Eutanasia olandese


Medico
pro life: in Olanda una crescita del 30%, a rischio depressi e malati
di Alzheimer – "Ormai la mentalità di morte è diventata norma per tanti
miei colleghi Conosco casi agghiaccianti" – Il dottor Gunning propone
una petizione all’Onu perché gli Stati proteggano l’esistenza dei loro
cittadini, senza discriminazioni

[Da "Avvenire", 5 dicembre 2000]

L’AIA
– "La strada della morte è stata aperta nel 1971, quando l’Associazione
dei medici olandesi ammise l’aborto. Fu così rimosso il pilastro
dell’etica professionale, la difesa della vita umana senza condizioni.
Allora, l’Associazione dichiarò solennemente che non avrebbe mai
tollerato l’eutanasia. Due anni dopo, un tribunale già proscioglieva il
primo dottore che aveva affrettato la morte di sua madre. Nel 1981,
l’Associazione medica cedeva sulla morte per pietà". Anziano e malato
di Parkinson, il dottor Karel Gunning non ha perso la sua forza
polemica. E’ ancora, come da anni, il presidente della Federazione
Mondiale dei Medici che rispettano la Vita. – Lei contesta le cifre
ufficiali, che parlano di 3200 eutanasie l’anno… "Sono i casi che
l’Olanda chiama eutanasia, ossia l’uccisione del paziente su sua
richiesta. Ma già nel 1991, il cosiddetto Rapporto Remmelink stabilì
che, su centotrentamila decessi annui in Olanda, ben ventimila (il
quindici per cento del totale) riguardavano casi in cui il medico aveva
preso misure ’terapeutiche’ con l’obiettivo, primario o secondario, di
mettere fine alla vita del paziente. Nel 1995, un più aggiornato
rapporto ufficiale ha mostrato che da ventimila, i casi di uccisione
semi-intenzionale erano saliti a ventiseimila, un aumento del
venticinque per cento. E i casi di ciò che si chiama eutanasia in
Olanda erano passati da duemila a tremila, una crescita del trenta per
cento". – Inevitabile? "Per forza. E’ un piano inclinato. Quando si
accetta di uccidere in un singolo caso, come ’unica soluzione’, si
finirà per trovare centinaia di altri casi in cui la ’soluzione’ di
uccidere diventa accettabile. All’inizio occorreva l’esplicita
richiesta del paziente; adesso si possono sopprimere i comatosi e i
bambini con gravi malformazioni. Prima, l’eutanasia era ammessa solo su
pazienti terminali. Ma già nel 1991 uno psichiatra di nome Chabot fu
prosciolto, dopo aver provocato la morte di una donna di cinquant’anni
che soffriva di depressione psichica. Poi, in un altro caso,
l’eutanasia ha ’beneficiato’ una ragazza di venticinque anni,
sofferente di anoressia mentale. E di recente un un senatore socialista
ottantenne, Brongersma, ha chiesto e ottenuto di essere ’terminato’ non
perché fosse malato o depresso, ma perché era stanco di vivere". –
Dunque la legge, pur molto permissiva, è già superata dai fatti. "La
mentalità di morte è diventata la norma fra i medici olandesi. Conosco
un internista che curava una paziente con cancro ai polmoni. Arriva una
crisi respiratoria, che rende necessario il ricovero. La paziente si
ribella: non voglio l’eutanasia, implora. Il medico l’assicura,
l’accompagna lui stesso in clinica, la sorveglia. Dopo trentasei ore,
la paziente respira normalmente, le condizioni generali sono
migliorate. Il medico va a dormire. Il mattino dopo, non trova più la
sua malata: un collega gliel’aveva ’terminata’ perché mancavano letti
liberi". – C’è da aver paura. "Infatti la gente ha paura. So di un
malato di Alzheimer ricoverato in una casa per non autosufficienti. Una
settimana dopo, la famiglia lo trova in stato di coma. Sospettano
qualcosa, e così lo fanno trasportare all’ospedale, dove il paziente si
riprende dopo l’infusione intravenosa di tre litri di liquido. Era
stato lasciato disidratato. E’ vissuto, per quanto ne so, almeno un
altro anno". – E lo facevano morire di sete. "Un collega m’ha
raccontato questa: vecchio paziente ospedalizzato, in agonia. Il figlio
chiede ai medici di ’accelerare il processo’, in modo che il funerale
del padre potesse aver luogo prima della sua partenza per le ferie
all’estero, già prenotate. I medici eseguono, giù con la morfina. Ma
qualche ora dopo, il paziente si siede sul letto, è persino di
buonumore. Finalmente, aveva avuto la somministrazione di morfina
sufficiente per calmare i suoi dolori, e stava meglio! Episodi del
genere si raccontano fra medici come fossero normali. Come fosse
normale uccidere un paziente per compiacere i familiari". –
Insensibilità, abbandono terapeutico, eutanasia per futili motivi: ma
come può accadere nella civile Olanda? "Un incubo. Io ho proposto una
petizione all’Onu per un’aggiunta alla Dichiarazione dei Diritti
dell’Uomo che suoni pressappoco così: Ogni Stato ha il dovere di
proteggere le vite di tutti i suoi cittadini senza discriminazioni.
Intanto, con la nuova legge, c’è chi pensa di proteggersi tenendo in
tasca una dichiarazione, in cui nega il diritto a compiere eutanasia su
di lui. Misura precauzionale, se si viene ricoverati in stato
d’incoscienza".

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