Kill pill: la pillola magica

Ho pubblicato negli ultimi tempi diversi articoli sulla
RU486. E’ arrivato il momento di provare a trarre delle conclusioni. Per
arrivare alla verità, come sempre quando si ha a che fare con questa ideologia
mortifera, c’è bisogno di superare tutta la coltre di disinformazione messa su
dai media. Le obiezioni alla kill pill,
si muovono su due ordini di ragioni: sanitario ed etico. Anche se a volte i due
campi si sovrappongono.

Aspetto sanitario

Si è giurato e spergiurato che la kill pill sia sicurissima. Più sicuro che prendere l’aspirina o
andare in auto, ci assicura quel personaggio inquietante di Silvio Viale.
Assicurazioni che si sono imposte all’opinione pubblica e che sono state
ripetute all’infinito senza il minimo senso critico. I numeri infatti sono
chiari. Ogni anno in America muoiono circa cinquanta persone a causa
dell’aspirina. Le morti accertate della Ru sono invece solo 29 in tutto il mondo e in un
lasso di tempo superiore. Conclusione, abortire è più sicuro che prendere
l’aspirina. Dov’è l’intoppo? La fregatura, in realtà, è evidente. Prima di
tutto perché l’agenzia che produce il farmaco non fa chiarezza sul reale numero
di decessi, con dossier tenuti gelosamente segreti. A volte per venire a sapere
che la tale donna è morta di kill pill
ci vogliono anni e anni. Ma la cosa più grave è che il confronto fra la kill pill e l’aspirina viene fatto solo
in termini assoluti, senza tenere conto delle proporzioni. Infatti l’aspirina è
un farmaco che viene assunto tutti i giorni, da persone di ogni età e sesso.
Quindi il paragone, per avere un minimo di validità, dovrebbe supporre che la kill pill venga usata in media ogni
giorno, da maschi e femmine, da bambini e anziani. E che il numero di
assunzioni sia pari a quello dell’aspirina, ma chi non è ha mai presa una?
Eppure ci sono milioni e milioni di persone che sicuramente non abortiscono mai
nella loro vita, o almeno non con la stessa frequenza e facilità con cui
manderebbero giù un’aspirina. Ma allora di che cosa stiamo parlando? Di nulla,
visto che la mortalità dell’aspirina viene testata ogni giorno su un numero di
assunzioni infinitamente superiore. Quindi, siccome è impossibile azzardare un
confronto a parità di condizioni, è una vera e propria mistificazione. Lo
stesso vale, ovviamente, per il prendere l’auto. Eppure è nato un vero e
proprio partito degli “aspirino-maniaci”, cioè di coloro che non possono sentir
parlare della sicurezza dell’aborto casalingo senza mettere in mezzo –
indignati – l’aspirina. Il messaggio che deve passare è che il problema
dell’aborto si può risolvere come un banale mal di testa: rapido e indolore.

Ma non è tutto. Si ripete ossessivamente che in tutto il
mondo sono morte solo ventinove donne, ma è pura falsità. Questo dato, che va
comunque preso con le pinze, si riferisce solo all’Occidente. Sui dati di Asia
e Africa non se ne può sapere niente per ovvi motivi. L’unico dato certo è che
in Cina, dove l’aborto a volte è addirittura obbligatorio, sono state imposte
pesanti restrizioni all’uso della kill
pill
dopo una sperimentazione non soddisfacente. Lo stesso in Australia.

Tutto questo per nascondere una verità elementare: che
l’aborto casalingo è pericoloso. E’ vero che la kill pill provoca qualcosa di simile ad un aborto spontaneo, ma le
complicazioni possono essere anche gravi. La donna va soggetta a vomito,
diarrea, crampi, abbondanti perdite di sangue e tutta una serie di pesanti
effetti collaterali. E tutto questo può accaderle mentre è per strada o a casa
da sola. In Italia i protocolli prevedono che anche la kill pill sia assunta in ospedale con relativo ricovero. Ma a tutti
è chiaro che si tratta di utopia. Infatti, mentre l’aborto chirurgico dura al
massimo mezz’ora, l’aborto chimico può durare giorni e giorni rendendo
tecnicamente impossibile il ricovero per tutte. Anche un’inchiesta di Tempi ha ampiamente dimostrato come
negli ospedali venga assolutamente negata la possibilità del ricovero. L’aborto
“facile e indolore” è solo per le donne che accettano di riportare l’aborto
nella dimensione solitaria della clandestinità. E tutto questo mentre la
propaganda ci ha ormai convinti che la kill
pill
è il miglior metodo di abortire e anche il più sicuro e indolore. Geniale.

Un’altra cose che fa infuriare gli “aspirino-maniaci” è che
qualcuno osi ricordare gli studi che parlando della kill pill senza i toni rassicuranti della propaganda. Uno degli
studi più autorevoli a riguardo è stato pubblicato sulla rivista The New
England Journal of Medicine
dove viene messa in evidenza la maggiore mortalità dell’aborto chimico
rispetto a quello chirurgico. Questa è la sintesi offerta da Assuntina Morresi:

La spiegazione dei
fatti è stata affidata a un articolo firmato da 13 esperti appartenenti ad
importanti istituzioni mediche americane, mentre è di Michael F. Greene –
editore associato della rivista e direttore della Harvard Medical School a
Boston – un editoriale di cui hanno già dato notizia Eugenia Roccella e
Nicoletta Tiliacos, sia su
Avvenire  sia su
Il Foglio. La chiave di lettura dei dati è
preoccupante: le morti da aborto chimico negli Usa sono 1 su 100.000, da
confrontare con quelle per aborto chirurgico registrate nello stesso periodo
della gravidanza: 0,1 su 100.000. Una mortalità dieci volte maggiore, quindi,
nel caso della pillola abortiva.

Citate questo studio e otterrete le furibonde reazioni dei
“difensori della scienza” che accettano per partito preso solo le ricerche più
accomodanti. Ad ogni modo, la maggiore mortalità dell’aborto chimico rispetto a
quello chirurgico – come c’era da aspettarsi – viene confermata. Questo almeno
andrebbe detto.

Aspetto etico

Questi sono solo alcuni degli aspetti. Nel campo etico, la
disinformazione è stata forse anche peggiore. Si è magnificato l’aborto
casalingo e solitario come un nuovo segno di emancipazione femminile. In realtà
è un modo per diminuire i costi, anche a costo della salute fisica e
psicologica delle pazienti. Infatti l’aborto sarà lungo giorni e giorni fatti
di consapevolezza e ansia, con l’angoscia di sapere se la soppressione del
nascituro sia avvenuta o meno e con la possibilità di trovarsi improvvisamente
in contatto con il feto avvelenato (evento traumatico che, secondo alcuni studi
anche di prestigiose riviste, aggrava il rischio di depressione post-aborto anche
con incubi ricorrenti). Del quale poi bisognerà sbarazzarsi, possibilmente
nello scarico del water per dove passa anche la decadenza della civiltà
occidentale che presenta come bello e morale tutto quello che ha un falso
sapore di libertà.

Ormai con una campagna mediatica ben congegnata possiamo
essere convinti che anche l’aborto procurato a suon di calci, possa essere un
segno di emancipazione (e quindi un diritto). Uno studio pubblicato sul British
Journal of Obstetrics and Gynecology
ha indicato il devastante impatto
psicologico della kill pill. Seguiamo
ancora Assuntina Morresi:

Durante l’aborto con
la pillola Ru 486 le donne possono vedere l’embrione abortito: sono loro,
infatti, a dover controllare personalmente il flusso emorragico, in ospedale o
anche a casa. In uno studio del 1998 pubblicato sul
British Journal of
Obstetrics and Gynecology
, il
56% delle donne sottoposte ad aborto chimico dichiara di aver riconosciuto
l’embrione, e il 18% ne denuncia come conseguenza incubi, flash-back e pensieri
ricorrenti.

[Tratto da Avvenire]

In questi giorni pare
che la Ru sia
stata bloccata anche per verificarne la compatibilità con la Legge 194. Questo ovviamente
ha suscitato l’anatema dei cosiddetti laici che, paradossalmente, sono anche –
o si proclamano tali – i difensori della Legge 194 che pone a tutele delle
donne condizioni ben precise per la prevenzione e l’esecuzione materiale
dell’intervento. Tutte cose che l’adozione del pesticida umano manderà di fatto
in “prescrizione” riportando l’aborto alla dimensione solitaria e clandestina. Ad
ogni modo, con ogni probabilità, la
Ru verrà usata anche in Italia e il vero pericolo non sarà
tanto la pillola in sé ma la disinformazione che da sempre la accompagna come “pillola
magica”.

Per il resto rimando agli articoli già pubblicati:

Da femminista dico che è devastante

Ru486. Firmi qui, e vada pure a casa ad abortire

L’aborto chimico ha seri problemi con la 194

La Ru 486 fallisce, altro che «aborto con l’airbag»

Nuovi studi mettono in guardia sull’uso della pillola abortiva RU-486

Quei protocolli clinici invocati a giorni alterni

Una Ru 486 e via. E se l’aborto capita a casa?

«La verità sulla Ru486, e le donne non la vorranno»

Ru486: la pillola pesticida

LA KILL PILL INCOMBE

Di Ru 486 si muore, e non si vuol saperlo

«Il mio dramma con la Ru486 Stavo morendo, ho perso tutto»

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