Lettera aperta ai nuovi sindaci: Attenti alle richieste di costruire moschee

di Massimo Introvigne

I nuovi sindaci eletti nell’ultima tornata elettorale si trovano spesso
sul tavolo la richiesta di questo o quel gruppo islamico che vuole
costruire una moschea. Come sarebbe opportuno che rispondessero? Sì o
no?

Ci sono molti equivoci insiti nell’espressione “moschea”. Quando si
dice che in Italia ci sono oltre trecento moschee si afferma qualcosa
di tecnicamente sbagliato. Non si tratta di moschee (masjid o jami) ma
di semplici “sale di preghiera” (musalla), più o meno confortevoli. Le
moschee in senso proprio in Italia si contano sulle dita di una mano.
Politici di sinistra, studiosi buonisti e anche qualche ecclesiastico
cattolico bene intenzionato affermano che i musulmani hanno diritto ai
loro luoghi di culto. Questi sono appunto le sale di preghiera, di cui
i musulmani italiani fruiscono con relativa abbondanza, dal Piemonte
alla Sicilia. La moschea, invece, non è un semplice luogo di culto.

Come scriveva il gesuita Khalil Samir – non certo un estremista – in un
articolo su La Civiltà Cattolica “la moschea, in quanto centro
socio-politico-culturale musulmano, non può entrare nella categoria dei
‘luoghi di culto’, non essendo esclusivamente un luogo di preghiera”.
La moschea è un centro dove la comunità si raduna per affrontare
questioni culturali, sociali e politiche, oltre che religiose. Nella
moschea si trova normalmente, oltre a una scuola islamica, un tribunale
coranico che – come è noto – non si occupa solo di questioni di fede.
Tutta l’azione dell’islam politico parte dalla moschea, e una
costruzione di moschea è spesso percepita e presentata come una
“conquista” per i musulmani e un segno del “cedimento” dell’Occidente,
tanto più che secondo il diritto musulmano il territorio dove è sorta
una moschea acquisisce una sua extra-territorialità e diventa terra
islamica per sempre.

Ecco allora che la discussione dovrebbe allargarsi a una politica
dell’islam. Una politica che dovrebbe anzitutto identificare chi vuole
usare le moschee come spazi per diffondere ideologie
ultra-fondamentaliste incompatibili con le nostre tradizioni e con la
nostra storia, per non parlare di coloro – che non mancano – che le
moschee le usano come centri di reclutamento per il jihad in Iraq o in
Afghanistan. A costoro, evidentemente, gli spazi dovrebbero essere
ristretti, non ampliati. Per gli altri – per i musulmani disponibili a
riconoscere i valori della società che li ospita – andrebbe esaminato
se la moschea risponda a un bisogno reale o soltanto a uno simbolico,
magari ispirato da “cattivi maestri”.

Il problema di una politica dell’islam italiano non può che essere
affrontato dallo Stato a livello nazionale. Quanto ai sindaci,
considerati i rischi più sopra delineati, il “no” alla moschea apparirà
quasi sempre come la scelta più prudente. E, con i tempi che corrono, è
meglio sbagliare per eccesso di prudenza.

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10 Responses to Lettera aperta ai nuovi sindaci: Attenti alle richieste di costruire moschee

  1. Zel says:

    Non vedo la differenza tra una Moschea e un complesso Chiesa-Oratorio-Sagrestia-Casa del Prete… se si proibisce la Moschea, allora che si proibisca ai cattolici di riunire in una sola zona la Chiesa con l’Oratorio, la Casa del prete con entrambi e via dicendo.Inoltre, se per i mussulmani il luogo di culto (la Moschea)ha anche altri valori (politico, sociale, giudiziario) si DEVE rispettare tale uso, anche se ne vogliono costruire una solo per motivi simbolici e non di reale necessità. Chi è che può proibire a un altro cittadino di costruire un luogo fondamentale per la porpria vita sociale-religiosa e culturale?!Che vergonga questo post ettore… mi sei scaduto… per il fatto che alcuni usano in modo negativo e distroto la moschea, hai proposto un post che spinge a proibire la costruizione di ogni moschea… basta poi che non vi lamentiate se nei paesi mussulmani vi poibiscono di far chiese!

  2. Ettore says:

    Scusa Zel, ma in quello che dici c’è qualcosa che non va. La Chiesa-oratorio-sagrestia-casa del prete ha un valore solo sociale e culturale. Invece tu stessa ammetti che la Moschea ha anche altri valori: politico e giudiziario. E ti sembra normale che uno stato laico tolleri altri esercizi del potere al suo interno? Il tribunale islamico applica la Sharia, la legge coranica che non ha solo precetti spirituali. In gran bretagna e in Olanda ormai ci sono intere zone sottratte alla legge e sottoposte alla Sharia. Questi tribunali non è che ti possono scomunicare, ti possono anche condannare a morte come è successo a Magdi Allam. Solo che, dicono, la pena è sospesa perchè si trova in Italia. Io non sono contrario per principio alle Moschee, però ci vogliono garanzie. E soprattutto non devono avere tribunali, e se ci sono non devono applicare la Sharia. Il problema è che la vedo molto difficile come cosa. Il rispetto sì, la Sharia proprio no!

  3. Zel says:

    All’interno di una comunità, sono vigenti regole precise… se una persona infrange tali regole la comunità ha tutto il diritto di giudicarlo (e se ha infranto anche regole statali allora anche lo stato lo giudicherà).. mi sembra che la Chiesa cattolica se un fedele contravviene alle sue regole interne possa giudicare e condannare il fedele stesso… perchè una comunità mussulmana non può avere lo stesso diritto?! Ovviamente tale condanna non deve contravvenire alle leggi vigenti nello stato che ospita tale comunità: e questo vale per le sentenze dei tribunali ecclesiastici come deve valere per i tribunali mussulmani. Se tali tribunali infrangono le leggi statali, allora lo stato deve intervenire, ma non lo si può fare a priori proibendo di costruire un luogo di culto di una comunità!La sharia è la legge islamica, e un mussulmano sa che essendo mussulmano le deve sottostare… un cattolico non deve forse sottostare alla legge cattolica, altrimenti sarà giudicato e punito?!Dici bene che tali tribunali non devono promuovere cose contrarie alla legge italiana: quindi le moschee al massimo devono essere controllate, ma non proibite!La moschea di mio cugino non ha mai condannato a morte nesuno, in quando gestita da moderati e nel rispetto della legge italiana. Secondo il tuo criterio invece si sarebbe dovuto impedire la sua costruzione (proibendo ai fedeli un luogo di culto fondamentale) per il rischio di illegalità… mi sembra assurdo.

  4. Ettore says:

    La differenza è che la Sharia è incompatibile con il diritto occidentale, nella Chiesa cattolica non esiste nulla del genere. Non si può controllare la Sharia, è una cosa inaccettabile a priori. La sharia non è una regola religiosa e spirituale, è un diritto parallelo a quello italiano. E’ uno stato nello stato, il tribunale ecclesiastico no (al massimo può spretare qualcuno). E’ come se qualcuno in italia volesse far valere la legge mosaica, una sinagoga su questi presupposti non la farei mai costruire e nemmeno una chiesa. E’ incredibile come sapete inneggiare alla laicità per inezie, poi dove c’è la vera violazione non la vedete.

  5. Ettore says:

    L’unica soluzione sarebbe cambiare la Sharia, ma non credo sia possibile. E poi che la moschea sia un luogo fondamentale è tutto da vedere, anzi per quanto ne so io il fedele islamico ne può fare a meno (si può pregare dappertutto)

  6. Zel says:

    Ettore: i mussulmani moderati non applicano la sharia come gli ebrei moderati non appliano più leregole delal thorah (che prescrivono la morte alle adultere)… non puoi impedire la libertà di una comunità per dei tuoi timori il più delle volte infondati… da quel che ne so, nessun fondamentalista islamico ha già compiuto attentati in italia, e chi ci provava, all’interno di moschee o meno, è stato egolarmente arrestato in quanto constravviene alle leggi italiane.

  7. Ettore says:

    L’Italia è già una fabbrica di kamikaze, solo che per il principio dell’ospitalità non ci si può fare esplodere nel paese in cui si è accolti: altrove sì. Kamikaze made in Italy si sono già fatti esplodere in Palestina e in Afghanistan. In italia non ci sono ancora stati kamikaze di cittadinanza italiana, ma ci sono già stati kamikaze di cittadinanza inglese e spagnola: è questione di tempo. Musulmani moderati? Certamente esistono, ma non è semplice trovarli. L’ucoii è la più grande organizzazione islamica in italia (affiliata dei fratelli musulmani, terroristi…) e non è affatto moderata. Ribadisco che la moschea va benissimo, ma senza tribunale. E se ci vuole, devono dare le massime garanzie su cosa si occupi effettivamente e, soprattutto, garantire che non applichi la sharia. Non che la applichi in modo moderato, ma che non la applichi proprio. La personalità del diritto poteva andare bene nel medioevo, non in una democrazia moderna. Gli Ebrei e i cattolici seguono la Bibbia ma non la legge mosaica nei risvolti politici e giudiziari, per quelli sono sottoposti esclusivamente alla legge italiana. Se gli islamici sono capaci di fare lo stesso, bene. Ma l’Ucoii non è certo una buona premessa.

  8. Zel says:

    Quindi, la Chiesa Cattolica può scomunicare con inl tribunale ecclesiastico un cittadino italiano cattolico che ha contravvenuto alle leggi cattoliche (alle regole, agli usi e costumi… come vuoi chiamarli), ma il tribunale islamico non può multare un cittadino italiano mussulmano se contravviene alle regole islamiche? Un tribunale ebraico non può penalizzare un cittadino italiano ebreo se non rispetta il sabato (per legge si boicottano una settimana i negizi in mano al cittadino ebraico che non ha rispettato il sabato), ma il tribunale ecclesiastico può "spretare" un cittadino italiano cattolico che ha contravvenuto a qualche regola cattolica?La sharia, al pari della egge mosaica (ancora in uso in istraele da parte della popolazione in tribunali paralleli ma non unici), ha parti che possono essere usate in stati civili e parti che non possono essere tollerate. Lo stato italiano deve garantire che non si contravvenga alle leggi italiane, ma non ha alcun potere (non deve averlo) su leggi della shaia che non contravvengono alle leggi italiane. E se per applicare queste regole (che non vanno contro a quelle itlaiane) i mussulmani istituiscono dei propri tribunali che giudicano chi vuol essere mussulmano (e non io, cittadina italiana atea), allora non edo dove stia il problema.Concordo sulla necessità di un controllo, ma proibire la libertà di una comunità in base a timori e a pregiudizi è assurdo.

  9. Ettore says:

    D’accordissimo. Procurami dichiarazioni ufficiali di organizzazioni islamiche, ucoii in primis, che loro applicano la sharia solo in parte e siamo a posto. Che la Sharia si può non applicare tutta e in che condizioni. Lo stato deve garnatire che non contravvengano alle leggi, ma loro prima devono dichiarare di non volerle infrangere. Lo stato italiano ha dei patti con tutte le religioni presenti sul suolo italiano e in cui si dichiara la volontà di rispettare le leggi italiane e i diritti umani. Indovina qual è l’unica religione che, nonostante anni e anni di tentativi, ancora non ha contratto questi patti.

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