Eutanasia2


Aspetto storico

Abbiamo visto che la prospettiva
dell’eutanasia era già presente nel mondo antico, con Ippocrate. Un
orientamento negativo poi rafforzato e messo pienamente in pratica solo dalla
cultura cristiana. Infatti nemmeno il mondo antico ebbe la forza di applicare
pienamente i principi ippocratici. Ma l’eutanasia è un fenomeno presente in
tutte le civiltà, per cui è interessante vedere le culture di riferimento di
queste civiltà allo scopo di capire se sia il caso di riprendere certe
concezioni precristiane della vita. Seguiamo Peter Singer, uno dei più grandi
bioeticisti dei nostri giorni:

“L’uccisione dei neonati indesiderati o l’uso di lasciarli morire, è
stata prassi normale in moltissime società, in tutto il corso della preistoria
e della storia. La troviamo per esempio nell’antica Grecia, dove i bambini
handicappati venivano esposti sui pendii delle montagne. La troviamo in tribù
nomadi, come quella dei Kung del deserto del Kalahari, dove le donne uccidono
tutti i bambini nati, quando ci sia un figlio più grande non ancora in grado di
camminare. L’infanticidio era prassi corrente anche su isole polinesiane come
Tikopia, dove l’equilibrio tra risorse alimentari e popolazione veniva
mantenuto soffocando i bambini indesiderati dopo la nascita. In Giappone, prima
dell’occidentalizzazione, il ‘mabiki’, parola nata dalla prassi di sfoltire le
piantine di riso per consentire a tutte quelle restanti di fiorire, ma che finì
per indicare anche l’infanticidio, era ampiamente praticato non solo dai
contadini, che potevano contare su modesti appezzamenti di terreno, ma anche
dai benestanti”

(Peter Singer, “Ripensare la vita”, Il saggiatore, p. 137).

Alcuni dicono che il grado di
civiltà si vede da come vengono trattati i bambini, se assumiamo questo
criterio non ci viene fuori certo un quadro rassicurante. Nonostante il
giuramento di Ippocrate, anche il mondo antico ha conosciuto di questi
fenomeni. A Sparta i bambini imperfetti dovevano essere uccisi o abbandonati, a
Roma si era soliti scagliare giù dalla Rupe Tarpea i nascituri malformati.
Quindi l’eutanasia, infantile e non, si inseriva in questo contesto di
disprezzo per la vita umana (solo che almeno allora non si pretendeva fosse il
medico a prendere il ruolo di boia).

Quando le cose hanno cominciato
a cambiate? Purtroppo per Singer, doveva nascere il fenomeno Cristianesimo che
ha imposto una concezione della vita che poi è quella arrivata fino a noi. Ed è
proprio questa concezione cristiana della vita che ci fa rabbrividire di fronte
al ricordo della Rupe Tarpea. I cristiani dei primi secoli si vantavano di non
uccidere i loro figli, ne dentro né fuori il grembo materno.

Passarono così migliaia di anni,
con regni e stati diversi, rivoluzioni politiche e giuridiche, ma senza che l’eutanasia
venisse più presa in seria considerazione, a parte alcune eccezioni. E questo
mentre le medicina non poteva certo offrire il sostegno cui oggi siamo
abituati.

Cosa è successo poi? Tutti
sanno, ma non sempre si può dire, che l’eutanasia fa il suo vero ingresso
storico col nazionalsocialismo che per primo, nell’Occidente europeo, la
istituzionalizzò insieme all’aborto. Solo il nazismo, così fortemente ostile
alle radici giudeo-cristiane dell’Europa, poteva attuare un tale rovesciamento
culturale che riportasse il mondo alla prospettiva pagana di vita (col ritorno
della rupe Tarpea). Ma con una differenza importante: un pietismo che
scimmiottasse la carità cristiana. Cioè la volontà di sopprimere essere umani
nel loro stesso interesse. Era così che la propaganda presentava il programma
Aktion T4. A riguardo sono molto interessanti i video tratti dal documentario La croce e la svastica de La storia siamo noi che si trovano anche
su youtube. Viene messo molto bene in evidenza il fatto che i media si misero
subito al servizio della propaganda, con documentari “scientifici” tenuti da
scienziati (questa volta senza virgolette) che spiegavano quanto fosse buono e
giusto il darwinismo sociale. Immagini di semplici essere umani sofferenti,
venivano montate ad arte per farne dei mostri: dei fenomeni da baraccone in condizioni
tali da non potersi dire umani. Certo, l’intento del nazismo era anche
eugenetico. Cioè eliminare gli imperfetti per scongiurare il rischio di
infezione della pura razza ariana. Ma il motivo centrale della propaganda era
quello ripetuto dagli stessi attori: “Se io dovessi finire in queste
condizioni, vorrei essere ucciso” per cui molti documentari più soft potrebbero essere riutilizzati oggi
senza imbarazzo. Col particolare che ovviamente nessuno si curava di chiedere
alcun parare ai diretti interessati, né alle loro famiglie. Fatto sta che il
popolo tedesco – ormai all’inizio della guerra che lo avrebbe portato alla
rovina senza mai intaccare la loro fiducia nel loro Furher – non approva e, nonostante
la martellante propaganda, Hitler fu costretto a sospendere il programma (in
realtà solo ufficialmente). 

Il punto è che per la prima
volta, torna il concetto di vita umana indegna. Un’espressione coniata dal
nazismo che ha resistito alla damnatio
memoriae
del Terzo Reich. Nessuno vuole averci niente a che fare con Hitler
e il suo regime, basta farne il nome per suscitare espressioni disgustate.
Eppure è come se dalla distruzione del colosso nazista, si fossero emanate
delle tossine che ci sono entrate nel sangue. Il concetto di vita indegna ci
sembra ormai infatti del tutto normale. Lo sentiamo in tv, alla radio, nei
giornali. Non passa giorno che non si invochi il diritto di fare una “morte
degna”. Chi osa anche solo contestarlo viene immediatamente tacciato di tutti i
mali del mondo. Eppure sappiamo tutti da quale cultura ci viene questa
espressione.

A questo punto i ben pensanti e
i moralisti, di solito, si stracciano le vesti. Come si osa ricordare che
l’eutanasia fu un pilastro portante dell’ideologia nazista? Come si osa
paragonarla alla nostra eutanasia, così buona e pietosa? Così rispettosa della
volontà individuale?

Il guaio è che le forme sono
diverse, la sostanza è la stessa. La differenza fattuale sta solo nel punto che
noi oggi, per sentirci un po’ meglio, vorremmo che all’ingresso delle moderne
camere a gas ci fossero dei testamenti biologici da firmare. Ma di fatto si
vuole far passare la terminazione dei disabili, solo che questa volta si ha la
bontà di chiedere il loro parere. Si passa quindi dal modello in cui la
medicina cura i malati, a quello in cui i malati li elimina.

Chi si scandalizza del paragone
con l’eutanasia nazista è un sepolcro imbiancato. Ci sono intellettuali che,
con molta più coerenza, ammettono la validità dell’idea di fondo propagandata
dal regime pur prendendo le distanze dalle modalità con cui questa è stata
applicata. Dicono che dobbiamo liberarci del pregiudizio secondo cui una cosa è
sbagliata solo perché l’ha fatta Hitler. È agghiacciante, ma almeno sono
coerenti. E soprattutto danno a Cesare quello che è di Cesare, ovvero non
negano il legame storico che li lega alla cultura nazista della vita indegna e inutile. Infatti allora lo
stato tedesco creò delle categorie per individuare le persone da eliminare.
Oggi bastano delle categorie di persone potenzialmente eliminabili. Infatti tra
chi afferma – seguendo la Carta
dei diritti umani – che la vita umana ha sempre una sua intrinseca, oggettiva
ed universale dignità e chi contempla la possibilità di vite indegne, quale dei
due è più vicino alla tradizione cristianaoccidentale e quale alla cultura
nazionalsocialista e alla concezione precristiana della vita? E poi l’eutanasia
nazista non era solo coercitiva, c’era anche quella praticata col libero
consenso. Quindi sarebbe onesto riconoscere un proprio debito storico e
culturale, visto che il nazismo non solo ha istituzionalizzato l’eutanasia. La ha
anche fornita di una sistematica giustificazione ideologica come mai si era
visto prima, fornendoci anche un lessico che è ancora presente fra noi.

Una certa rivalutazione del
nazismo, poi, si trova anche in intellettuali di spicco come Piergiorgio
Odifreddi che, nella sua intervista ad Hitler, sostiene che la demonizzazione
del nazismo è solo frutto della storiografia dei vincitori. Per cui se fossero
stati gli Usa a vincere la guerra, sarebbero diventati loro il simbolo del
male. Insomma, il nazismo sembra essere stato un regime come tutti gli altri,
colpevole solo di aver perso la guerra. E per questo Odifreddi non disdegna nemmeno
malcelati toni antisemiti contro intellettuali come Giorgio Israel. Può
sembrare un ritorno al passato, in realtà Odifreddi è semplicemente
all’avanguardia.

Annunci

8 Responses to Eutanasia2

  1. - says:

    Ettorino ciao ! Cio’ che penso del nazismo, di questo demente di Hitler, che mi fa venire il vomito solo ad immaginare la sua testa di c… come già scritto in un post precedente, si, proprio il vomito lui, e le cose barbare che ha fatto fare, e tutti quelli che le hanno fatte. Come già detto, ho letto tantissime cose. Ho avuto un periodo tra i 16 e 18 anni, direi ossessionnante. E ti giuro, che mi veniva proprio il vomito mentre leggevo. Nn si limitava solo ad uccidere le vite che lui aveva deciso fossero indegne, ma sono state martorizate persone prima di darle la morte. Non sapevano cosa inventare per fare soffrire queste povere persone. C’è chi ha abusato "degli ordini" faccendo cio’ che li sembrava, sai a piacimento della mente, non solo uomini ma anche donne. Che schifo mamma mia, come si fa a fare tanto male ad un essere umano, come si fa a provare tanto odio verso un essere umano solo perchè non secondo un pazzo, è una vita indegna. Che dire piu’ di cio’ che ho scritto nei post precedenti. Si, condivido con te, c’è una forma di nazismo per me nell’eutanasia. Che differenza c’è tra le parole "vita indegna" e "morta degna"… Solo un gioco di parole per mascherare cio’ che hai scritto ti cito "Il guaio è che le forme sono diverse, la sostanza è la stessa. La differenza fattuale sta solo nel punto che noi oggi, per sentirci un po’ meglio, vorremmo che all’ingresso delle moderne camere a gas ci fossero dei testamenti biologici da firmare. Ma di fatto si vuole far passare la terminazione dei disabili, solo che questa volta si ha la bontà di chiedere il loro parere. Si passa quindi dal modello in cui la medicina cura i malati, a quello in cui i malati li elimina". Sono pienamente d’accordo con te Ettore. Ciao buona serata, e un grande abbraccio. Uffa, quando leggo il nome Hitler, mi arrivano i nervi, e mi capita di commentare fuori luogo. Scusami.

  2. Ettore says:

    Figurati, grazie a te 🙂 Hai ragione, giocare con le parole può essere molto pericoloso, hanno capito che le cose più orribili possono essere fatte passare sotto concetti tranquillizzanti. Noi subiamo una forma di propaganda molto più subdola rispetto a quella del passato, hanno raffinato i mezzi ma la sostanza è sempre quella…Un abbraccio anche a te 😉

  3. Marco says:

    Ho già detto che ritengo il paragone con il nazismo assolutamente ridicolo. Ma qui oltre ad insistere su assurdi paralleli si commettono anche gravi errori storici, e da uno che dice di essere storico è quantomeno imbarazzante."Tutti sanno, ma non sempre si può dire, che l’eutanasia fa il suo vero ingresso storico col nazionalsocialismo"Iniziamo dal mondo antico e troviamo quella che si può definire eutanasia sociale, ovvero era la società a sopprimere e abbandonare alla propria sorte persone che potessero risultare un peso per essa, persone che non apparivano in grado di resistere nella lotta per la sopravvivenza. Pratica attestata a Sparta, nel mondo romano, ma anche in culture più arcaiche. Poi arriva quel giuramento di Ippocrate che a te piace tanto ma che nella pratica pochi rispettavano visto che era comune anche il "suicidio assistito" da parte dei medici.L’eutanasia scompare nel medioevo (inizio a capire il perchè ti piaccia tanto quest epoca) a causa dell’assoluta inconciliabilità dell’eutanasia con la morale cristiana (o cattolica?!). Il concetto è semplice: l’uomo non è padrone della propria vita e non ne può disporre da arbitro assoluto. In età moderna abbiamo diversi filoni di pensiero, ma attenzione, per la prima volta compare in uno scritto il termine eutanasia. Lo scritto è di Francesco Bacone, è datato 1605, e recita così:"Dirò inoltre, insistendo su questo argomento, che il compito del medico non è solo quello di ristabilire la salute, ma anche quello di calmare i dolori e le sofferenze legate alle malattie; e questo non solo perché questo alleviamento del dolore, considerato un sintomo pericoloso, contribuisce alla guarigione e conduce alla convalescenza, ma inoltre per poter procurare al malato, quando non c’è più speranza, una morte dolce e tranquilla; questa eutanasia è una parte non trascurabile della felicità (…). "Prima di vedere lo sviluppo dell’eutanasia in età contemporanea vediamo quello che scrivi tu:"Il punto è che per la prima volta, torna il concetto di vita umana indegna"Altro errore, visto che sono parecchi gli episodi in cui l’eutanasia torna prepotentemente in scena prima che Hitler dia inizio al suo processo di eutanasia.Nel 1906 il parlamento dell’Ohio presentò il testo di una legge sull’eutanasia su richiesta (che fu respinto dal Consiglio Superiore), analoga proposta fu presentata nel 1936 a Londra da “Vesper” (Società per l’eutanasia volontaria, nata nel 1935 ad opera di Lord Moynihan e del Dr Killick Millard), ma il progetto fu respinto dalla Camera dei Lords. Nel 1938 nasce la Società Americana per l’eutanasia volontaria, a New York, ad opera del rev.do Charles Potter.Ma nel 1920 (ben 13 anni prima che Hitler salga al potere) viene pubblicato un libro, di Alfred Hoche e Karl Binding, dal titolo L’autorizzazione all’eliminazione delle vite non più degne di essere vissute, che, secondo gli autori, sono in se stesse luogo di sofferenza e provocano sofferenza ai parenti e danno economico allo stato che, quale arbitro della distribuzione delle ricchezze, avrebbe dovuto autorizzarne l’uccisione.Una motivazione, quella economica che per fortuna non ebbe successo; mentre il progetto eugenetico nazista che collegava la necessità di eutanasia sociale nei confronti di alcune categorie di persone con quella di preservare la purezza della razza ariana, purtroppo provocò milioni di morti.Dire quindi che c’è una forma di nazismo nell’eutanasia è una grandissima cazzata. Semmai è il contrario; il nazismo prese il concetto di eutanasia, lo unì al concetto di preservare la razza ariana e si adoperò per eliminare tutte quelle persone che rientravano nelle categorie impure. Uccisero milioni di persone senza chiedere nessun permesso, in nome di un’ideologia malata e criminale. E’ per questo che il nazismo fa schifo!Tornando a noi invece il tuo disegno è alquanto subdolo. Tu vuoi a tutti i costi far credere che l’eutanasia derivi dal nazismo (e qualcuno ci casca pure), vuoi creare questo parallelo in modo che la gente si vergogni di essere a favore di qualcosa che a tuo modo di vedere ha radici in un regime che tutto il mondo ha imparato ad odiare fin da bambini. Parli di propaganda subdola quando sei tu il primo a farla. Io ti posso solo ribadire che un’eutanasia confinata alla piena libertà individuale non crea nessun danno, che l’eutanasia diventa pericolosa invece se mischiata ad altri concetti come razza, bene economico, ecc… Ma soprattutto l’eutanasia è sempre sbagliata quando non rispetta la volontà del singolo individuo. Quella volontà che voi calpestate continuamente in nome di una morale medievale. Saluti.

  4. Ettore says:

    Evidentemente non hai letto bene, o non hai voluto. Io ho detto che l’eutanasia esisteva nel mondo antico, tanto che anche il giuramento di Ippocrate ne parla. Fai bene a ricordare le pratiche spartane e romane, ma se le conoscessi davvero capiresti che non sono un precedente storico migliore del nazismo. L’eutansia nel medioevo era inconcepibile, insieme a tante altre cose come l’infanticidio che faceva parte della stessa benemerita cultura alla quale voi vorreste tornare. La citazione che fai di Bacone è interessante, ma eutanasia vuol dire solo "dolce morte". Non è detto che Bacone parli di morte procurata dai medici, ma solo dei medici che accompagnano la morte naturale. Oggi parleremmo di cure palliative.Riguardo l’ingresso storico dell’eutanasia non vedo proprio l’errore. Tutti i casi che citi sono stati un fallimento, di eutanasia si è sempre parlato ma è stato il Terzo Reich ad istituirla per la prima volta e in pompa magna. E se nella Germania nazista ebbe successo e negli altri paesi no, o almeno non del tutto, è proprio perchè la Germania aveva una certa cultura. Quindi con le tue stesse parole mi dai ragione, voi volete tornare ad una concezione precristiana della vita con una cultura che nell’occidente contemporaneo ha trovato come primo sostenitore il nazismo. Quindi a voi la Rupe Tarpea, a me il giuramento di Ippocrate.

  5. Ettore says:

    Però hai ragione, ho sorvolato troppo sul mondo antico. Rimedierò al più presto 🙂

  6. Marco says:

    Vedo che hai fatto alcune modifiche al post, significa che quantomeno il mio commento e le mie critiche erano costruttive. Una precisazione, io non ho detto che le pratiche del mondo antico erano un precedente storico migliore del nazismo, anzi. Io ti ho rimproverato il fatto di aver voluto far passare l’eutanasia come qualcosa creata dal regime nazista. Il nazismo invece ha semplicemente preso il concetto di eutanasia, lo ha unito a quello di razza ariana, e ha iniziato il suo piano criminale. Quindi diciamo che Hitler ha usato e strumentalizzato l’eutanasia per raggiungere i suoi scopi. Nel mondo antico l’eutanasia sociale è, se possibile, anche peggio. Io non voglio tornare a nessuna concezione precristiana della vita. Vorrei che ogni persona potesse decidere liberamente cosa fare del proprio corpo, come vivere e come morire. In tutti gli esempi che tu citi manca sempre la libertà dell’individuo; sia nell’età antica, sia con il nazismo, sia in alcuni paesi del mondo occidentale odierno, viene scavalcato questo fondamentale principio. Vengono uccise persone senza il loro consenso e questo lo trovo inaccettabile. Con il tempo spero si vada verso un riconoscimento dell’eutanasia basato sulla volontà della singola persona.

  7. Angelo says:

    x marcoè gia la seconda volta che gli dici che la eutanasia come la intendiamo noi è cosa diversa dal nazismo e da tutte quelle pratiche che escludono la volontà del diretto interessato… evidentemente parliamo di cose diverse… nessuno è più sordo di chi non vuole sentire. Ciao.

  8. Ettore says:

    Ho apportato delle modifiche perchè effettivamente il mondo antico meritava qualche cenno in più, credo di avertene già dato atto. Anche se sono cose che più che altro ho dato per scontate, visto che ne ho parlato già in altri post. Però io non ho mai sostenuto che l’eutanasia fosse un’invenzione del nazismo, altrimenti Ippocrate sarebbe stato un visionario. Quello che è fuor di dubbio è che il nazismo lo ha riportato in auge nell’Occidente, per questo dicevo che era "tornato" il concetto di vita umana indegna. Ad ogni modo i precedenti storici sono tutti negativi, questo dovrebbe quantomeno far riflettere. La vostra eutanasia è coronata dalle migliori intenzioni, ma è come una toppa su un vestito vecchio e lacero. Voi vorreste conciliare le cose, ma sono tentativi destinati a fallire nella teoria come nella pratica. "sia nell’età antica, sia con il nazismo, sia in alcuni paesi del mondo occidentale odierno, viene scavalcato questo fondamentale principio"Ti rendi conto della gravità di queste affermazioni? Stai dicendo che in alcuni paesi occidentali i diritti umani sono venuti meno, e guarda caso questo "principio fondamentale" è stato scardinato anche tramite l’eutanasia. Forse perchè l’eutanasia è incompatibile con la cultura della vita che pure dice di voler difendere…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: