Sanaa

Lettere tratte da Hyde Park Corner, gli interventi dei lettori del Foglio

Che bel nome è Sanaa! Ricorda la capitale di una terra favolosa: lo Yemen.
Così si chiamava una ragazza marocchina, diciottenne, sgozzata dal padre perchè
si era innamorata di un cristiano.
Qualcuno dice che il padre l’abbia uccisa perchè questo ragazzo aveva dieci
anni in più di lei: come se non si sapesse che nel mondo islamico non sono rari
i casi in cui bambine al di sotto dei dieci anni vengono date in moglie ad
uomini di quarant’anni più grandi.
La verità è semplice e logica, anche se fa comodo non vederla: poichè nell’islam
la donna è sottomessa all’uomo, se una mussulmana sposasse un cristiano ne
verrebbe che una mussulmana sarebbe sottomessa ad un cristiano il che non è
accettabile, nè possibile. Terrorizzati dall’islam; troppo presi a tagliare le
nostre radici giudeo-cristiane; imbottiti dalle nostre presunzioni ideologiche,
noi occidentali non ci rendiamo conto che qui non c’è in gioco solo una
questione meramente religiosa di convinzioni personali lasciate all’intimo
della coscienza, ma visioni completamente diverse della famiglia, della donna,
dei diritti … L’islam non si scompone in parti: è un tutt’uno! Fede, costumi,
cultura, pubblico, privato… o lo prendi così com’è o lo rifiuti. Noi
occidentali, formati da secoli di cristianesimo, dal mondo greco, dall’illuminismo
e dalla rivoluzione francese, più tre o quattro altri fattori, ragioniamo in
modo diverso, pensiamo possibili dei compromessi ovvero, cosa semplicemente
abominevole nell’ottica mussulmana, di "integrare" l’islam nella
nostra cultura. Quando capiremo che al timone della barca non ci possono stare
due timonieri? Tra l’altro possiamo dirci fortunati se, perso il timone, non ci
troveremo anche buttati fuori dalla barca!

Angelo Tracciata Melunghi, Bergamo

Fede e ragione

L’imam di Pordenone Mohamed Ovatiq dice che il padre di Sanaa è un alcolizzato e che in questa tragedia l’islam non c’entra.
Non credo che si possa archiviare la morte di Sanaa semplicemente come
una "tragedia dettata dall’ignoranza." E Hina, Derya, Rukhsana,
Fadimem, Heshu, Sohane, Sahjda, Hatin, Morsal? Tutte uccise pechè il
padre era alcolizzato e ignorante ? E’ vero, ci sono anche italiani
"cristiani" che commettono delitti così mostruosi, ma in Italia, come
in altri stati occidentali tale delitto è punito dalla legge, e non è
certamente ammesso dalla religione cristiana.
Negli Stati islamici il "delitto d’onore" è doveroso. Non si è
considerati "buoni musulmani" se non si "purifica" il nome della
famiglia dal disonore di avere un figlio omosessuale, una figlia
emancipata o un figlio che si converte a un’altra religione. "Nessuna
costrizione nelle cose di fede" si legge nella sura 2,256. E’ una delle
sure del periodo iniziale, in cui Maometto era ancora senza potere e
minacciato. Poi è iniziata la direttiva di diffondere la fede per mezzo
della spada. "Dio non si compiace del sangue", dice l’imperatore
bizantino Manuele II Paleologo, "non agire secondo ragione, è contrario
alla natura di Dio."
Quando un giorno gli imam predicheranno che agire contro la ragione è
in contraddizione con la natura di Dio, che è ragionevole rispettare la
libertà di una persona e la sacralità della sua vita , allora potrò
dire che il padre di Sanaa è ignorante.

Daniel Mansour

Hyde Park Corner

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