Quei protocolli clinici invocati a giorni alterni


di Assuntina Morresi

prot_2.jpg

Le
polemiche per l’introduzione della Ru486 in Italia non sono legate
soltanto a un metodo abortivo, ma mettono in gioco ancora una volta il
rispetto della legge, la deontologia medica, il significato della
libertà di scelta.

L’approvazione da parte
dell’Agenzia di farmacovigilanza (Aifa) è subordinata a un uso della
pillola abortiva esclusivamente in regime ospedaliero, come dichiarato
da quegli stessi dirigenti dell’Aifa che pure hanno ritenuto un atto
dovuto introdurla nel nostro Paese.

Perché sia
rispettata la 194 la delibera finale – a detta del direttore dell’Aifa
– indicherà per la procedura di aborto farmacologico un ricovero
ospedaliero fino a espulsione avvenuta: quindi da un giorno e mezzo a
circa quattro. Ma in nome dell’autodeterminazione della donna, e
addirittura della salvaguardia del rapporto medico-paziente, i
sostenitori più convinti della pillola hanno subito messo in campo una
violenta polemica proprio contro questa modalità di ricovero, accusando
di voler tenere forzatamente in ospedale le donne che richiedessero la
Ru486: si agita lo spettro del ricovero coatto, insomma, contrapposto
alla libertà di scelta che coinciderebbe con la possibilità di tornare
a casa – volendo – dopo la somministrazione dei farmaci abortivi. Ma in
Italia esiste già la possibilità per tutti di firmare le dimissioni
volontarie dall’ospedale. Da tempo, secondo certa stampa, pare invece
che la prima preoccupazione di chi si ammala sia la possibilità di
rifiutare le cure, anche salvavita. Adesso vediamo pure spuntare
l’urgenza di sottrarsi a un ricovero in ospedale. Il giudice Amedeo
Santosuosso, protagonista della battaglia giudiziaria su Eluana
Englaro, sulla Ru486 ha affermato ad esempio che «non è stabilito
da nessuna parte che la maggior tutela della paziente si realizzi solo
in ospedale e non, anche, in uno sperimentato regime di day hospital».

Anche Mario Riccio, il medico che ha sospeso la ventilazione a Welby,
ha rilasciato dichiarazioni analoghe. E invece proprio sull’aborto con
la Ru486 il più autorevole consesso medico italiano, il Consiglio
superiore di Sanità, in ben due pareri – 2004 e 2005 – ha indicato che «la donna deve essere trattenuta fino ad aborto avvenuto» in
ospedale, vista l’impossibilità di prevedere il momento dell’espulsione
dell’embrione, e considerati i rischi del metodo chimico rispetto alla
procedura chirurgica. È significativo che fra i più convinti
sostenitori dell’inutilità del ricovero per aborto da Ru486 ci siano
coloro che in prima fila si sono battuti per il ricovero di Eluana in
una struttura pubblica – un ricovero forzato, quello sì, visto che
Eluana non lo aveva mai chiesto – per porre fine alla sua esistenza. Un
ricovero per morire accompagnato da un dettagliato protocollo medico
stilato dai giudici della Corte di Appello di Milano, che stabilirono
anche nei minimi particolari come si dovesse sospendere alimentazione e
idratazione, consigliando – è bene ricordarlo – i dosaggi di sedativi o
antiepilettici, l’umidificazione delle mucose, la cura dell’igiene del
corpo e dell’abbigliamento. Evidentemente i soli protocolli medici
indiscutibili sono quelli scritti dai giudici, e non quelli indicati
dalle massime autorità competenti in materia, sulla base delle evidenze
scientifiche e cliniche, e neppure quelli consentiti da una legge dello
Stato come è la 194. Non è possibile appellarsi all’autorità medica e
scientifica a giorni alterni, a seconda delle convenienze, e non si può
accettare che la salvaguardia del rapporto medico-paziente, e la
libertà di scelta delle cura e delle terapie, siano utilizzate come
grimaldello, ancora una volta, per modificare surrettiziamente le leggi
vigenti, attraverso sentenze, procedimenti amministrativi o prassi
inaccettabili.

SAFE – Salute femminile

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: