In difesa del vino

L’ultima trovata della crociata contro il vino è il divieto di vendere alcol nei luoghi pubblici. Vuol dire vietare, come niente fosse, ogni sagra e manifestazione di desgustazione (da dove provengono gli incidenti, ovviamente; mica dalle discoteche…). Prima si trattava di abbassare il limite alcolemico per ragioni di sicurezza. Ma nessuno voleva criminalizzare il vino, dicevano. Nessuno voleva mettere in discussione il diritto di guidare dopo un bicchiere a cena, dicevano. E invece piano piano stiamo scivolando in una subdola forma di neoproibizionismo. Ormai sembra ineluttabile il famigerato tasso zero. Una soluzione generica che, non distinguendo fra alcolici e superalcolici, fra ristoranti e discoteche, finisce per colpire solo i primi e non i secondi (che sono i veri colpevoli e contro i quali non si vuole agire). Chi dice che il tasso zero non crea problemi, perchè basta fare a turno, dice solo una mezza verità. Vuol dire avere in mente solo le serate giovanili (in un paese in pieno crollo demografico, dove i giovani sono un’esigua minoranza) e dimenticare tutto il resto. Tutte le disposizioni che impongono alle comitive di avere un guidatore non bevitore sono benvenute, ma hanno senso solo nei pub e nelle discoteche. Soprattutto in queste ultime, dove all’alcol si unisce la stanchezza dell’insonnia e lo stordimento dovuto alla musica. E poi questo è un paese dove non passa giorno che il tale ubriaco al volante faccia strage senza scontare nemmeno un giorno di carcere. In un tale contesto di (in)certezza della pena ogni limite o deterrente (fosse anche un limite alcolemico sotto lo zero) è destinato a fallire o ad avere scarso effetto.

Poi, però, esiste tutto il resto del paese che semplicemente beve qualche bicchiere a cena da un amico, o a ristorante. A una famiglia che va a ristorante, non si può chiedere di avere un guidatore non bevitore: solo non ubriaco. O anche marito e moglie devono mettersi a fare la tarantella della bevuta a turno? E perchè punire loro, isnieme ai ristoranti, che sono innocenti?

In questo post conclusivo, riporto i link di tutti gli articoli già pubblicati e che meritano attenzione.

In difesa del vino

Contro il neoproibizionismo

Riflessioni sul tasso zero

Niente vino per chi guida: d’accordo, ma nessun neo-proibizionismo per favore!

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5 Responses to In difesa del vino

  1. Marina says:

    Ua’ Ettorino! Non immaginavo che ci tenessi così tanto al vino…Mbriacò! Hai fatto 13.000 post solo per questo…MBRIACòòòòòòòòòòòòòò! Comunque hai ragione! "se le bevuto tutto e non gli ha fatto male l’ acqua fa male e il vino fa cantare"

  2. Ettore says:

    eheh…e pensare che io poi non nemmeno un grande bevitore! Contro il proibzionismo siamo tutti mbriaconi 😀

  3. Marina says:

    Io adoro la Sangriaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! Sono una mbriacona di Sangrieeeee!

  4. Marina says:

    PS: Mbriacòòò!

  5. Ettore says:

    Fondamentalista mbriacone però mi sembra un pò paradossale XD

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