Se per Veronesi la fede impedisce di ragionare

La filastrocca dell’incompatibilità tra scienza e religione sta
diventando ripetitiva e provoca un senso di stanchezza. In certi casi,
ormai, il dialogo si rivela una pura perdita di tempo. Ma Umberto
Veronesi è un uomo di grande levatura e pare impossibile che anche con
lui si crei una simile incomunicabilità. Nessuno mette in discussione
la legittimità di essere ateo o agnostico, tanto meno si può mancare di
rispetto a una simile scelta, per esempio dicendo che l’ateismo
impedisce di ragionare. Ma non è per una questione di galateo e di
reciprocità che va evitata l’affermazione simmetrica: e cioè che la
religione impedisce di ragionare. Va evitata semplicemente perché è
falsa. Sarebbe falso affermare che l’ateismo impedisce di ragionare:
basterebbe produrre l’esempio di tanti scienziati e pensatori atei che
hanno ragionato e ragionano benissimo. È non meno falso affermare che
la religione impedisce di ragionare e che scienza e fede non possono
andare insieme. Anche in questo caso basterebbe una lista di scienziati
credenti, gente che ragionava benissimo, senza cui la scienza neppure
esisterebbe – una lista talmente lunga che una pagina di giornale non
basterebbe a contenerla.
Non era forse un credente Keplero, al punto
di motivare le sue leggi del moto planetario come espressione
dell’armonia impressa dal Creatore al mondo? Spero a nessuno passi per
la mente di dire che Galileo era ateo: se egli riservava alla mente
umana lo studio della natura, lasciava il resto alla sfera religiosa. E
che dire di Newton? Alla sua morte venne scoperto un baule contenente
una massa di manoscritti che rappresentava il 70% della sua produzione
totale, dedicati all’alchimia ed alla teologia. In una memorabile
conferenza letta nel 1946, il celebre economista John Maynard Keynes,
che aveva acquistato all’asta questi manoscritti da tempo scomparsi –
ora è disponibile in italiano il Trattato sull’Apocalisse -, diceva di
essersi trovato di fronte all’«ultimo dei maghi» i cui «istinti più
profondi erano occulti, esoterici», un «monoteista della scuola di
Maimonide». Newton era un mistico, influenzato dal pensiero
cabalistico, che portava queste sue convinzioni persino nella
definizione di spazio («sensorium Dei»). Non era forse un pensatore
razionale? Senza la sua razionalità la scienza moderna semplicemente
non esisterebbe.
La verità è che gli scienziati non credenti o atei
sono stati sempre una ristretta minoranza. E questo persino nel periodo
dell’Illuminismo francese, peraltro una breve parentesi dopo la quale
di nuovo abbondano gli scienziati credenti, come Louis-Augustin Cauchy,
cui certamente la religiosità non impedì di ragionare bene e di essere
uno dei maggiori matematici dell’Ottocento.
Dice Veronesi che la
religione è integralista mentre la scienza vive nel dubbio, nella
ricerca della verità. Ma accoppiare la parola «integralista» alla
religione è arbitrario. Essa si attaglia altrettanto bene a molti
scienziati. Integralista è quella forma di religiosità che vede nel
testo rivelato qualcosa di scritto direttamente dal dito di Dio e che
va quindi preso alla lettera, in modo assolutamente testuale. Ma
nell’ebraismo e nel cristianesimo le Sacre Scritture sono scritte da
uomini e la rivelazione è mediata, per cui è fondamentale l’opera di
interpretazione. L’esegesi biblica costituisce un’opera sterminata che
ha accompagnato secoli di religiosità e che ha costituito una forma di
pensiero razionale. Anzi, come è stato più volte osservato, questa
attività di interpretazione ha rappresentato un esercizio di
razionalità che ha favorito lo sviluppo dello spirito scientifico. Per
spiegare (razionalmente) la presenza importante degli ebrei nella
scienza moderna dopo la loro emancipazione, non occorre certamente
evocare fattori razziali, ma proprio l’abitudine all’esercizio della
ragione derivante dalla pratica intensa dell’esegesi biblica. I
religiosi integralisti esistono certamente e li vediamo pullulare fra
di noi, e spesso trucidare chi non crede alle loro verità, anche se
curiosamente sono quelli verso cui si nutre la maggiore indulgenza. Ma
esistono anche scienziati integralisti, quelli che si nutrono di un
dogmatismo della scienza che si chiama «scientismo», ovvero della
pretesa senza fondamento che qualsiasi fatto possa essere ricondotto a
una spiegazione basata sul metodo sperimentale o su un approccio
matematico. Ma anche guardando al procedere della scienza si danno
manifestazioni di dogmatismo. Il filosofo della scienza Thomas Kuhn,
nel suo famosissimo La struttura delle rivoluzioni scientifiche, ha descritto la tendenza
della scienza a cristallizzarsi attorno a un insieme di assunti (da lui
detti «paradigma») che la comunità ufficiale tende a difendere ad ogni
costo, spesso con spirito dogmatico. Non sempre gli scienziati sono
mossi dal bisogno di criticarsi e mettersi in gioco. Non di rado si
chiudono in un atteggiamento di conservazione. Per cui il progresso
della scienza spesso deve passare attraverso una rottura drammatica, un
conflitto aperto di scienziati innovatori col paradigma dominante (la
«rivoluzione scientifica»).
In conclusione, i dogmatici e le menti
incapaci di ragionare liberamente esistono dappertutto. È inopportuno
elevare contrapposizioni artificiose tra scienza e religione, che
oltretutto non hanno alcun riscontro nella storia, e in particolare
nella storia della scienza. Come disse Einstein, «la scienza senza
religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca». L’analisi
razionale della natura è fondamentale, è lo sguardo che l’uomo porta
verso il mondo che lo circonda; ma la scienza da sola non può
sopportare il peso di tutte le richieste dell’uomo, in particolare
delle domande che riguardano il senso del suo essere nel mondo o, se si
vuole, di quella sfera che Kant chiamava il mondo morale e che sfugge a
qualsiasi spiegazione naturalistica.

Il Giornale

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4 Responses to Se per Veronesi la fede impedisce di ragionare

  1. ღ Dolcemente Eterna ღ says:

    Che debbatito strano, che strana polemica. Non conosco Veronesi, ma non sono d’accordo quando dice che la religione è integralista, non è la religione che lo è, è il modo di viverla che è integralista oppure no secondo me. E la scienza mica vive solo di verità. Al buoio costante forse, di fronte certe nuove patologie, è sempre l’ignoto, è una ricerca costante la scienza ma no di verità… Ma solo una ricerca di modi di guarire e salvare vite, esplorare l’universo, inventare, se si tratta della scienza al senso universale. Chi non sa raggionare, non lo saprà mai, avendo fede o no, essendo scientifico o no. Sono una persona di fede, non mi ritengo razionale perché so di avere un neurone ribello, ma ci sono nata cosi, mica è la fede che me lo ha fatto impazzire, essa non c’entra :-))) ma so raggionare quando ci vuole. che discorsi che faccio, mi è piacciuto quest’intervento. Poi tutti questi razionali spesso li trovo noiosi sempre ad avere i piedi sulla terra, sempre troppi seri, sempre a volere cercare spiegazione logiche, a credere solo in cio’ che vedono, cose concrete, pure san tomaso era cosi, e doppo ? La fede, non toglie niente alla razionalità e capacità di raggionare sono due cose diverse, e non c’entrano con la fede. Ciao Ettore, buona serata. Un abbraccio

  2. Ettore says:

    Ma ormai questi ragionano così. Veronesi è uno dei volti della scienza italiana e ormai ci ha abiutato a queste uscite una più assurda dell’altra. La cosa curiosa è che lui riesce a fraintendere insieme sia il significato della religione che quello della scienza. Cmq ci sto scrivendo un post specifico ;)Un abbraccio a te 😀

  3. ღ Dolcemente Eterna ღ says:

    Già, non ho osato scriverlo, anche io trovo questo pensiero assurdo oltre strano… Non si possono paragonare fede e scienza, e mica è impossibile che camminino abbracciate……. E come già detto la capacità di raggionare di un essere, secondo me, non c’entra nè con la fede, nè con la scienza, e l’integrista, non è per forza integrista perché crede. Tutto dipende dal modo di vivere la sua fede.Sono impaziente di leggere il tuo post ! Ciaooooo buon pomeriggio. Un abbraccio.

  4. Ettore says:

    Io direi che l’integralista è chi dice che gli altri non ragionano solo perchè la pensano diversamente. E’ anche molto infantile come cosa…buona serata 🙂

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