Le cellule staminali e gli scientisti (un pò positivisti)

Nel messianico entusiamo generale pochi, forse, hanno posto attenzione al fatto che Obama è arrivato addirittura a vaneggiare aborti liberi per tutti, anche minorenni. E soprattutto la libertà di abortire fino al nono mese e senza la necessità di nessuna motivazione "valida". Il senatore Obama aveva, fra le altre cose, anche sostenuto il dovere per i medici di lasciare morire i bambini sopravvisuti a pratiche abortive (come fece anche Livia Turco, a suo tempo definendola una cosa "mostruosa"). Insomma, non ce n’è per nessuno. Non conta nato o non nato, conta il volere degli adulti che è anche quello dei più forti, per puro caso si intende. Una volta emessa la sentenza non si scappa, anche se sei già nato (e poi dicono che non è paragonabile alla pena di morte…). E quando le cose non si mettono bene per i non nati, è lecito aspettarsi guai anche per i nati (ovvero per tutti noi).
Ovviamente, quindi, non poteva mancare anche la crociata antiembrioni visto che il neoeletto Presidente ha annunciato lo smantellamento delle leggi che
vietano gli espermienti umani e che tutelano ogni essere umano dalla
riduzione a cavia da laboratorio e a cava di organi. Per l’occasione, abbiamo pensato di riportare questo intervento di Giorgio Israel:

Neanche la scienza convince gli scientisti a smetterla di accanirsi contro l’embrione

All’indomani dell’esito del referendum sulla legge 40 per la
procreazione assistita scrissi sul Foglio un articolo il cui titolo era
"Lettera ai nuovi bigotti" e la cui tesi era che se è "bigotto" chi
aderisce a un complesso di princìpi preconcetti in modo cieco, senza
ammettere neppure in linea di principio la possibilità di un loro
ripensamento critico, e se è "clericale" chi si trincera entro una
corporazione che difende con tutti i mezzi il "bigottismo", allora
pochi hanno titolo a essere definiti "bigotti-clericali" come gli
scientisti, ovvero coloro che restringono il dominio della razionalità
alla gestione tecnologica dell’esistente. A distanza di due anni, non
poteva darsi una conferma più clamorosa di quella tesi.
Era
da attendersi un’ondata di giubilo di fronte alla notizia che un’equipe
dell’università giapponese di Kyoto diretta da Shinya Yamanaka ha
scoperto il modo di trasformare cellule staminali umane adulte in modo
da presentare le stesse proprietà di quelle embrionali. A ben vedere si
è trattato di un successo lungo la via indicata dal rapporto del 2001
della Commissione Dulbecco, voluta dall’allora ministro della Sanità
Umberto Veronesi. Niente da fare. Pare che questa notizia sia anzi
dispiaciuta ai maniaci dell’embrione, che infatti hanno ripreso a
lanciare i loro anatemi contro gli "oscurantisti", come Ernesto Galli
Della Loggia che si era permesso di invitarli a mostrare indipendenza
intellettuale e a salutare con favore la nuova prospettiva. C’è stato
persino chi ha avvertito il Comitato di Bioetica di non approfittarsene
per emettere sentenze contro la manipolazione dell’embrione. A
Pierluigi Battista, che si stupiva di tanto accanimento contro gli
embrioni, ha risposto la segretaria radicale Rita Bernardini con un
fuoco d’artificio di denunce della "caccia alle streghe", della lotta
contro l’illuminismo, condite di richiami a Galileo – di passaggio,
questi ossessivi richiami a Galileo cominciano a insospettire: non sarà
che qualcuno crede che Galileo sia stato il direttore di un laboratorio
di genetica? – per finire con una bizzarra accusa di ipocrisia agli
"oscurantisti", cui si spiega in modo sussiegoso che senza manipolare
l’embrione non si sarebbe arrivati a questi risultati. A quanto pare
Bernardini ha lavorato con l’equipe del professor Yamanaka.
Resta il
fatto che le domande di Galli Della Loggia e di Battista sono rimaste
inevase: perché tanto accanimento e perché non cogliere l’occasione di
una tregua con chi ha delle remore morali nei confronti della
manipolazione degli embrioni? Perché mantenere acceso lo scontro a
tutti i costi? E perché tanto accanimento sull’embrione? Ma, in fin dei
conti, la risposta è semplice, ed è quella di due anni fa. La sostanza
di questo "dalli all’embrione" è ideologica. Due anni fa ci si
stracciava le vesti accusando i nemici della manipolazione
dell’embrione di volere la morte di Luca Coscioni, come se la sua vita
dipendesse dall’esito del referendum in Italia. La verità è che
l’embrione non c’entra nulla e, al limite, non c’entra nulla neppure la
scienza. Si tratta soltanto di simboli o pretesti di una battaglia
volta ad affermare i princìpi di un’ideologia laicista, antireligiosa e
scientista, la cui vera sostanza è rappresentata dalla dilagante
letteratura sulla contrapposizione tra scienza e fede o dalle
intemerate esagitate di personaggi che hanno molta voglia di litigare e
nessuna di ragionare. Dovrebbero almeno avere la decenza di non
mascherare malamente il loro bigottismo con vacue e trombonesche tirate
sulla razionalità scientifica.
(Tempi, 13 dicembre 2007)

Tratto da: http://gisrael.blogspot.com/2007/12/neanche-la-scienza-convince-gli.html

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