Eroismo laico…



E’ più facile distruggere il Vaticano che la Mecca

il regista del film 2012 spiega perchè ha selto di lasciare in piedi la città islamica ma non San Pietro

Una profezia maya prevede la distruzione del mondo il 21 dicembre 2012 e
il regista Roland Emmerich ha dedicato la sua ultima pellicola proprio
alla descrizione di come potrebbe essere la catastrofe. Sono necessari
160 minuti e parecchie scene di devastazione per mostrare la caduta dei
principali simboli della cultura, della politica e della religione,
oltre che i numerosi morti. Terremoti, eruzioni e tutte le catastrofi
possibili sono elencate per illustrare al meglio il disastro.

Cade come fosse fatto di sabbia il Cristo Redentore di Rio De Janeiro,
si sgretolano gli affreschi della cappella Sistina, Notre Dame e
l’abbazia di Westminster. Poi è la cupola di San Pietro a cadere.
Quello che colpisce è che tra tanti luoghi colpiti la Kaaba, l’edificio
a forma di cubo sacro per i musulmani alla Mecca, città santa per i
mussulmani, resti in piedi. “Volevo distruggere anche la Kaaba, ma il
mio co-sceneggiatore me l’ha sconsigliato dicendomi: “Chi te lo fa fare
di beccarti una fatwa per un film?”. Credo avesse ragione. Così non
l’ho fatto”. Per spiegare il perché predilige la distruzione dei
simboli legati alla cristianità, il regista ha detto: “L’intero
Vaticano rotola in testa alla gente. Nella storia, alcune persone
credono nella preghiera e si mettono a pregare davanti alla chiesa. In
questo caso è la cosa peggiore che potessero fare”. Il cineasta tedesco
non ha risparmiato le motivazioni: “Possiamo distruggere i simboli
cristiani, ma se proviamo a farlo su un simbolo islamico o arabo
rischiamo una fatwa. Questo dovrebbe farci riflettere sulla situazione
nel nostro mondo. In ogni caso non mi sembrava una scena poi così
importante e ho evitato di girarla”. Poi ha aggiunto: “Sono contro le
religioni organizzate”.

Emmerich è da tempo specializzato in pellicole catastrofiche e
in passato non si era mai fermato davanti a nessun monumento. In
Independence Day venivano distrutti l’Empire State Building di New York
e la Casa Bianca, in Godzilla il centro di Manhattan è spazzato via, in
The day after tomorrow simboli storici di Los Angeles e New York, come
la Statua della Libertà, finivano annientati nel giro di pochi secondi.
Eppure per 2012 la pianificazione della distruzione globale non è stata
così radicale.

© 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO

di Marianna Venturini

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3 Responses to Eroismo laico…

  1. Zel says:

    Teo Van Ghog è stato ucciso per il suo film.E’ comprensibile che non si voglia rischiare la pelle per uno stupido film sulla fine del mondo!… e distruggere un simbolo religioso era necessario per rendere drammatico il film ulteriormente (nemmeno la "casa di dio" si salva… emblematico). Certo, poteva distruggere un tempio buddhista, ma il vaticano è il luogo religioso più famoso, noto e conosciuto in occidente. Era abbastanza ovvio…

  2. Maurizio says:

    No, non c’entra: se vedete il film capite che lo distrugge perché in quel momento c’era Berlusconi là sotto! :DDDE’ vero, mica sto scherzando…

  3. Ettore says:

    Che il film sia stupido, sono d’accordo. Che Teo Van Ghog sia stato ucciso pure, e io lo ammiro per questo. Lo preferisco di gran lunga ai sedicenti laici come questo regista che è contro tutte le religioni, ma quando si tratta di Islam finisce il coraggio e si autocensura. E l’autocensura non è certo un segnale positivo.

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