Niente vino per chi guida: d’accordo, ma nessun neo-proibizionismo per favore!


di Franco Ziliani 

Apprendiamo oggi da articoli pubblicati nelle edizioni on line del Corriere della Sera, della Repubblica e della Stampa,
che per tentare di porre un freno alla lunga e sembra inarrestabile
sequenza di incidenti stradali causati in molti casi da persone che
guidano dopo aver bevuto alcolici (e soprattutto super alcolici), che
il Governo Italiano sta per inviare all’esame della Camera, per vararla
entro la fine di gennaio, una proposta di legge che inasprisce
la normativa attuale
che già stabilisce come valore limite legale il tasso di alcolemia di
0,5 g/litro e che guidare un veicolo oltre questo limite costituisce un
reato.
Secondo il presidente della commissione
Trasporti della Camera, Mario Valducci, si sta lavorando su una
proposta di legge "che si aggancia a un lavoro già svolto. È una
proposta assolutamente bipartisan che introduce il principio della
tolleranza zero nei confronti dell’uso di alcol. Chi guida non beve e
chi beve non guida: si tratta di un ulteriore giro di vite anche
rispetto agli attuali limiti consentiti. Si valuterà se applicare o
meno queste nuove norme alla fascia più giovane d’età o se invece
estendere un divieto generalizzato". Pertanto in futuro potranno
esserci "sanzioni molto pesanti per chi viene trovato anche con 0,2
milligrammi, quindi tolleranza zero che porterà a un inasprimento delle
pene".
Secondo Valducci occorre ora valutare se inserire queste
norme solo per una fascia di età o solo per i giovani, anche se lui si
è dichiarato favorevole ad "estenderle a tutti", mentre per quanto
riguarda le pene "per chi verrà fermato la prima volta ci sarà la
sospensione di 6 mesi della patente, con un inasprimento progressivo
fino ad arrivare al ritiro".
Tutto giusto, tutto benissimo, e
questo provvedimento, come scrive il sito Internet di Repubblica,
sarebbe "tutt’altro che rivoluzionario perchè in Germania è già in
vigore da un anno: lì ormai c’è il divieto assoluto di bere (ossia non
viene tollerato nessun tasso alcolemico, neanche inferiore a 0,5 grammi
di alcol per litro di sangue) prima di mettersi al volante", ma in
Germania "la norma vale per tutti i giovani al di sotto dei 21 anni e
tutti coloro che abbiano conseguito il titolo alla guida da meno di 24
mesi. Un divieto analogo, è già in vigore da tempo per i conducenti
professionali (trasportatori, tassisti, sanitari ed autisti di veicoli
a noleggio), con l’aggravante del raddoppio della sanzione oltre la
soglia degli 0,11% g/l".
E’ sicuramente doveroso e sacrosanto,
quando si tratta di salvare delle vite e porre fine a quelle assurde
stragi che purtroppo non sono più confinate al sabato e alla domenica
ma insanguinano le strade italiane in ogni giorno della settimana,
studiare misure, severe, che mirino a tutelare i cittadini, ma est modus in rebus
come dicevano i latini e occorre fare attenzione, con simili
procedimenti draconiani, a non gettare via il bambino con l’acqua
sporca.
Intendiamoci, dicendo questo non voglio fare una difesa
corporativa delle categorie, giornalisti degustatori e collaboratori di
guide, sommelier, enologi, gente che assaggia per lavoro, che gira per
cantine e degustazioni, e non può certo permettersi di dotarsi di
un’autista, ovviamente astemio o non bevitore, che sono quelle più
colpite da questo inasprimento. E che rischiano davvero di vedersi
multare, ritirare la patente, o arrestare, anche se non avessero
causato incidenti e guidando con prudenza, rispettando i limiti, si
vedessero fermati per un controllo da un normale blocco stradale,
diventando, oggettivamente, dei criminali, anche se, alla luce delle
nuove misure, avessero bevuto un solo bicchiere di vino.
So
benissimo che gli interessi generali devono prevalere sugli interessi
particolari e in passato, suscitando qualche protesta, per puri
interessi di bottega, avevo ad esempio preso pubblicamente posizione
affinché venisse vietata la vendita di vino e di alcolici negli
autogrill (
leggete qui).
Sono
però consapevole che un provvedimento drastico e indiscriminato (perché
mette sullo stesso piano modalità diverse di consumo innanzitutto
quelle di vino e di super-alcolici, antica questione, e chi beve uno o
due bicchieri di vino durante un pasto e chi invece trinca
superalcolici, magari mischiandoli ad altro, per stordirsi) come quello
annunciato all’insegna del motto "Chi guida non beve e chi beve non
guida" finirà con il ripercuotersi molto negativamente anche su altre
categorie, già pesantemente colpite dall’attuale crisi economica.
Parlo
della categoria dei produttori di vino, che se non esistesse la voce
esportazioni avrebbero già cessato l’attività visto la progressiva e
continua contrazione dei consumi in patria e di quella dei ristoratori,
già pesantemente messi in ginocchio proprio dall’attuale normativa,
secondo la quale sono già sufficienti due bicchieri di vino, anche
assunti nel corso di un pranzo, e non certo a stomaco vuoto, a rendere
un consumatore, un cliente, passibile di pesanti multe e ritiro della
patente.
Se dovesse entrare in vigore questa "proposta
assolutamente bipartisan che introduce il principio della tolleranza
zero nei confronti dell’uso di alcol" e che colpirebbe anche chi avesse
un tasso alcolico dello 0,2% espresso in grammi di alcol ogni 100 ml di
sangue, le conseguenze sarebbero pesantissime in termini economici, di
occupazione, di sviluppo.
Sono moltissimi gli italiani (ed i
turisti) che girano per lavoro e sono soliti fermarsi a pranzo o a cena
al ristorante e consumare i loro pasti prevedendo una modica quantità
(guarda te a che linguaggio mi tocca ricorrere…) di vino in
accompagnamento, com’è tradizione radicata di una cultura
dell’alimentazione italiana ed europea, senza essere per questo degli
"avvinazzati". E tanti di questi italiani, di questi turisti, per
lavoro, per piacere, per diletto girano da soli e non possono di certo
contare (a differenza magari dai nostri politici…) sull’autista o
sull’amico accompagnatore che non beve e sarà incaricato di guidare al
ritorno.
Bene, criminalizzare di fatto in toto anche un minimo
consumo di vino e dire che "non si potrà (quasi) più bere alcol se si
vorrà guidare un’auto" criminalizzando un tasso alcolico bassissimo
dello 0,2%, non solo condizionerà la libertà e gli spostamenti di
quelle persone e modificherà sostanzialmente le loro abitudini di
consumo, ma comporterà una decisa contrazione del numero dei clienti
dei ristoranti e dei loro fatturati.
In questo regime chi si
sognerà, difatti, di andare al ristorante essendo consapevole che non
solo non potrà accompagnare i cibi ai vini e dovrà gustare ottimi
piatti bevendoci sopra acqua, ma che se dovesse azzardarsi a bere anche
solo un bicchiere di vino con la spada di Damocle del tasso alcolico
dello 0,2% pendente sulla testa rischia di vedersi ritirare la patente?

Va benissimo e sicuramente il mondo della produzione di vino, della
ristorazione, della sommellerie, sono concordi nel sostenere questa
battaglia e fare la loro parte di sacrifici per fare sì che sia
vincente, studiare in tutti i modi possibili di rendere le strade
italiane più sicure e limitare al massimo gli incidenti mortali (che
solo in minima parte sono causati da persone che hanno esagerato con il
consumo di vino, mentre tutti sanno che sono i super alcolici i veri
colpevoli), ma attenzione a non colpire a morte con provvedimenti
esagerati una parte importante dell’economia e degli operatori
economici italiani e a non creare una situazione che, oggettivamente, è
al limite da quel Proibizionismo di cui si festeggia proprio nel 2008
il 75 anniversario della fine, grazie al XXI emendamento della
Costituzione Americana approvato nel 1933.
Di un neo-proibizionismo, anche se proclamato per motivi di ordine pubblico, l’Italia non ha assolutamente bisogno…

Sommelier

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