La sindone Uaar si vede ma non si tocca…

Seconda
Sindone, i sindonologi non ci stanno

Bruno Barberis, direttore del Centro Internazionale di Sindonologia, dice la sua sulla seconda Sindone, quella realizzata da Luigi Garlaschelli con anche il contributo dell’UAAR. Scrive Barberis su La Voce del Popolo, settimanale dell’arcidiocesi di Torino: “Per poter affermare di aver ottenuto (non importa con quale tecnica o metodo) un’immagine identica a quella sindonica è indispensabile effettuare su di essa le stesse analisi fatte sulla Sindone ed ottenere tutti gli stessi identici risultati”. Barberis dimentica che lo scopo di Garlaschelli non era quello di fare una Sindone ‘identica’, ma di mostrare come sia possibile realizzare una Sindone con le caratteristiche di quella di Torino utilizzando la tecnologia disponibile nel XIII-XIV secolo. Se poi la Chiesa cattolica metterà a disposizione degli scienziati la Sindone in suo possesso per potervi effettuare delle approfondite analisi, gli scienziati ne saranno soltanto felici. Si ricorda che la presentazione ufficiale della seconda Sindone avrà luogo sabato mattina ad Abano Terme.

Notizia inserita da
Raffaele Carcano

Carcano ha una curiosa idea della scienza. Per lui è come se la Sindone non fosse stata studiata per decenni sotto ogni punto di vista. Da come ne parla, sembra che la Sindone non sia mai stata analizzata dagli scienziati. È una dimenticanza non casuale visto che, come abbiamo già visto in un altro post, la condizione fondamentale per parlare di Sindone sia proprio fingere che lo Sturp non esista e non sia mai esistito. Ma indica un’altra peculiarità che Carcano probabilmente desume dal Cicap (assunto dall’Uaar per creare la “seconda” sindone): l’autoreferenzialità. Capita spesso, infatti, di vedere membri del Cicap disposti a citare – e a considerare – solo studi del Cicap stesso. Come se loro fossero la Scienza e tutto il resto il nulla. Per cui siccome la Sindone non è stata studiata dagli “scienziati laici” del Cicap, vuol dire che la Sindone non è stata studiata.

D’altra parte è il metodo usato esplicitamente dallo stesso Garlaschelli. Lui non si è preoccupato di considerare la totalità dei dati raccolti sulla Sindone, ha considerato solo quelli più esteriori. Infatti la sua Sindone parte dal presupposto che sul telo non ci sia vero sangue, nonostante la sua presenza sia decisamente affermata nelle conclusioni dello Sturp (ovvero di chi ha studiato materialmente il reperto). Né Garlaschelli ha pensato prima – come sarebbe stato ragionevole – di dimostrare l’errore dello Sturp. È un dato che ha evidentemente trovato scomodo per il suo progetto, per cui lo ha bellamente ignorato – insieme a tanti altri – ed ha proceduto alla creazione della sua sindone. Ovviamente, ben consapevole del vizio di fondo, si è ben guardato dal mostrare il risultato prima allo Sturp o a qualche altra commissione. Ha dato direttamente notizia alla stampa di aver ”riprodotto la Sindone”. È la classica modalità dell’abuso della credulità popolare (vedi i commenti entusiastici di molti) che pure il Cicap dovrebbe ben conoscere.

Già questo basta per capire la serietà di tutta questa vicenda. Ma Carcano, non contento, ci offre ulteriori indizi. Fa capire che la Sindone del Cicap si vede ma non si tocca. Bisogna accettare per fede che l’esperimento sia riuscito e implicitamente si ammette che studi approfonditi sarebbero inutili. La giustificazione che ne dà Carcano è a dir poco risibile. Nessuno chiede a Garlaschelli di riprodurre una Sindone “identica”, ma di ottenere un risultato che ne eguagli le caratteristiche più particolari. Per verificare se il Cicap sia riuscito in questa impresa, gli studi invocati da Barberis sono indispensabili. Questi studi, molto probabilmente, non saranno fatti perché metterebbero in evidenza quello che si è già capito. Cioè che la Sindone del Cicap non riproduce tutte le caratteristiche di quella originale, ma solo alcune e nemmeno le più importanti. E anche di queste ultime si può ragionevolmente
affermare l’inadeguatezza (soprattutto a livello microscopico).

Per questo Carcano lascia intendere che non è la Sindone del Cicap a doversi adeguare a quella originale, è il contrario. Da qui la balzana idea secondo cui non è la sindone di Garlschelli a dover essere analizzata, ma quella originale. Che strana idea della scienza…

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