Il paradosso di Frossard


Lavoravo (era il mio primo impiego dopo la laurea) all’ufficio stampa della casa editrice salesiana, le cui origini ri­salgono a don Bosco stesso, quando uno dei più noti e caustici giornalisti e scrittori francesi, André Frossard, appena nominato, mise a rumore prima il tout-Paris e poi il mondo intero con il racconto del Mistero in cui era incappato all’improvviso trent’anni prima. Toccò dunque a me accompagnare l’autore in una tournée di presentazione per mezza Italia quando uscì la traduzione di quel suo sconcertante Dieu existe, je l’ai rencontré.

Rividi poi Frossard varie altre volte, nella sua casa di Neuil­ly-sur-Seine. E fu proprio lì che, un giorno, intesi uno dei suoi molti paradossi sferzanti. Si parlava del disprezzo di certi intellettuali per il mondo della religiosità popolare; e, in particolare, per ciò che ha contrassegnato – e, almeno in parte, tuttora contrassegna – la devozione mariana, l’ambiente dei santuari e dei relativi pellegrinaggi.

Mi disse, dunque, il vecchio André, ammiccando con i suoi occhi ironici e accendendosi l’ennesima sigaretta, dopo averla infilata su un bocchino, con una sorta di rito che conoscevo bene («Solo un ordine esplicito del Papa potrebbe indurlo a smettere di fumare…», sospirava la moglie): «L’Aldilà, creda a me, sarà una bella sorpresa per i sapienti sofisticati. Non solo scopriranno che un Altro Mondo esiste davvero, ma si troveranno a essere bersaglio della benevola quanto splendida ironia del Dio cristiano. Credo proprio, infatti, che quegli schizzinosi signori troveranno nel loro paradiso tutto ciò che in vita li aveva fatti inorridire: le bottiglie in plastica a forma di Madonna, le bocce con il santuario e la neve quando si scuotono, le immagini di Maria e dei santi popolani da attaccare al cruscotto dell’automobile, i quadretti e le immaginette kitsch. E il bello sarà che tutto quel bazar gli piacerà moltissimo, perché Dio gli avrà ridato quell’infanzia spirituale e intellettuale che avevano perduta e tanto disprezzata. Vivranno felici per sempre, beandosi fra quella paccottiglia da bancarella di santuario»

Tratto da Ipotesi su Maria di Vittorio Messori, pag 68


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4 Responses to Il paradosso di Frossard

  1. Jole says:

    siiiiiiiiiii, ahahah ha ragione e anche la madonna nel santuario di gusci vuoti di vongole . Grande! :DCmq credo che questo paradosso nasconda una grande verità: tutti ci preoccupiamo di avere e di dare l’immagine più coerente più teologica più biblica di Dio, ma alla fine sono convintissima che nessuno in assoluto ci avrà preso………..Dio ci soprenderà anche in paradiso e io me lo aspetto. Ciao

  2. Giovy says:

    "perché Dio gli avrà ridato quell’infanzia spirituale" ——– proprio come fece Gesu’ quando diede la piu’ grande lezione di vita, <<ponendo un bimbo sulle sue ginocchia disse ai discepoli che con arroganza e presunzione domandavano chi sarebbe stato il piu’ grande tra loro, "se non ritornerete come questo bambino non entrerete nel regno dei cieli">> Come un bambino…. con la sua innocenza, sempre desideroso di sapere, che si fida completamente del suo papa’." l’originaria innocenza"Sai Ettore io ho sempre pensato che i bambini sono i piu’ grandi maestri perche’ guardano all’essenziale e vanno dritto al cuore per chiederti una cosa, senza giri di parole, senza ipocrisie, senza cattiveria, e penso che questo voleva dire Gesu’.Un giorno mia figlia venne da me con un giocattolo in mano , distrutto… perche’ era caduto dal balcone e mi disse sicura di se: aggiustalo che devo giocarci.!!Una fiducia totale su cio’ avrei potuto fare per lei e per il suo giocattolo….mi disarmo’ e passai mezza giornata per aggiustarlo e per non deluderla e mentre lo facevo ripensavo a questo insegnamento di Gesu’!Non so se riusciro’ mai a diventare come un bambino per poi entrare per la porta stretta dove solo i piccoli ci passano….ma so’ che ogni giorno loro mi insegnano piu’ di ogni incontro, piu’ di ogni preghiera , piu di ogni scritto .Notte!

  3. Davide says:

    … L’Infanzia non è solo una stagione della vita ma una costante dell’anima – per chi ha il coraggio e la saggezza di conservarla.Davide

  4. Ettore says:

    Grazie a tutti per i vostri bei commenti 😀 Avete capito perfettamente lo spirito. Giovy: Penso che occuparsi dei giochi dei bambini sia un’opera di grande carità, andrebbe aggiunta alle opere di misericordia 😉

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