un pregiudizio – nel senso peggiore del termine – spiegare
il tutto con una sorta di imbecillità congenita.

I razzisti e il grande pubblico

In conclusione, un altro aspetto interessante del fenomeno è
la ricezione che hanno i “razzisti rispettosi”. Basta guardare a come l’UAAR,
nell’articolo linkato sopra, difenda acriticamente – questa volta sì –
Veronesi. La stessa UAAR, ovvero lo stesso Raffaele Carcano, grida allo
scandalo ogni volta che il Papa apre bocca facendo credere che chissà quale
maledizione abbia mai tuonato. In realtà si tratta di affermazioni molto pacate
in cui il Papa dice che è importante credere in Dio. Già questo turba l’UAAR
che puntualmente grida alla discriminazione nei confronti dei non credenti. E
questo senza che il Papa si abbandoni a giudizi del tipo “gli atei non
ragionano”. Per cui basta che il Papa faccia semplicemente il suo lavoro perché
Carcano scriva ridicole lettere aperte come l’ultima dal significativo titolo
“Ateofobia o rispetto?”. Ma quando si tratta di (pre)giudizi contro i credenti,
l’UAAR non si fa certo pregare spingendosi fino ai tentativi di soppressione
dei diritti civili e politici dei cattolici.

E non sono da meno, come al solito, i lettori che per l’occasione
propongono addirittura di fare di Veronesi Presidente Onorario dell’UAAR. Come se
la presidenza degli atei razionalisti non sia già una fogna di tutto rispetto. L’articolo
ha avuto 312 commenti, io ovviamente non li ho letti tutti. Ma vi sfido a
trovarne anche uno solo che abbia anche solo una parvenza di razionalità. Del resto
questo del razzismo “rispettoso” è una piaga già molto diffusa soprattutto in
rete.

Se esistesse un concorso dell’ipocrisia, l’UAAR vincerebbe
il primo, il secondo e il terzo premio. E meriterebbe anche il premio di
consolazione. Insieme a tutti i razzisti di nuova generazione, i “buoni”
razzisti.

Leggi anche Se per Veronesi la fede impedisce di ragionare

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3 Responses to Razzisti col sorriso

  1. Maurizio says:

    Riporto qualche commento, che fa particolarmente ridere:Il filoamericano.<<Condivido sull’immotivato rispetto. Tra l’altro Dawkins ha a che fare con la chiesa inglese che e’ un micetto in confronto al Vaticano, o con gli evangelici americani che quanto meno non hanno un papa.>>L’offeso.<<secondo me è stupido continuare a parlare (specie in tono rispettoso, senza offesa a michmat) coi credenti: è come voler convincere qualcuno dell’inesistenza di Babbo Natale. Glielo si dice un paio di volte, quello non lo accetta, non puoi far altro che lasciarlo perdere.Per cui bisognerebbe iniziare con l’ignorare completamente ogni parola proveniente da un qualsiasi credente o apparato religioso>>L’astrofisico.<<La scienza non ha verità rivelate, e il percorso genetico verso la scomparsa del sesso maschile è una ipotesi (a quanto ho potuto sentire da varie fonti) convincente, ed è fondata sul fatto che il cromosoma Y è più fragile e che quindi tenderà a scomparire (per tutti i mammiferi, non solo per gli esseri umani). Poi come andranno le cose da qui a qualche milione di anni… be’ chi lo sa: potrebbe essere ininfluente dato che il sole esploderà fra 15.000 anni suppergiù. (Ma gli astrofisici che lo affermano non ti fanno ridere vero?)>> [ma viene immediatamente richiamato da un altro utente, che probabilmente ha frequentato la scuola media a differenza di lui, e…]<<Chiedo scusa per non aver verificato la cifra, 15.000 anni mi riemergeva dai ricordi e non ho verificato. In effetti a quanto pare ci sarà il tempo per profonde trasformazioni nel patrimonio genetico degli esseri viventi di questo pianeta. Difficile sapere cosa diventeremo, e il fatto che il sesso maschile scomparirà mi lascia del tutto indifferente, dato che la natura non ha nessuna intenzione teleologica, non ha finalità né strategie, checché ne dicano molti sedicenti esperti con la tonaca.Mi sorprende rideyo [l’utente che lo ha corretto] che mi fai la morale, mi pare che siamo d’accordo sui fondamenti e che condividiamo la visione delle cose.>>Lo storico.<<se anche le parole di Israel sul Giornale stranamente non sono feroci critiche immotivate, peccano tuttavia di difetto nel ragionamento.Israel presenta esempi di illustri scienziati credenti, asserendo che evidentemente non è vero che la religione impedisce un corretto ragionamento.eppure va in “clamoroso autogoal” citando einstein (che di citazioni antireligiose ci ha lasciato una generosa produzione, ignorata in questo articolo) o scienziati come keplero.prendendo proprio keplero come esempio, Israel conclude: Non era forse un credente Keplero, al punto di motivare le sue leggi del moto planetario come espressione dell’armonia impressa dal Creatore al mondo?peccato che se keplero fosse stato non credente, avrebbe certamente avuto più spinta a trovare una motivazione diversa, più concreta e condivisibile, alle leggi sui moti planetari.Stesso ragionamento si può applicare agli altri scienziati credenti. Essi avranno sì formulato grandi teorie o lasciato al mondo grandi scoperte ma tutti quanti erano intrinsecamente limitati dalla religione.Mi viene solo il sospetto che, se questi grandi scienziati credenti, avessero indirizzato le capacità logiche verso la religione avrebbero perso tutto il tempo a smantellare tutto ciò in cui credevano (perchè è quello che accade quando si prova a indagare la dimensione religiosa con la ragione, senza farsi ingannare dallo stratagemma secondo cui alla religione “non ci si deve accostare con la ragione ma con la fede” che di per sè è un modo come un altro per dire “non provarci nemmeno”) senza poi lasciare al mondo i loro grandissimi contributi.sarebbe bello quindi se il pensiero scientifico e lo scienziato fossero da subito liberi dall’onere di riservare una parte della propria mente al servizio dell’irrazionale, solo per far comodo ad alcuni.Dire che la religione può convivere con la scienza è mentire sapendo di mentire.>>[in effetti forse Keplero e Galileo erano scienziati molto limitati, in confronto all’utente che scrive, il quale sicuramente rivoluzionerà la scienza nel giro di pochi decenni…]E il resto lo ometto per decenza

  2. ღ Dolcemente Eterna ღ says:

    E quando fanno errori i medici, quando i scientati (come si chiamano ???) va bene avrai capito, mandano razzi che doppo qualche minuto esplode e sacrificando la vita degli innocenti che avevano di fare il viaggio e di esplorare l’ignoto alla ricerca della verità, (e quanti ce ne sono esempi simili)si ha il diritto di puntarli il ditto adosso come puntano il dito adosso ai credenti che sarebbero tutti integralisti ? Ho un po’ del male a dire il vero con tutte le persone che non accettono le persone che hanno un pensiero diverso del loro, che appartengono ad una categoria sociale diversa dalla loro, chi si credono di essere chissà chi ecetera ecetera. Questa forma di razzismo ha sempre esistito, e l’essere umano è bravo a trovare ogni giorno "una nuova discriminazione". Ciao Ettore, buona serata 🙂

  3. Federico Mau DJ 80 says:

    “Non parlare con uno stupido, gli altri potrebbero non notare la differenza”, dice una famosa citazione, io personalmente invece ritengo sia importante non avere pregiudizi e provare ogni cosa anche con enorme pazienza, salvo quelle sicuramente fatali e irreversibili, ovviamente a seconda della gravita’, criticita’ e usando il famoso vecchio buon senso. Ma a tutto c’e’ un limite, e non c’e’ peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire (magari anche per blocchi interni psicologici, piu’ o meno consci).

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