Paradossi moderni

 

Secondo l’ONU sono circa 24.0000 le persone che, ogni giorno, muoiono di fame. Una della morti più lente e atroci che esistano. Una stima agghiacciante, ma fino a un certo punto. Nessuna legge, infatti, e nessuna sentenza lo ha stabilito se non quella fondamentale legge naturale dell’ingiustizia. Fino a poco fa una cosa deprecabile, è ora desiderabile. Per questo la morte per fame e sete ha anche i suoi supporters pronti a sostenere che si tratti di una morte degna, un doveroso viatico verso coloro che essi hanno stabilito indegni di vivere. Esatto, vite umane indegne. Nel migliore dei casi. Nei peggiori non si esita a parlare di semplice “vita animale” paragonando queste incomode persone ad animali o a piante. Eppure chi si occupa di queste persone dimenticate non lo fa per spirito animalista né per passione botanica nei confronti di vegetali, ma per spirito umanitario. Per questo anche delle suore, che da anni accudiscono una persona non in grado di badare a se stessa, possono essere accusate di crudeltà. Crudeli perché si ostinano a vedere in quel “corpo” che pulsa, che veglia, che dorme, che emette gemiti, una persona da accudire ancora con più amore e non un cavallo zoppo da abbattere perché non più utile a nessuno. Eppure nemmeno gli animali, secondo la cultura mess-mediatica, dovrebbero essere sottoposti a un tale arbitrio. Tutte cose già viste, solo meglio confezionate sotto la veste di una falsa autodeterminazione che altro non è che il diritto di “autodeterminare” gli altri e quindi di terminare la loro vita. E così capita che il desiderio di una ragazza sconvolta venga presentato come l’espressione di una volontà circostanziata con tanto di processo alle intenzioni (del tipo “quello che avrebbe voluto”) seguito da regolare sentenza. Così ci sono persone che hanno nella mani la vita di altre persone, con ufficiale licenza di uccidere da applicare quando lo si riterrà più opportuno. Come se non bastasse, tutto questo non avviene in base a una legge. Il Parlamento eletto dal popolo, può cambiare le leggi. Ma esistono poteri dove né la volontà popolare né alcun altro potere può arrivare. Il Legislatore risponde al popolo, il potere giudiziario no. Infatti, quest’ultimo, dovrebbe rifarsi solo alle leggi. Invece, dice il Presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassare, in questo caso la Cassazione “ha individuato un diritto, ne ha stabilito le circostanze, ne ha fissato i limiti e ne ha predisposto le modalità di esercizio […] stabilisce cioè la norma nel caso concreto che non trova nella legge, allora abbiamo un’autorità che non ha una responsabilità politica verso il popolo e, quindi, non ne subisce le conseguenze. Evidentemente siamo davanti a un “governo dei giudici” che non ha nulla a che fare col nostro sistema democratico”. Tutto questo in barba alla Costituzione e al Codice penale che punisce l’omicidio del consenziente. Aveva proprio ragione Sciascia quando diceva che la Costituzione non esiste più, per cui ne sopravvive solo il mito che al contempo la dichiara intoccabile.

I tifosi della morte per fame e sete, giurano e spergiurano che non sentirà niente. Che non può sentire niente. Contemporaneamente però si industriano per assicurarsi che non soffra con sedativi e progettano di inumidire il palato per evitarle la sensazione della disidratazione. Eppure per provare dolore e disagio, credo, c’è bisogno di un cervello ancora minimamente attivo. Quindi non possono escludere che ci sia ancora un barlume di coscienza, ma si dicono sicurissimi che non ci sia. Se qualcuno osa anche solo dubitare della morte celebrale come fine della vita, gli saltano tutti addosso. Eppure se una persona è ancora in grado di vegliare e di dormire evidentemente non è ancora giunta la morte celebrale propriamente detta. Nonostante questo però è morta, è morta. Punto.

Non si può nemmeno parlare di accanimento terapeutico. Non si tratta di malati terminali. Quello che interverrà non sarà una malattia nè una comune causa naturale. Sarà anzi quella naturale per eccellenza: la fame e la sete. Dopo la sospensione del sostegno vitale, e non di una terapia. Quanto durerà questa agonia? Nessuno lo sa con precisione. Ma le scommesse sono aperte. Chi dice venti giorni, chi quindici se non dieci. Terry Schiavo, una persona che era ancora capace di compiere dei minimi e istintivi movimenti, morì dopo quattordici giorni. Massimilano Kolbe era ancora vivo dopo due settimane. Pur nel profondo della barbaria, forse per noia più che per pietà, alla fine gli fu somministrata un’iniezione letale. Un “privilegio” che lei, e tutti quelli che la seguiranno, non avrà. La vedremo morire piano piano, nota Giuliano Ferrara, fino alla fine. La bocca secca. I tessuti senza liquidi. Battito del cuore accelerato. Pressione sanguigna che diminuisce. Stato di veglia che cala. Respiro irregolare…

Quando sarà finito, saremo tutti ipocritamente tristi e quindi un po’ più felici. La vita non degna che abbiamo elevato a simbolo, sarà servita al suo scopo. Dopo di lei toccherà alle altre migliaia di persone che abbiamo dichiarato simili ad animali, quando non semplici vegetali. E non sarà difficile trovare anche per loro una dichiarazione di orrore nei confronti di uno stato che fa paura a tutti.

Abbiamo fatto di Eluana il simbolo della nostra ideologia di morte. Quindi adesso deve assolvere il suo scopo: deve morire. E contro la morte non c’è appello.

La menzogna non ha più veli: il racconto dell’agonia di Eluana Englaro

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11 Responses to Paradossi moderni

  1. Alberto says:

    Effettivamente sarebbe tanto più semplice l’iniezione letale…

  2. Zel says:

    Concordo: sono assolutamente contraria all’eutanasia passiva mentre sono una grande sostenitrice dell’eutanasia attiva.

  3. Ettore says:

    Se perfino l’inciviltà eutanasica appare più accettabile, vuol dire che con Eluana Englaro e Terry Schiavo abbiamo davvero toccato il fondo. Checchè ne dicano i sostenitori della loro morte che parlano di grande vittoria del diritto.

  4. ile says:

    Non sarebbe giusto allora avere una legge che dia la possibilità ad ogni cittadino di decidere della prorpia vita se mai si dovesse trovare in questo tipo di situazioni? Però il parlamento non si decide, perchè condizionato dalla morale cattolica che è rispettabilissima, ma bisogna ricordarsi che nel paese non ci sono solo cattolici, ci sono atei, ebrei, mussulmani, buddisti e persone che nonostante siano credenti non vogliono comunque aspettare la morte attaccata ad una macchina che li tiene in vita. La costituzione ci ricorda che siamo governati da un sistema laico, quindi in teoria si dovrebbe tener conto anche di chi non la pensa come la Chiesa. Comunque io, da madre, non permetterei mai di togliere un sondino gastrico a mia figlia, perchè questa ragazza respira ancora da sola, non ne avrei il coraggio.

  5. Ettore says:

     
    Non si tratta di morale cattolica o non cattolica. Il giuramento di Ippocrate risale al 430 a.C e vieta di uccidere deliberatamente il paziente o di dargli consigli in questo senso. La vita non è solo un fatto privato, ha anche valenza pubblica. E’ giusto stare in guardia contro le derive della tecno-scienza e tutelare contro l’accanimento terapeutico, quindi va bene anche fare una legge. Però non deve essere rigida e deve e fornire solo delle linee generali. Bisogna rispettare la volontà del paziente e quindi va bene anche il testamento biologico, ma a patto che questo non sia vincolante per il medico che deve tenerne conto ma anche fare il suo lavoro in "scienza e coscienza". Poi bisogna anche tenere conto che le malattie fanno paura a tutti, per cui la volontà del paziente espressa prima della malattia non è una volontà circostanziata.
    Se il Parlamento non si decide non è colpa della Chiesa, è che è una materia molto complessa e piena di rischi verso l’eutanasia e l’eugentica. Divide le coscienze, ma non è che ci sia (nonostante quello che vogliono farci credere) uno schieramento cattolico contro quello laico. La realtà è molto più complessa. Ci sono cattolici come Ignazio Marino che la pensano come Veronesi, e laici come Ferrara e tanti altri che la pensano come la Binetti. Non ci attribuiamo anche colpe che non abbiamo 😉

  6. ile says:

    Non è una colpa della Chiesa, perchè da della direttive sulla vita, ma del parlamento che ne è condizionato, è giusto che la Chiesa dica e faccia ciò in cui crede, ma è sbagliato che il parlamento non si decida perchè non pensa  a quei cittadini italiani che la pensano diversamente, quando poi basterebbe una legge che dia la responsabilità ad ognuno di noi della nostra vita. Per quanto riguarda il giuramento di Ippocrate, a questo punto non ci dovrebbero essere nemmeno gli aborti, ma sono leciti nonostante si stia vietando ad un bambino di nascere, ma posso dirti che ci sono tantissimi ginecologi che non li praticano, quindi se passerà una legge sul testamento biologico o simili, sicuramente ci saranno dei medici obbiettori come per gli aborti, ripeto che io da madre o anche se fossi un medico non riuscirei a staccare manco una flebo se sapessi di far male al paziente.

  7. Ettore says:

    Sì, però il giuramento di Ippocrate c’è ancora anche se in una forma moderna. E quel principio di cui parlavo è ancora valido oggi, la responsbilità personale va bene ma non è così semplice come può sembrare. Cmq io non credo che in Parlamento si legiferi Bibbia o catechismo alla mano, è una cosa che fa tano Corriere della Sera o Repubblica…altrimenti non sarebbe possibile la fecondazione artificiale (per fare un esempio recente). I due terzi di questo governo sono socialisti e così più o meno è anche la composizione del parlamento. I cattolici che hanno potere si contano abbondantemente su una mano. Il problema è un altro, è che il Parlamento Italiano non è efficiente. Il sistema è lento e si tende a legiferare spesso su cose che non sono veramente di interesse generale. Basta guardare al presente. Il parlamento è bloccato da mesi perchè non si riescono a mettere d’accordo sul presidente della vigilanza rai (e cioè sulla lottizazione della rai da parte dei partiti…).  Odifreddi o Augias da questo saprebbero ricavarci anche un’accusa contro la morale cattolica, ma loro sono fatti così 😉  I problemi veri sono altri e i parlamentari hanno altro cui pensare, ti assicuro che il catechismo è l’ultimo dei loro problemi 🙂

  8. Elle says:

    Sn ank.io favorevole al testamento biologico, ma in qst caso credo ke staccare il sondino a Luana sia omicidio! Se 1 persona, malata terminale, rifiuta le cure e si rimette nelle mani di Dio, va bene. Ma nn si può decidere x qlcn altro, anke se questi tempo prima aveva disposto così. E se Luana nel momento dell’incidente, prima di xdere conoscenza avesse pensato: "Nn voglio morire!"?

  9. Ettore says:

     
    Concordo…è una cosa che solleva troppi dubbi.

  10. Annamaria says:

    io non sono d ‘accordo alla presa di posizione del padre di eluana, perchè se deve morire non deve essere lui a decidere lui non è il padrone della vita e nemmeno le istituzioni, c’è qualcun altro superiore a tutti che deve decidere cioe Dio.

  11. Carmine says:

    uccidere eluana è come sradicare tutti gli alberi del globo.

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