Staminali indotte

Già una volta, abbiamo parlato della possibilità di "riprogrammare" le cellule staminali adulte. Cosa che permetterebbe di privare di ogni motivazione le pretese di fare ricerca sulla vita umana, con  conseguente distruzione di embrioni. Sembra che altri passi avanti siano stati fatti in questo senso.


Washington – Un gruppo di ricercatori americani
è riuscito a mettere a punto il modo più sicuro finora mai
scoperto per realizzare cellule del tutto simili alle staminali
a partire dalle normali cellule della pelle.

La nuova tecnica La tecnica ideata
dall’equipe della Harvard University e della Advanced Cell
Technology, azienda del Massachusetts, consiste nell’immergere
le cellule della pelle in proteine umane in grado di portare
indietro le lancette dell’orologio biologico, facendo sì che
le cellule si comportino come staminali embrionali. Il Dr.
Robert Lanza della Advanced Cell vede delle applicazioni
commerciali già nel prossimo futuro. "Basterà qualche altro
test e le nostre cellule staminali saranno pronte per l’uso
commerciale", ha dichiarato aggiungendo che l’azienda ora
cercherà l’autorizzazione della Food and Drug Administration
per sperimentare le sue staminali sull’uomo l’anno prossimo –
ma l’approvazione della Fda richiederà del tempo, come per
ogni nuova tecnologia.

Un metodo "sicuro" Il nuovo metodo viene presentato come il
più "sicuro" finora messo a punto perchè non solo non implica
l’uso della clonazione o degli embrioni, molto controverso, ma
anche perchè altri metodi per realizzare le staminali, anche
senza gli embrioni, partendo dalle cellule della pelle e
facendole agire come staminali pluripotenti o iPS, richiede di
integrare in queste cellule dei retrovirus o delle molecole
geneticamente modificate. Tutti questi metodi, spiega Lanza,
hanno controindicazioni. La sua equipe, che ha lavorato insieme
a Kwang-Soo Kim dell’Harvard Stem Cell Institute e a un gruppo
di scienziati del CHA Stem Cell Institute in Corea del Sud, ha
usato per la prima volta un peptide, un frammento di proteina,
e così ha trasformato le cellule della pelle in iPS, capaci di
trasformarsi a loro volta in cellule di vari organi e tessuti. "Con questa tecnica abbiamo eliminato i rischi associati con la
manipolazione chimica e genetica", sottolinea Lanza sulla
rivista Stem Cell.

MILANO – Arriva dall’Institute of Biochemistry and Cell Biology di Shangai la notizia della creazione di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS)
a partire da cellule prelevate dall’orecchio e dal midollo osseo di
maiale. Il risultato, unico al mondo, è stato ottenuto dal team di
scienziati guidati dal dottor Lei Xiao, che per la prima volta sono
riusciti a ottenere staminali non embrionali da cellule somatiche di
mammiferi ungulati.

GENESI CHIMICA – Le staminali suine pluripotenti, che al pari di
quelle embrionali sono in grado di generare qualsiasi tipo di tessuto
umano, sono state create tramite la riprogrammazione delle cellule
prelevate dagli animali, avvenuta con l’introduzione di un cocktail
chimico iniettato al loro interno per mezzo di un virus. Dopo la
riprogrammazione, le cellule hanno iniziato a cambiare e a svilupparsi
in colonie di cellule staminali simili a quelle embrionali: i test
realizzati in laboratorio hanno confermato che si tratta effettivamente
di staminali capaci di differenziarsi spontaneamente nei tessuti
primari dell’embrione (endoderma, mesoderma, ectoderma) e quindi in
grado di svilupparsi (successivamente) in organi diversi.

UTILIZZO – La scoperta «è assai importante, e avrà numerose
implicazioni sia nella salute dell’uomo che dell’animale», ha
dichiarato il dottor Xiao. Potrebbe per esempio permettere di creare
maiali geneticamente modificati dai quali prelevare organi per
trapianti destinati all’uomo che non daranno problemi di rigetto, o
consentire di ottenere esemplari resistenti a malattie e virus come
quello della febbre suina. Tuttavia, come spiegato dai ricercatori, ci
vorranno anni prima che si possa giungere all’applicazione clinica dei
risultati ottenuti a Shangai.

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