Cronaca di un tifoso fai da te I: stagione II

 

Ci siamo, si avverte la novità nell’aria…dopo mille complicazioni ci troviamo davanti al nuovo Palazzo con una marea di gente che pressa per entrare. Dopo non poche fatiche (che avrebbero messo in difficoltà anche Yuri Keki) riusciamo a superare la ressa. Saliamo le scale con ansia, ci troviamo davanti un campo in perfetto stile NBA già pieno di gente urlante. Il Palazzo è  più grande di prima, ma è più concentrato perché sviluppato nella sua perfetta verticalità (quasi non si vede la fine della curva). Così concentrato che prendiamo posto in basso e sembra quasi di stare in campo. Infatti io progetto, in caso di sconfitta, di catapultare in campo il bellicoso tifoso G.F. per fare strage ma la mia idea suscita l’ilarità generale. Pazienza, tanto a guidare il tifo c’è l’onnipresente capo-ultras che col suo megafono detta legge. All’inizio della partita resta sempre spalle al campo, e contempla la sua milizia festante come un generale che sta per ordinare la carica (e secondo fonti attendibili, la cosa è storicamente avvenuta…). In realtà quella sarà la sua posizione per quasi tutta la partita che spesso non guarda per concentrarsi sui suoi subordinati e incitarne i cori. È negli occhi dei tifosi che lui segue gli eventi del campo, così vede la partita e forse la vede meglio di tutti. In fondo anche il pubblico fa la sua parte, secondo calcoli statistici (non confermati) il suo ruolo si aggira sul 3%. Intanto la partita inizia con un ottimo andamento, in particolare la tripla allo scadere del primo tempo fa andare il visibilio il pubblico, mi volto e vedo il tifoso G.F. in evidente stato misticoconfusionale mentre viene sballottato, a destra e sinistra, dai tifosi S. e AL. Tutto è pronto per l’inizio del secondo tempo, ma lo spiker continua a parlare e anche gli arbitri aspettano che completi l’elenco dei ringraziamenti ad assessori e prefetti (?) vari che hanno gentilmente permesso la realizzazione del nuovo Palazzo. Ovviamente questo fa risvegliare in maniera virulenta il vetero-comunismo del tifoso G.F. che comincia a deprecare, con tono da predicatore riformato (o meglio ri-rifondato), il clientelismo della città. La partita poi riprende a pieno regime e ormai la vittoria sembra assicurata. Affianco a me c’è il tifoso A. che prende a esultare con quella sua espressione (facciale) romboidale che lo rende molto (e spaventosamente) simile a quegli zombie di “Io sono Leggenda”. Col passare del tempo la sua pratica di esultanza si è evoluta, e adesso anziché eseguire quei suoi proverbiali salti all’indietro ha imparato a saltare direttamente su di me mettendo in pericolo il mio già precario equilibrio. Ormai è festa grande, il capo-ultras incita ancora di più i tifosi, tanto che si sporge oltre il consentito e un altro lo deve sostenere da sotto. Il sergente brandisce martello e incudine con ancora più inaudita violenza del solito (o semplicemente pare così solo perché è più vicino). È fatta, la prima vittoria stagionale casalinga è arrivata puntuale alla prima occasione. Dunque ci risiamo. E così “tornai […] puro e disposto a salir le stelle”.

 

 
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2 Responses to Cronaca di un tifoso fai da te I: stagione II

  1. Mariano says:

    ahahahaha troppo divertente!

  2. Ettore says:

     
    Grazie 🙂
     

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