Eutanasia senza consenso, in Olanda si fa così

Paola Fumagalli

In
Olanda non sono proprio tutti favorevoli alla "dolce morte". La prova?
Più contundente di quanto si possa immaginare. «No all’eutanasia» è un
video-denuncia di 22 minuti che raccoglie le testimonianze di olandesi
che hanno vissuto da testimoni diretti questo dramma e di medici che
lottano ogni giorno contro un simile metodo. Il video è basato su una
ricerca dell’Associazione cristiana dei medici olandesi. Il movimento
«Schreeuw om leven», in inglese «Cry for life» (Grido per la vita),
l’ha realizzato per far riflettere il Paese, sollevando il dubbio che,
quando si cura il paziente nel modo appropriato, non chiede l’eutanasia.

Le testimonianze che scorrono nel video fanno gelare il sangue. Al
padre di Staneke fu diagnosticato un cancro. Lo scoramento fu tale che
inizialmente scelse l’eutanasia invece di un intervento chirurgico.
Staneke racconta: «Ero contrario, desideravo che prendesse in
considerazione altre possibilità. L’intervento gli avrebbe almeno
consentito di trascorrere più tempo con mia figlia, che aveva solo sei
mesi. Lui insisté, aveva paura, ma all’ultimo momento disse che non
voleva morire. Quel giorno il medico entrò in casa e disse che aveva un
appuntamento con mio padre. La famiglia era riunita intorno al letto.
Abbiamo sentito e visto che mio papà aveva cambiato idea. Ma il medico
non si fermò e procedette con la prima iniezione. Mio padre ripeté che
non voleva morire, ma il dottore gli fece anche la seconda iniezione. È
assurdo. Non dimenticherò mai quel dottore che non si preoccupò del
ripensamento di mio papà affermando che questo era il suo vero
desiderio e che lui si era solo prodigato per accontentarlo. Mio padre
mi è stato rubato. Quel medico non gli ha fatto alcuna domanda, l’ha
ucciso a mente fredda. La vita non dovrebbe essere nelle mani
dell’uomo, ma in quelle di Dio».

Altra testimonianza, nuovo sgomento. All’insaputa della sua
famiglia, Enk, nonno di Reizema, fu soppresso in una clinica da un
medico che fu sospettato di aver commesso quel gesto perché aveva
bisogno di posti letto. Reizema dice: «Il nonno aveva una trombosi e
chiese aiuto. Mio padre lo riferì alla caposala, perché il nonno aveva
dolori lancinanti. Il personale della clinica interpretò questa frase
come volontà di morire: secondo loro infatti la morte sarebbe stata la
liberazione dai suoi dolori. Ma mio nonno chiedeva solo una terapia del
dolore. Eravamo esterrefatti. Il giorno che mio nonno morì fu
terribile. Nessuno di noi aveva capito cosa stesse succedendo, peraltro
senza il nostro consenso. Ci siamo persino accusati l’un l’altro di
essere a conoscenza del reale desiderio del nonno di farla finita, ma
abbiamo capito che lui aveva solo detto che i dolori erano molto forti.
Una volta mia zia era andata a trovarlo e gli aveva dato da bere,
perché da solo faceva fatica. Ma era arrivata un’infermiera dicendo di
non farlo bere, perché gli avrebbe solo prolungato l’agonia». Il nonno
di Reizema, spiega ancora il nipote, era credente, amava la vita e
voleva continuare a vivere fino alla morte naturale. «Sono convinto che
quanto è accaduto a mio nonno non sia quello che intendevano i nostri
legislatori, ma sia l’effetto inevitabile dell’aver aperto la porta
alle decisioni sulla vita e la morte. Se si permette ai medici di
compiere scelte in questi ambiti, va da sé che potranno anche
commettere errori».

Nel video di «Schreeuw om leven» viene poi il turno di Hildering,
medico: «Stiamo peggiorando sempre più – sospira –. Un mio collega era
stato chiamato a visitare una paziente con cancro ai polmoni che
respirava a fatica. Le disse che poteva aiutarla, ma che preferiva
portarla nel suo ospedale. La paziente rifiutò, temeva di essere
uccisa. Il medico le assicurò che era di turno nel fine settimana e che
l’avrebbe ricoverata personalmente. La paziente andò in ospedale e si
sentì subito meglio. Lunedì mattina il medico era di riposo. Nel
pomeriggio si recò in ospedale, ma la paziente era morta. Un suo
collega gli disse che avevano bisogno di quel letto per un altro caso.
Alla paziente era stata praticata l’iniezione letale senza il suo
consenso. Il mio collega era sconvolto e si sentiva colpevole».

Avvenire

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18 Responses to Eutanasia senza consenso, in Olanda si fa così

  1. - says:

    Ah me lo ero perso quest’intervento. Quindi avevo raggione, si tratta bene di sopprimerli solo perché la medicina ha detto che non c’è piu’ speranza… E in questi casi citati, non si rispetta le loro volontà..

  2. Ettore says:

    Il superamento del tanto citato libero consenso è la logica conseguenza di questa cultura di morte. Farlo capire è un bel problema.

  3. Marco says:

    Nel caso queste testimonianze fossero vere e, non ho alcun motivo per dubitarne, è una vergogna! Mi dissocio dal fatto che sia una logica conseguenza di quella che tu chiami cultura di morte.

  4. Zel says:

    Hahaha!Come se dovessimo giudicare la chiesa solo in nome delle centinaia di preti pedofili che hanno (e stanno) imperversato per il mondo! "La logica conseguenza del celibato dei preti è il superamento dello stesso a favore dela pedofilia"!O se dovessimo giudicare l’ateismo in base agli abominei cinesi e russi; o il capitalismo in base al vergognoso sistema sanitario americano!!!QUesto è solo un tentativo di fare di ogni erba un fascio… al massimo, lo si può prendere come spunto per rendere le leggi ancora più rigide in modo che non sfocino in situaizoni smili, ma proibire l’eutanasia perchè lì funziona così (o le moschee perchè di là funziona solo così, o le chiese o l’ateismo o il comunismo ecc) in base a questo è da idioti!

  5. Angelo says:

    Non capisco cosa ti faccia pensare che in italia chi è a favore della eutanasia sia d’accordo con questo modo di applicarla (ammesso che sia vero ma onestamente ho seri dubbi).

  6. Ettore says:

    Angelo: Tu trovami un grande esponenente del movimento pro-eutanasia che parli male dell’Olanda, e poi ne riprliamo.

  7. Ettore says:

    Zel: La differenza è che quando viene fuori il prete pedofilo è uno scandalo internazionale. Chi non sa che nella Chiesa c’è la pedofilia? La Chiesa ci perde sempre più in credibilità. Ma all’Olanda chi osa dire qualcosa? Cioè per te il fatto che migliaia di persone (stime ufficiali) vengano terminate senza consenso, è solo uno "spunto di riflessione"? In un paese europeo?

  8. Ettore says:

    Marco: Di sicuro il silenzio dell’opinione pubblica olandese e internazionale è una logica conseguenza di quello che io chiamo cultura di morte.

  9. - says:

    Ma io credo che cio’ che intenda Ettore, e cio’ che vuole esprimere è il fato che si possa "abusare" dell’eutanasia e che sia praticata a piacimento dai medici, senza nemmeno piu’ tenere conto della volontà del paziente. E questo lo devo dire, lo trovo proprio disgustante, perché è anche traddire la fiducia di una persona ammallata. Ma chi gli da il diritto di permettersi di eutanasiare una persona senza nemmeno chiederle se lo vuole o no, oppure senza ascoltare la sua volontà ? Li spaccherei la faccia se capitasse ad uno dei miei questa cosa. Vergognoso, come dice Marco. Posso e rispetto la volonta di un essere di volere essere eutanasiato, ma che questa cosa diventa poi di nascosto una pratica illecita, e un "arma" per esteminare chi vuole andare fino all’ultimo da se stesso NO ! Non lo accetto.

  10. Zel says:

    E’ un problema prettamente olandese e sono cavoli della loro legislazione, come i preti pedofili sono un problema prettamente cattolico che all’organizzazione mussulmana non interessa.L’olanda abusa? E chissenefrega, non ha alcun valore al fine della possibilità o meno di una legislazione italiana sullo stesso tema.

  11. Ettore says:

    Eh no cara, troppo semplice così. Ci devi spiegare com’è possibile che si sia arrivati a questo e perchè sia tollerato a livello internazionale ed europeo.

  12. Ettore says:

    E poi non è un problema solo olandese, è anche inglese, belga, svizzero ecc ecc…

  13. Angelo says:

    X ettoreTu trovami un grande esponenente del movimento pro-eutanasia che parli male dell’Olanda>>>>Se l’eutanasia è applicata come tu dici in olanda, io ne parlo male…. ti basta?

  14. Ettore says:

    No, non mi basta assolutamente. Senza offesa, ma tu sei un signor nessuno esattamente come me. E se non trovi un grande esponente io posso cmq ben dire che in Italia chi conta è in linea con l’ortodossia eutanasica, e nemmeno considera la tua versione un pò eretica.

  15. Angelo says:

    E che cosa vorrebbe dire grande esponente? Più grande di me? cazzo 180 cm per 105 kg e chi vuoi ferrara?

  16. Alessandro says:

    Permettimi un mio commento…mio padre si ammalo di tumore al cervello circa sei ani fa..i medici ci fecero una sorta di lavaggio del cervello dicendo che se non avessimo acconsetito all’intervento lo avremmo condannato a morte certa tra dolori atroci e noi disperati come non mai acconsettimmo …tengo a precisare che il tumore era un secondario il primario al polmone ci fu detto…………………acconsettimmo al’intervento speranzosi o forse lo dico ora a mente fredda illusi da chhissa quale speranza in nome del grande amore che nutrivamo per lui…il 17 dicembre 2002 mio padre fu operato eil 9 febbraio 2003 e morto….ho visto e vissuto la sua agonia ed ho sofferto come nessuno puo neanche immaginare ,alternandomi con mia madre e mio fratello tenedogli la mano per lunghe e interminabili notti …lui magari non mi sentiva ma io ero li accanto a lui…ed io ho finito di sperare solamente quando lui ha inalato l’ultimo respiro……egoismo? illusione?….ciao da alessandro.

  17. Ettore says:

    Caro Alessandro, grazie della bella testimonianza. La vostra non è stata nè illusione nè egoismo, solo pietas cristiana e rispetto del mistero. Ciao, buona Domenica.

  18. - says:

    Bella testimoninza si, e coraggiosa anche alessandro. Non è egoismo, nemmeno illusione, è amore fino e speranza fino all’ultimo respiro. Ho anche io uno zio ammalato da un cancro al polmone da febbraio del 2007, condannato dicono i medici, per loro orami non c’è piu’ nessuna speranza. Eppure come dici tu Alessandro, nei nostri cuori, rimane sempre la speranza, e si aspetta. Cosa si aspetta non si sa, cosa aspetta lui, nemmeno lo sappiamo, lui fa finta di nulla. Non si lamenta mai, e quando un famigliaro lontano chiama a casa per avere notizie, quando se la sente parla sempre al tel, e dice sempre che sta bene, e a noi che siamo lontani trasmette speranza attraverso la sua voce. Di una cosa siamo certi tutti, non si parlerà mai di eutanasia.

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