I poveri e l’altare


Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo,
vescovo   (Om. 50, 3-4; PG 58, 508-509)

Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto
di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni
per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta,
mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la
nudità. Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo», confermando
il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato
e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25, 42), e: Ogni volta
che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra
questi, non l’avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25, 45). Il
corpo di Cristo che sta sull’altare non ha bisogno di mantelli,
ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di
molta cura.
Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole.
Infatti l’onore più gradito che possiamo rendere a colui che
vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello
escogitato da noi. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a
lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera
scortesia. Così anche tu rendigli quell’onore che egli ha
comandato, fa’ che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio
non ha bisogno di vasi d’oro, ma di anime d’oro.
Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa.
No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi,
l’elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena,
ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.
Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo
invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di
ostentazione; qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può
avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro,
mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia
l’affamato, e solo in seguito orna l’altare con quello che
rimane. Gli offrirai un calice d’oro e non gli darai un
bicchiere d’acqua? Che bisogno c’è di adornare con veli d’oro il
suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? Che
guadagno ne ricava egli? Dimmi: se vedessi uno privo del cibo
necessario e, senza curartene, adornassi d’oro solo la sua
mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si
infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e
intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi
colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si
riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo
atroce?
Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino,
bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino
e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri
dell’edificio sacro. Attacchi catene d’argento alle lampade, ma
non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere. Dico
questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi
sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il
necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto
prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver
cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è
destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio
con i demoni. Perciò mentre adorni l’ambiente del culto, non
chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio
vivo più prezioso di quello.

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19 Responses to I poveri e l’altare

  1. Giovy says:

    che bella questa omelia Ettore….che il Signore illumini il nostro cuore all’essenza del suo messaggio di carita’ vera…e poi sai in una chiesina poverella immersa nel verde dove spesso vado mi sento proprio bene quando, su quei grandi cuscini di telo mi siedo ad ascoltare la parola letta dalla bibbia posta su un grande tronco …lo stesso che regge un altare tanto umile nel suo legno quanto bello nella sua semplicita’e il piccolo lume ad olio sempre acceso davnti al tabernacolo e’ l’unica luce che illumina un soffitto senza marmo,senza decorazioni e ori speciali ma con un azzurro cielo stellato… li entra chi vuole, anche gli animali che vivono liberi tra la natura che la circonda…e come rapiti dal silenzio che abita se ne stanno zitti zitti accucciati accanto alle persone…eppure in quella poverta’ trovo tutta la ricchezza e il profumo della sua presenza …e’ vero Gesu’ non ha bisogno di vasi d’oro ma di anime che lo cercano nell’essenziale e lo curano nel bisognoso..

  2. - says:

    Ho conosciuto e conosco persone, che passano il loro tempo dietro ai preti, sempre alla messa, quando escono dalla casa di Dio, non esiste piu’ niente e nessuno tranne la loro piccola persona egoista. Si comprano ogni volta pensano un pezzo di paradiso, sono i piu’ grandi peccatori che possano esistere, peccano di malefede, di ipocrisia, vollendo comprarsi una coscienza. Io alla messa ci vado pocchissimo, pero’ amo entra in una chiesa quando è vuota, quando sento il mio cuore troppo pesante. Non ti sembra, che ci siano due categorie di credenti : quelli che hanno l’amore verso il prossimo inciso nel loro cuore. Fanno del bene, e danno ai poveri, perchè sono generosi, veri generosi, e lasciano esprimere questa generosità in ogni gesto che fanno. Poi ci sono i "finti credenti" che danno, che fingono generosità per piacere a Dio, come dire ? Come se è superstizione, hanno paura della furia di Dio, quindi si costringono a fare del bene, quando in fondo di loro, non gliene frega niente degli altri. Loro pure si comprano una coscienza, e li riconosci perchè lo fanno sempre in modo che abbiano gratificazione sai, in modo che la gente dicca, "oh ma pero’ quanto è bravo e buono questo". Sai cosa penso ? Penso che non hanno capito oppure hanno dimenticato che Dio, li vedi, e legge nei loro cuori, e che questa falsa bontà fa stare male a Dio. Che predica di nuovo che ho fatto, non so nemmeno se sono riuscita a farti capire cio’ che volevo esprimere :-(. Un abbraccio Ettore, è vero quest’omelia è bellissima.

  3. Ettore says:

    Giovy: allora poi mi devi dire dov’è questa chiesetta 😉 Le chiese moderne sono così tristi…

  4. Ettore says:

    Soave melodia: Sì, ho capito quello che vuoi dire. Sono due categorie di cui parla anche la Scrittura, a partire dalla parabola del fariseo e del pubblicano. Solo starei attento a non creare una divisione troppo manichea, penso che nella maggior parte delle persone siano presenti entrambe le categorie. In tutti c’è la tentazione della vanagloria, è umano…Ciao, buona giornata 🙂

  5. Angelo says:

    ettore vai in un bosco e guarda la tua chiesa….

  6. Jole says:

    Ettore, per motivi che poi ti spiegherò in privato, linko qst post su fb. ciao ^_*

  7. Giovy says:

    VIENI E VEDRAI……Ettore!ho iniziato ad amare queste chiesette alla tua eta’,quando ho fatto un’esperienza bellissima per tre anni consecutivi, durante l’estate, presso la comunita’ di San Masseo in Assisi…anche li si respira l’aria che ti ho descritto …ma lo fai con persone di ogni dove e di ogni credo…attraverso un cammino settimanale fatto di preghiera, di lavoro, di fraternita’ (we non e’ stata proprio una passeggiata)…andai li’ triste e poco convinta, delusa dalle mille discussioni con il mio prete e ne uscii gioiosa per aver ritrovato la semplicita’ che avevo perso..cmq ti lascio la descrizione del posto :http://sanmasseo.org/storia (poi ti mandero le foto)vedi Ettore non e’ la maestosita’ e la ricchezza delle grandi chiese e basiliche a renderle tristi….(anche i re magi portarono il metallo dei re a Gesu’ bambino e quindi ben venga ogni meraviglia per la casa che accoglie la sua chiesa)….forse la natura aiuta all’ascolto e le piccole dimensioni non distraggono dall’"essenziale" …ma cio’ che ti rimane dentro e’ la gioia di sentirti accolta da qualcuno che non e’ alle prese con scartoffie varie e che spesso neanche ti ascolta e il povero (presunto o vero che sia) non viene messo alla porta ma viene accolto senza pregiudizi ….la santa poverta’ non e’ solo quella delle mura ma anche quella dello spirito….lo so ,diventa difficile gestire le chiese in questo modo e i sacerdoti hanno una grande responsabilita’ ma spesso in chiesa come nella nostra stessa vita si complichiamo, incatenandoci negli affanni del possedere ,del costruire, dell’apparire..e con tristezza (perche’ in 35 anni non l’ho ancora fatto mio questo passo) ricordo quel bellissimo insegnamento del nostro maestro quando disse: 25 «Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? 27 E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita? 28 E perché siete così ansiosi per il vestire? Osservate come crescono i gigli della campagna: essi non faticano e non filano; 29 eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro.lo so mi sono dilungata tanto e me ne dispiace ma il cuore ha scritto da solo…

  8. Ettore says:

    Molto interessante, sembra proprio un’esperienza da fare :DCmq io non mi riferivo alle chiese "ricche" ma alle chiese moderne che sembrano più che altro delle astronavi. Non è un problema di ricchezza o meno degli arredi, è che manca proprio il senso della bellezza architettonica. Poi in tante piccole cose io sono d’accordo con Camillo Langone, per esempio le candele elettriche non hanno nessun senso. Anche in questo abbiamo molto da imparare dai nostri antenati, secondo me 🙂

  9. Libellula says:

    Ettore, stai toccando un tema a me caro: ci ho fatto la tesi sopra..!Consiglio di approfondire il concetto di "luogo sacro" del XXI secolo dal Servo di Dio A. Gaudì: lui si che aveva trovato la chiave per rendere viva la liturgia in rapporto con l’edificio, in un contesto contemporaneo, senza creare astronavi (*sigh*), in rapporto con la natura, e senza sontuosità barocche. Leggeva abitualmente il Messale Romano, affinchè l’edificio fosse al servizio della liturgia.Gaudì diceva: "Il mio maestro, è l’albero di fronte a casa mia". (quindi, Angelo, lui è d’accordo con te ^___^)Uno dei concetti base per la costruzione della Sagrada Familia a Barcellona, era che l’edificio sacro deve essere costruito lentamente, e solo con i soldi dei fedeli (quindi frutto del sacrificio della comunità locale, non di un "ente"). Attraverso la lentezza del tempo, l’edificio sorge piano, generandosi con sudore di operai di padre in figlio, accumulando le esperienze storiche di anni e anni, frutto di mani diverse..come le Cattedrali gotiche che richiedevano anche un secolo di lavoro..!C’è poi la Lettera agli Artisti di Giovanni Paolo II, i discorsi di Paolo VI..insomma, è un argomento su cui si potrebbero dire tante cose 🙂

  10. Ettore says:

    Gaudì era un vero genio, devo assolutamente andare a vedere le sue opere! Cmq sì, è proprio un bel argomento da approfondire. Conto anche su di te 😉

  11. Ettore says:

    Angelo: Io grazie a Dio vivo in campagna, quindi sono sempre un pò in chiesa 😉 Però le messe abitualmente si seguono in chiesa e l’estetica non è solo un dettaglio come alcuni pensano. Buona Domenica.

  12. Giovy says:

    Quanto sono daccordo con te Ettore …nessun "clik" di una candela elettrica potra’ mai sostituire il calore e la "magia" della luce della cera che consuma e si scioglie ….per l’estetica avrei qualcosina da ridire …le messe piu’ belle a cui ho partecipato sono state quelle celebrate in mezzo alla natura… e su questo sono daccordo con Angelo (se e’ questo che intendeva dire)ma e’ solo una mio sensazione personale…buona domenica fratello!

  13. Ettore says:

    beh certo, se l’esteta è la natura è chiaro che si è a posto 😉 l’estetica che intendo io non è nulla di impegnativo, è semplicemente il buon gusto e il rispetto della tradizione. Da me c’è una chiesa che fuori sembra un tendone da circo, e dentro un’astronave con decorazioni psichedeliche…Buona Domenica anche a te 😀

  14. Jole says:

    :SSSSSSSSSSSSSSS come qst Ettore!?!?http://i25.tinypic.com/20iyotv.jpgno perchè dalla descrizione sembrava la mia parrokkiaahahahahaha! ;))

  15. Ettore says:

    Ci siamo quasi, la tua sembra più una moschea a pagoda. Quella a cui mi riferivo io è questa:http://www.irpinia.info/sito/towns/avellino/chiese/cuoreimmacolatobvmaria.htmNon ti sembra un tendone da circo? XD

  16. Jole says:

    Moschea a pagoda è il massimo!!!!!!!!!! hihihicmq se le guardi insieme sembra che l’architetto sia lo stesso…..ciao

  17. Ettore says:

    Mah, io credo che sia più una genia perversa di architetti…Ciao 🙂

  18. carmela says:

    Bellissima omelia ,sono le parole di Gesù quando ci dice che in quel malato c’era Lui, in quel povero, in quel barbone, il male peggiore di oggi è l’indifferenza.

  19. Ettore says:

    Verissimo 🙂

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