La Bibbia nella Bibbia

Qualcuno, non a torto, afferma che con la Bibbia alla mano si può
affermare tutto e il contrario di tutto. Il problema è che la Bibbia stessa offre dei
criteri di interpretazione, per cui esistono le interpretazioni giuste e quelle
sbagliate. In un altro post, abbiamo visto quale sia il metodo di Gesù:
quell’et-et poi così ben ripreso dalla Chiesa. Quindi, abbiamo analizzato
l’approccio giusto; ma non è meno interessante andare a vedere quali sono gli
approcci sbagliati che si trovano nella Scrittura stessa. È a dir poco
stupefacente come nel Vangelo siano già presenti, ed esorcizzati, tutti gli
errori e le interpretazioni sbagliate poi incrostatesi sulla Bibbia da duemila
anni a questa parte. Alcuni li abbiamo già affrontati di sfuggita, quindi sarà
bene analizzarli in maniera completa. Le tecniche interpretative sbagliate
possono essere distinte in tre gruppi:

1-    
Aut-aut

È l’approccio usato da Satana nel deserto, per tentare
Cristo a colpi di Sacra Scrittura. Leggiamo:

Allora il diavolo lo
condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6
e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo
riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani,
perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede
".
7
Gesù gli rispose: "Sta scritto anche:
Non tentare il Signore Dio tuo".

(Matteo 4, 5-7)

È un episodio molto importante, perché insegna che ogni
passo non può essere completamente compreso se non analizzato nel contesto e
nella totalità della Scrittura. Nella storia del Cristianesimo, nemmeno si
contano i successori di questo metodo. Ogni eresia si fonda su un aut-aut, ovvero sull’arbitrario
isolamento di uno o più passi a scapito di altri che hanno lo stesso valore.
Ognuno, volendo, può scegliersi i passi che più gli piacciono e dire che la Bibbia è dalla sua parte. È
un inganno molto sottile, anche perché i seguaci dell’aut-aut si faranno scudo di quei passi e, per mostrarsi come i
Paladini della Bibbia (che non sono), li ripeteranno fino alla nausea e,
spesso, estremizzandoli. Eppure riconoscerli non è difficile. Il vaccino lo
offre lo stesso Cristo con quel “sta scritto anche…” in cui, in pratica,
confuta ogni eresia presente, passata e futura. Se fate presente ad un seguace
dell’aut-aut che “sta scritto anche” vedrete cadere ogni maschera. Rifiutandosi
di fare sintesi dei vari insegnamenti, lo vedrete diventare una iena senza
nessun motivo apparente. Il motivo è che avete osato leggere tutta la Bibbia, senza piegarvi al
filtro che decide – in maniera del tutto arbitraria – quali sono i passi buoni
e quali quelli cattivi da dimenticare. Per cui è chiaro che il seguace dell’aut-aut non difende affatto la Bibbia, difende un’altra
Bibbia creata a propria immagine e somiglianza. Un esempio eclatante è quello
della salvezza per fede o per opere. Un evangelico vi citerà tutti i passi
possibili e immaginabili a sostegno della fede, mai gli altri a sostegno delle
opere. Provate a citarli voi, vi farà intendere (se mantiene la calma) che quei
passi lì – dove magari Cristo parla della salvezza per opere e senza nemmeno
nominare la fede – non sono validi. Semplicemente perché non hanno superato il
filtro della Bibbia personale.

2-     E
questo dove sta scritto?

È una domanda legittima, ma nel suo abuso si nasconde un
subdolo tranello. Leggiamo questo passo:

In quello stesso
giorno vennero a lui dei sadducei, i quali affermano che non c`è risurrezione,
e lo interrogarono:
24 "Maestro, Mosè ha detto: Se qualcuno
muore senza figli, il fratello ne sposerà la vedova e così susciterà una
discendenza al suo fratello.
25 Ora, c`erano tra noi sette fratelli; il primo appena sposato morì e,
non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello.
26 Così anche il secondo, e il terzo, fino al
settimo.
27 Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna.
28 Alla risurrezione, di quale dei sette essa
sarà moglie? Poiché tutti l`hanno avuta".
29 E Gesù rispose loro: "Voi vi ingannate,
non conoscendo né le Scritture né la potenza di Dio.
30 Alla risurrezione infatti non si prende né
moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo.
31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non
avete letto quello che vi è stato detto da Dio:
32 Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco
e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi".
33 Udendo ciò, la folla era sbalordita per la
sua dottrina

(Mat 22, 23-33)

La maggior parte dei
moderni seguaci dei sadducei, non sono per nulla interessati alla risposta. La
loro è una domanda retorica che presuppone una implicita risposta (negativa).
Di solito l’aut-aut prevede l’oblio
per i passi scomodi. Qui siamo in presenza, forse, di un metodo più raffinato.
Si nega, cioè, quello che nella Bibbia non è scritto a chiare lettere. Non sta
scritto “i morti risorgeranno”? Allora non è vero. Anche se quello è il
messaggio che si può dedurre da alcuni passi, siccome risulta scomodo nella
teologia che si è costruita a priori, lo si nega perché non è espresso nel modo
che si pretende. È un metodo di interpretazione che procede per cavilli e che,
permettendo di omettere quello che non piace, pure ha avuto molto successo fino
ai giorni nostri. Anche oggi, i seguaci di questo metodo – dopo aver chiesto
ossessivamente e per ogni singola cosa (che dicono gli altri) “dove sta
scritto?” – se viene loro indicato dove effettivamente sta scritto, li vedrete
fare salti mortali per dimostrare che quel passo non dice quello che è
assolutamente pacifico ammettere sia il suo significato. Un esempio, che pure
abbiamo spesso incontrato, è quello del primato petrino. È un passo talmente
scandaloso che non si esita nemmeno di fronte alla manipolazione, con
inversioni di soggetto e complemento oggetto e parafrasi che rovesciano abilmente
il senso letterale del passo. Ovviamente, dopo aver manipolato il passo che
essi stessi hanno richiesto, torneranno a chiedervi – come se nulla fosse – “e
questo dove sta scritto?”.

3-    
Non sta
scritto, quindi non è vero

Anche questo metodo, lo troviamo nel Vangelo:

Un
dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: "Maestro, che devo
fare per ereditare la vita eterna?".
26 Gesù
gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?".

27 Costui rispose: "Amerai il Signore Dio
tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e
con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso".
28 E Gesù:
"Hai risposto bene; fà questo e vivrai".
29 Ma
quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è il mio
prossimo?".
30 Gesù riprese:

"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti
che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo
morto.

31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella
medesima strada e quando lo vide passò oltre dall`altra parte.
32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo
vide e passò oltre.
33 Invece un Samaritano, che era in viaggio,
passandogli accanto lo vide e n`ebbe compassione.
34 Gli si
fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo
sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.
35 Il
giorno seguente, estrasse due denari e li diede all`albergatore, dicendo: Abbi
cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.
36 Chi di
questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei
briganti?".
37 Quegli
rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Và
e anche tu fà lo stesso"

(Luca 10, 25-37)

In altri passi, quando si tratta di correggere la Legge, Gesù non teme di
usare la sua autorità con espressioni del tipo “Ma Io vi dico…”. Eppure qui
sceglie un’altra strada. Non usa pienamente la sua autorità ma nemmeno può citare
un passo che esprima effettivamente il concetto che vuole insegnare. Così usa
l’arma del ragionamento e aiuta il suo interlocutore a ragionare. La
definizione così letterale di prossimo, che Gesù vuole sostenere, non stava
scritta nella Bibbia (anzi era scritto il contrario): però è giusta. Questo
episodio ci insegna, quindi, che sulla Bibbia si può ragionare e che partendo
da una sua verità si può, tramite la deduzione, arrivare ad un’altra verità. La
verità dedotta, però, non è n contraddizione con la verità di partenza e ne è anzi
una diretta conseguenza. È come un teorema dal quale si possono ricavare dei
corollari. Ecco legittimata la riflessione teologica e confutata, dal Vangelo
stesso, la pretesa che ciò che non è scritto sia automaticamente falso. Invece
è falso quello che è sbagliato.

È facile notare come il secondo e il terzo errore siano
molto intrecciati. Facciamo allora un ultimo esempio:

“Trovandosi
i farisei riuniti insieme, Gesù chiese loro:
42
"Che ne pensate del Messia? Di chi è figlio?". Gli risposero:
"Di Davide".
43 Ed egli
a loro: "Come mai allora Davide, sotto ispirazione, lo chiama Signore,
dicendo:
44 Ha detto il Signore al mio Signore:

Siedi alla mia destra,

finché io non abbia posto i tuoi nemici

sotto i tuoi piedi?

45 Se dunque Davide lo chiama Signore, come può
essere suo figlio?".
46 Nessuno
era in grado di rispondergli nulla; e nessuno, da quel giorno in poi, osò
interrogarlo.
(Mat 22, 41-46)

Gli Ebrei si aspettavano dal Messia un uomo straordinario,
mai e poi mai avrebbero pensato ad uomo-Dio. La sola idea che un uomo si
proclamasse Dio era la peggiore delle bestemmie, punita – sempre Bibbia alla
mano – con la morte. Anche qui Gesù non usa la sua autorità, semplicemente
ragiona con i suoi interlocutori. Fa notare che in quel passo di Davide c’è
qualcosa che non torna, la prefigurazione di una verità nascosta: la natura
umana e divina del Messia. Una cosa che allora alcuni interpreti moderni
avrebbero negato perché “non sta scritta e quindi non è vera”. Oppure avrebbero
chiesto polemicamente “e questo dove sta scritto?” per ignorare poi la
risposta. Questo vale ancora di più per il Nuovo Testamento che mette fine al regime della lettera e inaugura la libertà dello Spirito.

Chiaramente questa è solo una classificazione che, quindi,
non va presa in modo troppo rigido. Tutti e tre gli errori considerati possono
(non senza contraddizione) convivere in una stessa interpretazione e creare
veri e propri disastri. La cosa curiosa è che sono agli antipodi del metodo
interpretativo di Gesù e, infatti, i tre errori (o trucchi) sono
rispettivamente fondati da Satana, dai sadducei e dai farisei. Altro
particolare da notare è la eccezionale scivolosità di questi metodi. Più
riescono a invischiare le persone nell’errore e più riescono a convincerle di
difendere, così facendo,  la Bibbia. È un circolo vizioso
che può generare distorsioni anche pericolose, ma la cura è nel Vangelo stesso.

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