Tutte le magagne dell’UAAR


Cos’è
l’UAAR? No, non è un’espressione esclamativa – del tipo uanima – mutuata
da un grosso rutto. E’ un acronimo che sta per Unione degli atei e degli
agnostici razionalisti
. Un nome orribile che ben si addice alla sostanza.
Ma nonostante la pedanteria della definizione (non bastava semplicemente
"non credenti"?) le cose non sono molto chiare. Che vuol dire essere
razionalisti? Scommetto che nessuno da quelle parti se lo chieda, perchè
altrimenti scoprirebbe che il razionalismo è una corrente filosofica superata
da almeno due secoli e fatta a pezzi da Kant. Il quale, pur superandolo, era
senza dubbio debitore più nei confronti dell’empirismo che del razionalismo.
Già, perchè poi dirsi razionalisti (sostenere cioè il primato della ragione) e
non empiristi (il primato dell’esperienza)? Non sanno forse Piergiorgio
Odifreddi e Margherita Hack che la scienza moderna ha un suo elemento
fondamentale nell’esperimento? Mistero.

Ormai
l’UAAR è sempre più presente nel dibattito pubblico. E questo è senza dubbio un
bene, perchè permette di conoscere meglio una realtà che altrimenti rimarrebbe
molto influente ma sostanzialmente sconosciuta. Pur mancando una qualche forma
di autopresentazione nel loro sito, del tipo una voce Chi siamo, dalle
varie pubblicazioni si deduce un atteggiamento di profondo astio non solo
anticlericale ma proprio antireligioso nel senso più generale. Quelli dell’UAAR
non perdono mai l’occasione per indicare nella religione uno dei principali
mali del mondo, da contrapporre invece ad una loro malintesa e sbandierata
laicità. Capirete che, con una tale impostazione, troverete centinaia di
articoli sulle violazioni dei diritti umani nei paesi islamici ma nemmeno uno –
almeno io non l’ho trovato – sui crimini perpetrati dalla Cina e dagli altri
paesi ancora a regime di ateismo di stato. Questo per il presente, analogamente
per il passato troverete articoli sull’Inquisizione e sulle crociate, ma
ovviamente nulla sull’Unione Sovietica. Anzi, su quest’ultima troverete
articoli velatamente nostalgici verso il Museo dell’ateismo – che a detta anche
di D’Alema faceva ridere – o per il lancio dello Sputnik.

Per farla
breve, disinformazione (e omissione) per il passato come per il presente. Come
se non bastasse, il pubblico è anche peggiore. Composto per buona parte da veri
e propri fanatici le cui opinioni fanno venire la pelle d’oca. E questo mentre
l’UAAR afferma con orgoglio di non abbandonarsi mai, rispetto agli altri, alla
violenza verbale. E se ci si abbandonasse, che accadrebbe? Questi sarebbero poi
quelli che ci dovrebbero liberare dall’oscurantismo clericale e religioso. E
poi chi ci libererebbe dai liberatori?

Per
questo ho pensato di riunire in un unico post tutti i miei interventi sulle
menzogne dell’UAAR, fatta eccezione per quelli su Odifreddi – uno dei più noti
esponenti – che ne merita uno tutto suo. Si tratta ovviamente di un elenco
provvisorio e destinato ad allungarsi ma che può offrire un quadro più generale
dell’ideologia UAAR e del suo modus operandi. Ovviamente sono gradite
segnalazioni.

 

Per l’UAAR il Dalai Lama è un pò neo-fascista

Il povero Dalai Lama viene accostato a quelli di Forza nuova perché ha
osato difendere la cultura cristiana – rappresentata dal Crocefisso – da una
concezione oltranzista e nichilista della laicità. Con pesanti offese nei
commenti fino alla giustificazione della repressione cinese in Tibet


La disinformazione dell’Uaar

Una sentenza del Tar del Lazio che giudica inammissibile un ricorso sul
caso Englaro, viene presentata invece come un accoglimento con tanto di enfasi
sulla vittoria di civiltà. E gli illuminati commentatori, ovviamente abboccano…


Cascioli ateo super-star

Vari articoli che magnificano un cialtrone in odore di truffa, un vero e
proprio “abuso della credulità popolare”


Maometto pedofilo? Lo aveva già detto l’UAAR

Polemiche
a convenienza. Se sono gli atei a dirlo, va bene. Se gli altri, è uno scandalo.

Per l’Uaar non è macabro l’aborto, ma la sepoltura dei feti

Credo non ci sia bisogno di commenti.

Buone notizie dall’UAAR

Finalmente la censura all’attacco!

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