La neolingua

Ho trovato un articolo di Aldo Maria Valli che spiega con chiarezza quella che Orwell chiamava la “neolingua”, ovvero il potere della lingua che se finito nelle mani sbagliate può mettere a rischio la democrazia e l’idea stessa di libertà. Viviamo in un mondo dominato dalla neolingua, dove le parole sono dichiarate ininfluenti da quelli che hanno il potere di controllarle e di cambiarle (quando le reinventano a danno degli altri) e allo stesso tempo hanno l’ardire di presentarle come armi da depotenziare (se volte a ristabilirne il vero significato) indicando come anarchici coloro che contro ogni (loro) ragione si ostinano a chiamare le cose col loro nome.

 

LA DITTATURA DELLE PAROLE

di Aldo Maria Valli

Nel mondo nuovo si viveva bene perché, al contrario di quanto accadeva nel mondo vecchio, le parole non erano proprio parole: erano più leggere e impalpabili, così che, quando si riferivano a qualcosa di spiacevole, non davano troppo fastidio, non facevano venire sensi di colpa e lasciavano tutti non solo tranquilli ma anche sicuri di essere bravi e coscienziosi. L`inizio del mondo nuovo lo si può far coincidere con una storia precisa. Fu quella volta che si dovette far morire una giovane che, in seguito a un incidente stradale, era costretta a letto, non parlava e non si muoveva, ma era certamente viva. Alcune suore (allora si chiamavano ancora così e non «donne rappresentanti di una confessione religiosa ammessa») la accudivano da anni, dandole da mangiare e da bere. Lo facevano per amore e quindi erano contente di farlo. Quella ragazza per loro non era un peso. Anzi, curandola e occupandosi di lei le suore si sentivano più vicine al loro Dio (più tardi correttamente detto «divinità al centro di culto ammesso»). Il problema però era un altro. Nel paese c`erano tante persone che, come quella ragazza, vivevano bloccate a letto, in quello stato che veniva detto «vegetativo» per paragonare quelle persone alle piante che non parlano. A parte il fatto che le piante non parlano ma si muovono e fanno tante altre cose come respirare e permettere a noi di respirare e quindi non si capisce perché la vita di una persona che non si muove venisse detta vegetativa (e infatti adesso si dice «non produttiva ai fini della convivenza sociale»), il problema era che la presenza di tante persone in quello stato era un peso per molte altre persone che, avendo la possibilità di parlare e di muoversi, avevano un sacco di cose da fare, per esempio andare a sciare o leggere un libro o andare al supermercato, e quindi non avevano né tempo né voglia di dedicarsi ai loro simili bloccati a letto. Così si decise che la vicenda di quella ragazza poteva funzionare bene per risolvere una volta per tutte la faccenda di quelli che erano in «stato vegetativo». Qualcuno quindi pensò: quella ragazza facciamola morire e non se ne parli più. Solo che non si poteva dire così, sarebbe suonato malissimo e qualcuno avrebbe potuto rimanerci male e sollevare la questione che quelle persone «vegetative» non erano piante ma pur sempre uomini e donne con una faccia, due occhi, un nome. Allora si inventarono nuove parole. E fu proprio allora che nacque il mondo nuovo. Un giudice aveva detto che la ragazza doveva morire di fame e di sete. Siccome lei non era capace di mangiare e bere da sola ma doveva essere aiutata, bastava non darle l`aiuto e il gioco era fatto. Ma scrivere su un foglio «Decidiamo che la ragazza Tal dei Tali dovrà morire di fame e di sete» non si poteva, e così fu scritto «Sospensione del trattamento vitale artificiale». Fu il primo, decisivo passo. Da lì in poi tutto risultò più facile e molto meno complicato. Il giudice stabilì che la ragazza non avrebbe più mangiato né bevuto, ma siccome gli infermieri che dovevano stare con la ragazza avrebbero potuto impressionarsi per questa cosa del non mangiare e del non bere, stabilì che il non mangiare e il non bere non sarebbe avvenuto di botto, ma un po` per volta, diciamo a tappe. Una morte un po` dilazionata nel tempo, giusto per consentire agli infermieri di non rimanerci troppo male, perché un ragno o uno scarafaggio lo puoi anche ammazzare di botto, con un bel colpo di scarpa, ma come si fa con una ragazza anche se «vegetativa»? Dunque il giudice scrisse sul foglio che il mangiare e il bere, anzi «l`alimentazione e l`idratazione artificiali», sarebbero stati sospesi gradualmente «al fine di consentire la familiarizzazione del personale assistenziale con le condizioni cliniche». Il bello del mondo nuovo, che nacque proprio lì, era questo trasferire tutto, le persone e le cose, in una dimensione lontana e irreale: Il «personale assistenziale» non è un infermiere con i baffi, né un`infermiera con la cuffietta: è qualcuno che non si sa bene chi sia, qualcuno che c`è e non c`è, che non ha un volto. E allo stesso modo volete mettere la leggerezza delle «condizioni cliniche» rispetto alla sofferenza provocata dal non mangiare e non bere? Sul foglio c`era scritto inoltre: «Si prevede la somministrazione di sostanze idonee a eliminare l`eventuale disagio utilizzando prodotti come saliva artificiale, spray di soluzione fisiologica e gel». E qui si capisce che il mondo nuovo era proprio agli inizi. Oggi come oggi nessuno parlerebbe più di «eventuale disagio». Fu davvero un`ingenuità. Se si teme che ci sia del disagio vuol dire che non si è poi così sicuri che la persona “vegetativa” da ammazzare non senta niente. Infatti oggi nessuno più sarebbe così stupido da parlare di «eventuale disagio». Ma allora il mondo nuovo muoveva i primi passi e bisogna capire che non tutto era proprio a posto. In compenso l`avvicinarsi della morte della persona, circondata da tutto quel personale assistenziale, fu definita «accompagnamento decoroso», e qui ci fu un bel progresso rispetto al mondo vecchio, quando ancora si parlava di agonia. Il mondo nuovo dunque nacque così, e l`aiuto decisivo per la sua nascita venne, come avrete capito, dalla lingua. La morte non si chiamò più morte ma «fine vita», l`aborto non più aborto ma «interruzione volontaria della gravidanza», la guerra non più guerra ma «soluzione attraverso l`idoneo uso di mezzi di contrasto», la scuola non più scuola ma «percorso formativo programmato» e così via, in modo da rendere tutto più bello (anzi, al fine di migliorare la qualità della vita). Nel mondo nuovo non ci fu più alcun bisogno della democrazia. Comandavano quelli che inventavano le parole. Nel momento stesso in cui tiravano fuori una nuova parola per sostituire una parola vecchia e inservibile, decidevano anche che cosa di doveva fare. Per esempio, quella volta che i genitori divennero i «relazionanti di primo grado» e i nonni i «relazionanti di secondo grado», la famiglia praticamente fu abolita e non ci fu neanche bisogno di un decreto. Molte altre sarebbero le cose da raccontare circa la nascita del mondo nuovo, ma per adesso può bastare.

 

Europa 24 Dicembre 2008

Tratto da: http://www.piuvoce.net/newsite/articolo_primopiano.php?id=855

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