Bene, l’Università ora è atea. Adesso tocca allo Stato.

 
Non voglio mettere in discussione il diritto sacrosanto di essere in disaccordo col Papa. E’ puramente legittimo ma quello che è successo oggi va ben oltre: il problema è il concetto di fondo che ha mosso la protesta di questi giorni. Non vogliono il Papa perchè dicono: "Cosa c’entra un’autorità religiosa con un’istituzione laica?". Detto così sembra quasi che il Papa si sia infilato in un consiglio di facoltà pretendendo un potere decisionale. La realtà è ben diversa, la laicità è per sua definizione aperta verso tutto e tutti e quindi può anche invitare ed ascoltare uomini di fede e di cultura in generale senza per questo sposare le loro tesi. Si chiama "dibattito" e "pluralismo", cose che sono chiaramente inconcepibili per un’istituzione atea ma che sono il fondamento di quella laica. La gravità non è il non condividere e il protestare, ma il cercare di mettere a tacere chi è sgradito. Oggi sul Corriere della Sera Galli della Loggia ricorda quanto questo episodio sia molto simile ai tentativi degli studenti fascisti fiorentini di impedire a Salvemini di tenere lezione. Giudicare inammissibile l’invito di un Papa ad un’università vuol dire violare la libertà e la laicità. Bene, ora che l’università è un’istituzione atea che non tollera il dissenso, è la volta dello Stato che, divenendo ateo, deve considerare obbligatoriamente la Chiesa come un nemico da combattere e da mettere a tacere escldendola da ogni spazio pubblico. Ora che al Papa è stato impedito di intervenire all’università (quale luogo migliore?) si può dire che finalmente è stato instaurato il regime "laico" del "libero pensiero" dove se non sei d’accordo devi tacere o, meglio ancora, non devi proprio farti vedere.
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10 Responses to Bene, l’Università ora è atea. Adesso tocca allo Stato.

  1. Francesco says:

    Se avessi scritto qualcosa di più l’avrei proposto come traccia di italiano e avrei copiato questo intervento!!xD
    Forza Ettoruccio,io aspetto ancora la tue benedizioni x la scuola…U_U
    Ci si vede bello,ciao!

  2. Mariano says:

    Questa volta mi sa che l’hanno fatta grossa in nome.E’inutile che si ergano a paladini della laicità, perchè impedire al Papa di parlare non è laicità ma laicismo.Fra gli articoli della  costituzione mi sembra di evincere che l’Italia sia un paese democratico, un paese nel quale a tutti è concesso il diritto di parola, purtroppo così non è stato.La chiesa è contro l’università ,il papa non vuole bene all’università, così hanno scritto sui lenzuoli bianchi.Già il professor Ratzinger non deve parlare, quel professore che parlerà 5-6 lingue (tutte correttamente) che è anche il più garnde teologo del mondo, che ha una cultura universale o quasi, qui non ha diritto di favellare. In quusta università possono parlare e ricevere una laurea honoris causa solo quelli come Mike Bongiorno e Valentino Rossi (che ha al suo attivo una sudata licenza media), loro sì che meritano.Tutto questo è semplicemente assurdo, anzi no siamo in Italia quindi è tutto normale e  si sa  l’Italia è il paese dei paradossi, quindi non stupiamoci se i governatori incapaci non si dimettono se tappaimo la bocca al papa se arrestiamo un artista come Graziano Cecchini che con le sue azioni futuriste rompe il perbenismo degli stucchevoli radical chic.E’ tutto normale, peccato solo questa sensazione di disgusto che non vuole sapere di andarsene….
    Firmato:
    Mariano, italiano laico (ahimè)

  3. Mariano says:

    Errata corrige: al primo rigo "in nome" nn c’azzecca nulla!
     

  4. Marco says:

    Ognuno e’ libero di pensarla come vuole, ma fare così al Papa mi sembra ingiusto.

  5. Ettore says:

     
    Il bello è che nn si sn nemmeno accontentati della loro vergogna, adesso ne aggiungono un’altra. dicono che loro nn hanno impedito al papa di andare all’università, è lui che ha avuto paura e che nn è abituato alle contestazioni. sn arrivati al punto di occupare con la forza il rettorato nn per contestare un tale argomento ma per fare di tutto, come dicevano, per impedire ad una persona di partecipare ad un evento in quanto invitata e per impedirle di parlare nell’ateneo. il clima era talmente intollerante e incandescente che il ministro degli interni ha telefonato in vaticano dicendo che nn poteva garantire l’ordine pubblico. è il solito dualismo degli anticlericali estremisti: se il papa fosse andato e si fossero verificati degli scontri quei feriti sarebbero stati colpa sua che si era incaponito ad andare; ora che nn è andato dicono che loro nn c’entrano niente, è lui che ha avuto paura…

  6. Umberto says:

    caro ettore,sono stato proiettato dal nostro comune cugino Antonio sul tuo blog e nn posso fare a meno di intervenire…in realtà,sarei volentieri intervenuto a commentare la tua simpatica contro-intervista a Odifreddi,ma poi ho visto questo post e mi ci sono diretto immediatamente,anke xkè posso dire la mia in maniera diretta,in qualità di studente della Sapienza e presente in quegli intensi giorni… purtroppo noto ke ci sono alcune inesattezze,imperdonabili x storici in erba: la protesta degli studenti e dei professori nasce dalla semplice considerazione sull’inopportunità di invitare il Papa,massima autorità religiosa, all’INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO. in sostanza il discorso era: ben venga il Papa,ma non in questa occasione. invece dalle cronache di quei giorni e, purtroppo, anke da quella di questo blog, si evince l’esatto contrario,ovvero ke ci fosse un’intolleranza latente da parte di tutti. inoltre la famosa lettera dei 67 professori contrari alla venuta di ratzinger, era vekkia di almeno 3-4 mesi, ma è magicamente venuta fuori ad arte nelle settimane precedenti l’evento. altre inesattezze riguardano l’occupazione del senato accademico da parte degli studenti: nessuno ha detto il vero motivo di questo gesto. Vi illumino io: i ragazzi protestavano contro il rettore che voleva loro limitare il loro "diritto sacrosanto ad essere in disaccordo col Papa", impedendo loro di manifestare all’interno della città universitaria; i ragazzi sono stati subito ricevuti dal rettore, il quale, al termine dell’incontro ha consentito loro di manifestare all’interno della cittadella e subito dopo l’occupazione è finita. Manco a farlo apposta, però, il buon Joseph, evidentemente mal consigliato, prendeva in esame l’eventualità di disertare l’appuntamento,ma non per motivi legati alla sua incolumità fisica,che gli era stata ampiamente garantita dalle forze dell’ordine (come testimoniano le agenzie di stampa di quel giorno) bensì per indefiniti motivi di opportunità e di immagine. il Papa ke si preoccupa della propria immagine?? allora Silvio nn dice poi tante stronzate quando si autoproclama Unto del Signore! Per non parlare di quello ke è successo il giorno X,con l’Università militarizzata, con 1000 poliziotti in assetto anti-sommossa che sostavano davanti alle porte fermando tutti coloro che volevano entrare,studenti e professori, respingendo quelli che non avevano il tesserino (ke tra l’altro non tutti hanno,visto ke è stato introdotto da poco), facendone passare alcuni sulla parola (ke efficienza! o forse era solo apparenza?), dimenticando di controllare gli zaini, in cui gli studentacci anticlericali,comunisti, stalinisti ed ex-democristiani potevano nascondere le peggiori armi di distruzione di massa!
    beh, questo era il racconto di quei giorni e,vi posso assicurare, che la tensione ke si respirava all’università era pari a zero, x intenderci c’era + tensione alle manifestazioni a cui partecipavo quando ero al liceo…
    prima di salutarti,mi voglio cmq complimentare con te x come tieni questo blog: è davvero fatto molto bene,affronti molti temi,dando spazio a tutti,anke se…beh, se posso darti 1 consiglio,dovresti fare 1 bagno di umiltà: quando esponi le tue idee o racconti qualke aneddoto viene fuori in maniera troppo netta il tuo punto di vista che, visto quello che scrivi e come lo scrivi, sembra quasi che sia l’unico esistente e degno di nota… ecco, secondo me dovresti limare queto aspetto, x diventare uno storico simpatico, oltre ke bravo, e x farti apprezzare anke da ki,come ad esempio me, in partenza nn la pensa come te…
    ti ringrazio x l’ospitalità e ti kiedo scusa sia x l’intrusione sia x essermi permesso di darti consigli,ma sai, ci conosciamo da così tanto tempo…a presto

  7. Ettore says:

     

    Carissimo Umberto, ti ringrazio per esserti  “proiettato” anche tu in questo mio blog. In qualità di studente della Sapienza accetto di buon grado la tua testimonianza. Lasciami dire però che la tua ricostruzione è un po’ lacunosa. Come ho specificato nell’intervento sopra è assolutamente legittimo essere in disaccordo col Papa, più che legittimo anche ritenere discutibile un invito. Però tu sai bene, per quanto dalle tue parole possa sembrare il contrario, che la grande maggioranza degli studenti e dei professori non aveva nessuna riserva sull’opportunità dell’invito al Papa. Già qui si avverte qualcosa di strano, un manipolo piuttosto ristretto di professori e di studenti ha fatto molto più baccano del resto della maggioranza. Tutti gli altri hanno avuto pochissima voce, forse perché più moderati. Se tu mi dici che il discorso era “ben venga il papa…ma non in questa occasione” io resto un pochino perplesso, già perché stranamente non ho visto nessuno striscione con quello slogan. Non nego che tu o altri abbiate sostenuto questa posizione, ma la linea dominante della protesta aveva ben altri slogan. Forse i più significativi sono stati questi: “Il Papa fuori dall’Università!!”; “La scienza è laica!!”; “La Sapienza libera dal Papa!”. Cioè il Papa all’Università non ci deve proprio entrare, e perché? Perché è il papa, appunto. Ricordo di avere sentito Emma Bonino che pure diceva per l’occasione che avrebbe preferito che il Papa all’Università non ci mettesse proprio piede, ma proprio mai. Da qui la mia invece di protesta, che nasce dalla constatazione della confusione della laicità con l’ateismo. Se l’Università è atea lo slogan dei tuoi colleghi acquista un senso, solo così. Per quanto riguarda l’occupazione forse abbiamo visto due cose diverse. Anche qui non nego certo che la protesta fosse contro il rettore, ma è stata davvero solo questo? Io ho sentito le interviste fatte agli occupanti, loro dicevano che quello era l’unico modo per impedire la visita, e che per farlo erano disposti a tutto. Tanto è vero che hanno continuato l’occupazione fino alla sospirata notizia dell’annullamento della visita, giunta la quale si è levato un urlo liberatorio e si è fatto festa. E via altre interviste di studenti che mangiavano porchetta e che dichiaravano raggiunto il loro obiettivo primario, l’impedimento della visita. Questo è quello che ho visto io.
     
    Riguardo la vicenda sicurezza tu stesso ti tradisci. Infatti Amato ha sempre parlato di poter garantire l’incolumità fisica del Papa (e avrei voluto vedere), quello che il Ministro non ha mai potuto garantire, a quanto ricordo, è il mantenimento dell’ordine pubblico. Magari non sarebbe successo niente, magari invece sì. Tu dici che non c’era tensione, a volte non c’è nemmeno negli stadi all’inizio delle partite ma ciò non vuol dire che non ci sia dopo. L’impressione che ho avuto io è che invece la tensione sia scesa proprio dopo l’annullamento. La verità è che scontri e tafferugli avrebbero potuto esserci eccome e quindi dei feriti. Allora di chi sarebbe stata la colpa? Di chi se non di quel papa oscurantista nemico della scienza che si era incaponito ad andare dove non lo volevano e poi solo per poter tenere un discorso? Solo per poter imporre il i suoi dogmi nella culla della laicità.
     
    Infine vorrei dire qualche parola sulla effettiva opportunità di invitare il papa all’inaugurazione dell’anno accademico. Uno dei capi dei “professori ribelli” a “Porta a Porta” disse che non era il caso, perché quello è un rito laico. Se devo essere sincero a me anche solo l’accostamento di queste due parole mi fa un po’ sorridere. Questo perché evidentemente ho un’idea di laicità un po’ diversa. Per me il vero laico è quello che si confronta con gli altri, sempre aperto a tutto e a tutti, razionale, senza preconcetti, senza “dogmi” terreni ecc…ora applichiamo tutto questo non solo ad una persona ma ad una gloriosa istituzione come quella universitaria. La laicità che intendo io non ha piccoli riti di iniziazione dove vige il pensiero unico, per questo una laicità propriamente detta (aperta, affascinata dal confronto…) può fare proprio dell’inaugurazione dell’anno accademico l’occasione di dare spazio ad un pensiero esterno (condivisibile o meno) e autorevole come quello del papa o di altri. Io da laico trovo molto più interessante questo di un noioso rito fatto solo di convenevoli luoghi comuni. Anche perché il discorso che il papa avrebbe pronunciato non era un “Resurrexit!!” o un tentativo di imporre la fede all’università, né una catechesi. Era un discorso con un tono volutamente basso, più da intellettuale che da papa. Per come la vedo io un la lezione di un intellettuale sta bene dappertutto all’Università, anche all’inaugurazione e forse soprattutto all’inaugurazione. Invece il pregiudizio impedisce di andare oltre e di capire questo. La sola presenza di una persona è sgradita proprio perché quello è un rito, ma in quanto tale non è più laico. La verità è che, a prescindere dall’occasione, l’ospite era sgradito ideologicamente e per questo si è fatto di tutto per impedirgli di tenere il suo discorso. Per me questa non è affatto laicità. La laicità è che tutti possono prendere parte a tutto, anche chi è ideologicamente sgradito. Se il prof. Odifreddi venisse alla mia università, all’inaugurazione, io mica metterei gli striscioni “Odifreddi fuori dall’Università!!”. No di certo. Io farei i salti di gioia, approfitterei in modo machiavellico per poter contestare quello che ha detto fino a questo momento. Dal rettore io ci andrei, ma per ringraziarlo. Poi sai cosa farei? Visto che sono laico ascolterei il suo discorso. E poi contesterei pure quello. Non importa l’abito, anche se Odifreddi fosse una autorità religiosa (e secondo me un po’ infondo lo è) non cambierebbe nulla per me. Almeno questa è la mia idea di laicità, fatta di libera circolazione di idee e non di blasfemi riti dal sentore esoterico a cui sono invitati solo i laici. Altrimenti facciamo del laicismo la religione che non è e non può essere.
     
    Detto questo ti ringrazio per i complimenti e anche per la critica che mi fai. Credo di averne capito il senso. Il fatto è che io sono un relativista, però mi faceva notare un illustre blogger che il mio è un relativismo “infedele” rispetto alla definizione. Il relativismo ortodosso vuole che tutto sia relativo, tranne questa affermazione. Invece per me va relativizzata anche la stessa definizione di fondo. Per questo io non ho paura di esprimere in modo chiaro le mie idee, perché secondo me la verità oggettiva esiste ed è giusto cercarla. La laicità non è non avere opinioni forti, è sottoporle al diritto di critica e accettare il pluralismo. Quando io vado negli altri blog è questo quello che cerco: idee, opinioni, provocazioni ecc…è il confronto che mi interessa, ma se i punti di vista non sono chiari questo non si può fare. Il mio intento, per quanto riguarda l’attualità, non è dare notizie che tutti sanno ma appunto di commentarle. Proprio perché non mi credo un dio c’è la possibilità di commentare quello che dico, ho anche fatto del mio guestbook un forum proprio per questo. Le opinioni diverse sono le benvenute, però non si può pretendere che io nei miei interventi assuma, anche solo in parte, modi di pensare che per me sono sbagliati e irrazionali e che non presenti questi come tali. Anche perché altrimenti sarebbe un noia mortale, è il dibattito franco che è divertente e non pretese di obiettività assoluta che sono anche un po’ logore. Il compito dello storico non è solo quello di riportare i fatti in maniera obiettiva, lo storico deve darne una interpretazione per poter capire quei fatti. Potrei provare ad essere un pochino più diplomatico per poter piacere un pò a tutti, ma allora il mio space non piacerebbe prima di tutto a me. Io ho il massimo rispetto di chi la pensa diversamente e sono anche pronto a mettermi in discussione e a rivedere le mie idee ma il relativismo "ortodosso" non fa proprio per me. Detto questo ti ringrazio di nuovo per la tua graditissima “intrusione”, sentiti libero di commentare tutto quello che  vuoi. Ciao ciao.

  8. Umberto says:

    mi fa piacere ke hai capito lo spirito della mia critica, speravo di essere stato chiaro perchè spesso capita di essere fraintesi, specialmente quando lo strumento di comunicazione è il blog o messenger… il tuo discorso non fa una grinza se ci si limita ad analizzare il tuo blog che è appunto il tuo, e quindi te lo costruisci e te lo gestisci come ti pare e piace; io,con le mie parole, volevo mettere in risalto un modo di raccontare e commentare che suppongo ti appartenga anche e soprattutto al di fuori del blog…come tu dici,lo storico ha la doppia funzione di raccontare e commentare e, se la prima parte va fatta con la massima accuratezza e precisione, anche la seconda andrebbe fatta, secondo me, con la massima imparzialità e pacatezza di giudizi…
     
    Un’ultima precisazione riguardo la questione Ratzinger-Sapienza: so per certo che gli studenti che occuparono il Rettorato avevano lo scopo che ho scritto nell’intervento precedente; quei ragazzi che tu (ma anche io) hai visto festeggiare appartengono ai collettivi di Sinistra, che hanno il loro "nido" nella rossissima facoltà di Scienze Politiche e che, per definizione, avevano assunto una posizione nettamente e completamente contraria alla visita del Papa in qualsiasi momento. Non sta a me dirti che le frange estremiste, di destra come di sinistra, esistono un pò ovunque (e tra questi ci metto anke quelli che hanno tentato inutilmente di entrare all’università per andare a fare lezione, o a studiare e si sono imbattuti nella polizia), a maggior ragione poi nell’università + grande d’Europa… Ti assicuro che la posizione dominante all’interno dell’Università (e che ho fatto mia) era quella esplicitata dalla famosa lettera dei prof, contrari alla decisione del Rettore di invitare all’inaugurazione dell’anno accademico una persona che è allo stesso tempo massimo rappresentante di una religione che in passato non ha certo favorito lo sviluppo del sapere scientifico, nonchè egli stesso esponente di spicco di una Chiesa reazionaria e poco incline al progresso e alla sperimentazione. E credo anzi che fosse un ostracismo diretto più a Joseph Ratzinger, il teologo che in molte occasioni ha espresso le sue idee avverse alla comunità scientifica in modo ben poco conciliante, che a Benedetto XVI, il Pontefice. Una richiesta, quella dei prof, che, almeno concettualmente, secondo me può avere ragione d’essere.

  9. Umberto says:

    diomenticavo i saluti e gli auguri di Buona Pasqua… alla prossima disputa! 😉

  10. Ettore says:

     

    Io non volevo dire che questo è il mio blog, punto e basta. Tu stesso hai però notato che mi occupo di molte cose. Se leggi con attenzione gli interventi che rispondono alla categoria di “Storia” vedrai che lì uso toni più pacati e obiettivi. Questi ultimi li abbandono soprattutto quando devo commentare le idee di certi intellettuali. A volte uso toni forti perché sono loro, come Odifreddi, che li usano per primi. Io non faccio altro che rispondere loro a tono. Non sono io che ho iniziato questa guerra. Sono sicuro che poi saprai anche riconoscere la vena satirica e provocatoria che sta alla base di molti dei miei interventi.
     
    Riguardo il caso Sapienza ti riferisco qualche altro dubbio che mi è sorto. Tu dici che la l’occupazione nasce dalla protesta contro il rettore che voleva impedire agli studenti di manifestare nella città universitaria. Adesso però queste persone che hanno occupato impunemente il senato accademico a me danno l’impressione di essere delle persone che possono già fare tutto quello che vogliono. Mi spiego. Se il rettore non ha potuto impedire l’occupazione addirittura del senato in che modo mai avrebbe potuto (ammesso che lo avesse voluto) come dici tu impedire agli studenti di manifestare nel resto dell’Università? Secondo me invece agli occupanti nulla impediva di ritagliarsi uno spazio altrove, magari con gli stessi metodi. Allo stesso modo non mi convince affatto la separazione così netta che fai fra gli occupanti e le frange “estremiste”. Puoi davvero assicurarmi che fra gli occupanti non ci fossero molti o pochi di quei “rossissimi”? I ragazzi che io ho visto festeggiare invece erano gli stessi occupanti che collegavano in maniera diretta (e spavalda) l’occupazione con l’annullamento della visita. “Senza l’occupazione non ce la avremmo fatta…” dicevano con orgoglio. Adesso invece dicono che l’occupazione non c’entrava nulla o quasi col papa, si mettessero d’accordo! Comunque non sono credibili.
    I conti non tornano nemmeno per la maggioranza di cui parli. Non so quanti siano in tutto i prof. della Sapienza ma sono certo che i 67 della famosa lettera forse possono appena aspirare solo allo status di sparuta minoranza. Che un simile rapporto di forze intercorra anche fra gli studenti a me pare verosimile. Gli occupanti non erano moltissimi, se a loro sommiamo quelli che hanno partecipato alle varie manifestazioni prima e dopo il giorno x possiamo concludere con ragionevole certezza che anche fra gli studenti si sia trattata di una minoranza, per quanto molto meno sparuta di quella dei professori. Ad ogni modo non ha più molta importanza.
     
    Tu hai visto un papa oscurantista capo di una Chiesa reazionaria che non doveva essere invitato a quello strano “rito laico”. Ti dico cosa ho visto io invece. Ho visto un manipolo di bigotti che identificano se stessi e il loro pensiero con la laicità per cui chi non aderisce a questo “pensiero unico” non è benaccetto. Così all’inaugurazione, che loro hanno trasformato in un blasfemo rito, possono intervenire solo gli esponenti di questo pensiero unico. La laicità diventa così una specie di religione della scienza fortemente escludente. Il paradosso è che la vera minaccia alla laicità non viene dal Papa ma proprio dai suddetti bigotti che concedono spazio e libertà di parola agli altri solo alle condizioni che loro stabiliscono. Il giorno che dicono loro, l’occasione che dicono loro, le modalità che dicono loro. Guai poi a contraddire questi strenui “difensori della laicità” che altrimenti si dichiarano disposti a tutto pur di imporsi. Poi una volta che si sono imposti recitano anche la parte delle vittimine. In questo caso è vero il detto: “Salvateci dai salvatori!!”.
     
    Non ti offendere se, con la solita franchezza, ti dico che la storia della Chiesa nemica della scienza  ieri, oggi e sempre è una argomentazione che con me proprio non attacca. Il papa e Veronesi sono d’accordo nel dire che la Scienza è per l’uomo e non l’uomo per la Scienza. La Chiesa paga il prezzo di essere fedele fino infondo a questa idea che tutti condividono ma che nessuno rispetta. Per quanto riguarda il passato il Cristianesimo ha avuto un rapporto ambivalente con la scienza. Ci sono stati senza dubbio contrasti più o meno evidenti ma accanto a questi la Chiesa ha contribuito alla creazione di un clima sostanzialmente positivo nei confronti della ricerca scientifica. Per questo la Rivoluzione scientifica si è avuta nell’Occidente cristiano e non altrove, quando l’Occidente era ancora profondamente cristiano e il potere pervasivo della Chiesa ancora relativamente forte. È vero che Galileo fu condannato e costretto alla abiura, ma è vero anche che Galileo ha potuto sviluppare la sua ricerca in un contesto di relativa tranquillità. Copernico non venne condannato, perché scriveva le sue opere in latino. Quindi la repressione era indirizzata più verso la divulgazione dei risultati che non contro la libertà di ricerca in sé. L’oscurantismo c’era sì, però col tempo si riuscì a trovare quel compromesso fra scienza e fede che ha permesso la nascita della scienza moderna e dello stesso istituto universitario dove noi studiamo ancora oggi. Ciò non avvenne in nessuna altra civiltà, in quella islamica e in quella bizantina la sola idea di libertà di ricerca era qualcosa di inintelligibile. La cristianità occidentale ha nei confronti della storia della scienza un merito a dir poco enorme. Per trovare un indizio di questa verità storica bastava ricordarsi che il fondatore stesso della Sapienza fu proprio un papa, Bonifacio VIII. E questo in pieno Medioevo. Se la Chiesa era così oscurantista, come si dice, che senso poteva mai avere non solo permettere la nascita di queste istituzioni (uniche al mondo), ma addirittura di fondarne? E nelle Università medievali non è che si studiassero storia o letteratura, erano tutte materie scientifiche. Chissà se i famosi 67 prof. sono ancora al corrente di lavorare in un’istituzione fondata dall’oscurantismo fatto istituzione: la Chiesa. La Storia non è mai, o quasi, a bianco e nero con buoni contro cattivi. Ci sono mille sfumature da tenere in considerazione, le eccessive semplificazioni falsano il quadro storico. Stavo giusto preparando un intervento su questo tema ma non credo che sarà pronto a breve.
     
    Detto questo ti ringrazio e ricambio calorosamente gli auguri di Buona Pasqua 🙂
     
     

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