Il ritorno delle cavie umane

Il biologo Angelo Vescovi:
ormai è possibile produrre staminali senza distruggere gli embrioni E si
possono anche clonare • «Inattendibili i test con le embrionali su lesioni
spinali acute, perché talora regrediscono da sole»
di Enrico Negrotti
Tratto da Avvenire del 10 marzo 2009

«Decisione sconcer­tante e anacronisti­ca. Proprio ora che esistono vie per
produrre cellule staminali embrionali senza di­struggere embrioni». Angelo Ve­scovi,
direttore del Centro «Brain Repair» di Terni, docente di Bio­logia
all’Università di Milano-Bi­cocca e direttore scientifico Stem­ Gen spa, è
critico verso l’apertura di Obama alla ricerca sugli em­brioni umani. Ed è
cauto anche verso la validità terapeutica della speri­mentazione sulle lesioni
spinali con sta­minali embrionali.

Professore, Obama ha deciso di finan­ziare con fondi federali la ricerca
sulle staminali embrionali. Cosa ne pensa?

La decisione del presidente Obama è sconcertante e anacronistica, perché or­mai
da tre anni è possibile produrre cel­lule staminali embrionali senza distrug­gere
embrioni. È addirittura possibile clo­narle con un’altissima efficienza, qualco­sa
che con gli embrioni non è possibile. La scelta di Obama non è stata dettata
dagli interessi per la ricerca o per i pazienti. Ma è a favore di quelle lobby
che probabil­mente ne hanno supportato l’elezione.

Dagli Stati Uniti giunge anche la notizia di un primo esperimento con
staminali embrionali umane per le lesioni spinali. È un esempio della nuova
linea-Obama?

Di per sé il fatto di giungere a una speri­mentazione clinica, di fase 1, è un
segna­le positivo. Ma in questo caso, il via libe­ra concesso dalla «Food and
Drug Admi­nistration» viene dopo un lungo divieto che aveva ragioni morali
molto forti. In­fatti la comunità scientifica è molto restia a sperimentare
sulle lesioni acute spina­li, perché è molto difficile valutare quale sarà
l’esito dell’infortunio. Ci sono nu­merosi casi in cui i pazienti recuperano
spontaneamente, ma ciò non è prevedi­bile al momento in cui il danno è recen­te.
Addirittura l’intervento di manipola­zione su un paziente potrebbe peggiora­re
le sue possibilità di recupero sponta­neo. Il difficile invece è migliorare le
con­dizioni dei pazienti che hanno una lesio­ne ormai consolidata che li
costringe a stare in carrozzella.

Intende dire che l’esperimento è quasi i­nutile?
I test di fase 1 servono a verificare la non tossicità delle cellule: però
nell’analizza­re i risultati è esperienza comune che il ri­cercatore cerchi di
estrapolare dati sul­l’efficacia clinica dell’esperimento, per co­struire la
sperimentazione di fase 2. E proprio in que­sto sta la presumibile inat­tendibilità
del trial: è facile che su lesioni di non più di due settimane (come sono
quelle dei pazienti che ver­ranno arruolati), qualcuna sarebbe regredita sponta­neamente,
ma potrebbe es­sere interpretata come ef­fetto della terapia cellulare. Di
certo lo faranno i pazienti che sono davvero e comprensibilmente disperati. Non
è stato infatti spiegato perché non siano stati previsti pazienti con lesioni
cro­niche.

Ci sono solo motivi ideologici dietro l’en­tusiasmo per il trial con le
embrionali?

Non credo. Ci sono anche ben concreti in­teressi economici. Del resto la Geron, l’a­zienda che
condurrà la sperimentazione, ha speso finora oltre 40 milioni di dollari, ed è
probabile che si vogliano dare i cri­smi dell’unicità. E quindi l’amministrato­re
delegato dichiara che questi studi con gli oligodendrociti (un tipo di cellula
ner­vosa) non si possono fare altro che con le staminali embrionali che
useranno loro. In realtà per avere oligodendrociti umani poteva venire nel
nostro laboratorio e ne avrebbe avuti a volontà. In cambio pren­do volentieri
alcuni milioni di dollari e av­vio i trial clinici in Italia… In più il danno
al midollo, negli stadi precoci, non viene riparato solo dalla presenza di
oligoden­drociti, ma anche da diverse e svariate cel­lule.

Quanto pesa nella ricerca sulle stamina­li la scoperta delle cellule
riprogramma­te (Ips) di Yamanaka?

Le Ips rappresentano la svolta degli ulti­mi anni, la novità che sta
sparigliando il campo della ricerca sulle staminali. Uno dei loro maggiori
vantaggi è che si posso­no clonare e fare autotrapianti. Ma c’è ot­timismo
anche per il fatto che nel mondo stanno avviandosi altre sperimentazioni. Tra
tutte, cito un trial all’Università del Winsconsin contro la scle­rosi laterale
amiotrofica (Sla) molto simile a quella cui stiamo lavorando noi in Ita­lia.
Tanto che abbiamo avu­to un proficuo scambio di e­sperienze con un chirurgo di
Madison.

A che punto è la vostra spe­rimentazione?
Siamo ancora in fase auto­rizzativa: stiamo comple­tando le procedure per
richiedere all’Aifa l’ok alla preparazione delle cellule, che è legato al
protocollo clinico. Quando l’a­vremo ottenuto, potremo partire per que­sto
trial di fase 1, pensiamo entro il 2009, ma dipende dai soldi, che ci hanno cau­sato
ritardi notevoli. Si noti che la valida­zione Gmp (Good manifacturing practi­se)
delle nostre cellule ci permetterà di u­sarle più facilmente e rapidamente
anche per altri trial, su cui stiamo già lavorando con i neurologi
dell’università di Padova. Quello che manca sempre sono i finan­ziamenti: li
avessimo avuti noi i 40 milio­ni della Geron. In realtà dobbiamo cavar­cela con
assai meno di 2 milioni, raccolti a fatica e, mi scusi, tra i continui attacchi
degli scettici di turno (e di parte). Nel pro­getto di questo trial sono
coinvolti l’ospe­dale di Terni, il gruppo della dottoressa Letizia Mazzini
all’Università di Novara (Piemonte Orientale) e l’Università di Mi­lano-
Bicocca.

http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=1&CodArt=31883

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7 Responses to Il ritorno delle cavie umane

  1. Davide says:

    Per cui, riassumendo: negli Stati Uniti si investono milioni di dollari su una tecnica che solleva forti dubbi morali in più di un ambiente oltre ad avere un’efficacia a dir poco dubbia, mentre in Italia si tagliano i fondi della ricerca… anche quando sembra più promettente e senza implicazioni etiche di grande impatto…Triste.Davide

  2. Ettore says:

    Esatto. Purtroppo è proprio così…

  3. Davide says:

    Tra l’altro ho sentito che è stato (anche) il Vescovo di Terni ad appoggiare il progetto scientifico italiano, anche in maniera molto concreta…Dimostrazione che la Chiesa è ottima amica della scienza. Di quella *per l’uomo*. Ovviamente.Un saluto,Davide

  4. ado says:

    Su questo non vi sono dubbi. La Chiesa non avrebbe nessun motivo ad operare contro gli interessi dell’uomo. Penserei invece che motivi di grande interesse vi siano nelle scelte "sconcertanti" e "anacronistiche" degli Obama di turno! Ed io…. la scelorosi multipla me la porto addosso. Non penserei mai di spingere verso la distruzione "embrionale" al posto di una "sana" e "promettente" Ricerca.

  5. Ettore says:

    Grazie per la bella testimonianza…

  6. Ettore says:

    Davide: E’ vero, basta pensare allo stesso Vaticano che investe molto anche in astronomia con la Specola Vaticana che è uno dei centri più avanzati del nord america (http://www.vaticanstate.va/IT/Altre_Istituzioni/Specola_Vaticana.htm).Ciao 🙂

  7. Davide says:

    Ettore: in effetti è un bell’esempio.Ado: la tua parola è coraggiosa. E vigorosa…Un saluto,Davide

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