La Chiesa delle origini

Tratto da La vita quotidiana dei primi cristiani, di Adalbert
G. Hamman; pag 175-176, 199-206)

La Chiesa e le Chiese

“Noi formiamo un corpo, mediante la coscienza di una
religione, l’unità di disciplina e il legame della speranza”, ecco l’orgogliosa
affermazione di Tertulliano che nella lingua di ogni giorno descriveva una
realtà più fluida che imbarazzava e sconcertava il mondo pagano. La Chiesa era anzitutto un
raggruppamento d’uomini e di donne che avevano in comune una stessa fede, una
stessa speranza e che, anche se dispersi, erano coscienti della loro unità.

Se esisteva una Chiesa, esistevano delle chiese, vale a dire
persone che si raggruppavano. Le Chiese locali, ad Antiochia e a Corinto, a
Filippi e a Lione si aggregarono tute all’unica Chiesa madre di Gerusalemme.
[…] Al di là delle classificazioni stabilite, e cioè dei Greci, Ebrei o barbari,
nasceva un popolo nuovo, una realtà storica diversa da tutte le altre, la
“terza razza” come la chiamavano i pagani, inconsapevoli di dire una cosa tanto
vera. […] Essi sapevano benissimo di essere differenti da tutti gli altri
raggruppamenti religiosi e di costituire, nella diversità dell’aspetto e della
personalità, disperse su tutte le latitudini, un tutt’uno, un corpo, una
Chiesa.

Unità e diversità

Sin dalle origini la Chiesa fu cosciente di essere aperta a tutte le
nazioni. Essa non fu legata né a una città, né a un impero, né a una razza, né
a una classe sociale, perché ogni particolarismo avrebbe significato negare se
stessa. essa non fu la Chiesa
degli schiavi, né la Chiesa
dei padroni, né quella dei Romani o dei barbari, ma la Chiesa di tutti perché a
tutti ella fece scoprire la stessa fratellanza. […] In questo scambio e in
questo reciproco dono consisteva la sua originalità. Rapidamente, più
rapidamente di quanto non ammettano i suoi detrattori, come Celso, essa fiorì
ovunque, da Alessandria a Lione, raggiungendo tutti i livelli della società, la
corte imperiale e l’intellighenzia. Unità e cattolicità avanzarono di pari
passo, l’una fu la base, la vitalità dell’altra. Furono le due dimensioni
legate inestricabilmente alla Chiesa cattolica e ad essa soltanto.

Le comunità, da Antiochia a Roma, da Cartagine a Lione,
sentirono profondamente di formare insieme un’entità unica, un corpo, un
popolo. Ignazio dice: “Dove è il Cristo è la Chiesa Universale”.
Sarebbe altrettanto esatto dire: Dove fiorisce una chiesa fiorisce la Chiesa. Questa
coscienza di appartenere ovunque alla Chiesa universale, di andar oltre
l’ambiente locale per raggiungere la cattolicità era profondamente radicata nel
cuore di ogni fedele.

Il diacono Sanctus, di Vienne, al quale i carnefici chiesero
quale fosse la sua città d’origine, rispose: “Io sono cristiano”. Cristiano,
seguita il racconto, era “il suo nome, la sua città, la sua razza, il suo
tutto.” Il giudice Polmone chiese a Pionio: “Sei cristiano?”. “Sì.” “Di quale
chiesa?” “Cattolica: non ve ne sono altre fondate da Gesù Cristo”.

Il vescovo Ignazio di Antiochia chiamò la Chiesa “cattolica” nel
momento in cui solo a Roma, in Occidente, vi era una comunità cristiana. La
cattolicità non era “affare geografico o di cifre”, ma un messaggio e una
missione. […] Grazie a Eusebio, possediamo ancora una lettera da Smirne a
Filomelio, indirizzata”a tutte le comunità della Santa Chiesa Cattolica in
qualsiasi luogo esse si trovano”.

Verso la fine del II secolo le relazioni tra le chiese
dipendevano meno dall’iniziativa privata, e le comunità cominciarono a
organizzarsi tra di loro, a riunirsi in sinodi, o assemblee di vescovi, per
prendere posizione su problemi d’attualità come il montanismo e la controversia
pasquale. La riunione d’Asia escluse gli eretici dalla comunione della Chiesa,
e comunicò la decisione alle altre chiese, in quanto impegnava tutta la Chiesa e aveva valore
universale.

Il primato romano 

La capitale della Chiesa si spostò da Gerusalemme a Roma,
perché l’occupazione e la distruzione della vecchia Sion impediva ormai alla
chiesa di questa città di svolgere un ruolo pilota nella storia del
cristianesimo. La situazione politica di Roma, metropoli di tutte le città
dell’Impero, permise alla comunità cristiana della città di assumere sin
dall’inizio quell’importanza che sarà consacrata dalla venuta di Pietro.

Le altre grandi metropoli come Antiochia, Efeso e Corinto,
le cui comunità furono fondate dagli apostoli Paolo o Giovanni, riconobbero
presto il primato romano. Il prestigio di Roma dipendeva anzitutto dalla venuta
e dal martirio degli apostoli Pietro e Paolo, e l’autorità di Pietro consacrò
il primato della città che non si affermò subito, ma poco a poco, secondo le
circostanze e i bisogni, secondo una legge che illustra la storia della Chiesa.
[…]

Le testimonianze in favore del primato di Roma appaiono
verso la fine del I secolo, all’epoca della persecuzione di Domiziano. Senza
forza, prese individualmente, il loro insieme fornì rapidamente una
impressionante documentazione. La lettera di Roma alla Chiesa di Corinto,
scritta da Clemente, vescovo della città, contribuì allo scoppio di una crisi
interna, perché con dolcezza ma fermamente essa chiedeva che i presbiteri
destituiti fossero reintegrati nei loro incarichi e, ai fomentatori dello
scisma, consigliava di lasciare il paese.

Non conosciamo l’accoglienza riservata alla lettera, ma
sappiamo dal vescovo Dionigi che, settant’anni più tardi, essa era ancora letta
nelle riunioni eucaristiche della domenica, il che non si spiegherebbe, se essa
non avesse raggiunto il suo scopo. Battifol vede nell’avvenimento “l’epifania
del primato romano”. Ignazio, vescovo della prestigiosa città di Antiochia,
scrivendo alla Chiesa di Roma la saluta, con sottolineata deferenza, come
“quella che presiede nella regione dei Romani, maestra di carità e di
fraternità”. Nel corso della lettera, egli moltiplica gli elogi e le
attestazioni di stima, il che meraviglia, perché tali espressioni non figurano
in nessuna delle altre sei lettere che egli scrisse. La lettera che Dionigi,
capo di una comunità egualmente fondata dagli apostoli Pietro e Paolo, scrisse
ai Romani, esprime una deferenza altrettanto significativa. […]

Il conflitto che oppose la celebrazione pasquale d’Asia a
quella di Roma, dimostra che le decisioni delle chiese e dei sinodi consultati
esercitarono tutta la loro autorità con l’approvazione romana, ed è a papa
Vittore che si deve la comunione universale. I suoi procedimenti potevano
essere criticati, ma nessuno nella Chiesa

 Mise in discussione
la sua autorità. Lo stesso Ireneo, che partecipò ai negoziati per la
conciliazione, contestò l’opportunità ma non la legittimità dell’intervento
romano, riconoscendo esplicitamente che la Chiesa di Roma (egli stese la lista dei suoi vescovi)
era investita di un’autorità maggiore delle altre, il he portà Harnack,
insospettabile, a scrivere: “Sin dalle origini, esisteva una stretta relazione
tra i termini cattolico e romano”.

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39 Responses to La Chiesa delle origini

  1. - says:

    Ettore grazie della spiegazione per il tuo altro blog…………………. La chiese……………………. La chiesa è nel mio cuore, non mi piacce, non mi è mai piacciuto questa nozione di chiesa, di potere, perchè in fine dei conti anche qui si tratta di potere, e non credo che piaccia a Dio…. Per ma la chiesa sono tutti coloro che credono in Dio, senza pensare alle varie ricchezze, potere di decisione, è quella che veicola il messaggio di pace e d’amore universale per il bene di ognuno. Amen 🙂 era la mia predica della notte….. Mi sa che se continuo mi farai fuori da questo blog :-). Buona notte Ettore. Un abbraccio.

  2. Ettore says:

    In ogni organizzazione umana è inevitabile che si creino dei centri di potere, per evitare il caos. Lo stesso Gesù ha creato delle gerarchie. Ma è chiaro che quello è solo un aspetto della parte visibile della Chiesa, che a sua volta è solo un aspetto della Chiesa tutta. Della quale la parte invisibile, di cui tu parli, resta sempre quella fondamentale. Un abbraccio a te 🙂

  3. Libellula says:

    Una frase mi è piaciuta moltissimo :)Mi permetto di estrapolarla e pubblicarla nel mio Blog, col riferimento ad Hamman ovviamente incluso.Grazie Ettore, ti seguo sempre 😉

  4. Leah says:

    scusate l’intromissione ma vorrei sapere una cosa….dove è scritto che Gesù ha creato delle gerarchie all’interno dei discepoli?Dio vi benedica

  5. Ettore says:

    Libellula: Anche io ti seguo sempre! Grazie a te 😀

  6. Ettore says:

    Leah: Che intromissione, figurati. Anzi i tuoi commenti sono molto graditi :)Per venire alla tua domanda, bisogna prima di tutto notare che ci sono diversi tipi di discepoli. I dodici apostoli sono i discepoli più vicini a Gesù e ai quali dà delle mansioni particolari. Poi dopo i dodici ci sono i settandue discepoli:"Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi." (Luca 10, 1)Negli Atti degli Apostoli è evidente come gli apostoli siano una guida della prima comunità. Ma ci sono differenza anche all’interno della cerchia apostolica. Paolo infatti dice di aver voluto prima entrare in comunione con le "colonne della Chiesa", cioè Pietro, Giacomo e Giovanni. E all’interno di queste colonne c’è poi ancora un altro gradino che è quello del primato petrino di Matteo 16-18 e che appare in maniera abbastanza chiara sempre negli Atti. Sempre Paolo poi parla dell’organizzazione delle prime comunità e dice che ci devono essere delle gerarchie con posti di guida come quelli del vescovo e del diacono. E’ chiaro che non sono gerarchie nel senso più umano del termine, o almeno non solo. Però di fatto ci sono.Ciao 🙂

  7. Miriam says:

    Ettore Ettore…..non ci sono gerarchie però tra gli Apostoli e tra i Discepoli, proprio come Leha ti ha fatto notare….infatti Gesù stesso dice: 10 Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; 11 ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. 12 Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato».matteo 23…..

  8. Jole says:

    Miriaminnanzitutto ciao!Penso che la gerarchia di cui parla Ettore sia una gerarchia di tipi circolare, ove Gesù è il centro ovviamente e tutti noi siamo intorno e non una gerarchia piramidale, in cui ognuno ha un suo "sottoposto": questa è anche la visione del Concilio Vat. II sulla Chiesa, e ci deve essere anche un documento su qst, ma nn ricordo quale…..vediamo Ettore cosa ci dice 😉

  9. Miriam says:

    Ciao Jole…. sinceramente a me interessa di più cosa dice la Bibbia delle GERARCHIE UNAME e non cosa dicono gli uomini delle GERARCHIE che essi stessi hanno dovuto creare x reggere l’ISTITUZIONE CHIESA…..La Chiesa che invece la Bibbia ci racconta non rispetta altra gerarchia ( biblicamente) se non quella dl CORPO di cui ci parla Paolo : Gesù è il capo e noi tutti siamo parte del corpo ognuno con la propria funzione….ma non puoi dire che la mano è più importante dell’occhio o l’orecchio è + importante del piede, o la bocca è più importante del cuore o lo stomaco più del fegato….ci sono funzoni diverse ma nessuno è superiore all’altro per il corretto funzionamento del corpo …. Quindi i Discepoli pur avendo ruoli diversi o compiti a volte diversi, erano "equivalenti" tra di loro dal punto di vista gerarchico ( anke se so che questo argomento abbatte completamente la GERARCHIA APOSTOLICA che la Religione Cattolica invece sostiene con forza).E’ diverso anke il discorso sul rispetto delle autorità ( che ci induce ad un’etica ecclesiale e non ad una gerarchia) a cui si riferisce il vangelo…cioè il rispetto dei RUOLI che ognuno deve avere nella chiesa e delle responsabilità che tutti debbono mantenere uno nei confronti dell’altro….ma il CAPO rimane sempre e SOLO Gesù.

  10. Jole says:

    MIriamdiciamo la stessa cosa ^_* rileggimi. Quello che scrivi non è in contraddizione con quello che ho scritto io per cui concordo.ciao

  11. Ettore says:

    Le gerarchie di cui parlavo io sono quelle specificate da Jole. Infatti avevo accennato al fatto che si tratti di gerarchie particolari. Porpio perchè devono essere conformi ai passi che Miriam citava. Gesù invita a restare umili, ma non vuol dire che non ci debbano essere anche delle guide umane. Infatti a Pietro gli dice "pasci le mie pecorelle", chi si occupa delle pecore è il pastore. E il pastore le guida, ma ciò non toglie che ci sia solo un Buon Pastore. Il pastore per potere guidare deve disporre di un minimo di autorità, e l’autorità è una cosa ben presente nel Nuovo Testamento. Come ho già ricordato, Paolo prima di continuare la predicazione ha voluto entrare in comunione con le autorità umane che Gesù aveva costituito. E quando parla delle tre colonne della Chiesa, vuol dire che che anche all’interno degli apostoli c’era una gerarchia. Che poi gli apostoli avessero più autorità dei discepoli mi sembra evidente da tutta la narrazione degli atti degli apostoli, oltre che da quella evangelica. Di questo ci sono tracce antichissime come di sant’Ignazio da Antiochia che scriveva: "Non vi comando come Pietro e Paolo. Essi erano apostoli, io un condannato; essi erano liberi io tuttora uno schiavo."Poi all’interno degli apostoli c’era già il primato romano del famoso passo di Matteo e confermato da fatti come quelli che ricorda sopra Hamman. La concezione della Chiesa come corpo è stata una grande intuizione di Paolo, ma questo non mette in discussione l’autorità che pure è presente sempre in Paolo insieme alle gerarchie.

  12. Miriam says:

    Bene siamo d’accordo allora….se le GERARCHIE NON ESISTONO ( anke se Ettore non mi pare così in sintonia con questo concetto che a Jole invece è chiaro) il PAPA non è nessuno……finalmente ci siete arrivati!!! ;D

  13. Ettore says:

    No, infatti non siamo affatto d’accordo. Io sono d’accordo con Jole, ma non con te. Le gerarchie esistono eccome e fanno parte del corpo della Chiesa, solo che sono gerarchie particolari. Restando sempre nella metafora del corpo, tu puoi prendere tutti i componenti di un corpo in un contenitore e agitarlo. Non è che così crei un essere umano, non basta avere tutti i componenti. E’ un problema di relazioni, le gerarchie hanno il compito di presiedere a queste relazioni. I vescovi non sono dei superuomini, fanno parte del corpo e in quanto tale hanno il loro compito e la loro funzione che li sottopone non a una importanza superiore, ma ad una responsabilità superiore. Il papa è il capo umano della Chiesa, Gesù stesso lo ha voluto. Per capirlo bisogna solo leggere la Bibbia con l’et-et dei padri della Chiesa e della tradizione apostolica, senza omettere o manipolare passi come quello del primato petrino perchè non si accordano con una dottrina costruita a tavolino millenni dopo. Il primato petrino è biblico ed è confermato anche nella storia dei primi secoli della Chiesa. Sorry 🙂

  14. Jole says:

    Miriamnon abbiamo detto questo, mi pare…..del brano di Mt 16,18-19 abbiamo gia discusso, e non credo sia il caso di riparlarne. Anche tu hai un pastore e i ltuo pastore ha un vescovo, così come mi insegnano le mie amiche evangeliche qui a Caserta. :DCome dice Ettore dove ci sono organizzazioni umane c’è "gerarchia" ma qst non è per il potere ma per il SERVIZIO, concetto condiviso dalle suddette mie amiche. Il concetto di " chiesa del servizio" è espresso benissimo da Don Tonino Bello, il quale fa notare che il "grembiule" è l’unico paramento, se così si può dire, che il Vangelo cita nella notte del Giovedì Santo. Tutto questo quindi per ri-dire, che le gerarchie ci sono, ma come circolarità intorno a Cristo e sono per il servizio. Nel servizio il Papa non è al di sopra degli altri ma uguale agli altri. Ciao

  15. Jole says:

    ops Ettore mentre scrivevo tu commentavi…..concordo ^_^

  16. Ettore says:

    Anche io 😀

  17. Miriam says:

    Vi ripropongo una piccola equazione sottopostami poco fa da una carissima amica : Se Jole è d’accordo con Miriam come fa Ettore ad essere d’accordo con Jole e non con Miriam??????????????…mi sa che di qua non se e esce vivi….si gira e si rigira ma non vogliamo imparare a chiamare le cose con il proprio nome…. serve un po di Ecclesiologia applicata e non chicchiere…..ah dimenticavo poi i vescovi EVANGELICI di Caserta me li fai presentare a uno ad uno Jole dalle tue amiche evanageliche xkè io non li conosco…. ( VESCOVO = SORVEGLIANTE sottoposto come tutti i componenti del CORPO di cristo ad un unica supremazia che è quella di CRISTO STESSO e non del PAPA…questo è biblico non lo è il primato PIETRINOche rimane solo una disputa interpretatiiva aperta da millenni)

  18. Ettore says:

    Molto semplice. Ettore è d’accordo con quello che Jole dice senza il filtro di Miriam, che infatti Jole ha respinto. E sia Ettore che Jole respingono le comclusioni di Mriam.La supermazia di Cristo ha posto una supremazia subordinata e terrena che è quella dei vescovi e del Papa. Si tratta solo di accettarlo senza creare contraddizioni che non ci sono.

  19. Miriam says:

    E allora non siamo d’accordo.Molto semplice!

  20. Ettore says:

    Già, io lo avevo detto prima ;)Cmq l’argomento disputa non lo trovo molto convincente. I tdg non credono che Cristo sia Dio, però resta vero. Anche se per loro è solo una"disputa"…

  21. Jole says:

    MiriamL’equazione in realtà non esiste: Ettore ed io non siamo daccordo su <il PAPA non è nessuno> perchè crediamo al primato petrino, ma ribadisco il concetto di chiesa come servizio e il fatto che del primato ne abbiamo gia parlato, se non concordi è uguale però….;)Se vuoi parlare di Ecclesiologia, beh di teorie ce ne sono tante come quelle teologiche, l’ultima, in cui personalemnte credo è che LA CHIESA è COMUNIONE, oltrechè servizio, ma queste sono solo indirizzi di pensiero.Un pastore evangelico che è anche vescovo è Giovanni Traettino, cercalo su internet, lo conosco personalmenteMiriam a me non importa che su certe cose non siamo daccordo, spero anche a te…..buon pranzo!

  22. Jole says:

    ah, ho proprio qui con me un testo di Traettino "un Dio di relazioni", purtroppo non in commercio ma se ho tempo lo scannerizzo, che parla al cap.3 di "autorità spirituale" all’interno della chiesa, quindi quello che noi intendiamo quando parliamo di gerarchie (benchè anche loro, a onor del vero non riconoscano il primato petrino, ma le gerarchie nel senso che ho detto, quelle si)

  23. Miriam says:

    Allora chiariamo: Il fatto che nella "organizzazione CHIESA" esistano delle AUTORITA’ non solo è bibblico ma e anke scontato, non è bibblico il fatto che quaste AUTORITA’ seguano una GERARCHIA di ordine piramidale, come invece è chiaramente espresso dalla religione CATTOLICA……l’unico CAPO al vertice della piramide è Gesù cristo e la PIRAMIDE in questione non esiste…è una base su cui tutti ( autorità e non ) siamo allo stesso livello sullo stesso piano.Il fatto che si abbiano delle responsabilità e che queste siano + o meno importanti è legato ad una scala di valori che la bibbia non contempla….il vescovo non è + o meno importante del Diacono proprio ome davanti a Dio il servo non è meno importante del padrone….quindi ribadisco "il PRIMATO ( de chè?) PIETRINO è una semplice INTERPRETZIONE UMANA di un verso bibblico."

  24. Ettore says:

    Bel tipo questo Traettino, grazie Jole ;)Poi non capisco che male c’è ad avere dei vescovi, anche Paolo ne parla.

  25. Leah says:

    mi dispiace dover rispondere adesso,il mio lavoro mi porta spesso fuori casa e non ho il pc portatile….però leggevo le risposte alla mia domanda….quello che mi è stato insegnato e che la Parola di Dio attesta è che l’unico ad essere Vera Guida del popolo di Dio è Dio stesso….Lui stesso designa delle persone….ma queste persone non sono e non devono essere altro che strumenti nelle maini di Dio….nessuno è superiore all’altro….perchè tutti siamo utili all’interno della chiesa che è poi il Corpo di Cristo e uno solo è il Capo…cioè Cristo,quindi nessuna gerarchia.ma il rispetto dei ruoli e neanche questo perchè se si ha presente che il fratello o la sorella che ci sta dinanzi è costata il Sangue di Cristo che Gesù ha dato la Sua vita anche per lei o lui,il rispetto e l’amore è naturale….se tutti coloro che dicono di servire Dio non hanno altro in cuore che coloro che servono è Dio e non un uomo si rende conto che….il maggiore sia come il minore..e che anche Gesù Cristo è venuto per servire e non per essere servito…vediamo il lavaggio di piedi….Gesù Dio che lava i piedi ai suoi apostoli….altro che gearchie….prendiamo esempio da questo e vediamo….riflettiamoci su su questo discorso…Dio vi benedica

  26. Miriam says:

    Non c’è niente di male ad avere dei VESCOVI infatti la Bibbia li prevede ma non come li intende la Religione Cattolica Ettore….ecco la differenza!

  27. Ettore says:

    Ma allora queste autorità in cosa si manifestano, se non ci possono essere gerarchie? Sono autorità metafisiche?L’interpretazione cattolica del primato petrino è del tutto fedele allo spirito e alla lettera. L’interpretazione che ne date voi è priva di senso. Se Cristo è il Capo, asoltatelo senza i pregiudizi luterani.

  28. Giovy says:

    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=6380un piccolo discorso del papa sul primato di Pietro voluto da Cristo stesso e condiviso dagli apostoli….cmq penso sia cosi’…! che poi la chiesa qualche volta abusa di questo "potere" non sta a me giudicarlo..Ciao Ettore:-)

  29. Ettore says:

    Leah: Il lavaggio dei piedi invece serve proprio alla gerarchia apostolica per ricordare che chi guida è come colui che serve. E’ un episodio che conferma, non che distrugge quello che noi crediamo.

  30. Ettore says:

    Graize Giovy, bellissimo testo! Lo pubblico nel blog 😀

  31. Jole says:

    Leahsono daccordissimo con te, nel servizio al Regno siamo tutti uguali, la differenza che noi facciamo è nell’autorità spirituale. Tu riconosci l’autorità spirituale del tuo pastore? penso di si altrimenti non lo acolteresti. ti abbraccio 😀

  32. Miriam says:

    Autorità Spirituale( vista come maggiore esperienza soprattutto) per l’appunto Jole, non gerarchie piramidali ( date da un’organizzazione politico-sociale)…. di questo non se ne parla da nessuna parte…solo nella religione cattolica Ettore.

  33. Jole says:

    MIriam ora sono sicura che non mi leggi affatto. Ho parlato qui per prima di "gerarchie piramidali" e ho spiegato che quella cattolica non è così, bensì circolare ed il centro è Cristo…………vabbè, fa niente ……

  34. Jole says:

    …e se una gerarchia piramidale la vuoi vedere a tutti i costi allora voi non ne siete esenti:eccoti il vescovo che volevi conoscere<Rev. Giovanni Traettino, Vescovo della Chiesa Evangelica della Riconciliazione e Presidente dell’Istituto italiano di Studi Teologici e Filosofici “Alois” in Caserta, membro del Comitato Esecutivo dell’European Charismatic Consultation >http://www.pctii.org/consult2000.htmlUn pastore cita alcuni elementi senza i quali non si può costruire la chiesa, il 4 è qst:<4) "Vera" ubbidienza all’autorità stabilita da Dio nella chiesa: "Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per la vostra vita come chi deve renderne conto" (Ebr. 13:17). >http://www.riconciliazione.org/oldsite/unita.htminfine un link dove un altro pastore, che x quanto ne so è uno molto conosciuto parla di gerarchie, qualifiche, e ruoli nella chiesa evangelica:http://www.riconciliazione.org/oldsite/anziani.htmIn Conclusione, mi pare che obiettivamente che Ettore abbia ragione, dove ci sono organizzazioni umane c’è gerarchia. Che poi questa debba esercitartare la propria f(x) nel servizio alla chiesa e ai fratelli e nell’Amore di Cristo, su qst non ci piove, anzi è proprio qst cratteristica che le toglie la piramidalità. Errori? siamo tutti in cammino e perdonare è "obbligatorio".

  35. Ettore says:

    Mi sembrano molto ragionevoli e fondati questi testi, Jole 🙂

  36. Miriam says:

    Benissimo ci siamo arrivati finalmente….come volevasi dimostrare una cosa è un’organizzazione basata "sull’autorità spirituale", una cosa è un’organizzaione fondata su una GERARCHIA SPIRITUALE…..come potete leggere c’è differenza….e io Jole ti leggo ecco perchè ti ho dimostrato che se mi dici che l’organizzazione cattolica è Cristocentrica, mi dici a tutti gli effetti che il Papa non è nessuno, cioè non è ne + ne meno importante di me e ti de messi insieme!!Allora mi domando che importanza politica, economica e sociale abbia il suo primato se anke tu parli di "autorità spirituale" e non di gerarchia …… a che serve questo impero economico-sociale se la chiesa è costituita da ministri( servi) di pari livello intorno a Cristo,e soprattutto a che pro tutte queste ricchezze se comunque le comunità locali ( parrocchie) si auto-sostengono ed in proprio attuano servizi sociali e attività per la comunità stessa…..Non mi aspetto una risposta…ma almeno rifretteteci!!

  37. Ettore says:

    Il problema è che ammettere che esista un’autorità spirituale, presuppone già una gerarchia spirituale. Se i ministri hanno un’autorità spirituale superiore, vuol dire che sono un gradino sopra i semplici fedeli. Jole non ti ha contestato la gerarchia, ma la gerarchia piramidale. Quindi deduci molto male. L’autorità spirituale non è in contraddizione con una gerarchia, che è presente già nel Vangelo stesso.Il tuo problema è che ragioni per cateogire e non conosci mezze misure. Dal passo in cui Gesù dice di essere l’unico buon pastore, con questo criterio potresti dedurre che non esistono pastori umani: perchè se è unico è uno. Il problema è che invece Gesù, che non ragionava per categorie, ha prediposto poi dei pastori con la creazione degli apostoli e discepoli. Se però è al contempo possibile che Gesù sia l’unico pastore, ma che ci siano anche pastori umani subordinati, allora è possibile anche che il papa sia primus inter pares. Conformemente a una Scrittura che non sia fatta a brandelli da una selezione di passi col criterio "questo mi piace-questo non mi piace".Se ti interessano gli imperi economici-sociali, puoi ben rivolgerti al mondo protestante cui appartieni a giorni alterni e che può mobilitare capitali infinitamente superiori.

  38. Miriam says:

    –> Il problema è che ammettere che esista un’autorità spirituale, presuppone già una gerarchia spirituale<– Non è nè logicamente, ne etimologicamente ne empiricamente VERO ( infatti non puoi portarmi nè un esempio biblico ne un esempio oggettivo) …..quindi tutto il resto CICCIA!! Passo e chiudo!!

  39. Ettore says:

    Allora hai qualche problema con la logica, e anche con la Bibbia se ancora dici che non ce ne sono esempi. Pazienza…

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