Come riscaldare un mondo che forse si sta raffreddando

di Gianfranco Bangone

Fuga
di notizie.  Finiscono in rete migliaia di mail trafugate da un server
dell’Università dell’East Anglia. A leggerle sembrerebbe che i dati sul
global warming siano stati “addomesticati” o quantomeno che siano stati
ignorati («dieci anni con temperature relativamente stabili») quelli
che non lo confermavano.

Un migliaio di mail vengono trafugate da un server dell’Università
della East Anglia e finiscono in rete. È la corrispondenza fra alcuni
ricercatori che hanno contribuito a provare l’aumento delle temperature
degli ultimi decenni e il loro lavoro è alla base dei Rapporti
dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i mutamenti climatici. Nelle mail
rese pubbliche c’è di tutto: espedienti per aggiustare i dati che
confermino il riscaldamento, proposte per minare la credibilità dei
propri avversari e occultare i dati più scomodi.

Il grafico che
vedete in questa pagina è forse il più famoso di tutti i tempi e si è
meritato il nome di “hockey stick” (o mazza da hockey). Rappresenta i
valori di temperatura dell’ultimo millennio ed è la prova più citata a
sostegno della tesi sul contributo delle attività antropiche al
riscaldamento globale. La ricostruzione è stata pubblicata nel 1998 e
gli autori sono tre climatologi: Michael Mann, Raymond Bradley e Malcom
Hughes.

Il grafico assume un significato politico assoluto nel
2001 quando diventa l’architrave del terzo Rapporto dell’Agenzia delle
Nazioni Unite per i mutamenti climatici (Ipcc), oltre a figurare in
centinaia di documenti istituzionali e politici che sostengono la
necessità di tagliare drasticamente le emissioni di gas serra. Va
precisato che l’andamento delle temperature indicate nel grafico è una
ricostruzione che utilizza varie fonti di dati: misuriamo le
temperature a partire dal 1850, per cui per ricostruire quelle
precedenti si è dovuto ricorrere ai cosiddetti proxy, ovvero a
temperature ricavate dagli anelli degli alberi o a microrganismi
contenuti nei sedimenti lacustri e marini. Ma al di là dei tecnicismi,
resta il fatto che la ricostruzione di Mann e colleghi dimostra un
andamento pressoché piatto delle temperature fra l’anno 1000 e gli
inizi del secolo scorso, dopo di che sale inesorabilmente con una curva
molto ripida. È quindi un segno evidente che le attività umane sono
responsabili, attraverso le emissioni di gas di serra, di questo
precipitoso aumento. Da un punto di vista strettamente politico è la
pezza d’appoggio scientifica che giustifica il Protocollo di Kyoto e
qualsiasi altro programma di mitigazione seguirà.

La
controversia sulla solidità di questa ricostruzione inizia nel 2003
quando un consulente minerario canadese, Stephen McIntyre, la sfida
apertamente sostenendo che è viziata da artefatti dovuti a calcoli
sbagliati e a dati inaffidabili.

Negli anni che seguono si
scatenerà un inteso dibattito con decine di lavori pubblicati pro o
contro, contesa destinata restare nell’ambito degli addetti ai lavori.
Si occuperanno del caso molte istituzioni accademiche fra cui il
National Research Council e la National Academy of Sciences
statunitense oltre a un sottocomitato del Senato americano ed
associazioni disciplinari. Il gruppo originario del 1998 nel frattempo
recluta altri ricercatori, viene ribattezzato “The Team” e diventa
l’anima “tecnica” del gruppo di esperti dell’Ipcc che realizza la parte
scientifica del rapporto redatto ogni quattro anni dall’agenzia
dell’Onu. Insomma parliamo di climatologi sulla cresta dell’onda che
pubblicano su riviste a grande fattore di impatto e hanno un peso
notevolissimo anche nell’influenzare le politiche nazionali sulla
mitigazione del clima. Ora però la credibilità di questo gruppo è
duramente messa alla prova dalla pubblicazione di un migliaio di mail,
che un hacker avrebbe trafugato dal server dell’Università della East
Anglia in Gran Bretagna. Anche se l’ipotesi più probabile è che sia
stato un ricercatore del gruppo, e non un hacker, a trafugare la
documentazione.

Il materiale “piratato” è stato appoggiato su
un server russo dove generalmente il popolo della rete si collega per
scaricare gratuitamente programmi craccati. Più di mille mail sono oggi
disponibili e alcune lasciano sospettare una vera e propria
cospirazione per minare la credibilità delle riviste che hanno
pubblicato i lavori degli avversari. In un primo momento queste mail
sono state definite apocrife, ma siccome potevano diventare un
boomerang molti ricercatori chiamati in causa hanno preferito ammettere
che sono vere. È noto da diversi anni, ad esempio, che la temperatura
in questo momento non è in crescita, così un ricercatore scrive in una
mail: «Sì, non è molto più alta del 1998 e tutto questo mi preoccupa…
c’è la possibilità di avere davanti un periodo lungo una decina d’anni
con temperature relativamente stabili… forse posso tagliare gli ultimi
punti sulla curva prima del mio intervento».

Nel 2008 il solito
McIntyre inoltra una domanda utilizzando il Freedom Information Act, un
provvedimento che garantisce il libero accesso a dati governativi o
istituzionali se non attengono alla sicurezza nazionale. La notizia si
sparge e immediatamente dopo c’è un fitto scambio di missive in cui si
chiede di cancellare la corrispondenza sull’argomento. Ma questo è il
meno, le mail più preoccupanti – e sono decine – sono quelle che
indicano i modi per aggiustare i dati che non convergono con
l’interpretazione del Team.

Questa patata bollente arriva in
una fase abbastanza delicata: da una parte manca poco al meeting di
Copenaghen dove si discuterà di un Kyoto II che ha già un bel po’ di
guai, dall’altra diversi gruppi scientifici stanno lavorando al
prossimo rapporto dell’Ipcc dove non si potranno truccare le carte come
in passato. Un altro nodo sarà il comportamento delle riviste
scientifiche che hanno pubblicato i lavori “addomesticati” e che ora
riceveranno non poche contestazioni. Lo scandalo è certamente di enorme
portata perché solleva molti dubbi sull’onesta scientifica del gruppo
più influente del settore, ma siccome questi ricercatori hanno lavorato
con finanziamenti pubblici c’è anche il rischio che si apra una
inchiesta federale.

Il Riformista

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13 Responses to Come riscaldare un mondo che forse si sta raffreddando

  1. Maurizio says:

    Se questa notizia è attendibile, giuro che domani me ne esco dicendo che un pirata informatico ha trafugato la corrispondenza segreta del Papa in cui si confermano tutte le tesi di Dan Brown.Per discutere serve serietà, non improbabili teorie della cospirazione non suffragate da dati di alcun genere: FATTI, non parole. Gli unici fatti, attualmente, danno torto al negazionismo.

  2. Ettore says:

    Bene, bravo. Fai pure. Vedremo se la notizia rimbalzerà su tutti i giornali del mondo per mesi, di destra e di sinistra. E se qualche segretario del papa confermerà la paternità di quelle mail. Sul comportamento non proprio scientifico del Ipcc c’erano già indizi da tempo. Questa notiza può stupire solo gli sprovveduti. Su questa vicenda bisognerà fare chiarezza, non ingenua demagogia.

  3. Maurizio says:

    Bene, sarà che pure la Chiesa Cattolica fa demagogia su questi temi, visto che è stato di recente lanciato un allarme da parte di vescovi etiopi per gli effetti del cambiamento climatico nel Corno d’Africa. Appello che subito è stato rilanciato dal Papa, il quale ha domandato ai governi dei paesi industrializzati di impegnarsi per ridurre le emissioni.Ma si vede che pure la Chiesa e i suoi vescovi nel Terzo Mondo fanno parte di quella pericolosa cricca massonico-comunista che manipola i dati e racconta storie false.

  4. Ettore says:

    Facevo meglio a prendere la notizia dal Foglio, così ti rendevo le cose più facili…

  5. Maurizio says:

    Ma se dici che la Chiesa è formata da bugiardi cospiratori, allora ti do ragione. Ma devi scrivere un post in cui dichiari apertamente: la Chiesa cattolica è falsa e bugiarda, mente sul cambiamento climatico. Il Papa guida quella manica di bugiardi.Se lo fai, ti credo e comincio ad appiccare incendi nell’Amazzonia per dare il buon esempio…

  6. Ettore says:

    Ma che cosa c’entra la Chiesa? Il Papa ha parlato dei cambiamenti climatici perchè sono una cosa importante da tenere sotto controllo. Quello che il papa non ha detto è di mettere a tacere qualsiasi voce fuori dal coro che non sia catastrofista. Che poi è la maniera ideologica di parlare di clima di cui hai ben dato prova, per cui chiunque osi anche solo dubitare è un finto scienziato sul libro paga delle multinazionali. E qualunque notizia sgradita sull’ipcc è una specie di reato di opinione, come se quelli non fossero più uomini – che come tutti gli uomini possono fare lobby – ma una sorta di semidei il cui verbo deve essere indiscutibile. Hai mai sentito il Papa parlare in questo modo di clima? Allora non guida proprio niente, anche perchè non è affar suo stabilire se la fine del mondo avverrà per riscaldamento o congelamento.

  7. Ettore says:

    Beh dice anche di non avere alcun riferimento scientifico. Instabilità climatiche e periodi di siccità ci sono sempre stati, anche senza il global worming. Guarda che cmq io non sono Berlusconi, io non ho parlato nè di ateismo nè di comunismo. Qui l’unico che parla di congiura internazionale sei tu, visto che tutti i giornali del mondo – compresa la Bbc che è da sempre catastrofista – hanno dato questa notizia. I giornali di destra come quelli di sinistra, e quelli imparziali come il Corriere della Sera. Tutti comprati dalle multinazionali? Questa sì che sarebbe una gran bella congiura.

  8. Maurizio says:

    L’errore di fondo che fai è credere che se su un solo parametro i dati non sono netti, allora i termometri avrebbero cominciato a mentirci. Gli articoli da te riportati NON SMENTISCONO i dati di fatto, che negano la tua opinione (e tra i fatti oggettivi e le opinioni di qualcuno, sinceramente scelgo i fatti), ma semplicemente sostengono (senza dimostrarlo) che i dati su UNO dei tanti indicatori usati sono oggetto di possibile contestazione.Ovviamente c’è una differenza tra come la notizia la riportano i quotidiani imparziali e come la riportano quelli berlusconiani, che fanno sfoggio della loro abilità di manipolare i dati e mentire su di essi, come hanno ben imparato dal loro padrone.

  9. Ettore says:

    Il guaio è che invece è tutto da rivedere. I termometri non mentono, ma tutto sta a capire cosa dicono effettivamente e a come interpretarli. I tuoi fatti oggettivi sono che chiami l’anidride carbonica "gas serra", conclusione: l’anidride carbonica genera l’effetto serra. Cioè dai per scontato quello che dovresti dimostrare. Così come credi di poter calcolare l’influenza dell’attività solare sul clima, solo perchè hai letto una paginetta di wikipedia in cui si parla di cicli undecennali. Conclusione: il sole raffredda o riscalda solo a periodi di undici anni. Se c’è un riscaldamento di dodici anni, vuol dire che è la fine del mondo. Il punto di fondo è che nè io ne tu abbiamo le conoscenze per poter stabilire alcunchè. L’unica cosa che possiamo fare è ascoltare gli scienziati. La differenza fra me e te è che tu credi ciecamente all’ipcc, io dico che l’ipcc non è la scienza. E’ solo una delle voci, e nemmeno la più autorevole.Questa è la notizia come la riporta il Riformista, non mi risulta che sia un giornale berlusconiano. Sopra ho pubblicato invece l’articolo del Corriere. La sostanza è sempre la stessa: la mail ci sono. Bisogna solo leggerle e verificare con mano il modo di lavorare dell’ipcc e non prendere più per oro colato tutti i dati – come quelli nello schema – propinatici in questi anni. La cosa curiosa è che nessuno sembra stupito di questa rivelazione. Solo tu la trovi incredibile…

  10. Maurizio says:

    Quello che parla con la paginetta di Wikipedia non sono io, tra noi… anzi, a dire la verrità non l’ho nemmeno mai aperta quella pagina lì, quindi hai sbagliato porta.Non la trovo incredibile, trovo incredibile come tu la strumentalizzi. Io non ho conoscenze, infati, e mi affido alle istituzioni ufficiali, alla scienza sperimentale, alle Nazioni Unite. Tu invece sulla base di articoli di giornale affermi il complotto mondiale non si sa bene a che fine e non si sa bene da parte di chi. E’ una visione paranoica, che cerca di negare con cavilli l’evidenza.Ma Aristotele diceva che tu puoi pure negare l’esistenza di un burrone, ma poi sta a te finirci dentro o meno…

  11. Ettore says:

    Io non affermo nessun complotto. Affermo l’atteggiameno scarsamente professionale dell’Ipcc che per te è, consapevolmente o meno, le "istituzioni ufficiali, scienza sperimentale, Nazioni Unite". L’ipcc è sicuramente l’ultima di queste cose – e non è necessariamente un bene – e ha carattere ufficiale, ma la scienza non si fa nelle commissioni ufficiali (che cosa hanno mai scoperto queste nella storia della scienza?). Il complotto è di tutti i giornali del mondo che danno una notizia fatta di mail evidentemente inventate – anche se gli autori ne rivendicano la paternità – per mostrare l’atteggiamento sostanzialmente scorretto di chi non vuole ammettere di aver sbagliato (o semplicemente di non aver capito tutto). Io forse cadrò nel burrone, ma tu sembri uno di quegli aristotelici descritti da Galileo che – pur vedendolo – non può credere alla circolazione del sangue perchè Aristotele ha detto il contrario…

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