Quando l’ideologia si disintegra contro la ragione

 

La lista di Giuliano Ferrara contro l’aborto scatena vecchi odii mai sopiti. Ma perché tanto odio? Perché l’aborto è un tabù del quale non si può parlare? Perché solo parlarne vuol dire intentare la temuta quanto inesistente “restaurazione”? La triste verità è che molti non concepiscono più l’aborto come un dramma (e forse, pur dichiarandolo, non ci hanno mai creduto), per loro l’aborto è un “idolo libertario”. È meglio abortire che partorire. Abortire è un diritto e quindi un segno di libertà, partorire invece un segno di sottomissione all’autorità patriarcale e maschile. Questa è l’unica spiegazione. Solo così si capisce perché l’aiuto alle donne viene continuamente demonizzato e calunniato, le stesse donne che vi fanno parte sono presentate come dei mostri traditori. Chi vuole provare a dare un aiuto materiale e spirituale alle donne che vivono gravidanze difficili deve essere messo a tacere, è un nemico delle donne. Nella precedente legislatura Rosy Bindi ebbe la malaugurata idea di proporre un incentivo alla natalità (in un paese come il nostro che è a rischio estinzione) con un bonus in denaro per le donne che portavano a termine la gravidanza. Anche allora tutti si stracciarono le vesti perché quel provvedimento voleva dire mettere in discussione l’aborto, aiutare una madre e salvare il bambino dagli strumenti chirurgici significava togliere qualcosa a quel mostrum che è sempre esistito ma che noi abbiamo contribuito a creare in queste dimensioni. I giornali di estrema sinistra non esitano a riproporre vecchi slogan anni Settanta dove si dice che il feto non è vita, che è solo un’escrescenza che è meglio estirpare. Peccato solo che queste cose potevano a fatica essere credute trent’anni fa, quando del feto non si sapeva quasi niente. Oggi si mostrano in tutta la loro essenza, semplici dichiarazioni ideologiche che si basano sul nulla. Rita Bernardini, segretaria dei radicali, va predicando da mesi che la lista di Ferrara non fa altro che “diffondere l’aborto clandestino”. Per vedere se questo è vero basta dare un’occhiata al programma:

 

·  Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.

·  Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.

·  Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.

·  Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

·  Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

·  Difendere la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in recenti sentenze giudiziarie, di introdurre la pratica eugenetica della selezione per annientamento dell’embrione umano al posto della cura e della relativa diagnostica terapeutica. Opporsi comunque ad ogni tipo di intervento legislativo peggiorativo in materia. Introdurre nei primi cento giorni una moratoria per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sulla falsariga di quella europea abbandonata dal governo Prodi, e rafforzare la ricerca sulle staminali adulte o etiche.

·  Fondare in ogni regione italiana una Agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo.

·  Adottare le modalità del “Progetto Gemma” sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità e status giuridico per la prima accoglienza e educazione dei bambini, con l’erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli.

·  Applicare la parte preventiva e di tutela della maternità della legge 194, promuovendo la riforma dei consultori familiari e rafforzandone il ruolo sociale di prevenzione dell’aborto e di sostegno alla famiglia. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico (particolarmente per quanto concerne la vita prenatale e la procreazione libera e responsabile), valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana.

·  Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana. Potenziare il sostegno alle famiglie di malati terminali o di persone in stato vegetativo, sia in termini economici che di assistenza domiciliare.

·  Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate, a livello nazionale e locale, l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la vita e di tutte le associazioni che operano specificatamente a tutela della vita nascente e a sostegno della maternità difficile.

 

Il fatto che un programma così lucido, così razionale e laico provochi tanti dissensi dimostra in che mondo ci troviamo a vivere. Ci sono esseri umani che non solo vengono serialmente soppressi (come i Down per fare un esempio), i loro cadaveri sono anche considerati “rifiuti speciali” ospedalieri. L’intento della lista non è quello di rendere di nuovo illegale l’aborto né di indagare nelle coscienza delle donne che abortiscono, nè di condannarle. Si tratta semplicemente di applicare la legge 194 nella sua parte di prevenzione e di tutela della maternità. Molti di quelli che manifestano credono forse che la legge dica di abortire allegramente, per questo parlare di prevenzione e di aiuto li fa scattare in difesa di una legge che in realtà non esiste e si scagliano contro chi invece vuole applicare la legislazione esistente. È tutto un confondersi di grotteschi paradossi. Solo un occhio ideologico può dire che aiutando le donne le si priva della loro libertà. Il problema è di rimuovere le cause materiali che stanno alla base dell’aborto, esse sono prima di tutto economiche. In Italia le donne che vivono gravidanze difficili sono molto spesso sole e nessuno offre loro una seria alternativa. Questo che dovrebbe indignare prima di tutto le femministe, avviene nell’indifferenza più assoluta che non ci smuove nemmeno per il genocidio indiano e cinese delle bambine. In quell’indifferenza etica che ci porta a considerare di poco conto una cosa come un miliardo di aborti nel giro di trent’anni. È un dovere umanitario mettere da parte i vari Bonino e Pannella che ci hanno portato a questo per dare spazio a chi invece, come Paola Bonzi, si impegna per la libertà negata di non abortire. A chi da sempre aiuta le donne, quelle vere e non quella astratta Donna ideologica che ci ha impedito troppo a lungo di guardare all’aborto per quello che è realmente. Aborto? No, grazie.

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17 Responses to Quando l’ideologia si disintegra contro la ragione

  1. veronica says:

    Premetto che non stimo molto Ferrara come politico e la mia posizione è abbastanza centrale,forse più tendente a sinistra(anke se stimo Casini).Però sono anche una persona cattolica e mi ritrovo in quello che hai detto.Ormai l’aborto,l’impedimento ad una vita di crescere,viene visto come segno di una società chiusa mentre non è così.E’ lo stesso ragionamento della pena di morte.Chi siamo noi per decidere di una vita altrui? baci

  2. Vea says:

    Ciao Ettore,
    mi trovo per la prima volta qui, su questo blog, dopo la tua richiesta, da me accettata, di diventare amici di blog.
    Non mi va nemmeno di definire la parola aborto, porto dentro di me una vita, di 5 mesi… che vive in tutto e per tutto protetta solo da me… se solo immagino che ci sono donne (ma non voglio fare di tutta l’erba un fascio) che questa protezione la negano in maniera così brutale mi viene da piangere…. grazie a Dio sono cresciuta nel rispetto e nell’amore della vita stessa… ed essere stata in grado di crearne una mi fa sentire benissimo….
    Grazie dell’invito aspetto una tua presentazione. Vea.

  3. Vea says:

    La mia testimonianza è un grido di gioia… e sono davvero onorata di avvicinarmi a ragazzi e ragazze che come me apprezzano la vita, e la amano…
    L’unione fa la forza… ne sono sempre stata convinta!
    Grazie quindi per avermi invitata a conoscerti… è un piacere. Vea e la piccola Federica, la mia lucertolina rosa!

  4. martina says:

    non sono assolutamente d’accordo,ma proprio zero. ci sono situazioni che vanno oltre una semplice idea religiosa, situazioni che la fede che muove te nn potrebbe assolutamente risolvere. non ho parole, ma è la tua opinione e la rispetto. ciao buon weekend martina

  5. Ettore says:

     
    Perdonami ma non ho capito. Cosa c’entra la fede in tutto questo?

  6. ile says:

    E che c’entra la fade? Qui si parla di essere madri o meno, è vero che ci sono donne in difficoltà che si ritrovano incinte, però credo pure che, nella maggior parte dei casi, si abortisce per non volersi prendere la resposponsabilità di ciò che hanno fatto. Non so se hai letto Ettore, ma io ho 27 anni e ho 3 bambine, la prima l’ho avuta che avevo 20 anni, è successo e non mi è nemmeno passato per la testa l’idea di abortire e nemmeno quando dopo 4 mesi dalla nascita della seconda, che ora ha 18 mesi, ero di nuovo incita! In poche parole l’unica cercata è la seconda, ma sai quanto è bello svegliarsi con le risate delle piccoline e vedere che la più grande sta diventando una piccola donnina? Bisogna vedere però ogni singolo caso, a volte ci sono dei rischi nelle gravidanze per la madre quindi credo che si debba dare l’opportunità di abortire, ma non trovo giusto che si abortisca così tanto perchè non si è pronte……. ho sempre pensato che se ti definisci grande per fare sesso devi essere pronta ad affrontare le conseguenze, o per lo meno usa le precauzioni (cosa che io non ho fatto, però sono felice!!!!!!). Quando ho partorito la grande, in clinica ci sono stati 12 aborti in un giorno, tutte ragazzine, le sentivo ridere nelle camere e due di loro sono anche venute a vedere la mia bambina, tutte contente…… l’indomani mattina, con tacco 10 e super truccate sono tornate a casa, non vogliono prese a calci?????
    Per chi si è adirato per gli incentivi alle nuove nascite, ti posso assicurare che fanno comodo a tutte le madri, sai quanti pannolini ci compri! A me le femministe estreme non sono mai piaciute, probabilmente chi parla così non ha la più pallida idea di cosa significhi essere una madre, è giusto battersi per una parità di trattamenti ma non per il voler diventare delle stronze acide, scusate il termine, ma ci sono alcune donne che diventano peggio degli uomini maschilisti!….. ho scritto tanto per il mio primo commento?

  7. Ettore says:

     
    No, affatto. Le testimonianze come le tue non sono mai abbastanza lunghe, Ile. Perchè sono aria di boccata fresca per chi, come me, tutti i giorni deve sentirsi dire che l’aborto è una conquista di civiltà da relegare nell’indifferenza etica. La verità è che abbiamo fatto della vita una cosa banale, abbiamo insegnato a quelle ragazze di cui parli che l’aborto è una semplice operazione che elimina una fastidiosa "escrescenza". Tutti i giorni chiudiamo gli occhi sul fatto che quella "escrescenza" è una vita umana a tutti gli effetti che prova anche dolore…chi prova a ricordare queste cose viene bollato come eretico e nemico delle donne, in realtà i veri nemici di quelle giovani donne sono proprio quelle femministe estremiste e i loro amici terribilmente maschilisti. Altrimenti anche loro chiederebbero sostegno alla maternità e una corretta informazione su cosa effettivamente l’aborto va a colpire, invece il massimo che sanno fare è difendere una legge che praticamente nessuno vuole modificare e che, tra le altre cose, loro hanno stravolto. Mah, forse un giorno torneremo alla ragione…ciao grazie mille!! :-))

  8. ile says:

    Chi dice che è una conquista? L’unica conquista è che non ci sono più aborti clandestini, mi ripeterò ma credo sia giusto che si eseguano in casi eccezionali e non perchè si sono dimenticate  la pillola o il preservativo a casa! Ma qui lo stato non ci può fare nulla perchè è la famiglia che deve educare, non possiamo dare la colpa allo stato ogni volta, lo stato deve semplicemente evitare che si torni ad avere delle morti a causa di aborti fatti in assenza totale di medici e di strutture ospedaliere. Più che altro si deve spiegare a queste ragazze che non è che sia così indolore, e comunque si potrebbero avere in futuro dei problemi ad avere un’altra gravidanza, il nostro corpo non è una macchina a cui cambi il pezzo e va tutto bene, qualunque cosa si faccia c’è sempre un risentimento nelle parti soggette. Bisogna starci attenti.

  9. Davide says:

    Concordo, Ettore.Soprattutto sulla parte in cui richiedi l’applicazione della legislazione già esistente. Sono in dubbio, invece, sulla modifica della Costituzione, poiché, sebbene comprenda e condivida moralmente il principio, di fatto questo renderebbe automaticamente anticostituzionale la 194 anche nelle parti che tu (ed io con te) auspichi siano applicate nella loro interezza.Meglio quindi un’attuazione completa di tali parti della legislazione mirando al risultato concreto.Un saluto,Davide

  10. Ettore says:

    Non necessariamente. Se passasse l’idea che l’aborto è un dramma da relegare come ultima spiaggia, si potrebbe anche dichiarare la tutela della vita umana in ogni fase. L’aborto potrebbe diventare l’eccezione invece di essere la regola… Ciao 🙂

  11. Davide says:

    Ettore, sicuramente l’aborto è e rimane un dramma – i miei dubbi nascono dal fatto che la Costituzione ed in specie i suoi primi articoli sono stati da sempre intesi dalla giurisprudenza nel senso più ampio possibile. Avviare un processo di revisione costituzionale, in primo luogo, allungherebbe a dismisura i tempi.In secondo luogo, la 194, proprio per sua stessa impostazione, ed indipendentemente dallo spirito del legislatore, nella lettera distingue il feto (e l’embrione) dal neonato (o dal minore degli anni quattodici). Per cui si rischierebbe di dover ricostruire ex novo l’intera legge, con tutti i problemi, parlamentari e non, che puoi immaginare. Io credo (e correggimi se sbaglio) sia meglio insistere affinché la legislazione già in atto sia applicata in tutto e, soprattutto, con un impegno finanziario e di risorse umane maggiore – a difesa della vita nascente e, questo deve giustamente essere detto, anche a difesa delle donne; mi torna alla mente l’episodio di una ragazza che ho conosciuto e che ha dimostrato un coraggio ammirevole pur avendo trovato poco o nessun appoggio dalle strutture sociali – ancor prima di un’enunciazione di principio. Infine, la Corte Costituzionale si è già pronununiciata nel merito, ritenendo il concepito già tutelato dall’Art. 2 Cost. (e non dal summenzionato Art. 3) , sia pure considerando lo stesso con "particolari caratteristiche sue proprie" – e questo aprirebbe ulteriore conflitto fra sentenze costituzionali.I problemi che potrebbero essere risolti *da subito* con un adeguato impegno per l’attuazione della legge esistente sono già moltissimi; penso, quindi, che sia questa la via principale da percorrere…Un saluto, in amicizia,Davide

  12. Ettore says:

    Sisi, ma infatti mi sembra che anche la legge 40 dica di tutelare il concepito. E’ chiaro che i problemi pratici sono altri e vanno affrontati per primi, questa è più una questione simbolica e cioè di avere un principio così importante riconosciuto anche dalla Costituzione. Ciao 🙂

  13. Davide says:

    Sì, capisco…Tieni solo presente che la legislazione positiva – al di là della fede che io e te abbiamo ma che non tutti hanno – esige fonti razionali estremamente convincenti; tali possono essere la dimostrazione di aporia nella questione se il feto sia già vivente o meno, e tu sai quanto sia difficile anche solo iniziare un discorso di questo tipo.Per questo ti dico – meglio guardare al concreto. Anche se apprezzo la tua posizione di principio.A presto!Davide

  14. sullealidiunafarfalla says:

    non è tanto facile giudicare il prossimo!!! ,anch’io sono contro l’aborto in assoluto… è un assassinio,però conosco persone che lo hanno fatto… è se prima avevo rispetto, adesso non riesco a guardali negli occhi pensando a ciò che hanno fatto, però ci sono situazioni in cui chi lo ha praticato non aveva via d’uscita,il marito fannullone senza lavoro sta dalla mattina a sera sul divano, lei che và a lavorare e mantiene il magnaccio (si magnaccio)perchè un marito normale un minimo di rispetto lo ha…non era in grado di affrontare una maternità, lo a fatto x ben 2 volte, il primo c’era ignoranza , il secondo fatto x necessità ma almeno abbiamo fatto capire di chiudersi le trombe che ha provveduto…quindi non e facile giudicare … però è anche vero che gli rimane un rimorso x tutta la vita, almeno mia madre oggi 80nne non sa perdonarsi è stata costretta dalla fame ,mio padre malato 2 bambini piccoli di pochi anni , quando ci pensa piange che ha ucciso un bambino…quindi non sono capace di giudicare è giusto!!! è sbagliato!!! …ognumo con la sua coscienza…

  15. Ettore says:

    Ma infatti giudicare le persone è sempre sbagliato. La battaglia è contro l’aborto, mai contro le persone; per questo bisognerebbe intervenire sulle cause materiali che spingono una donna ad abortire. Riguardo la sofferenza di queste ultime, il mondo lo ha sempre negato mentre la Chiesa ha sempre riconosciuto questo dolore e accolto le donne che avevano abortito. La vera misericordia sta nella verità che porta al perdono, non nella menzogna. Buona giornata 🙂

  16. Carlo says:

    Mi chiedevo come mai si parli della lista di Ferrara…Poi ho letto la data 12 Aprile..Un post del futuro? Ahahah! No del 2008.Approfitto per salutare in questa mia prima incursione da Te, dopo il tuo invito …Buona Pasqua 2010…per chi un giorno dovesse leggere questo commento! Ahaha!Da Carlo.

  17. Ettore says:

    ahah…buona Pasqua anche a te 🙂

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