Morte a comando. Purché sia salva la forma


3 Ottobre 2009
Da Avvenire
di Assuntina Morresi

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Kerrie
aveva 26 anni, viveva a Norwich, in Gran Bretagna, e due anni fa si è
suicidata, perché una malformazione le impediva di avere figli. Ci
aveva già provato nove volte, e al decimo tentativo ci è riuscita. La
sua triste storia sta diventando un caso nazionale perché la sua
famiglia ha trascinato in tribunale i medici che non l’hanno curata:
per essere sicura di non essere salvata per l’ennesima volta, Kerrie
aveva scritto il proprio testamento biologico, dichiarando la propria
volontà di uccidersi, e chiedendo di essere lasciata morire.

Dopo
aver ingerito un anticongelante, ha chiamato l’ambulanza e ai medici in
ospedale ha esibito il documento scritto, confermando a voce la propria
volontà di morire. I medici hanno eseguito le sue volontà, e il
responsabile dell’equipe ha spiegato di averlo fatto non per timore di
una eventuale denuncia – in Gran Bretagna i medici che non rispettano i
‘testamenti biologici’ rischiano la radiazione dall’albo – ma perché «la volontà della donna era chiarissima».

Le
amiche confermano. Ma un suicida che vuole veramente morire non chiama
l’ambulanza, suggerirebbe il buon senso. Anche su questo ha risposto
Kerrie stessa: all’arrivo in ospedale ha spiegato ai medici di aver
chiesto il loro intervento perché non voleva morire sola e in preda ad
atroci dolori, e ha chiesto gli analgesici, autorizzandoli a
intervenire solo per la sedazione.

Insomma: l’eutanasia, intesa
come la buona morte data ai malati terminali per risparmiare sofferenze
inevitabili, l’eccezione per rari casi gravissimi, è roba vecchia,
superata, vinta. La disperante fine di Kerrie indica la nuova opzione a
disposizione: una morte medicalmente assistita, fornita su richiesta,
legittimata da un consenso informato perfettamente legale, una morte
neppure data in un luogo separato – a casa propria o in una di quelle
cliniche cosiddette ‘specializzate’ – ma in un ospedale come tanti,
nato per curare le persone. La libertà di suicidarsi è quindi diventata
un diritto esigibile dal servizio pubblico sanitario, allo stesso modo
del diritto a essere curati e salvati: quel che conta è che sia chiesto
a chiare lettere, nella formulazione burocratica corretta,
conformemente alla normativa vigente. Il medico è semplicemente un
erogatore di servizi (compreso quello a morire), un ‘rispettoso’ esecutore
di volontà altrui. E cosa importa della persona di Kerrie, della sua
depressione, delle altre sue volontà, quelle pure espresse con
chiarezza: qualcuno, per esempio, si è chiesto come si conciliava il
suo desiderio di avere bambini – il desiderio più vitale che una donna
possa avere – con la voglia di morire?

Oppure quanto e come la
sua frustrazione si sarebbe potuta alleviare? Medici, politici e
opinione pubblica, la sedicente ‘società civile’: avrebbero tutti
dovuto avere almeno un sussulto di fronte alla morte di Kerrie, fornita
dal servizio pubblico, tutelata dalle leggi in vigore, legittimata dal
pensiero comune. Che ne facciamo del progresso scientifico, della
professione medica, di quei diritti umani rivendicati a ogni piè
sospinto, se oggi a chi si vuole gettare dal ponte siamo solo in grado
di dare la spinta più efficace e indolore? Le coscienze sembrano ormai
addomesticate dal verbo dell’autodeterminazione, ridotto ad un
individualismo esasperato, in una società da cui si esigono ‘servizi’ e ‘nuovi diritti’, ma nella quale le relazioni umane hanno sempre meno importanza. Di sussulti, insomma, non ne vediamo abbastanza.

Registriamo
piuttosto segnali inquietanti: il testo di legge sul fine vita
approvato al Senato, nato proprio per escludere dal nostro ordinamento
il ‘diritto a morire’, è fermo da diversi mesi alla Camera, e la sua discussione in Aula è stata ulteriormente rimandata. Una ‘melina’ che non lascia tranquilli.

SAFE

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61 Responses to Morte a comando. Purché sia salva la forma

  1. Silvia says:

    Questo caso è particolare. Non so come funziona la legge inglese, ma in Italia il suicidio è illegale. In questo modo, agendo come questa ragazza ci si mette nelle condizioni di compiere un gesto illegale, legalmente. A dire la verità, in questo esempio, o caso, non fa impressione la legge che difende o permette il diritto (??? è giusto chiamarlo così?) a morire; fa molta più impressione e pena il fatto che una ragazza ha tentato nove volte di suicidarsi e niente e nessuno si è preoccupato diciamo alla quinta, facciamo una via di mezzo và, di dire "ehi, ma che c’è???".Il caso in sè fa discutere per questo motivo. E qui si torna ad un vecchio post che avevi scritto dove io ho commentato. E sì, ti devo dar ragione su quello che dicevi all’epoca: non bisogna preoccuparsi troppo della fine, quanto piuttosto di dare una possibilità di vita dignitosa, cure, tecnologie, attrezzature, e tutto ciò che occorre.Quello che nessuno ha saputo dare a questa ragazza e a tante persone qui in Italia. I casi di decisione di morte sono ‘relativamente’ rari. I casi di problemi di vita difficile sono molto più ‘da tutti i giorni’, forse più difficili da risolvere ma di primaria importanza.

  2. Ettore says:

    Sì, ma il problema è che una volta eliminato il principio dell’indisponibilità e intoccabilità della vita e preso come metro l’individualismo selvaggio, è possibile questo ed altro. Da noi nessuno propone una cosa del genere, ma questa è in realtà la logica conseguenza di questo modo di vedere. A me fa anche molta impressione che i medici si vedono arrivare questa donna senza poterla salvare, perchè la sua volontà "è chiarissima". Se la avessero aiutata sarebbero stati espulsi dall’albo, cioè il medico viene punito se fa il suo lavoro: salvare vite. Questo è proprio il mondo alla rovescia e a me non piace affatto.

  3. Marco says:

    "fa molta più impressione e pena il fatto che una ragazza ha tentato nove volte di suicidarsi e niente e nessuno si è preoccupato diciamo alla quinta, facciamo una via di mezzo và, di dire "ehi, ma che c’è???"E dove sta scritto? Conosci quella ragazza Silvia? Sei così sicura che nessuno abbia fatto niente per lei? Sei sicura che non sia mai stata aiutata?Io non ci giurerei affatto. Ricordo un servizio delle Iene dell’anno scorso dove c’era una ragazza che spiegava il perchè aveva tentato più volte il suicidio. Quella ragazza era in un centro dove c’era gente che provava ad aiutarla, non era stata abbandonata. Si è suicidata con successo (è brutto dirlo, lo so) pochi mesi dopo l’intervista. Ora, questi sono casi estremi e difficili da giudicare. Il diritto a morire (si è giusto chiamarlo così) in alcuni casi lo trovo sacrosanto. Io non trovo dignitoso lo stato di come persistente, non trovo dignitoso lo stato di vegetale, non trovo dignitoso nemmeno vivere con un forte handicap fisico o psichico. Ecco, perchè in questi casi IO non trovo dignitoso continuare a vivere nel mio corpo, ma voi volete obbligarmi a farlo. Grazie della libertà che mi concedete.

  4. Maurizio says:

    In effetti come caso è particolare: nessuno ha mai messo i conto un impiego del genere di questo strumento giuridico e, nel sistema di diritto britannico (di common law), dove non c’è precedente c’è semplice caos.Il suicida è in una condizione psicologica particolare, si potrebbe perfino sostenere che sia incapace di intendere e di volere. Eppure il testamento biologico parla chiaro… un escamotage sarebbe stato obiettare che quel testamento biologico fose stato compilato esclusivamente per essere usato per suicidarsi, quindi si potrebbe negare la lucidità mentale del soggetto. Ma è evidente che non ci sarebbe il tempo per farlo e il medico, in buona fede, dovrebbe attenersi alle disposizioni.Direi che la ragazza è stata molto fantasiosa, ecco.

  5. Maurizio says:

    P.S.: il testamento biologico come è proposto in Italia riguarda casi che non hanno proprio nulla a che fare con questo, per la tranquillità della poco informata giornalista e di tutti i preoccupati di casa nostra

  6. - says:

    Quando una persona decide di rinunciare a vivere, secondo me, la cosa normale da fare, è aiutarla a ritrovare il gusto di vivere, di spingerla a vivere e starle vicina, a circondarla, non si lascia solo nemmeno un secondo una persona che ha deciso di sopprimersi. Le cose che ho letto in quest’intervento mi scioccano. Mi viene la pelle d’occa davvero. Ciao Ettore, un abbraccio. Sono senza voce.

  7. Ettore says:

    Marco. Ma figurati, grazia a te che vuoi abolire il principio secondo cui:"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti"per cui ci sono persone che invece non sono affatto degne di vivere."Ecco, perchè in questi casi IO non trovo dignitoso continuare a vivere nel mio corpo, ma voi volete obbligarmi a farlo."Risparmiati questa litania dell’io e rispondimi se è lecito uccidere i gay, previo loro consenso e se dichiarare indegna la condizione omosessuale (sempre a livello indivudale, per carità) può in qualche modo ledere la dignità di tutti gli omosessuali.

  8. Ettore says:

    Maurizio: Se prima non c’erano precedenti, adesso lo abbiamo. Nessuno forse voleva questo, però di fatto questo è un sistema che permette queste cose. La giornalista invece è molto informata, solo che non è così ingenua da credere che cedendo ai principi fondamentali questo prima o poi non possa arrivare anche da noi. Nemmeno in Inghilterra hanno mai trattato un caso del genere, ma una volta che si parla di diritto di morire diventa tutto possibile.

  9. Ettore says:

    Melodia: Grazie di cuore, la tua pelle d’oca mi rincuora. Almeno non sono il solo matto 😉 Un abbraccio a te.

  10. Silvia says:

    Marco: no, non sono così sicura. Ed in effetti dopo aver cliccato invia ho pensato che "non si può aiutare chi non vuol essere aiutato". Però… ho anche pensato che tentare per ben 9 volte il suicidio cercando comunque una via di salvezza forse poteva essere una richiesta di aiuto rimasta inascoltata. Nove. Cavolo. Mettiti a contare fino a nove, senza correre. L’ho dato per scontato, forse ho sbagliato, forse è stata aiutata e la sua intenzione era veramente quella di morire. Ma se fosse come ho supposto io… bè, allora vedi che la legge del lasciatemi morire è molto pericolosa. Inoltre, la volontà di oggi non è detto sia la stessa del domani, la volontà di ieri non è per forza quella di oggi. Oggi consideri una vita con un forte handicap fisico non dignitosa. Ma domani (ti auguro di no!!!) se ti venisse una malattia invalidante non è detto che la penserai allo stesso modo. Magari vedrai che nonostante tutto la vita ti piace. Anche se il punto di vista è cambiato. Sinceramente, se uno dei miei famigliari la pensasse come te io eseguirei la sua volontà, pure se fosse illegale. Non lo farei mai su altre persone, tipo te, perchè non ti conosco: ci penseranno i tuoi/loro famigliari. Quindi, come vedi, non obbligo nessuno a vivere ad ogni costo. Solo, non capisco questo concetto di qualità di vita. Che, per carità, tu puoi avere. Tornando all’esempio, diciamo che mi sono immedesimata un po’ troppo. Ripensando a quella che è la mia esperienza, ho rivisto le mie richieste di aiuto e il menefreghismo. Non ho mai voluto veramente morire. Se fossi stata nelle condizioni di questa ragazza sarei morta per colpa mia senza in realtà volerlo. E’ difficile da spiegare, questo campo è talmente delicato che in effetti, sì, ho sbagliato a parlare dando per scontate alcune informazioni di cui sono all’oscuro.

  11. Maurizio says:

    Ho spiegato perché la ratio legis non considera questa possibilità. Comunque, se uno si vuole sparare un colpo alla tempia, attualmente è libero di farlo, in Italia. Perché la nostra giornalista per questo non si straccia le vesti così?Il testamento biologico, come quello vero e proprio, deve essere un atto scritto nel pieno delle proprie facoltà mentali e non sull’onda di emotività, così si evitano situazioni del genere, non proibendo e lanciando anatemi. Quando il suicidio era reato forse la gente non si suicidava? E quando, invece, reato non lo è stato più sono aumentati i suicidi? Non è con una leggina approvata o meno che si cambia la testa delle persone.P.S.: il testamento biologico italiano vorrebbe essere un documento che permette di ricostruire la volontà del paziente quando questi non è in grado di esprimerla. Attualmente, infatti, se mi presento in ospedale e rifiuto le cure ho il DIRITTO COSTITUZIONALE a non essere curato.

  12. Ettore says:

    Ma perchè il problema non è il suicidio, è il suicidio istituzionalizzato. Casi come questi sono previsti implicitamente eccome perchè l’ideologia eutanasica prevalente vuole che ogni vita sia degna solo fino a quando l’interessato non dica il contrario. Tu puoi rifiutare le cure, ma in Italia se tenti il suicidio cercheranno di salvarti anche se hai biglietti dappertutto che dicono di essere lasciato stare. E questo a prescindere dalle considerazioni sulla tua sanità mentale nel momento in cui hai scritto i biglietti.Nel caso italiano la legge definitiva ancora non c’è, quindi può uscire di tutto.

  13. Ettore says:

    E cmq il testo non dice che il nostro testamento biologico propone questo, dice l’esatto contrario se leggi bene Esprime solo inquietudine per il ritardo.

  14. Marco says:

    "Marco. Ma figurati, grazia a te che vuoi abolire il principio secondo cui:"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti""Non mettermi in bocca cose che non ho mai detto. Non ho affatto abolito il principio di cui parli, per me ogni essere umano alla nascita ha eguali diritti e uguale dignità di fronte agli altri. E’ in seguito che le cose cambiano. Nel momento in cui l’essere umano è in grado di intendere e di volere, ma soprattutto di prendere decisioni in maniera autonoma, ha anche il diritto di dire che la propria vita non è più degna di essere vissuta. Chi si suicida applica proprio questo diritto. Ho sempre detto che chi può uccidersi con le proprie mani non deve essere così egoista da chiedere un "aiuto". Noi parliamo di ben altri casi, casi in cui una persona richiede esplicitamente di non vivere perchè non ritiene più degna la sua condizione e non può farlo da sola perchè il fisico non glielo permette. Tu in nome della tua etica non solo non vuoi sporcarti le mani ma non vuoi nemmeno che qualcun altro lo faccia. In nome della tua etica vuoi ostacolare la libertà degli altri.

  15. Angelo says:

    x marcoprova un pò tu a spiegarglielo… io ci sto provando da una vita e lui continua a parlaredi gay suicidi come se fosse un disco rotto. Per le parole che tu non dici e lui afferma essere tue, fatti coraggio, è una tecnica precisa e la attua regolarmente. ciao

  16. Ettore says:

    Angelo: Detto da te che etichetti come religioso ogni pensiero diverso dal tuo per delegittimarlo a priori, è un pò buffo. Io ripeto sempre le stesse cose per il semplice motivo che voi non mi rispondete. Io tiro solo le conclusioni secondo logica.

  17. Ettore says:

    Marco: Quel principio tu lo abolisci eccome. Perchè il senso dell’articolo non è indicare lo stato della dignità al momento della nascita, è un modo per dire che non esistono vite umane indegne. Infatti non sta scritto da nessuna parte che da degni si può passare a indegni. Se tu non sei d’accordo con la Carta dei diritti umani lo puoi dire, non ti sbrano mica. Però non facciamo gli ipocriti. In nome della mia etica? E in nome di cosa allora tu giudichi come egoista una persona che vuole semplicemente essere aiutata? Per fare una cosa normalissima, mettere fine a una vita che abbiamo dichiarato come un bene disponibile. Se io la aiuto quella persona, non facciamo male a nessuno. Non vedo in che modo lo puoi proibire ed imporci i tuoi schemi ostacolando la nostra libertà, se non con un’etica.

  18. Maurizio says:

    In effetti non vedo come mai una persona non possa essere aiutata a morire, se lo desidera: perché non aboliamo il reato di omicidio del consenziente?L’errore di fondo è mantenere la discussione su un piano contenutistico-sostanziale, cioè voler legiferare nel senso <<La vita è/non è disponibile in queste situazioni>>. Sarebbe più utile, a mio avviso, caratterizzare meglio questo presunto diritto alla disponibilità della vita, dandogli una forma chiara, stabilimento in che modo (non in che casi) esso possa essere messo in pratica. Credo che questa sarebbe la barricata ideale contro ogni prevaricazione: riconoscere un diritto soggettivo che, come tutti gli altri diritti soggettivi, ha dei modi in cui può espletarsi e dei vincoli legali.

  19. Marco says:

    Ettore io non posso farci niente se tu continui a travisare quello che dico, anche se secondo me fai finta. La Carta dei diritti umani è stata creata per mettere tutti gli abitanti di questo mondo nelle stesse condizioni, perchè non ci fossero più discriminazioni tra persone. Io riconosco a tutti pari dignità e eguali diritti, ma mi riservo la possibilità di fare del mio corpo quello che mi pare e piace se non causo danno ad altri. Nessuno può permettersi di dirmi che la mia vita non è degna di essere vissuta, nessuno tranne il sottoscritto. "In nome della mia etica? E in nome di cosa allora tu giudichi come egoista una persona che vuole semplicemente essere aiutata?"In nome di una semplicissima cosa che si chiama libertà individuale.

  20. Ettore says:

    Il problema è che quando tu ti reputi indegno, noi se dobbiamo "aiutarti" dobbiamo riconoscere la tua mancata dignità dalla quale veniva l’inviolabilità dei tuoi diritti. Se io ti devo uccidere, tu devi rinunciare al tuo diritto alla vita. Però questa possibilità dovrebbe essere contemplata dalla Carta, dovrebbe dire che tutti hanno dignità umana salvo eccezioni. O qualcosa del genere.Non capisco, ad essere sincero, in che modo la tua libertà individuale può arrogarsi il diritto di giudicare una persona che vuole esercitare il suo diritto di morire senza per questo ledere la libertà degli altri.

  21. Ettore says:

    Maurizio: Sì, sarebbe utile caratterizzare meglio questo presunto diritto. Ma credo non sia conveniente. Io ci sto provando in tutti i modi, ma arrivo sempre ad un risultato assurdo. Forse è l’ipotesi di fondo che esista un diritto a morire che è sbagliato, la morte è solo un evento naturale e una possibilità umana.

  22. Maurizio says:

    Attualmente non esiste nessun diritto a morire, c’è solo il diritto costituzionalmente riconosciuto di rifiutare le cure, se sani di mente. E’ invece vietato uccidere una persona che lo richiede (reato già citato di omicidio del consenziente, in linea col principio giuridico del totale bando dell’omicidio), credo sia vietato che una persona in depressione possa attentare alla propria vita impedendo a chi lo circonda di aiutarlo (non può rifiutare le cure, essendo in uno stato di non lucidità e chi lo circonda ha l’obbligo di soccorrerlo, perché ,l’omissione sarebbe reato), non è assolutamente possibile l’eliminazione fisica di un disabile per nessuna ragione e il diritto non recepisce alcuna considerazione riguardo la dignità o meno della vita di un uomo.Questa, per ora, è la nostra <<religione costituzionale>.

  23. Ettore says:

    Per ora, questo è il problema. Io temo che la nostra "religione costituzionale" abbia i giorni contati.

  24. Maurizio says:

    Devo dire che a noi che cerchiamo di difenderla ci rendete tutti la vita difficile, laicisti o clericali. Chi sta in mezzo, cercando di bilanciare gli interessi e di garantire tutti nella misura indicata dalla Costituzione, ha sempre da lavorare.

  25. Ettore says:

    Io non sono un clericale, sono solo contrario all’eutansia attiva come a quella passiva ed è una cosa che non ho difficoltà a dimostrare in linea con la Costituzione.

  26. Maurizio says:

    Che intendi per eutanasia passiva?

  27. Ettore says:

    Intendo lasciar morire di fame e di sete le persone, come abbiamo fatto per Terry Schiavo ed Eluana Englaro.

  28. Maurizio says:

    Si chiama rifiuto di trattamenti sanitari: è garantito dall’art. 32 della Costituzione, come ha sentenziato la Corte di Cassazione e come ha convalidato la Corte Costituzionale con ordinanza davanti al conflitto d’attribuzioni del Parlamento.

  29. Ettore says:

    No, si chiama eutanasia passiva. L’articolo 32 contempla anche la possibilità di trattamenti sanitari obbligatori, usare quell’articolo per dire che le persone possono essere lasciate morire così mi sembra proprio una distorsione. Giuridicamente non è ancora tutto detto, visto che per esempio il Tar ha bocciato – anche se per motivi tecnici – il ricorso contro la direttiva di Sacconi che vietava di far morire Eluana. Cmq per quanto sia legale, si tratta sempre di eutanasia passiva.

  30. Maurizio says:

    L’art. 32 contiene una riserva di legge rinforzata (o almeno parzialmente tale), che però nel sistema giuridico è interpretata unicamente come garanzia per la collettività (es: TSO, quarantene, ecc…). Il diritto a non farsi curare è stato riafermato più volte dalla Corte Costituzionale, il massimo organo di garanzia dell’ordinamento italiano e la giurisprudenza ordinaria di cassazione lo ha sempre ribadito, quindi non credo che ci siano molti dubbi in materia. L’unica questione giuridicamente rilevante nel caso della Englaro è stata la forma del rifiuto (ricostruita in sede competente di giudizio), ma nessun giurista si potrebbe sognare di avanzare obiezioni di tipo sostanziale, se non vuole perdere ogni credibilità scientifica.

  31. Ettore says:

    Io non penso proprio che imboccare una persona sia una cura. Sono raginevolmente sicuro che i padri costituzionali non volessero dire che una persona può essere lasciata morire di fame in un ospedale, per trattamento sanitario intendevano cose come un’operazione. Il supporto vitale era scontato, è una distorsione. E cmq è una forma di eutanasia, anche se non la vogliamo chiamare così.Inoltre la nuova legge sul testamento biologico conterrà probabilmente il divieto di sospendere il supporto vitale anche su richesta. Quindi non è detta l’ultima parola.

  32. Maurizio says:

    Trattamento sanitario è ogni operazione effettuata da personale medico o ospedaliero. Il sondino endogastrico rientra in questa categoria.La nuova legge è una porcata giuridica, se devo dire la verità.

  33. Marco says:

    Quoto Maurizio!

  34. Ettore says:

    A me sembra più una porcata far passare l’eutanasia con l’articolo 32.

  35. Maurizio says:

    Sarà che i costituzionalisti sono dei porci…

  36. Ettore says:

    Non sono dei porci, solo ogni tanto dimenticano che è il Parlamento ad avere il potere legislativo in questo paese. Ma dai, tu davvero credi che chi ha scritto quell’articolo volesse aprire la porta all’eutanasia passiva?

  37. Maurizio says:

    Il legislatore è sottoposto alla Costituzione, fortunatamente.Art. 32.2 Cost:Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.Questa è la parola del costituente, piaccia o meno.

  38. Ettore says:

    Ma non è sottoposto alle intepretazioni distorte di chicchessia.

  39. Maurizio says:

    Io ti ho postato l’articolo, così si parla di fatti: si dice <<Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge>>. Mi pare molto chiaro.

  40. Ettore says:

    Sembra chiaro oggi alla luce di una certa ideologia, ma se lo leggi nel contesto capisci che non vuole affatto dire che all’ospedale possono lasciarti morire di fame. Infatti il sostegno vitale è da sempre considerato un dovere imprescindibile del personale sanitario, altrimenti è un abuso anche l’infermiera che imbocca il disabile mentale o un bambino. E cmq il Parlamento ha il diritto di specificare che l’alimentazione è un trattamento sanitario obbligatorio.

  41. Maurizio says:

    Il disabile mentale e il bambino non sono persone nel pieno delle proprie capacità mentali. Speravo fosse abbastanza chiaro e che non servisse precisarlo, ma si vede che non devo dare molte cose per scontate.Infatti non è che <<all’ospedale possono lasciarti morire di fame>>, ma si dice che all’ospedale DEVONO farlo se ti alimentano col sondino e tu non lo vuoi. L’art. 12 delle preleggi è abbastanza chiaro nel chiedere all’interprete di non distaccarsi dal testo sulla base di questioni ideali, ecc, ma di rimanere fedele alla lettera della legge. E la lettera è più che chiara.Il TSO è un’eccezione concessa dalla Costituzione al principio fondamentale, ma deve essere un’eccezione dovuta a un bilanciamento di interessi almeno pari a quello tutelato (il diritto di scegliere, che non è poco). Quindi, attualmente, si accettano trattamenti sanitari obbligatori solo davanti all’interesse pubblico (es: vaccinazioni obbligatorie contro vaiolo, colera ed altre malattie infettive nei tempi di necessità, cura dei malati di mente), non che il parlamento si mette arbitrariamente a legiferare in opposizione aperta al principio per negare in senso assoluto il principio stesso. E’ una bestemmia giuridica.

  42. Ettore says:

    Va bene, in Italia esiste l’eutanasia passiva da cinquant’anni ma nessuno se nè mai accorto…il TSO è destinato a sparire con questa interpretazione, perchè basta lasciare per iscritto che in caso di malattia mentale si vuole essere lasciati morire. Così all’ospedale ti prendono, ti sbattono in uno sgabbuzzino e ti lasciano morire di fame e di sete per giorni e giorni mentre sbatti la testa contro il muro. Un bel suicidio assitito degno di un paese civile…il tso non sarebbe più un’eccezione possibile, in tutto questo tempo la Costituzione è stata violata. Non si tratta di negare il principio assoluto, si tratta di ribadire il divieto del suicidio assistito soprattutto negli ospedali. Se il paziente rifiuta di operarsi e muore, muore della sua malattia. E’ accettabile. Se rifiuta l’alimentazione, muore di fame, e non è accettabile.

  43. Angelo says:

    ti sbattono in uno sgabuzzino e ti lasciano morire di fame e di sete per giorni e giorni mentre sbatti la testa contro il muro.>>>Se questo accade , accade perche uno non è libero di morire come meglio gli aggrada scegliendo una siringa e facendola finita subito grazie ad una ipocrita concezione pilatesca del problema… meglio far finta che non esista il problema e metterci 20 giorni.

  44. Maurizio says:

    Nessuno se ne è accorto perché:a) nessuno ha mai fatto caso ai testimoni di Geovab) quel nome è ideologicamente connotatoc) solo di recente è partita la crociata contro tutto e tutti per trasformare il cristianesimo in un mucchio di imposizioni da incontro con Dio che vorrebbe essere

  45. Ettore says:

    Bella (non) risposta.

  46. Zel says:

    Quoto angelo: l’eutanasia passiva è solo ipocrisia!W l’eutanasia attiva per vuole morire dignitosamente!

  47. Zel says:

    (manca un "chi")

  48. Ettore says:

    Ma sì, eliminiamo le vite indegne (col loro consenso)…

  49. Zel says:

    Se c’è il loro consenso: EVVIA E BEN VENGA!

  50. Ettore says:

    Appunto, eliminamo le vite indegne (col loro consenso). Basta aggiungere una parolina e tutto migliora.

  51. Maurizio says:

    Ti ho spiegato perché non ti sei accorto della presenza di questa opportunità. E’ anche possibile ipotizzare che nessuno abbia mai voluto ricorrervi, per motivi personali, religiosi, etici, politici e chi più ne ha più ne metta, ma questo non vuol dire che la facoltà non ci fosse: è lecito tutto ciò che non è vietato.

  52. Maurizio says:

    Comunque attualmente in Italia prendere una pistola e sparare ad una persona che lo vuole è un delitto codificato, omicidio del consenziente. L’eutanasia (diciamo ‘attiva’ o, a mio parere, tout court), dunque, è vietata.

  53. Angelo says:

    X ettoreGuarda che sei solo tu che parla insistentemente di vite indegne… io parlo di sofferenza e di rimpianto, o credi che non sappia che welby avrebbe voluto disperatamente vivere, ma la sua non era la vita che voleva. Vuoi essere tu il giudice che lo condanna a vivere? Ti prendi tu questa responsabilità? Te la senti di decidere per conto degli interessati che tipo di esistenza devono condurre?

  54. Angelo says:

    come vedi è facile girare le frittate o come dicono a napoli fare il frocio col culo altrui ( mi scusino i gay)….

  55. Ettore says:

    Maurizio: Lo puoi ipotizzare, ma è un’ipotesi ingenua. Non è da escludere che qualcuno abbia fatto richieste del genere, semplicemente nessuno avrebbe – oppure ha – interpretato quell’articolo come un via libera al suicidio assistito.

  56. Ettore says:

    Angelo: Sofferenza e rimpianto sono sentimenti e sensazioni, non sono proprio il materiale su cui dovrebbe ragionare una legge (laica?). Altrimenti è un bel guaio. La dignità invece è un concetto che ha fondamenti giuridici, ci insisto perchè è il nocciolo della questione. Io non decido proprio niente per conto di nessuno. Difendo solo la medicina ippocratica da questa deriva notarile e la cultura dei diritti umani. Ai gridi di dolore bisogna rispondere, ma se la richiesta esula dalle nostre capacità ci mettiamo su un baratro dalle conseguenze imprevedibili.

  57. Angelo says:

    Sofferenza e rimpianto sono sentimenti e sensazioni>>>>Ti sbagli sofferenza continua e rimpianto di una vita che poteva essere e non è stata saranno sensazioni per me e te… per chi soffre sono tragiche realtà a cui assistono impotenti a volte. La dignità è qualcosa di troppo intimo per poterlo codificare… specialmente se parliamo della dignità di terzi.

  58. Ettore says:

    Anche io vorrei avere il potere di uccidere, ma non lo abbiamo. E se ce lo attribuiamo commettiamo un errore, e tutti gli errori prima o poi si pagano.

  59. Zel says:

    Angelo: anche io parlo di vita indegna, ma ovviamente ho sempre specificato che è indegna PER ME perchè io ho un’educazione etica e morale diversa da quella che può avere ettore… se ettore non la trova indegna per se stesso è perchè la sua istruzione, la sua visione, gli dice che non è indegna; se io la vedo indegna è perchè ho una storia alle spalle diversa.Visto che la dignità non è sancibile per legge (in quanto il concetto di "degno" cambia da religione a religione, da cultura a cultura, da persona a persona), si dovrebbe dare la libertà ad ogni essere umano di vivere (e morire) secondo quello che lui crede degno. Lo dice anche la Carta Internazionale dei Diritti Umani: "Ogni uomo ha diritto a vivere dignitosamente", ma non specifica COSA sia dignitoso o meno, perchè ognuno ha un’idea diversa.QUello che non capisco è come si può obbligare qualcuno a sottostare alla propria personale idea di dignità calpestando la sua.

  60. Marco says:

    "QUello che non capisco è come si può obbligare qualcuno a sottostare alla propria personale idea di dignità calpestando la sua"Già, non lo capisco nemmeno io!

  61. Ettore says:

    No, la dignità umana è un concetto giuridico presente nella Carta dei diritti umani. Dove si dice che ogni individuo è dotato di dignità umana, senza alcuna eccezione possibile. L’articolo che citi impone solo di rimuovere le cause che minano la dignità umana e che sono chiaramente la povertà, la schiavitù ecc…rimuovere queste cause, non le persone che ci vivono. Cosa sia dignitoso o meno la Carta lo specifica eccome in più punti e in maniera generale. La Carta dei diritti umani non è per nulla relativista o soggettivistica, grazie al cielo.

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