Messori: “Via dagli uffici la foto di Napolitano”


di Andrea Tornielli

«Seguendo
questa logica pericolosa e settaria, dovendo rispettare anche i
sentimenti politici oltre che quelli religiosi, perché non chiedere che
dagli uffici pubblici sia tolta l’effigie del presidente Napolitano?».
Vittorio Messori è in Spagna, per l’uscita del suo ultimo libro, ma non
rinuncia a ragionare anche provocatoriamente sul tema del giorno.

Come reagisce alla sentenza di Strasburgo?
«Sono
rattristato, amareggiato ma non scandalizzato. L’amarezza nasce da
questa considerazione: da molto tempo ormai il crocifisso non è più
soltanto un segno religioso, ma è diventato un simbolo umano per
eccellenza, il simbolo dell’ingiustizia e della resistenza al male».

Volerlo cancellare è un’offesa alla religione cristiana?
«No,
è un’offesa, anzi un peccato contro la storia. Il cristianesimo, la
croce, ha a che fare con le origini della civiltà europea e dunque
questa sentenza non va contro la religione, ma va contro la nostra
storia e il senso della realtà».

Perché è importante il riferimento alle radici cristiane dell’Europa?
«Senza
il cristianesimo il nostro continente non esisterebbe o nel caso
esistesse, sarebbe assolutamente diverso. Nel V-VI secolo l’Europa non
esisteva più, invasa da popoli nuovi provenienti dal Nord. L’amalgama
tra la romanità e i barbari fu soltanto la Chiesa cattolica. Furono
quelle ventimila abbazie che costellarono il continente, dalla Scozia a
Pantelleria, da Lisbona fino a Kiev. I monaci hanno dato un contributo
essenziale alla formazione della nostra civiltà».

Perché ha detto che non si scandalizza per la sentenza?
«Perché
Gesù Cristo e la sua croce sono più grandi dei burocrati europei. Credo
dovremmo smetterla con la pretesa di vivere in un’epoca di cristianità
e renderci conto che siamo diventati un piccolo gregge, dunque non mi
scandalizzerei a dover esporre la croce solo nei luoghi dove la
religione cristiana è praticata. Per i cristiani la croce è ben di più
di un simbolo culturale o di un riferimento storico».

Dunque lei toglierebbe i crocifissi?
«Non
ho detto questo. L’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche,
se non vado errato, venne disposta dalla legge Lanza nel 1857, mentre
per gli uffici pubblici la disposizione risale al 1923, dopo i Patti
Lateranensi. Nel 1988 il Consiglio di Stato ha definito la croce
“simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice
storica, come valore universale, indipendentemente dalla specifica
confessione religiosa”. Vorrei ricordare che anche Palmiro Togliatti
decise di far confluire nella Costituzione tutti i Patti Lateranensi e
che non si oppose mai all’esposizione del crocifisso nei luoghi
pubblici».

Ora però l’Europa sentenzia e legifera…
«Ma allora, scusatemi, potrei chiedere anche di togliere la fotografia del capo dello Stato».

Che cosa fa, provoca? Non è la stessa cosa…
«Non
esiste mica solo il sentimento religioso. Esiste anche il sentimento
politico, e anche questo può essere offeso, non crede? Il presidente
della Repubblica non è un alieno, giunto da Marte il giorno della sua
designazione al Colle. Ammettiamo che io mi riconosca in una delle
forze politiche che non hanno votato per lui fino all’ultimo. Sulla
base del mio sentimento, potrei sentirmi offeso nel vedere la sua
fotografia negli uffici pubblici. E chiedere di toglierla».

Il presidente rappresenta la nazione, rappresenta tutti, ed è un’istituzione laica.
«Certo,
ma se offende il mio sentimento politico, non ho forse diritto di
chiedere la rimozione della sua effigie dal municipio o dalla
prefettura? La mia, ovviamente, è una boutade, e non mi sognerei mai di
fare una richiesta del genere. Non ho nulla contro il presidente. L’ho
detto soltanto per far comprendere che se cominciamo con questa logica,
non ci fermiamo più. Abbiamo parlato di sentimento religioso e di
sentimento politico. E quello sportivo dove lo mettiamo?».

Chi vuole togliere la croce dalle aule e dagli uffici si appella alla laicità dello Stato e al pluralismo religioso.
«Ribadisco:
si tratta di una logica che personalmente trovo aberrante. Il
crocifisso è da secoli simbolo di umanità e al contempo di speranza di
resurrezione. Oltretutto, dà noia soltanto a qualche laicista nostrano,
ma non, ad esempio, ai musulmani, che non mi risulta si siano
lamentati».

Come, non ricorda il caso clamoroso di Adel Smith?
«Un caso isolato. Smith non rappresenta alcuna comunità islamica».

Il Giornale

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10 Responses to Messori: “Via dagli uffici la foto di Napolitano”

  1. Zel says:

    E’ il classico volo pindarico cattolico… come l’articolo in cui un prete spiegava che se tolleriamo il sesso fuori dal matrimonio allora dobbiamo depenalizzare lo stupro: http://www.alfayomega.es/Revista/2009/642/05_veroircontarlo.htmlCosa c’entra? Esattamente NULLA.

  2. Jole says:

    Zelqst che citi è davvero una c*****a, in ogni modo io sarei x mettere negli uffici pubblici tutti i simboli religiosi del mondo. Sai che affresco?!?!Qst è pluralismo!

  3. Zel says:

    Jole: concordo!La Laicità significa: on favorire nessuna religione più di un’altra… al che, o si elimina ogni segno religioso, o li si mette tutti… io preferirei vederli tutti (più unmo che rappresenti atei & co), in modo che la gente inizi a studiare anche le altre religioni e favorisca il superamento di molti pregiudizi.Per l’articolo da me citato: lo so bene che è una C*****A! Ma lo è al pari delle frasi di Messori qui sopra: cosa c’entra un simbolo di una religione (religione! Cosa indimostrabile che si basa su una Fede!!!) col presidente di uno STATO LAICO?!Il discorso di potrebbe fare se nella costituzione italiana fosse scritto che lo stato è APOLITICO e Napolitano avesse pubblicamente dichiarato di essere Comunista (per dirne una).. allora sì che in nome dell’Apoliticità dello stato lo si dovrebbe eliminare. Ma la Costituzione dice non che lo Stato è Apolitico, ma che è Laico, e che quindi non può e non deve favorire UNA RELIGIONE a scapito delle altre!Sono le solite unghie sui vetri dei cattolici per "dimostrare" che limitando la loro presenza nella vita pubblica degli stati e dei cittadini si va a cadere nel genocidio di massa e nei peggio crimini… C*****E, per l’appunto.

  4. Zel says:

    *non "dei cattolici", ma "di alcuni cattolici".

  5. Ettore says:

    Ma infatti non si tratta di favorire una religione, si tratta di riconoscere che il Cristianesimo ha avuto un ruolo importante nella nostra storia e che quindi assumerlo anche per il fenomeno storico che è. Questo ha senso e non viola la laicità. Violazione della laicità sarebbe mettere tanti simboli religiosi quante le religione rappresentate in classe. In quel caso sarebbero simboli di appartenenza ad una fede religiosa, non ad una cultura storica nazionale. Che si studino le altre religioni bene, fare una bailamme di simboli no.Appunto, non è apolitico ed è comunista. Ma se a me i comunisti non piacciono? Voglio che sia affiancato da un presidente che incarni la mia ideologia politica, e cmq non voglio la sua foto. Mi offende e non mi piace, perchè mi costringi a tenerla nel posto in cui lavoro? Che c’entra? Ogni volta che lo vedo mi rode, voglio essere risarcito!

  6. Zel says:

    La croce è simbolo di una religione, non di una cultura… a meno che, per te, la cultura italiana coicida esclusivamente con quella cristiana.La Costituzione dice che il presidente delal repubblica dev’essere scelto dal governo.Ergo, cambia la costituzione o il governo per cambiare il presidente.La Costituzione dice che lo stato italiano è LAICO.Ergo, cambia costituzione per avere le croci nei luoghi statali.La foto del presidente: non so se c’è una legge che la imponga, ma almeno è un cittadino italiano e non una religione con sede all’estero hehe!

  7. Ettore says:

    Adesso non obbligarmi a spiegarti di nuovo che per secoli la cultura italiana ha di fatto coinciso con quella cristiana. Si può rifiutarla, ma non negarla. E cmq in un certo qual senso sì, le cose stanno così ancora oggi. Il povero Odifreddi non lo sa, ma quando lui va all’università entra in un’invenzione cristiana. Quando prende il tram usufruisce di un mezzo nato dalla rivoluzione industriale in cui pure il Cristianesimo ha avuto il suo ruolo. Eccetea eccetara eccetara…Il crocifisso offende la tua sensibilità religiosa, quella di un comunista offende la mia sensibilità politica. Perchè tu ti puoi offendere per qualunque inezia e io no?

  8. Zel says:

    Perchè la Costituzione dice che lo stato è LAICO e non che è APOLITICO.Semplice e conciso.La Croce, come ha detto la sentenza, è simbolo di una religione, così inteso dalla maggioranza delle persone che ne vede una. E questo è in contrasto con la Costituzione non solo Italiana, ma anche Europea. Fine del discorso.Ettore: sei uno storico.. ti rammento che molta cultura italiana è anche pagana, laica o è stata pure osteggiata dalal chiesa… l’indice dei libri proibito o il syllabyus se li sono inventati la chiesa, non l’Uaar.Il cristianesimo ha avuto (bellissimo il passato, ho apprezzato) un ruolofondamentale nella cultura, influenzando la maggior parte di essa per secoli, dopo aver soppiantato un’altra tradizione italiana durata secoli e ormai sostituita da altre tradizioni per la maggior parte.Ma la croce resta simbolo di una sola religione e di una sola cultura, quella cristiana.E questo lede alla laicità dello Stato che rappresenta CITTADINI che cristiani possono anche non esserlo, con le loro tradizioni, la loro cultura e via dicendo. Lo stato tutela il Cittadino, non la Tradizione Cattolica.

  9. Ettore says:

    Appunto, non è apolitico. Però quel personaggio rappresenta una politica che offende la mia sensibilità.Non bisogna essere cristiani per capire che l’italia ha una identità storica cristiana, uno può avere tutte le tradizioni che vuole ma questa è la storia di questo paese e di questo continente. Il Cristianesimo non è una tradizione tra le tante, è il fenomeno che ha accompagnato l’Occidente per duemila anni ed è stato il principale artefice della vittoria della ragione per cui noi oggi, a differenza di tutto il mondo, parliamo di diritti umani, di ospedali, di scienza moderna, di capitalismo, ecc ecc. Il vero problema è che tu di questo non sei consapevole o non vuoi esserlo, per questo non capisci che qui non si sta parlando di una parrocchia ma di qualcosa di molto più profondo. Così come la croce della bandiera della Finlandia non indica che là sono tutti cristiani, indica un’identità storica.

  10. Ettore says:

    Se anche la storia deve diventare laica perchè se no non ci piace, cadiamo davvero nel grottesco…

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