Il Jihad giudiziario

Islam, istruzioni per l’uso

Il Jihad si combatte non solo con le armi ma anche nei tribunali


“L’UOIF
[Unione delle organizzazioni islamiche di Francia] perseguirà tutte le
procedure legali per porre fine all’accanimento contro il Profeta
Maometto – pace su di lui – e alla stigmatizzazione sistematica
dell’islam e dei musulmani” (Comunicato dell’UOIF, 20 marzo 2008).

Uno dei vantaggi del jihad con le armi è quello di essere palese e
quindi di essere facilmente riconoscibile. Si cercano armi, cellule di
predicatori del jihad. Tuttavia negli ultimi anni ha preso piede,
soprattutto in quell’islam vicino al movimento dei Fratelli musulmani,
un altro tipo di jihad ben più subdolo: quello che si svolge nei
tribunali. Chiunque, giornalista, politico o avvocato che sia, si
occupi di islam rischia di venire citato in tribunale per “oltraggio
nei confronti di un gruppo di persone in ragione della loro religione”.

Uno degli ultimi esempi è stato il processo intentato in Francia
dall’Unione delle Organizzazioni islamiche di Francia e dalla Grande
moschea di Parigi contro la rivista satirica “Charlie Hebdo” per avere
ripubblicato le vignette danesi su Maometto. Nel marzo 2008 la corte
d’appello di Parigi ha respinto ogni capo d’accusa poiché le caricature
“che si riferiscono chiaramente a una frazione e non all’insieme della
comunità islamica, non costituiscono un oltraggio, né un attacco
personale e diretto contro un gruppo di persone in virtù della loro
appartenenza religiosa e non valicano il limite ammesso della libertà
di espressione”.

Il tribunale francese ha agito in maniera saggia e sensata, ma la
situazione deve fare riflettere per almeno due motivi: in primo luogo,
l’attacco non viene da tutti musulmani, ma da sedicenti “comunità e
organizzazioni islamiche” che non sono per nulla rappresentative, e in
secondo luogo perché esiste una strategia che mira a mettere il
bavaglio alla libertà d’espressione, in secondo luogo, a dimostrazione
del fatto che l’islam ha vari volti, l’avvocato della rivista francese.
Esistono avvocati, solitamente occidentali conniventi dal punto vista
ideologico, preposti solo a questo.

Un esempio lampante di jihad in tribunale è quanto ha denunciato
Magdi Cristiano Allam in un suo articolo comparso sul Corriere della
Sera l’11 marzo 2008. E’ un testo lungo, ma merita di essere citato per
esteso: “Venerdì 7 marzo 2008 ricevo per posta nell’ordine: 1)
Richiesta risarcimento danni da parte dell’avvocato Luca Bauccio per
conto di Rachid Kherigi al-Ghannouchi, con riferimento a quanto ho
scritto sul suo conto nel mio ultimo libro “Viva Israele”. 2) Richiesta
risarcimento danni da parte dell’avvocato Luca Bauccio per conto
dell’Ucoii (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in
Italia), con riferimento al mio articolo pubblicato sul Corriere della
Sera il 4 settembre 2007 dal titolo “Quei predatori d’odio contro gli
apostati sono arrivati in Italia”. 3) Richiesta risarcimento danni da
parte dell’avv. Luca Bauccio per conto dell’Ucoii con riferimento a ben
9 miei articoli pubblicati sul Corriere della Sera dal 14 settembre
2007 al 25 febbraio 2008. Nella stessa giornata mi arriva via fax una
quarta comunicazione, una richiesta di pubblicazione di rettifica
rivolta al Corriere, direttamente da parte del presidente dell’Ucoii,
Mohamed Nour Dachan, con riferimento al mio articolo del 25 febbraio
2008 dal titolo “Le nozze islamiche e il rischio di copiare Brown”.
Sabato 8 marzo scarico dalla mia mail una quinta comunicazione, una
richiesta da parte dell’Ufficio Legale del Corriere della Sera di una
relazione circa la causa civile intentata da al-Ghannouchi per tre miei
articoli pubblicati sul giornale. Mentre per posta mi arriva una sesta
comunicazione, un “decreto che dispone il giudizio” emesso dall’Ufficio
del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, per
una causa intentata da Abdellah Labdidi, imam della moschea Er Rahma di
Fermo, in riferimento a un mio articolo pubblicato sul Corriere della
Sera il 30 novembre 2003 dal titolo “Venerdì d’odio in alcune moschee”.
Sempre di sabato ho sentito telefonicamente uno dei miei avvocati,
Gabriele Gatti, circa un settimo caso giudiziario, una causa intentata
contro di me dai responsabili della Grande Moschea di Roma per una
dichiarazione resa nel corso di una puntata della trasmissione Otto e
mezzo su La7. La domenica per fortuna l’ho passata indenne. Ma nella
prima mattinata di lunedì 10 marzo ho ricevuto un’ottava comunicazione,
una telefonata da parte di Bruno Tucci, presidente dell’Ordine dei
Giornalisti del Lazio, di convocazione per una denuncia inoltrata da
Hamza Roberto Piccardo, ex segretario nazionale dell’Ucoii, circa un
mio articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 16 gennaio 2007, con
il titolo “Poligamia, la moglie che accusa il capo Ucoii”. Non è un
caso che in Italia Ucoii, Rached Ghannouchi, Tariq Ramadan e Yusuf
al-Qaradawi siano tutti difesi dallo stesso studio legale che è poi lo
stesso che difende l’ex imam di Varese dall’accusa di terrorismo.

E’ proprio per rispondere a questo attacco frontale che negli Stati
Uniti è nato il “Middle East Forum Legal Project”. Un jihad che ha
visto la giornalista Rachel Ehrenfeld portata in un tribunale da Khalid
bin Mahfouz per avere sostenuto che costui aveva legami finaziari con
Al Qaeda e Hamas e condannata a un’ammenda di 30.000 sterline e a
pubbliche scuse;  il Cair (Consiglio per le relazioni
americano-islamiche) accusare Andrew Whitehead, responsabile del sito
Anti-Cair, per avere diffuso false notizie a danno della reputazione
dell’Associazione, per poi ritirare l’accusa due anni dopo; la Islamic
Society di Boston accusare di diffamazione diciassette persone nel
maggio 2005 anche in questo caso per ritirare l’accusa due anni dopo. 

Il sito del “Legal Project” è molto chiaro e lucido nel definire
questa tattica: “Siffatte cause sono spesso predatorio, avviate senza
una seria aspettativa di successo, ma intraprese per causare la
bancarotta, per distrarre, intimidire e demoralizzare gli accusati. Non
si cerca tanto di vincere in tribunale, quanto di portare allo
sfinimento ricercatori e analisti”. Vengono riportati anche dati ben
precisi riguardo all’estrema attenzione rivolta dalle associazioni
islamiche a questa battaglia: “Il Cair ha annunciato nell’ottobre 2005
di avere raccolto in un mese un milione di dollari, in parte per
‘difendere gli attacchi diffamatori ai musulmani e all’islam.”

Il jihad in tribunale è stato dichiarato e merita un contrattacco.
Il Legal Project americano meriterebbe di essere imitato in ogni dove
perché solo così l’occidente potrà mantenere intatta la sua tanto cara
libertà d’espressione di cui fruiscono gli integralisti islamici
nostrani.

Tratto da l’Occidentale

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28 Responses to Il Jihad giudiziario

  1. ile says:

    Se dovessimo fare causa a tutti quelli che criticano la chiesa cattolica……….. oppure a chi racconta le barzellette su Gesù e i Santi……… non hanno ancora capito siamo in uno stato con diritto di libertà di espressione?

  2. Ettore says:

    A capire lo hanno capito, è questo il problema. Cercano di usare le nostre libertà contro di noi. Ciao, grazie del commento 🙂

  3. Jole says:

    sono daccordo con ile, poi penso che il vilipendio sia altro in verità…mi sembra che quel tizio che gettò il crocifisso fuori dalla finestra nell’ospedale dove la madre era ricoverata sia stato denunciato e punito …o sbaglio?Cmq ad Allam "devono" fargliela pagare in qualche modo, il problema è la libertà di fede e di culto

  4. Ettore says:

    E’ già tanto se non lo ammazzano…

  5. Davide says:

    Jole: tu scrivi: «il problema è la libertà di fede e di culto». Appunto. E l’Islam – in Italia – ha diritto al rispetto almeno quanto il Cattolicesimo. Il discorso circa l’opportunismo di alcune cause civili è ben diverso. Nel nostro Paese chi intenta un’azione penale pur sapendo l’innocenza della persona che accusa è perseguito per calunnia. Anche qui, pertanto, occorre distinguere tra azione civile e penale.Mi spiace, Ettore, trovo che TUTTE le religioni abbiano diritto al rispetto. Se alcune lo pretendono anche dalla Magistratura secondo la legge dello Stato in cui anche tu vivi ne hanno il diritto.Davide Gorga

  6. Jole says:

    Davidesono daccordo con te, infatti non ho capito la parte centrale del tuo commento…..tutte le religioni hanno diritto al rispetto ma secondo te sarebbe lecito lasciare che si applichi la sharia in Italia ai mussulmani che vi risiedono? Se concedi "tutto" il potere religioso, questo comprende anche altro…..correggimi se sbaglio. Ci sono principi che per noi sono invendibili perfino in nome della libertà di culto.

  7. Davide says:

    Jole: è certamente lecito lasciare la piena libertà di culto *finché questa non contrasti con l’ordinamento giudiziario dello Stato*. Esistono principi che per me sono invendibili.Uno di questi è la libertà religiosa. E la libertà di culto.Confronta un paio di Encicliche in merito.Davide

  8. Jole says:

    Davideforse non mi sono spiegata bene: io sono x la libertà di culto ma sottolineavo il problema appunto che spesso le leggi islamiche che seguono e accompagnano la fede mussulmana sono in contrasto sia con i nostri principi di fede che con le leggi italiane. Ecco mi limitavo a dire questo e a chiedere se in nome della libertà di culto si possa tollerare questo, io credo di no, allora come la applichi la libertà di culto? x mezze misure? Penso solo che la questione sia molto spinosa. ciao

  9. Davide says:

    Io non credo che la questione sia spinosa come alcuni VOGLIONO far crdere – non nella realtà. L’Islam ha la sua dottrina, il Cattolicesimo ha la sua dottrina, il Buddhismo ha la sua Dottrina. Rimane il fatto che qualsiasi religione si mostri nella PRATICA e non nella teoria rispettosa delle leggi dello Stato e della Repubblica deve poter essere lecita, legittima, riconosciuta.DG

  10. Davide says:

    Veniamo al dunque: leggo dal documento del Concilio Vaticano II Dignitatis humanæ: «2. Questo Concilio Vaticano dichiara che la persona umana ha il diritto alla libertà religiosa. Il contenuto di una tale libertà è che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potere umano, così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa: privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata. Inoltre dichiara che il diritto alla libertà religiosa si fonda realmente sulla stessa dignità della persona umana quale l’hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e la stessa ragione (2). Questo diritto della persona umana alla libertà religiosa deve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell’ordinamento giuridico della società.»( http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651207_dignitatis-humanae_it.html )ed ancora leggo su Wikipedia:«Il problema del primato delle leggi religiose su quelle civili dunque riguarda anche il cristianesimo e le religioni in genere, non solo l’islam.»( http://it.wikipedia.org/wiki/Idea_cristiana_di_laicit%C3%A0_e_rapporto_con_le_altre_fedi#Cattolicesimo )… io seguo l’insegnamento della Dignitatis humanæ – ora e sempre.DG

  11. Jole says:

    Davide anche io conosco qst documento e non lo contesto, figuriamoci!!!, sono solo preoccupata per certe pratiche tipo la lapidazione che cmq vanno contro la dignità della persona e violano anche le leggi italianenon voglio fare polemica scusa, io sono la prima a credere e a pretendere la libertà di culto x tutti

  12. Davide says:

    Jole: e allora non ci vuole poi molto a comprendere che una c.d. Intesa tra Stato e Islam può e dovrebbe esistere per GARANTIRE la libertà religiosa ENTRO I TERMINI DELLA LEGGE e dei principi della Costituzione.Forse qualcuno non lo *vuole* capire. Questo però è altro discorso.Davide

  13. Ettore says:

    Davide, non capisco il problema. Qui nessuno ha negato che l’Islam sia degno di rispetto come tutte le religioni e che debbano avere la libertà di praticare il loro culto. Però questo non vuol dire che l’Islam non sia criticabile. Gli articoli che ho pubblicato non mettono in discussione la libertà e il rispetto, semplicemente criticano anche l’Islam italiano e ne mettono in luce gli aspetti peggiori che per quanto non li vogliamo vedere e ci sono. Episodi come quelli dell’accerchiamento del Duomo di Milano o il fatto che Magdi Allam viva sotto scorta, sono solo esempi. E se ne possono fare molti altri, i problemi non si risolvono ignorandoli. Se gli islamici si sentono diffamati io non gli nego il diritto di sporgere querela, però a me sembra un pò strano che praticamente tutti gli intellettuali che si occupano di determinati argomenti finiscono per essere denunciati. Non gli nego il diritto, però critico questa tendenza che ha molto di intimidatorio e che infatti poi non porta a nulla essendo ongi volta accuse infondate. Un atteggiamento molto simile lo tiene anche la Torre di Guardia, che è tutto dire.Hai ragione che ci dovrebbe essere un’intesa fra Stato e Islam. Ma ti assicuro che se questa non c’è, è colpa del secondo e non del primo. Sono anni e anni che si tenta con tutte le conciliazioni di arrivare ad un accordo, ma è un dato di fatto che molte organizzazioni islamiche si rifutano di firmare un’intesa simile a quella che hanno tutte le altre religioni. E questo perchè, nonostante le buone intenzioni, poi salta sempre fuori che hanno problemi con i diritti umani e con quelli delle donne per cui la Costituzione gli sta stretta. Allora è stato loro proposto di firmare una carta dei valori a parte, ma neanche questa andava bene. Il problema è che l’ucoii è un’organizzazione fondamentalista.

  14. Davide says:

    L’unico problema è la mancanza di buona volontà da entrambe le parti. In Italia – ti piaccia o meno – esiste la legge dello Stato. E chiunque è tenuto a osservaral. Chiunque.Tu la chiami "statolatria" ma la Chiesa Cattolica la chiama col suo nome: il diritto di "dare a Cesare quel ch’è di Cesare" e di dare "a Dio quel ch’è di Dio".IO SONO PER LA CHIESA, CON LA CHIESA, SEGUO L’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA.Perché è giusto. Perché è logico. Perché è umano. Perché è divino.Accusami di "statolatria" – libero di farlo – per me conta quello che sostiene la Chiesa Cattolica – Una, Santa, Catolica, Apostolica. Non quello che scrivi tu.DG

  15. Ettore says:

    Se potessi mandarti messaggi, ti spiegherei perchè ho parlato di statolatria. Ma dato che non posso e che non c’entra con l’argomento di questo post…se pensi che io sia fuori dall’ortodossia cattolica puoi scrivere al mio vescovo, se vuoi. Tanto quello che dico io è quello che dicono anche illustri intellettuali cattolici come Massimo Introvigne, si può non essere d’accordo ma non credo che sia stato scomunicato. Puoi scrivere anche al papa, se credi. Il problema è che lui ha battezzato con le sue mani Magdi Allam, forse perchè da questi articoli si può dissentire ma non c’è nulla che vada contro la giustizia e il rispetto. Io sono solo contrario a questa ideologia del multiculturalismo che non favorisce l’integrazione ma l’islamizzazione, come sta avvenendo già in Olanda e in Gran bretagna. Nessuno qui ha usato toni leghisti. Io non nego che l’islam vada rispettato, dico solo che forse è un pò esagerato condannare a morte qualcuno per delle vignette.

  16. ile says:

    Senza andare a citare grandi intellettuali, l’Italia è uno stato laico, segue i principi della libertà di espressione nel rispetto delle leggi, quindi la diffamazione viene querelata nei termi di legge, ma non la critica, io se critico non vengo querelata, se diffamo si, è questo che bisogna far capire, che tutte le religioni possono essere criticate. Però bisogna dire che ci sono anche altri modi di vedere l’islam, infatti, qualche anno fa mia figlia era in classe con un bimbo mussulmano, beh alla recita di Natale i suoi genitori gli hanno permesso di partecipare, non ci hanno visto nulla di male.

  17. Ettore says:

    Grazie Ile, hai espresso il mio pensiero meglio di quanto potrei io 🙂

  18. Davide says:

    ile: tu scrivi: «Però bisogna dire che ci sono anche altri modi di vedere l’islam, infatti, qualche anno fa mia figlia era in classe con un bimbo mussulmano, beh alla recita di Natale i suoi genitori gli hanno permesso di partecipare, non ci hanno visto nulla di male.» – Appunto. Il fanatismo è un male da qualunque parte provenga. IL dialogo è bene accetto da qualsiasi parte provenga. Scrivi ancora: «l’Italia è uno stato laico, segue i principi della libertà di espressione nel rispetto delle leggi» Ecco! Esattamente! NEL RISPETTO DELLE LEGGI. Cosa alquanto difficile da far comprendere al proprietario di questo sito, evidentemente. Io, Cattolico, sono stato quasi ammazzato. Ed ho sporto denuncia. Ettore: che ne dici, non si portano i fratelli in Tribunale? Ci si lascia ammazzare? Finché si trata della *mia* vita potrei anche essere d’accordo. Ma se viene meno il principio di rispetto reciproco tra Stato e Chiesa, se viene meno il DOVERE di "dare a Cesare quel ch’è di Cesare, ma quel ch’è di Dio a Dio", come la mettiamo con le vittime di:MAFIACAMORRA’NDRANGHETAe via dicendo… ? Certo, tu non le hai citate. Ma per carità, se per un Cattolico fosse VIETATO ricorrere ai Tribunali dello Stato che cosa rimerrebbe della Giustizia? Niente. Assolutamente niente.E ti offro un’altra informazione. Molti degli agenti di polizia, carabinieri, magistrati che *hanno dato la vita* per proteggere gli innocenti erano Cattolici fino al midollo. Pertanto – così com’è l’insegnamento della Chiesa – lo Stato ha una sua sfera d’influenza che è lecita,. legittima, giusta. Purché, ovviamente, si tratti di uno Stato che riconosce rispetta e protegge i diritti fondamentali dell’uomo (per intenderci: non certo il regime di Hitler). Qui siamo in una Repubblica che OGNI GIORNO combatte il crimine. Ogni giorno combatte il crimine organizzato. E tu mi vieni a dire che il Cattolico si deve mettere in un angolo, celandosi in unsilenzio fato di OMERRTÀ E PAURA? NO!E allo stesso modo l’Islam è ben accetto ogni volta che RISPETTA LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO.Quindi non venirmi a dire che Giovanna d’Arco è una santa "scaduta di validità"… o che «erano altri tempi». Anche quelli di Cristo erano "altri tempi". Ci hai pensato?DG

  19. Ettore says:

    Davide, mi parli come se io fossi un anarchico. Io non ho mai detto che lo stato non serve a niente e che a un cattolico è vietato denunciare. Il problema è che queste del mio blog sono solo discussioni fra ragazzi che tu prendi un pò troppo sul serio, niente mafia o camorra.

  20. Davide says:

    Ettore: tu sei un ragazzo, io no. Quando mi scrivi che i Tribunali dello Stato dovrebbero essere disertati perché così si comporta un cristiano che dovrei pensare? Vedi tu.

  21. Davide says:

    PS: un po’ troppo sul serio? Il rispetto reciproco fra religioni è MOLTO serio. Ed è molto serio anche il rapporto fra stato e religione – quale che sia…

  22. Ettore says:

    Io non ho detto che i tribunali vanno disertati, ho detto che il cristiano quando si vede calunniato può non denunciare. Anche Paolo dice che se siamo diffamati rispondiamo con amore, la querela non è proprio un gesto di amore. Tu non sei un ragazzo, ma io, Marco e Zel sì. Nessuno ti ha invitato nelle nostre discussioni e nessuno ti obbliga a leggerle. E siccome questo è il mio blog e sono io a gestirlo, non ho intenzione di cancellare i loro commenti. Io non ho offeso l’Islam, se avessi voluto offendere l’islam avrei pubblicato le vignette su Maometto. Invece qui sto solo criticando alcuni comportamenti degli islamici e invitato alla prudenza visto la situazione internazionale; almeno fino a quando non venga firmata questa benedetta intesa, che se non c’è la colpa è soprattutto loro. Lo stato ha tutto l’interesse a raggiungere l’intesa; ce la abbiamo con tutti, perfino con i Testimoni di Geova, infatti.

  23. Davide says:

    Ettore: tu mi hai scritto ben altre cose… Ad ogni modo: io ti ho portato l’esempio di quando sono stato quasi ammazzato. Dei morti di mafia. Tu cerchi di minimizzare con la tua indubbia capacità dialettica – ma con chi riesce a leggere oltre la patina delle belle parole la realtà resta. Resta la realtà di uno Stato che DEVE intervenire in caso di reati gravi e resta la realtà della Chiesa che invita (cfr. Catechismo Chiesa Cattolica) a collaborare con le Autorità civili. Tu mi scrivi di Giovanna d’Arco come se fosse una povera pazza. Alla faccia del Cattolicesimo. Le discussioni tra te, Marco e Zel, sono pubbliche (sino a quando manterrai pubblico il tuo sito) e chiunque può leggerle. Capisco che la mia presenza possa darti fastidio. Allora, però, prenditela con me. Non con la Chiesa. Non con la Dottrina della Chiesa. Non con il dialogo interreligioso intessuto, con fatica e sforzo, da personaggi quali Giovanni Paolo II o Giovanni XXIII.Anche qui: alla faccia del Cattolicesimo…Ad ogni modo non preoccuparti: so riconoscere quando sono male accetto. Levo le tende. Spero ciò ti renda felice. Comunque forse non ricordi bene – ma ad invitarmi sei stato proprio TU…… dopo un mio lapidario commento ad un articolo su Pio XII. Ironia della sorte…DG

  24. ile says:

    Non credo che si parlasse di diseratare i tribunali per reati di mafia e di camorra o altrettanti reati gravissimi, ma di non scendere a citare qualcuno in giudizio perchè magari ti ha detto cristiano bastardo, in quel caso la querela parte perchè ti è stato dato del bastardo non perchè ha offeso la Chiesa dicendoti queste parole. Oppure se un laico fosse contrario alla scelte dellla Chiesta in questioni come l’uso del profilattico e lo scrivesse come tante volte è successo in una testata giornalistica, qualche associaione cristiana ha mai fatto causa al povero giornalista che ha semplicemente espresso la sua opinione criticando un’aspetto della Chiesa? Atro punto,se noi occidentali e non parlo come cristiana cattolica, ma come semplice cittadino, andiamo a visitare un paese mussulmano, la donna in alcuni luoghi è tenuta ad avere il velo sulla testa, quindi se io rispetto le tue usanze quando sono in casa tua, tu perchè devi impedire a me di avere un crocefisso in casa mia se la religione di stato è quella Cattolica? Se tu non credi nella crocefissione di Cristo perchè ti deve disturbare? Altra provocazione, perchè gli Iman allora sono andati ad assistere al funerale cattolici di Papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro che è il fulcro del cattolicesimo e di segni di croce e crocefissi c’ererano più di un singolo piccolo crocefisso di legno all’interno di una classe o ospedale? Se i grandi capi dell’islam, accettano il dialogo e rispettano la nostra religione, perchè un piccolo gruppo di mussulmani devono fare la maggioranza? Se non vuoi vedere i simboli di un’altra religione, stai nel tuo stato e non rompere. Scusate il final un pò brusco.

  25. Davide says:

    PS: ile: ti ho risposto privatamente. Perfettamente d’accordo. Anche se quella Cattolica non è più "religione di Stato". Tutti i culti sono ammessi purché rispettino leggi e Costituzione. Si rispettano le leggi dello Stato, si rispettano quelle del proprio credo. Il *pretesto*, ovviamente, è diverso dal *fatto* oggettivo e chiunque parta da pretesti (e non da fatti) non ha certo la mia approvazione. Il poblema è che se passa il principio che in tribunale un cristiano non ci va *per principio*, perché "non si fa così" e via dicendo, allora non ci va mai, e questo non posso certo accettarlo. E i principi per me sono importanti.Saluti.Ho finito di smontare le tende.Si parte.DG

  26. ile says:

    Ma dai rimani……

  27. Ettore says:

    Davide: Può darsi che ti abbia invitato, di sicuro non ti ho mai invitato a gestire il mio blog al posto mio. Nei miei messaggi io ho parlato solo e soltanto delle querele per diffamazioni vere o presunte, puoi pubblicare i miei messaggi se vuoi e far vedere a tutti che tu hai frainteso (o che hai voluto fraintendere). D’altra parte è quello di cui stavamo parlando, non di altro. Io non ho detto nemmeno che Giovanna d’Arco era una pazza, ho detto che non puoi usare il suo caso per giustificare le tue crociate.Stai tranquillo che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono d’accrodo con me che il dialogo interreligioso ha valore solo se si fonda sulla Verità e quindi anche sulla critica. Il mio diritto di critica versto tutto e tutti non è in vendita.Detto questo, visto che abbiamo anche chiarito l’equivoco, puoi restare e sei bene accetto. A patto, ovviamente, che tu sia disposto a rispettare le regole di questo blog e il mio ruolo – libero e indipendente – di amministratore.Buona giornata

  28. Davide says:

    No grazie non *voglio* restare.No grazie non voglio amministrare il tuo blog.No grazie non faccio crociate.DG

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