La nuova eugenetica

I feti, i bambini appena nati e i disabili sono non-persone, meno coscienti e razionali di certi animali non umani. E’ legittimo ucciderli

Chi potrebbe mai dire una cosa del genere? Un pazzo. Un fanatico. E invece no. Si tratta di Peter Singer, personaggio così descritto dal sito Filosofico.net:

 

è uno dei pensatori contemporanei più importanti nel campo dell’etica, definito “ il più influente filosofo vivente” con le sue tesi, sempre polemiche e al centro di dibattiti, ha incrinato le certezze morali dell’uomo occidentale e messo pericolosamente in crisi la “ vecchia etica”.

E in effetti le cose stanno proprio così, lo vedremo. Come vedremo anche incosa consista questa nuova “etica”. Pare anche che abbia curato le più importanti voci di Etica dell’Enciclopedia Britannica. Quella che segue è una presentazione di Wesley J. Smith apparsa sul Foglio:

Parla Peter Singer, guru dell’aborto eugenetico e dell’infanticidio “I bambini handicappati non sono persone, è lecito ucciderli”. Intervista al filosofo ascoltato dai governi e boicottato da Wiesenthal. “Se si vuole un altro figlio, è giusto eliminare quello Down”.

Nel 1999 con il titolo “Quando è giusto uccidere un infante”, il New York Times pubblicò un estratto del libro di Singer Etica pratica , base del suo insegnamento a Princeton, in cui si sostiene che l’eutanasia può essere applicata anche a un neonato emofiliaco. E’ vero che il neonato emofiliaco potrebbe vivere “in positivo equilibrio tra la felicità e l’infelicità” e quindi ci si potrebbe opporre all’eutanasia. Ma se la sua morte inducesse i genitori ad avere un altro figlio “con migliori prospettive di felicità maggiore per tutti”, l’opposizione dovrebbe cadere. “Da un punto di vista complessivo – afferma Peter Singer – uccidere il neonato emofiliaco non è l’equivalente morale di uccidere una persona. La perdita di una vita felice da parte del primo bambino è superata dal guadagno di una vita più felice da parte del secondo. Di conseguenza, se uccidere il bambino emofiliaco non ha conseguenze negative per altri, da un punto di vista complessivo, sarebbe giusto ucciderlo”.

[…]

Ma sarebbe un errore fatale liquidarlo come un uomo folle, i suoi scritti sono usati nei corsi universitari in Italia, è tradotto da Einaudi, viene invitato al Festival della filosofia di Mantova, il premier spagnolo Zapatero si è avvalso della sua consulenza sul Progetto Grande Scimmia. Inoltre Singer si porta benissimo in alta società con la sua “etica sociale che determina quali vite umane abbiano un valore e quali non ne abbiano”.

[…]

Singer ha formulato teorie che con gli anni sono diventate casi da manuale, dal Protocollo di Groningen sulla “morte bambina” alle raccomandazioni del Royal College sull’eutanasia dei neonati handicappati fino al parere del Nuffield Council on Bioethics, secondo il quale ai medici del Regno Unito dovrebbe essere imposto l’obbligo di staccare la spina ai bambini nati prima delle 22 settimane di gestazione. Singer ha anche curato le più importanti voci di Etica dell’Enciclopedia Britannica.

[…]

Il bioeticista Arthur Caplan scrive su Time che “è facile demonizzare Singer, ma è un uomo la cui risonanza merita considerazione da tutti”. per questo il Foglio ha deciso di intervistarlo. Singer ha scritto che “nei prossimi 35 anni, la visione tradizionale della santità della vita umana collasserà sotto la pressione dei progressi scientifici, demografici e tecnologici. Potrebbe accadere che solo dei superstiti, un gruppo di irriducibili fondamentalisti ignoranti difenderà l’idea che ogni vita umana, dal concepimento alla morte, sia sacrosanta”.

Ora presentiamo alcuni frammenti di questa intervista. È lunga ma vale la pena di leggerla per capire qual è il mondo che stiamo costruendo.:

Lei ha sostenuto la necessità di porre fine all’esistenza di bambini handicappati e con una prognosi severa.

Con la mia collega, Helga Kuhse, abbiamo iniziato a pensare a questo dopo aver fondato il Centre for Human Bioethics alla Monash University di Melbourne. Ci interessavano i medici sul trattamento dei bambini con spina bifida. Questa condizione è meno diffusa oggi, perché le donne assumono l’acido folico in gravidanza e perché la maggior parte dei bambini con questa malattia vengono abortiti in utero. La ragione del lasciarli morire era la miserevole vita che avrebbero condotto e la cura dei bambini che sarebbe diventata un peso per i genitori. Ma molti di loro non morivano rapidamente, alcuni vivevano per mesi, altri non morivano affatto. Non era una politica desiderabile. La decisione morale era se un bambino handicappato dovesse vivere o morire. Una volta presa la decisione, la morte del bambino, abbiamo pensato che dovesse avvenire in modo umano. La decisione se il bambino debba morire o no deve essere presa sulla dettagliata conoscenza della sua condizione, sulla situazione della famiglia e sulla e sulla possibilità di rifiuto dei genitori. Una questione è se il bambino appena nato abbia lo stesso diritto alla vita di un adulto. Io non lo penso. Gli infanti possono provare dolore e devono essere protetti dalla sofferenza, ma non hanno consapevolezza e non sanno concepirsi nel tempo, nel futuro. Un altro elemento è il legame fra la madre e il figlio. Esiste, anche prima della nascita, ma non è così forte come quello che si forma le settimane successive alla nascita. Quindi se le prospettive del bambino sono povere, sarà più facile per i genitori distaccarsi dal bambino appena è possibile.

Al quotidiano inglese Independent lei ha detto che ammette l’eliminazione di un bambino disabile se “è nei suoi interessi e della famiglia”.

Se il bambino ha una condizione incompatibile con un anno o più di vita, ma sarà accompagnata da sofferenza in quel periodo, l’eutanasia è nell’interesse del bambino. E deve essere eseguita. Anche se il bambino potrà avere una vita
senza eccessiva sofferenza, come nel caso della sindrome di Down, ma i genitori pensano che sia un peso eccessivo per loro e vogliono averne un altro, penso sia ragionevole considerare gli interessi del futuro bambino. I genitori possono a buon diritto dolersi che sia nato loro un bambino malformato. In questo caso l’effetto della morte del bambino sui genitori può essere una ragione per ucciderlo, piuttosto che contro. Se possiamo stabilire criteri per decidere a chi deve essere permesso di morire e chi deve essere invece curato, allora possiamo stabilire dei criteri per decidere chi dovrebbe essere ucciso.

Il 9 aprile del 1982 a Bloomington, nell’Indiana, un bambino nacque con l’ostruzione dell’esofago, risolvibile con un’operazione di routine che gli avrebbe consentito di mangiare. Ma i genitori, quando videro che era affetto da sindrome di Down, si rifiutarono di farlo operare, su consiglio del medico Walter Owens. baby Doe morì sei giorni dopo. La Corte suprema dell’Indiana definì “medica” la decisione di lasciarlo morire. Perché fu un caso importante?

Perché fu l’inizio del discorso sulla qualità della vita e sul diritto dei genitori di rifiutare il trattamento medico. Non voleva che il bambino vivesse e io approvai la loro decisione. La sua disabilità fu discriminante per il diritto di rifiutare il trattamento.

Qual è la sua posizione in merito al discorso sulla “qualità della vita”?

Non tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita soltanto perché sono esseri umani. io sono dalla parte dei sostenitori della “qualità della vita”. Il feto non ha autocoscienza e alcun senso della propria esistenza nel tempo. Non può sperare, non sa cosa sia il futuro. Per questo non ha diritto alla vita. Non penso che l’uccisione di un feto o di un bambino sia moralmente
equivalente con l’uccisione di un essere razionale e autocosciente.

Lei ha scritto che su una cosa è d’accordo con il movimento pro life : non c’è differenza fra il bambino non nato e uno appena nato. Un’idea su cui insiste anche il dottor Eduard Verhagen, teorico ed esecutore dell’eutanasia olandese sui bambini.

Verhagen ha ragione, come può esserci una differenza morale cruciale fra lo sviluppo di un essere umano dentro e fuori il corpo materno?Tutto ciò che dico è, perché limitare l’uccisione nell’utero? Non avviene niente di magico alla nascita. Un bambino prematuro può essere meno sviluppato di un feto in fase avanzata.

Per quali patologie è legittima la sedazione terminale del bambino?

E’ difficile specificare le condizioni per le quali si deve praticare eutanasia infantile. C’è la spina bifida, l’epidermolysis e la malattia di TaySachs. Suggerisco per questo di seguire i medici di Groningen, che hanno considerato seriamente i casi medici.

Lei ha scritto molte pagine su come l’infanticidio era praticato a Roma, a Sparta, in Giappone. E che per questo dobbiamo giudicare relativa la nostra condanna dell’uccisione dei nuovi nati.

Ho detto che dobbiamo guardare criticamente alla tradizione cristiana della santità della vita umana, non è universale. Le passate civiltà ci hanno offerto un altro modello sulla vita e sulla morte.

Lei pensa che non vi sia alcuna differenza fra il feto di sette mesi e il neonato di una settimana di vita?

C’è un graduale sviluppo degli esseri umani e i prematuri e i nuovi nati sono molto simili. Ma io accetto l’idea che ci sia un paradosso in questa distinzione. Molti anni fa, nel 1994, proposi di fare eutanasia fino a un mese dalla nascita. Oggi penso che non dovremmo porre alcun limite temporale, dipende sempre caso per caso. Non c’è differenza fra fare eutanasia al 27esimo o al 28esimo. Il limite è uno solo, più aspettiamo più cresce il legame fra il bambino e i genitori, quindi l’eutanasia deve essere eseguita prima possibile.

Lei ha parlato di “desantificare” la vita umana. In che senso?

I cristiani hanno stabilito che basta essere un membro della specie homo sapiens per avere rispetto assoluto. Io penso che non sia difendibile come teoria. Dobbiamo ripensare quando accordare protezione alla vita umana.

Perché porre fine alla vita di un bambino handicappato?Perché lo vogliono i genitori o perché è moralmente giusto drenare sofferenze?

Io penso che sia ragionevole non far nascere un simile bambino.

Lei ha parlato di imminente collasso della santità della vita umana.

Perché ciò che sta accadendo ne dimostra l’inconsistenza ed è sotto i nostri occhi.

Questi sono alcuni frammenti. Ho fatto una selezione parziale di quelli migliori, ho preferito censurare (esatto, censura) le ridicole giustificazioni e differenziazioni fra una buona eugenetica (la sua) e una cattiva (quella nazista). L’articolo completo si trova qui. Singer non è un pazzo. E l’ultima affermazione riportata è assolutamente razionale e condivisibile.

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84 Responses to La nuova eugenetica

  1. ile says:

    Ho il volta stomaco, per me non c’è differenza tra lui e Hitler, è una grandissima testa di *****, scusami er il termine. Secondo me questo non ha la più pallida idea di cosa significhi essere genitori e non sta nè in cielo nè in terra la questine cristiana, è solo una questione di essere umani. Conosco persone che hanno dei figli handicappati e credimi che non accetterebbero mai una cosa del genere! Se solo sapesse cosa significhi avere nella pancia un bimbo che cresce, non parlerebbe in questi termini, e non può assolutamente capire che sofferenza sarebbe per una madre perdere il suo bambino, nato o ancora in grembo, per una madre non fa diferenza, è sempre un bimbo che ha perso.

  2. Ely says:

    "Come può esserci una differenza morale cruciale fra lo sviluppo di un essere umano dentro e fuori il corpo materno? "Solo su questa frase sono d’accordo, ma la interpreto in un altro modo: non è legittimo uccidere un essere umano nè prima nè dopo la nascita. Questo signore sta violando la Carta dei diritti fondamentali! E’ una vergona che tanti lo ammirino e lo applaudano. Stiamo buttando all’aria 2000 anni di Cristianesimo, che è l’unica religione che afferma la dignità di ogni uomo, e anche i cristiani la stanno rinnegando, questa è la cosa più grave.Il mondo si sta veramente autodistruggendo. Ci siamo dimenticati dei danno che ha fatto non solo il nazismo, ma anche il comunismo, che ha cercato di strappare Dio dal cuore dell’uomo, e quanti danni ha provocato! Ci siamo dimenticati del grande papa Giovanni Paolo II, da dove veniva lui? Ormai l’unica arma che ci resta, la più forte, è la preghiera. Come dice la Madonna a Medjugorje, per chi ci crede (questo papa ci credeva), siamo sulla strada sbagliata, ma basta guardarsi attorno per capirlo.Mi piacerebbe se parlassi anche del comunismo, dei danni che ha fatto…Se hai tempo, grazie!Eleonora.

  3. Giovy says:

    " se una madre puo’ uccidere il suo stesso figlio nel suo grembo , distruggere la carne della sua carne, la vita della sua vita, perche’ ci sorprendiamo della violenza e del terrorismo che si sparge intorno a noi?"M.Teresa di calcutta ; e ancora…Se un padre decide di porre fine alla vita di sua figlia , se dei ragazzini prendono a pugni e a calci un loro compagno di classe magari perche’ e Gay o perche’ e down , se un genitore che non e’ piu’ autonomo viene abbandonato in una casa di cura(cosi’ le chiamano) e difronte a tutto questo il mondo e soprattutto i cristiani non reagiscono.. perche’ ci meravigliamo poi delle parole dette da Peter Singer…quanta cultura di morte c’e’ in questa societa’ malata…quanto razzismo nei confronti dei "diversi"? il male si combatte con il bene ma noi lo facciamo o ci limitiamo alle parole…?

  4. Manola says:

    IO NON TROVO PAROLE PER DESCRIVERE QUESTO DELIRIO…. E non trovo nemmeno differenze fra una "buona ed una cattiva eugenetica… ci mancherebbe"!! In casi come questo mi chiedo se è un bene od un male che ci sia la libertà di stampa…..Grazie Ettore, non ne ero a conoscenza. Condivido con te che l’ultima affermazione ahimè e assolutamente e terribilmente veritiera.. Se non "accade" qualcosa che ci sturi le orecchie , ci apra gli occhi e diventiamo più "umani", credo proprio che non ci siano speranze…Saluti e che il buon Dio ci aiuti tutti quanti.

  5. Ettore says:

    Ile: Loro hanno il potere di addormentare le coscienze e sedare anche i più naturali sentimenti come quello materno. Per adesso dicono che è "provocatorio" ma non gli danno torto.

  6. Ettore says:

    Eleonora: Esatto, è per questo che loro odiano tanto il Cristianesimo. Almeno questo signore ha l’onestà intellettuale di far capire per filo e segno a dove porta questa cultura di morte. Riguardo il comunismo ho già diversi progetti in cantiere, però ci vorrà un pò di tempo. Ciao 🙂

  7. Ettore says:

    Giovy: Quello di far rispondere i fatti alle parole è un bel problema, non è semplice. Però anche le parole contano. Fino a quando il razzismo è condannato solo a parole ma non ci sono provvedimenti seri per combatterlo, c’è ancora speranza. Ma quando il razzismo diventa addirittura un bene e sono asserviti non solo i fatti ma anche le parole…allora sono guai seri.

  8. Ely says:

    Ok grazie :-))Buon lavoro allora!!!Ciaoo

  9. Ettore says:

    Manola: Sono cose terribili, ma è un bene che lo facciano parlare. Molte cose lui non fa altro che tirare le somme di cose che nelle nostre società ci sono già, anche se solo a livello embrionale. Fa capire molte cose…

  10. Danilo says:

    senza parole…… Dio abbi pieta di questo folle!

  11. Giovy says:

    Ettore e’ vero le parole possono tanto….ma io come cristiana mi interrogo e mi chiedo :se un medico che si dichiara cattolico poi pratica l’aborto , se un politico parla di giustizia e uguaglianza e poi razzola male…se un docente parla di rispetto per le diversita’ e poi magari mette fuori la porta un alunno iperattivo x non crearsi il problema di come gestirlo…,se un uomo parla di fede e di comandamenti e poi non rispetta suo padre o sua madre malato/a lasciandoli morire nella solitudine… che senso hanno le parole ?possono sembrare piccole gocce in un oceano gli esempi che ho riportato ma credo fermamente che come le gioie semplici sono le piu’ belle e costruttive ..cosi gli scandali e le ingiustizie a cui ogni giorno assistiamo fanno dilagare la cultura di morte !!so che testimoniare la verita’ e la pace e’ fondamentale ma …ho solo pensato alle parole di Gesu’ che disse:non chi dice Signore Signore entrera’ nel regno dei cieli ma chi fa la volonta’ del Padre mio …ed io per prima spesso non la faccio…In Gesu’ ti saluto..Giovy

  12. Jole says:

    Scusate se mi intrometto a dire la mia: questo tipo non è ne il primo ne l’ultimo a delirare sull’argomento. Non esiste un eugenetica buona ed una eugenetica cattiva, si tratta sempre di selezione e questo è discriminare. Io ho più paura di una certa eugenetica nascosta e mascherata sotto il velo del progresso scientifico, e non mi ritengo una conservatrice: tutto è buono se usato per il bene. L’ecografia prenatale non è forse fatta a scopo eugenetico?Va benissimo se fatta x curare e prevenire malattie, va meno bene quando il fine è la selezione dei feti. E che dire dell’amniocentesi? Si tratta di una pratica che non ha nessun valore diagnostico (informatevi) in quanto nel liquido amniotico sono presenti sia cellule fetali che cellule materne e quindi la diagnosi può dare un falso negativo, inoltre può essere eseguita x la ricerca di una sola sindrome, che in genere è quella della trisomia del 21 (Sindrome di Down) e non può quindi escludere altre patologie. Tutto questo il sistema sanitario nazionale lo sa bene, ma consiglia ugualmente alle madri che hanno superato una certa età questa indagine, mettendo ugualmente a rischio la gravidanza. E l’inseminazione artificiale quando da origine a feti multipli? Non si consiglia forse l’aborto selettivo per dare maggiore possibilità di sopravvivenza ai feti più forti? Attenzione l’eugenetica è un rischio presente ai quali molti ricorrono senza nemmeno accorgersene.Scusatemi tanto, magari penserete che sono una bigotta, nient’affatto, la scienza è preziosa per l’uomo e tante malattie sono state debellate x sempre grazie a studiosi che si sono impegnati tanto. Ma la vita è da rispettare sempre, in ogni sua forma, anzi, sopratutto quando è indebolita. Io dico che chi si augura l’eugenetica come mezzo moderno di concepire la società deve tener presente che oggi chi seleziona domani potrà essere selezionato a sua volta…

  13. Manola says:

    Sapete tutto questo a cosa mi fa pensare? Qualche tempo fa vidi un film dove gli anziani non si curavano più dopo una certa età… Il protagonista era un signore benestante che era ammalato di diabete nonostante i suoi soldi ufficialmente non avrebbe potuto curarsi.. senonchè tramite un amico e i suoi denari riusciva a reperire l’insulina….. Poi fu scoperto, ma questa è un’altra storia. ebbene, tutto questo mi fa pensare che se andiamo avanti così, disamorati di tutto, egocentrici, megalomani, disonesti e soprattutto egoisti, la selezione la faranno anche a chi entra nella terza età! Dio non voglia…. anche se ( e potrei raccontare qualcosa a proposito..)mi pare che accada anche ai giorni nostri… vedi le notizie che ci propinano i mass media.Un saluto nel Signore.P.S grazie Ettore, come al solito se molto esaustivo.

  14. Zel says:

    La definizione di non persona è giusta, per me, la conclusione (è lecito ucciderli) no.

  15. Alberto says:

    E’ affascinante, nella sua crudezza, questo tipo. Ma è così banale… un estremista della banalità, direi. Tipi così non costruiscono il futuro, sono già morti. Il futuro è degli eretici. Sarà meglio che torni a occuparsi di scimmie e vegetarianesimo.Beh, a parte questo, Ettore, hai letto il ciclo dei robot, di Asimov? Credo potresti trovarvi degli spunti interessanti; lui era bravo a immaginare società del futuro e si improvvisava spesso sociologo, con risultati interessanti e molto pertinenti.Bye

  16. Ettore says:

    Zel: Cioè per te i neonati e i disabili sono non persone?

  17. Ettore says:

    Alberto: Ma di quale futuro stai parlando? Il "futuro" è già qui, è già arrivato. Questo signore è alla base di certo animalismo fondamentalista che già si intravvede nelle legislazioni europee dove un orso vale più di un essere umano non ancora nato. L’ideologia di Singer non è affatto morta, infatti anche lui ha partecipato al famoso protocollo di Groening. E sempre in base alla sua ideologia la Spagna di Zapatero sta per riconoscere (o lo ha già fatto) i diritti delle Grandi Scimmie. Ma quale futuro?

  18. Ettore says:

    Jole: Hai perfettamente ragione, grazie della tua "intromissione". Purtroppo è vero, l’eugenetica c’è già…

  19. Jole says:

    Grazie Ettore: nella banalità della mia vita quotidiana osservo spesso con mio rammarico, persone che si professano credenti, o perfino ministri dell’Eucaristia così presi dalla difesa degli animali da mettere le persone al secondo posto, da odiarle se non condividono le loro idee animaliste. E anche su questa piattaforma, ricevo continuamente inviti a eventi sulla difesa degli animali, che condivido peraltro, ma se posti su problemi "pesanti" come l’eutanasia o altri che riguardano la vita, allora scappano tutti. Agli inviti per le feste di compleanno si partecipa anche con una settimana di ritardo. Questo tuo post sull’Eugenetica è davvero un caso raro, che riscuota un così grande interesse: complimenti a te e ai tuoi amici!

  20. Zel says:

    Dipende da cosa si intenda per "persona": per me persona è un essere umano con capacità di autoidentificazione e autodeterminazione. Un neonato ovviamente non ha queste capacità perchè non ancora sciluppate, un malato mentale grave ha una malattia che impedisce il giusto sviluppo di tali capacità (un handicappato fisico non rientra in questo caso ovviamente…)… Direi quindi che un bambino appena nato sia una potenza di persona perchè crescemdo svilupperà tali capacità che lo renderanno "persona". Ciò non toglie che un neonato o un malato mentale grave siano esseri umani in atto.

  21. Ettore says:

    E gli esseri umani "in atto" hanno diritti?

  22. Ettore says:

    Ma come fa una non persona ad avere dei diritti? E’ contro ogni logica. E poi dove sta la differenza fra un feto al non mese e un neonato? Hanno lo stesso livello di potenza e atto.

  23. Zel says:

    E’ l’essere umano ad avere i diritti, non una persona (i diritti non posso dipendere dal gradi di ntelligenza o dalle capacità soggettive di qualcuno).Un feto non solo è una persona "in potenza" ma è anche un essere umano "in potenza"… vale a dire che quano avrà fionito lo sviluppo sarà un essere umano in atto e solo con la crescita sarà una persona in atto. Un neonato è in atto un essere umano e in potenza una persona. E, PERSONALMENTE credo che se si debba scegliere in un conflitto di diritti, si debba propendere per favorire quelli di esseri umani in atto e non quelli di esseri umani ancora in potenza. E’ brutto dare una valutazione al valore di una vita (in atto o in potenza che sia) ma a volte è necessario.

  24. Ely says:

    Jole: hai ragione. Conosco persone animaliste, che amano di più gli animali che gli uomini! Anzi gli uomini non li ritengono degni d’amore, mentre gli animali si perchè "non ti farebbero mai del male" ecc…Forse si proteggeranno i "cuccioli d’uomo" solo quando saranno in via d’estinzione, come i leoni…Scusa per la battuta.

  25. Ettore says:

    "E’ l’essere umano ad avere i diritti, non una persona"E allora a che serve il concetto di persona? Evidentemente persona ed essere umano coincidono.Un feto non solo è una persona "in potenza" ma è anche un essere umano "in potenza"Sciocchezze. Il feto è vivo, quindi è un essere. Ha un codice genetico umano, quindi è umano. Ovvero è già un essere umano. Le categorie di potenza e atto non hanno molto senso se applicate ai concetti di essere umano e di persona. O ci nasci o niente, non si diventa umani o persone. Potenza e atto hanno senso se applicate alle facoltà umane, come la parola e l’intelligenza."E’ brutto dare una valutazione al valore di una vita (in atto o in potenza che sia) ma a volte è necessario"Non esistono vite in atto o in potenza. La vita c’è oppure non c’è. Una donna è incinta oppure non lo è, non esistono vie di mezzo. Cmq qualche malpensante potrebbe pensare che alla fin fine basta sostituire l’aggettivo di "forte" al posto della vita in atto, e quello di "debole" in luogo della vita in potenza per rendere comprensibile il concetto. Gli interessi dei più forti prevalgono su quelli dei più deboli. Questo ha un senso ed è storicamente fondato.

  26. Jole says:

    Ma che significa non-persona? Ogni essere umano in atto o in potenza è PERSONA! Se io ho i mieii diritti e voglio che mi vengano riconosciuti, ho anche dei doveri, come quello di garantire i diritti a chi non ha voce, come un feto o un ammalato psichico. Il mio essere persona trova senso pieno in questo dovere che ho e che sento. L’essere persona prevede diritti ma anche doveri , sennò che persona sono?boh

  27. Zel says:

    Ettore: Il concetto di persona serve a dare una valutazione all’essere umano (in campo giuridico, medico ecc..)Il feto non è vivo in quanto "vive" solo in dipendenza della madre. Se la madre morisse il feto non sarebbe in grado di autosostentare la propria vita biologica (respiro, battito cardiaco ecc…)e quindi morirebbe. In potenza è un essere umano perchè solo in futuro sarà realmente vivo autonomamente dall’organismo materno.Il resto del tuo discorso è soggettivo e personale (e, a mio parere, fuori luogo la sostituzione arbtraria che dai con forte o debole), quindi non ho niente a dire: ognuno ha le sue personali idee che vanno rispettate.

  28. Alberto says:

    Se Singer non fosse morto, non puzzerebbe in questo modo.E stai tranquillo che la bistecca non ce la toglierà nessuno 🙂

  29. Ettore says:

    Alberto: Il problema è che questo mondo ama tutto ciò che è brutto e puzzolento.

  30. Manola says:

    Zel…l’umanità ce l’ha data il nostro Creatore!!Ce l’abbiamo dal momento del concepimento sino alla morte! Non ci sono vie di mezzo! Senza se e senza ma!Questo è quanto!Un saluto nel Signore, se ti fa piacere!Manola

  31. Ettore says:

    Zel: Se il concetto di persona serve per creare gerarchie fra gli esseri umani che contano e quelli che no, allora è da rifiutare. Invece quello di persona è nato proprio per affermare la dignità intrinseca di ogni essere umano, indipendentemente dalla salute, dallo stato in cui si trova a vivere ec…"Il feto non è vivo in quanto "vive" solo in dipendenza della madre."Se la madre morisse dopo il parto e nessuno si prendessere cura di lui, morirebbe lo stesso. Ci sono milioni di esseri umani che sono in parte o del tutto dipendenti da altre persone (come i malati e gli anziani), questo non vuol dire che la loro non è vita. invece il feto è biologicamente vivo, questo è quello che conta. Tutto il resto sono considerazioni filosofiche anche un pò sciocche oltre ad essere arbitrarie. La dipendenza dalla madre è solo una condizione per la sopravvivenza, essenzialmente è irrilevante. Un organismo indipendente non è più vivo di uno dipendente.

  32. Alberto says:

    Io no di sicuro, e non sono certo l’unico. Ho fiducia che la storia lo cancellerà. Pensa ai tedeschi: consentirono a Hitler di uccidere ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, zingari. Ma quella volta che entrò nelle loro case per prendere loro i figli e i parenti si ribellarono comunque. Se non c’è riuscito lui, spero che non ci riuscirà nessuno.La storia ce lo dirà.Sì, giusto parlare di certe cose. Ho apprezzato anche la selezione di frammenti dell’intervista; l’intervistatore che fa inutilissime domande per associare tutto questo a "pragmatismo", "illuminismo" e "razionalismo", nonché con l’immancabile e satanica teoria dell’evoluzione, dava al tutto un’aura bellicosa poco piacevole.

  33. enza says:

    Se chiedi a Dio un albero Egli te lo darà in forma di seme.

  34. Alberto says:

    Riguardo alla vita del feto, la trovo una questione poco rilevante. La madre può rifiutarsi di prendersi cura del bambino dopo che è nato dandolo in adozione, ritengo sensato che possa rifiutarsi di farlo anche prima. Ovviamente le conseguenze sono diverse, ma ritengo che rientri nelle libertà della madre. Altri aspetti della questione li abbiamo già ampiamente discussi altrove.

  35. Leah says:

    Mi sembra di ritornare ai tempi del nazismo,quando si doveva scegliere chi aveva il diritto di vivere e chi no,perchè ci dobbiamo ricordare che i nazisti hanno ucciso non solo ebrei ma anche psicopatici omosessuali dementi,persone che non avevavo la capacità di autogestirsi ed erano considerati persone inutili e perciò non avevano il diritto di vivere,avevano il diritto di vivere persone appartenenti alla razza ariana.Parliamo contro il nazismo,l’antisemitismo,contro l’intolleranza,la mancanza dei diritti dell’uomo nei paesi totalitari,ma che cosa è per voi questo?non ho parole per esprimere quello che ha suscitato dentro di me questo post,ma credo che non siamo lontani dalla disumanizzazione dell’essere umano e disamore verso coloro che non avendo possibilità di difendersi, devono rimettersi alla scelta che altri fanno per loro e che ritengono giuste per loro.Che veramente Dio ci aiuti a vivere in questo mondo marcio.

  36. Ettore says:

    Oggi ci sono mezzi molto più potenti di quelli di Hitler, molto più pericolosi delle sue corazzate. E la propaganda si è molto evoluta. Singer e i suoi colleghi hanno capito due cose molte importanti: 1- Non bisogna fare la faccia feroce come la faceva Hitler, ma mostrarsi sempre buoni e compassionevoli in tutto quello che fanno. Non bisogna offendere le persone e usare parole troppo forti. Hitler insultava tutti, negri "bastardi", handicappati "idioti" ecc… Singer invece quando gli viene chiesto dei disabili che protestano contro di lui mica risponde "ma cosa vuole che capiscano quei subumani!". No, risponde che forse sono un pò confusi, che non lo hanno capito bene. Che è la democrazia. Bisogna sapere usare bene le parole, e nel caso reinventarle o inventarne di nuove.2- Che l’obiettivo non deve essere quello di conquistare lo stato. Non è che lo stato debba diventare eugenetico, si deve creare una radicata cultura sul nuovo umanitarismo che sia autoritaria ma apparentemente democratica. I genitori decidono, i medici decidono…Anche perchè poi prima o poi gli stati vanno in crisi e i governi cadono, e quando le cose vanno male le persone tendono a incolpare lo stato. E allora ci va di mezzo anche l’eugenetica. Che deve esistere ma non deve essere troppo evidente, proprio come il protocollo di Groening.La pratica dell’aborto non consiste nel privare il bambino delle cure materne, consiste di solito nel prenderlo a randellate e farlo a pezzi.

  37. Zel says:

    Manola: tu credi a un creatore, io no.Ettore: non confondere le acque come al solito. Un bambino nato è biologicamente autonomo dalla madre (così come lo è dal 6° mese di gestazione in poi). Per te non sarà una discriminante, ma per me sì, perchè, piaccia o meno, spesso si deve scegliere. Inoltre, se essere umano coincidese con persona perchè la lingua italiana ha coniato due diversi termini?! Anche i sinonimi per quanto simili hanno sfumature diverse.Ricordo infine che spesso l’abort è praticato a scopi terapeutici per salvare la madre che atrimenti morirebbe… è in questi casi che si rende obblgatoria una distinzione come quella da me illustrata tra esere umano in atto o in otenza e tra persona in atto o in potenza.

  38. Alberto says:

    Tanto il feto morirebbe comunque fuori dall’utero, o vivrebbe come un vegetale. Le randellate c’entrano poco.Non sono d’accordo sulla propaganda. Non credo che farà la differenza per la gente, né che la formidabile macchina della propaganda nazista sia molto suscettibile di miglioramento. Fu così efficace che un popolo intero fece finta di non sapere niente della fine che facevano i vicini di casa, gli amici, i colleghi… E si parlava anche allora di carità nel togliere la vita, non è un’invenzione di oggi.Comunque la futurologia non mi piace, non è una scienza, anzi di solito è una puttanata. Per ora Singer parla, e molti su certi argomenti lo ascoltano pure (non dubito che sia esperto di scimmie). Che lo faccia, parlare è il lavoro dei filosofi. Giudicherò dai fatti, se e quando verranno; come sempre.

  39. Alberto says:

    Ho riletto meglio l’articolo, e visto la firma in fondo. Wesley J. Smith. Pare sia un bioeticista.Qui devo dire che da lui mi sarei aspettato, allora, un lavoro migliore. Non doveva “rispondere” a Singer? Dove lo fa? Ha ragione Caplan, è facile demonizzarlo; quello che è difficile è demolirlo. Smith ha preferito far vedere quanto sia mostruoso e “razionalista” Singer, ma non quanto siano contraddittorie e sbagliate le sue affermazioni (intuisco il perché di questa scelta). Qualcuno dovrebbe rimediare. Forse butterò giù due righe sulla cosa anch’io, con permesso 🙂

  40. Ettore says:

    Zel:"Inoltre, se essere umano coincidese con persona perchè la lingua italiana ha coniato due diversi termini?!"La lingua italiana non ha creato proprio niente. La nascita del concetto di persona è dovuta a un dibattito millenario e ancora oggi forse non esiste una definizione universalmente accettata. Io non dico che essere umano e persona siano sinonimi, dico che sono inscindibili. Che non esistono non persone, nè esseri umani che non sono persone. Dire che un neonato non è una persona lo trovo molto pericoloso."Ricordo infine che spesso l’abort è praticato a scopi terapeutici per salvare la madre che atrimenti morirebbe.."Che invece sono casi piuttosto rari. I motivi alla base della stragrande maggioranza degli aborti sono altri.

  41. Ettore says:

    Alberto: Invece sono di gran lunga migliorati. La loro carità è ancora più "caritatevole" di quella nazista, e apparentemente meno violenta.L’analogia con l’adozione cmq non regge. Se una donna abbandonasse un neonato per strada non potrebbe dire che è suo diritto rifiutare la cura del bambino. E’ una simmetria imperfetta, non solo nella conclusione. Io non pretendo di prevedere il futuro, cerco solo di leggere i segni dei tempi. Questi per me sono segni premonitori. Se non si prova a immaginare il futuro si rischia di aprire gli occhi quando ormai è troppo tardi. Se io vedo che sta nascendo un mostro lo denuncio subito, anche a costo di sbagliare. Non aspetto che diventi enorme. Cmq quella di Wesley è un’intervista, non si può rispondere. Altrimenti è un dibattito. Sicuramente da qualche parte lo avrà demolito, in quel contesto poteva solo farne notare la mostruosità.

  42. Jole says:

    ettore: grazie di essere passato da me

  43. Alberto says:

    Se il bambino è autonomo, se ne prende cura lo stato comunque. Se non lo è, la madre è comunque libera di non voler dare il proprio corpo, che le appartiene, per questo. Mi sembra sensato. Vogliamo chiamarla un’omissione?

  44. Alberto says:

    Weasley poteva fare domande che l’avrebbero messo in difficoltà davvero. Non era quello il fine dell’intervista, è chiaro :-)Sulla futurologia mi spiego meglio: fai anche bene a denunciare se "sta nascendo un mostro", in questo caso è appropriato. Ma il rischio è quello di denunciare qualcosa solo sulla base di un "futuro" che non esiste, invece che sulle necessità e sui problemi presenti. Come se io dicessi "la Chiesa comincia col riammettere i lefebvriani, ma un giorno finirà con l’accettarne le tesi e invocare la persecuzione degli ebrei". Potrei pensarlo; magari accadrà davvero 🙂 ma non critico la Chiesa per QUESTO motivo. La critico perché li sta riammettendo ADESSO, per le conseguenze immediate, non per quello che sarà del "futuro". Per esempio. Spero di essermi spiegato :-)Ciauz

  45. ile says:

    Ettore, sull’aborto ho il tuo stesso parere, purtroppo la mggior parte degli aborti non è fatto a scoo curativo, peproteggere la salute della madre, ma per tuttealtre ragioni, che purtroppo ho constatato durante i miei soggiorni nel reparto di ginecologia, dove io andavo a partorire e vedevo delle ragazzine abortire. Ma ne abbiamo già parlato tempo fa. Per quanto riguarda questo "grande" che non aveva null’altro da fare in questi anni di studi, bisogna ricordagli che fortunatamente l’essere madre è un istinto che ti induce ad esserlo per tutta la vita, che è certo più forte delle sue teorie.

  46. Leah says:

    pochi momenti prima della mia nascita il medico disse a mio padre di decidre chi delle due salvare o mia madre o me,mio padre rispose che se era possibile tutte e due.Mai madre è vissuta altri 43 anni ed io sono ancora qui.Dio vi benedica

  47. Zel says:

    Leah: buon per te, alcuni non hanno la stessa fortuna e si deve scegliere.

  48. Ettore says:

    Alberto: Sì, però di solito i bambini non vengono fuori così; dal nulla. E cmq una donna non può privare delle sue cure il bambino, e se lo fa lo deve fare in condizioni di sicurezza per il rispetto del diritto alla vita di un essere umano. Questo non può avvenire con l’aborto, sono cose del tutto diverse. E cmq l’aborto non consiste in questo, è ben altro. Il fatto che morirebbe lo stesso non ha importanza. Non puoi provocare la morte di un malato terminale perchè tanto "morirebbe lo stesso", visto che tu non vuoi più prenderti cura di lui. Io non salto alle conclusioni. Io vedo un palazzo dalle fondamenta marce che vacilla pericolosamente; pensare che possa crollare e che se non si provvede prima o poi lo farà, non è futurologia. E’ prudenza.

  49. enza says:

    Cito Ettore————–>"Io non salto alle conclusioni. Io vedo un palazzo dalle fondamenta marce che vacilla pericolosamente; pensare che possa crollare e che se non si provvede prima o poi lo farà, non è futurologia. E’ prudenza."Io aggiungerei: è matematica.Ettore ti rinnovo la stima.

  50. S. says:

    veramente,possiamo decidere se un bambino deve vivere o morire?certo,un bambino con seri problemi di salute, probabilmente non saramai felice e sicuramente neanche i suoi genitori lo saranno.pero un bambino con problemi mentali,difficilmente capira il suo stato.magari i genitori soffrirano pero lui stesso,no.Non parlo senza sapere,ho lavorato in una scuola per bambini variamente disabili e so com’e,sia per loro,sia per le famiglie.Veramente,mi chiedo,possiamo uccidere nel nome del rilievo della sofferenza umana?E una cosa l’eutanasia per un adulto e un’altra per un appena-nato.In piu vorrei dire che anche Hitler diceva che tanti quanti dovrebbero morire perche non erano "sani" e l’hanno chiamato "pazzo","sadista","assassino".Quel filosofo viene accettato ed intervistato…Forse abbiamo perso il vero significato della parola "democrazia"…Si, una madre ha il diritto di non voler un bebe,pero anche il bebe ha il diritto alla vita.E non credo proprio che il fatto che sia un neonato lo fa un organismo e niente di piu.Vorrei chiarire che non sono contro l’aborto per salvare la vita della madre o perche il feto e malatto,sono assoluttamente contro l’omicidio che propone il "filosofo",perche SI, e un omicidio,e un essere umano anche se non puo parlare ancora.In fine vorrei dire che ,come greca,ho iniziato ad avere un po’ piene le palle con tutti quelli che utilizzano la civilta del mio Paese per giustificare le loro opinioni.Gli Spartani uccidevano i bimbi malformati per ragioni vari,sociali e culturali.Basta allora di dire sempre "in Sparta",in Sprta il 500 a.C non c’erano delle cliniche, non c’era niente.Quei bimbi erano comunque condannati.Scusate per qalche sbaglio,non sono italiana comunque.

  51. Alberto says:

    Il dibattito sarebbe lungo… le mie opinioni sull’aborto le sai già, credo quindi miritiro. Troppe discussioni devo riposare un po’ le dita (e la tastiera :-)Grazie della segnalazione dell’intervista 😉

  52. Leah says:

    PUò DARSI CHE SIA COSì ZEL MA MI PUOI SPIEGARE COME SI FA A SCEGLIERE SE LA PERSONA CHE AMO DEVE MORIRE O VIVERE?PERCHE’ ALLORA PROPRIO QUESTO UOMO,VOGLIO CHIAMARLO COSI’,CONSIGLIA CHE SE SI DEVE SCEGLIERE TRA IL FAR VIVERE O IL FAR MORIRE IL PROPRIO FIGLIO CONSIGLIA DI PRENDERE IL PRIMA POSSIBILE LA DECISIONE AFFINCHE’ NON AUMENTI L’ATTACCAMENTO DELLA MADRE VERSO IL FIGLIO,CHE COSA SECONDO TE SPINGEREBBE UNA MADRE A SCEGLIERE NONOSTANTE TUTTO LA VITA PER IL SUO BAMBINO O PER LA PERSONA CHE AMA,INVECE DI SOPPRIMRE O PER USARE LO STESSO TERMINE DI QUEST’UOMO,DI UCCIDERLO.NON VOGLIO GIUDICARE CHI FA’ QUESTE COSE.VI E’ UN SOLO GIUDICE CHE PUO’ GIUDICARE PERCHE’ NON GUARDA ALL’APPARENZA ,MA ALL’INTERIORE DELL’UOMOE PER ESPERIENZA, DA’ SEMPRE UNA POSSIILITA’,MI CHIEDO PERO’ CHI PUO’ DECIDERE PER UN BAMBINO CHI NE’ PUO’ AVERE LA FACOLTA’,CHI E’ CHE SA VERAMENTE COSA E’ BENE PER UN BAMBINO O PER UNA PERSONA MALATA TERMINALE O PSICHICA.IO ALLA DOMANDA HO TROVATO GIA’ LA RISPOSTA E NON ME L’HA PONGO PIU’.LA RIVOLGO A VOI.UN SALUTO

  53. enza says:

    Ettore mi hanno inviato una mail con il racconto di questa storia, credo che contenga un principio attinente al discorso.Se è troppo lunga scegli tu cosa farne ma sono certa che catturerà la tua sensibilità per quanto ho percepito di te.Ciaaaaaaaaaaaaaaooooo Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nonsarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: ‘Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov’è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?’ Il pubblico alla domanda si fece silenzioso. Il padre continuò: ‘Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.’ A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c’erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese: ‘Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?’ Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: ‘Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all’ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono’ Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all’idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell’ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All’inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all’idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all’ uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece. Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l’uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: ‘Shay corri in prima base! Corri in prima base!’ Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall’emozione. A quel punto tutti urlarono:’ Corri fino alla seconda base!’ Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l’eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all’uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l’uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: ‘Bravo Shay, vai così! Ora corri!’ Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono:’ Corri in prima, torna in base!!!!’ E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l’eroe della partita. ‘Quel giorno’ disse il padre piangendo ‘i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità’. Shay non è vissuto fino all’estate successiva. E’ morto l’inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l’eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre. Non dimenticò mai l’abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto. Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il ‘naturale corso delle cose’ a realizzarsi. Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla d’amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po’ più freddo? Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.

  54. enza says:

    Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il ‘naturale corso delle cose’ a realizzarsi. Il principio base che io condivido è questo:Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla d’amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po’ più freddo?

  55. Zel says:

    Leah: le tue sono idee rispettabili ma personali.La mia idea su quello che èp essere umano e persona è stata resa nota e chiara, quindi io ho altre idee al riguardo.Un embrione non è un essere umano in atto, quindi metto al primo posto la madre che loè. Fine.

  56. Alberto says:

    Leah, è poco educato scrivere tutto in maiuscolo, è come urlare.

  57. Leah says:

    infatti stavo urlando il dolore di coloro che non ne hanno la possibilità.

  58. Zel says:

    Urla anche quello di chi deve scegliere, di chi perde una madre o di chi perde una moglie o compagna, di chi perde una figlia, di chi perde una nipote, di chi perde una sorella, di chi perde una cugina ecc… perchè l’aborto teraupetico esiste e salva vite.

  59. Leah says:

    quale vita?non quella che intendi tu.solo attraversando simili situazioni personalmente può capire che cosa si prova:E’ facile parlare di cosa solo per poter aver un opinione su una data situazione,ma bisogna attraversare personalmente certe cose per poter dire qualcosa.vi saluto

  60. Danilo says:

    certo, ormai certi discorsi, nemmeno mi meravigliano… il mondo va avanti sempre di più, verso una sicura e totale disfatta… oggi parlare di aborto, per molti è facile… tanti giovani fanno sesso solo per capriccio, (e questo è solo un esempio, infatti i casi possono essere, tanti altri, tra cui anche casi, in cui è davvero, una scelta difficile) e poi hanno il coraggio di lasciare morire, la creatura che sta per iniziare a formarsi, nel grembo materno.. chiamandolo semplicemente, feto!! trascurano il fatto che è un dono, molto importante e straordiario e che loro non dovrebbero avere, nessuna autorità, di stroncare, una vita che vole venire al mondo, alla luce.. semplicemente perchè quella vita, non appartiene a loro.. ma è in primis padrona di se stessa, ed il suo diritto, non appartiene a nessuno, ma è suo!! solo suo! Dio vi benedica!

  61. enza says:

    Il padre continuò: ‘Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.’

  62. Leah says:

    il nome Fulvio Frisone vi dice nulla?E’ un fisico nucleare che affetto da gravi problemi fisici e linguistici,però è diventato un fisico nucleare….

  63. Zel says:

    Leah: conosco mooolto bene il problema dell’aborto teraupetico, quindi parlo con moooolta cognizione di causa. E ribadisco: ognuno dev’essere libero di decidere se farlo o meno, ma chi decide per il pro non dev’essere nè giudicato nè condannato.

  64. Ettore says:

    Per quanto mi riguarda non ha senso nemmeno l’espressione "aborto terapeutico". La terapia è qualcosa che sconfigge un male, una malattia. Ma la gravidanza non è una malattia e l’aborto distrugge una vita. Io non giudico e non condanno nessuno, però con queste espressioni il bambino oltra al danno subisce anche la beffa di essere classificato come una malattia, come un nemico della madre. Invece in questi casi così dolorosi sono entrambi vittime, l’aborto non è mai una terapia. Chiamatelo come volete, ma non ha proprio nulla di terapeutico.

  65. Jole says:

    Qulacuno ha mai pensato ai danni psicologici che subisce una donna dopo aver fatto un aborto? E’ risaputo che anche un aborto spontaneo lascia tracce nella psiche, come una ferita difficilissima da rimarginare poichè si tratta sempre di un lutto per una madre, anche per la più materialista di questo mondo. L’aborto provoca a lungo andare depressione e disturbi da attacchi di panico fino ad arrivare nei casi estremi al suicidio. Non riferisco link, tanto ci si può credere o no, ma se avete intorno a voi persone che conoscete e delle quali sapete che hanno abortito se pur spontaneamente, chiedetevi come stanno, come si relazionano agli altri, se hanno difficoltà ad affrontare la vita………..io credo di sìMolte donne non abortiscono per "partito preso", ma perchè costrette dalle situazioni contingenti. Non le giustifico e non le approvo, ma non credo esista una donna che possa affrontare una cosa del genere e rimanerne distaccata come se si fosse tirata via un dente. Ogni donna "normale" ha innato il desiderio di maternità (a meno che non abbia subito abusi e cose simili da piccola) e l’aborto lascia segni devastanti. Quanto male ci facciamo a volte senza nemmeno accorgercene, in nome della nostra presunta libertà e dell’autodeterminazione! "Io sono in quanto decido", in quanto capace di autonomia ……..che fesserie!!!E’ solo la mia opinione, ma ho scoperto quanto sia bello , fruttuoso e fonte di crescita per me "essere" quando riesco a sentire l’altro", quando insieme alla ragione uso il cuore (parafrasando Pascal). E’ sempre il cuore che fa la differenza! A proposito, io non mi considero una persona "in atto", ma eternamente "in potenza", perchè fortunatamente ho ancora voglia di crescere e di imparare…………..anche le parole cambiano senso quando usi il cuore

  66. Zel says:

    Etore: quindi una donna che morirà se non abortirà per te è a priori condannata?!

  67. Leah says:

    E chi ti ha detto che io giudico,e ti dico anche che non so quanto coraggio ci vuole per decidere se abortire o tenere il bambino.Il fatto sta che non siamo capaci di prenderci le nostre responsabilità e la venuta di un figlio,che non ha chiesto di nascere nè è colpa sua se è stato concepito,ha il diritto di vivere,troppo facile eliminare il problema e non pensarci più,allora la mamma di Fulvio Frisone invece di combattere e vincere per suo figlio doveva eliminarlo così non avrebbe più portato il peso di un figlio menomato con gravi problemi fisici e linguistici.Manca questo coraggio nelle persone di oggi,Manca l’amore.E’ facile andare al terzo mondo ed aiutare coloro che sono lì,che non metto in dubbio nè la loro soffrenza,nè la fame,ma chi ha veramente in cuore di aiutare il prossimo incominci da qui,dal cosidetto mondo civilizzato,dove tutto è lecito,è questo il punto di partenza,da questa parte di mondo.Dio vi benedica

  68. Jole says:

    sono favorevole all’aborto terapeutico quando la vita della madre è a rischio ( distinguiamo i casi) , e anche la Chiesa lo è. Ci sono donne tuttavia che hanno accettato il rischio di poter morire, e di queste alcune ce l’hanno fatta altre no purtroppo; e ci sono donne che pur di non morire hanno abortito e che vanno aiutate, per la scelta che hanno dovuto compiere e che le segnerà per sempre. In ogni modo di fronte all’eventualità di rimetterci la vita esiste solo la libera coscienza e nessuno, se pur solo in teoria, può dire la sua…Dico solo che l’aborto è una cosa serissima

  69. Zel says:

    Jole: no, la chiesa è contraria ANCHE all’aborto terapeutico come si leggechiaramente nel Humanae Vitae ("In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche").Leah: ci sono donne, come me, che morirebbero se tentassero di portare avanti una gravidanza oltre il secondo mese. E non è una possibilità: è una certezza…. si fa di tutto per non rimanere incinta, ma la sfiga esiste e se mai mi capitasse avrei una sola scelta possibile, perchè atrimentisarei una suicida. Non è facile rinunciare a 16 anni alla possibilità di avere un figlio, ma ci sono milioni di donne come me e dobbiamo farci i conti, che ci piaccia o meno. Dici che manca il coraggio?! Provaci tu a stare in sta situazione e poi ne riparliamo.

  70. Danilo says:

    ETTORE SCRIVE: Per quanto mi riguarda non ha senso nemmeno l’espressione "aborto terapeutico". La terapia è qualcosa che sconfigge un male, una malattia. Ma la gravidanza non è una malattia e l’aborto distrugge una vita. Io non giudico e non condanno nessuno, però con queste espressioni il bambino oltra al danno subisce anche la beffa di essere classificato come una malattia, come un nemico della madre. Invece in questi casi così dolorosi sono entrambi vittime, l’aborto non è mai una terapia. Chiamatelo come volete, ma non ha proprio nulla di terapeutico.DANILO SCRIVE: grande Etttore sono d’accordo con te… pace! Dio ti benedica!

  71. Danilo says:

    Leah dice bene…. il nome Fulvio Frisone vi dice nulla??

  72. Ettore says:

    Io ho già detto che non condanno nessuno. Dico solo che l’aborto per me non è considerabile una terapia, terapia è quello che salva una vita e basta. Non che distrugge una vita (anche se in favore di un’altra).

  73. Leah says:

    Cara zel,tu non mi conosci se non tramite questi commenti che lascamo nei vari post,ma sappi una cosa,che quando parlo di una cosa è perchè lo sperimentata personalmente,non mi permetterei di parlare di una cosa tanto importante come la vita di un bambino e o meglio di un essere umano se non avessi sperimentato personalmente certe esperienze che malaguratamente ho fatto,Mi dispiace per te,è duro per una ragazza venire a conoscenza di certe notizie che riguardano la sua vita e che possono condizionarle anche il futuro.non posso dire nulla perchè so che le parole non basterebbero per poter mettere serenità nel tuo cuore.

  74. Zel says:

    Io sono serenissima… diciamo che mi scoccia un po’ sentire gente che senza nememno pensarci mi condannerebbe a morte col sorriso sulle labbra giudicandomi (per di più!!!)!

  75. Alberto says:

    Idee su come chiamare l’aborto in questi casi?A me piace l’idea di "aborto per stato di necessità". Terapeutico era più semplice però.

  76. Leah says:

    non credo che si stia giudicando te,ma che in piena libertà si esprimono pareri e opinioni su un certo argomento,questo esula ognuno di noi di giudicarci l’un l’altro.La vita di ognuno di noi viene scandita da scelte che ognuno prende,spero,in piena coscienza,in base al proprio credo e anche alle proprio esperienze,questo però non autorizza ognuno di noi di giudicare,e se a te personalmente ti ho dato quesa impressione ti chiedo scusa ma non era nelle mie intenzioni.

  77. Jole says:

    Zel: la chiesa avrà pure le sue ragioni a mettere dei "paletti", delle regole da rispettare, e con questa sua politica si può essere contro o a favore, ma la chiesa che conosco io è fatta di uomini impegnati sul campo che per farti un esempio, proprio in questo momento sono impegnati, a livello pastorale e diocesano, a trovare il modo di "riammettere" i divorziati. Per l’aborto è la stessa cosa, la chiesa nello specifico di una esperienza di vita, non applica le sue stesse regole, ma il buon senso, la msericordia (siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro – Lc 6, 36-38), ma sopratutto la regola del MALE MINORE. CITAZIONE: MONS. E. SGRECCIA (Presidente emerito della pontificia accademia per la vita) – Manuale di bioetica 3°ed. vol. 1°, pag. 259-260: "E’ lecito compiere un azione (o ometterla deliberatamente) anche quando questa scelta comporta un effetto cattivo, alle seguenti condizioni:1) che l’intenzione dell’agente sia informata dalla finalità positiva2)che l’effetto diretto dell’intervento sia quello positivo3)che l’effetto positivo si aproporzionalmente superiore o almeno equivalente all’effetto negativo4) che l’intervento così complesso e collegato non abbia altri rimedi esenti da effetti negativiL’ epoca in cui la morale cristiana era fatta di casistica è ormai finita, per fortuna, e si guarda ai casi singoli, valutandoli nella loro storia personale: questa è l’esperienza che faccio ogni giorno

  78. enza says:

    Zel la fede è qualcosa di più che una serie di cose da fare o non fare.Dio guarda al cuore dell’uomo da padre a figlio e non come un legislatore e per esperienza ti dico che se confidiamo in Lui con tutto il cuore non ci sono sittuazioni troppo difficili in cui non sia in grado di aiutarci che talvolta potrebbe tradursi anche in un aborto terapeutico come dici tu ma prima di decidere andiamo con fiducia a Lui, chi ci ha creato conosce perfettamente i meccanismi dell’intero nostro essere e sà come prendersi cura di noi.E’ inutile dirti che ti voglio bene perchè lo sai già.

  79. Zel says:

    … enza: ma cosa c’entra?! I cavoli a merenda non mi piaccono!!!!… ma cos’è quest’impossibilità cronica di restare in tema?!

  80. enza says:

    Zel la mia è la risposta di una cristiana riguardo a quelle situazioni in cui si dovessero fare delle scelte importanti in fatto di vita o di morte, di aborto o meno.Oltretutto hai parlato di giudizio ed io ti ho semplicemente parlato del cuore di Dio che tutto fà tranne giudicarci ma proteggerci.Laddove ci fossero situazioni estremamente rischiose sarebbe Dio stesso a non caricarci del peso del rischio se non per un fatto di fede il che comunque sarebbe una scelta personale e soggettiva.Il messaggio importante che è pericoloso a mio avviso far passare è che una donna possa poter decidere della vita dell’embrione per motivi che differiscano dalla salute cosa che purtroppo succede largamente e diffusamente e che troppe volte nasconde un senso di irresponsabilità.

  81. Davide says:

    Si legge nell’intervista: «Non tutti gli esseri umani hanno diritto alla vita soltanto perché sono esseri umani.» Affermazione che andrebbe quantomeno soppesata attentamente…Il vero problema dell’etica (e della bioetica in particolare) è che troppo spesso i filosofi partono dalle conclusioni che più corrispondono al loro – personale – sistema ideale e – dopo – vanno in cerca di un’argomentazione dimostrativa. Questo significa rovesciare l’ottica filosofica. In primo luogo occorre domandarsi: "Che cosa posso conoscere?"; in secondo luogo: "Quanto è valida la mia conoscenza?"; in terzo: "La mia conoscenza, quand’anche valida, è accessibile ad altre persone od ognuno ha un propro sistema di conoscenza?"Quesiti che sembrano non pesare per nulla sulle argomentazioni di "filosofi" che argomentano in base all’emotività e non alla ragione. E questa è la fine della filosofia occidentale stessa. Scorrendola, troviamo ad esempio Cartesio, Kant, Berkeley, e, pur accogliendo o meno le loro tesi, ci accorgiamo quanto fosse profondo il loro pensiero (cfr. la Critica della ragion pura od il "dubbio iperbolico" di Descartes). Una filosofia che parta da "opinioni" non ha più o meno valore di qualsiasi romanzo giallo e, ciononostante, viene ad essa prestato orecchio come a fonte autorevole. Prima del collasso della santità della vita umana sicuramente è collassata la filosofia in quanto tale.Davide Gorga

  82. Maurizio says:

    Io non posso che concordare con Singer e dunque condannare totalmente i residuati delle superstizioni paleolitiche che ci impediscono di progredire sulla luminosa strada del progresso. Su un punto, tuttavia, devo dissociarmi dall’eccellente luminare: estenderei il programma eutanasico obbligatorio, oltre che agli handicappati, anche agli ebrei, agli zingari e agli omosessuali. Ovviamente dovremo ricorrere alle dovute differenziazioni, poiché ebrei e zingari li dovremo eliminare alla nascita, prima che diventino persone, mentre per gli omosessuali dovremo attendere la pubertà per individuarli e procedere al trattamento sanitario suddetto. Gli handicappati, infine, non saranno un problema, dato che sono eliminabili ad ogni età e dunque saranno includibili nel programma anche quegli individui la cui disabilità non è congenita, ma acquisita.
    Naturalmente, come ha spiegato bene il prof. Singer nell’intervista completa, l’operazione non sarà assimilabile a quella dei nazisti, come affermano alcune malelingue. Il nostro obiettivo, difatti, non sarà la purezza della razza, ma il benessere dei cittadini e dei genitori, oltre che dei soggetti trattati, i quali saranno liberati da un’esistenza di sofferenze.
    Terminerei citando un documentario commissionato dal dr. Bauer, grande psichiatra tedesco degli anni ’30 che per primo propose questa soluzione per le vite non vissute, per la liberazione attraverso la morte.
    “E’ un errore pensare che ammalati come questi possano provare felicità o attaccamento alla vita: non sanno neanche di vivere, restano attaccati alla loro esistenza solo per abitudine. Ogni possibilità di curarli, o anche di vederli migliorare, è da escludere
    Invochiamo un destino clemente che liberi queste creature da questa esistenza senza vita. Quanto è crudele mantenere in vita fino alla vecchiaia, come cadaveri viventi, persone spiritualmente morte, giorno dopo giorno nelle tenebre della follia. Sempre le stesse idee folli, sempre lo stesso comportamento idiota! Anni, decenn, una vita intera, eternamente ad un livello che possiamo riscontrare unicamente nei gradini più bassi del regno animale.”
    Eliminarli è un atto di carità.

  83. Ettore says:

    Eh no, se ci metti gli omosessuali il progetto fallisce in partenza 🙂

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