Satana e le Scritture

Se tu sei il Figlio di Dio, buttati giù; perché nella
Bibbia è scritto:


Dio comanderà ai suoi angeli.


Essi ti sorreggeranno con le loro mani


e così tu non inciamperai contro alcuna pietra.
(Matteo 4, 6)

 

Per i credenti le
Scritture sono la fonte della Verità, la Bibbia è quindi uno strumento prezioso: un dono
di Dio. Ma, come tutti i doni, deve essere usata con discernimento. Il passo
delle tentazioni di Gesù ci dà un esempio di come la Bibbia può essere usata in
modo pericoloso. Capita spesso di vederla usata come un’arma contro gli altri,
qualcosa da buttare sprezzantemente in faccia a chiunque osi dubitare di quello
che si sta dicendo. La cosa diventa ancora più odiosa quando il malcapitato è
un non credente che si vede inabissato da una marea di citazioni e spesso senza
la minima spiegazione, con la convinzione che quella valanga (nella maggior
parte dei casi, male assortita) basti a se stessa in virtù della autorità della
Bibbia. Senza capire che così facendo si produce nel malcapitato un effetto del
tutto contrario a quello che si vorrebbe.

Esiste però un uso ancora
più pericoloso, quello di usare la
Bibbia per demolire la Verità della Bibbia stessa. Può sembrare un
paradosso, ma è così. Si può negare la Verità usando come argomento una parte di quella
Verità. È quello che fa Satana nel passo sopra citato. L’antidoto lo offre
Cristo nella sua risposta:

Gesù gli rispose:
- Ma nella Bibbia c’è scritto anche:
Non sfidare il Signore, tuo Dio.

Questa è la chiave di
volta del metodo interpretativo di Gesù: “Sta scritto anche”. Un metodo questo,
poi ereditato dalla Chiesa, riassumibile nella forma latina dell’et-et. Quest’ultima
è la regola d’oro di ogni saggia interpretazione
del testo biblico, infatti le varie eresie che hanno funestato la storia della
Chiesa si sono sempre basate su una logica dell’aut-aut. Per questo, per
fare degli esempi, alcuni dicevano che se Cristo era un uomo non poteva essere
anche Dio. E, giustamente, altri dicevano che se era Dio, non poteva essere un
uomo (per cui ne aveva solo le sembianze). Nel Cristianesimo una logica dell’aut-aut
non può che isolare alcune parti della Scrittura (stando sempre al nostro
esempio, l’umanità o la divinità) per dimenticarne – o sottovalutarne – altre. Ancora
oggi, alcune confessioni cristiane sembrano proprio basarsi su questo metodo,
se ne possono fare innumerevoli esempi. Basti pensare alla questione della
salvezza per fede o per opere. Chi volesse sostenere che ci si salva solo per
fede userà questi passi:

È per grazia che siete
stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non
è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti. (Efesini
2:8)

Chi crederà e sarà
battezzato sarà salvo; ma chi non crederà sarà condannato.
(Marco
16, 16)

La questione sembra
essere risolta: ci si salva per fede. I passi citati sembrano affermarlo senza
appello. Però anche chi sostiene l’importanza delle opere ha i suoi passi di
riferimento:

Quando
il Figlio dell`uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà
sul trono della sua gloria.
32 E saranno riunite
davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il
pastore separa le pecore dai capri,
33 e porrà le pecore
alla sua destra e i capri alla sinistra.
34 Allora il re dirà a
quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in
eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete
dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
36 nudo e mi avete
vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
37 Allora i giusti gli
risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato
da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
38 Quando ti abbiamo
visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
39 E quando ti abbiamo
visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto
queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me.
41 Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano
da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi
angeli.
42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare;
ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
43 ero forestiero e
non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non
mi avete visitato.
44 Anch`essi allora risponderanno: Signore,
quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o
in carcere e non ti abbiamo assistito?
45 Ma egli risponderà:
In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi
miei fratelli più piccoli, non l`avete fatto a me.
46 E se ne andranno,
questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".
(Matteo 25, 31-46)

Infatti come il corpo
senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta.
(Gc 2,
26)

A che serve, fratelli
miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Forse che quella fede può
salvarlo?
(Giacomo 2,14)

Ancora una volta, la
questione sembra conclusa a favore delle opere. Nel passo di Matteo nemmeno si
parla della fede, eppure il contesto è quello del Giudizio Universale. Quindi,
a seconda delle preferenze, è possibile scegliere fra fede e opere e dire che
questa preferenza è biblica. Ecco l’aut-aut. Per questo le confessioni
protestanti, da Lutero a questa parte, affermano che la salvezza avviene
esclusivamente per fede e che le opere sarebbero una semplice esternazione
accessoria di questo stato di grazia (un po’ per farsi belli, si potrebbe
dire). Questo lo dice la Bibbia,
ma è la Bibbia
dell’aut-aut: Efesini e Marco sì, Matteo e Giacomo no (in questo caso).
È la dottrina della sola fide. Non è infrequente vedere qualcuno che
riceve reazioni ostili solo per aver fatto riferimento ai passi “sbagliati”.
Qual è invece la soluzione che si può dare a questo problema con l’approccio
gesuano dell’et-et? Ne troviamo un esempio nella dottrina cattolica che
parte dai passi della Bibbia che pongono la fede alla base della salvezza, ma
ricordando che “sta scritto anche” che la fede senza le opere è morta e che “se
[…] possedessi la pienezza della fede così da
trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.” (1 Cor 13,
2).

Per questo la Chiesa cattolica insegna
che la salvezza procede per la fede ma che ha bisogno anche delle opere della
Grazia: et-et. Avendo ben chiaro che Dio non ha bisogno delle opere
dell’uomo, ma le richiede come segno della sua partecipazione. A questo
riguardo Paolo scrive:

Perciò sono lieto
delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che
manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa. (Col 1, 24).

Con questo Paolo non
vuole certo dire che il sacrificio di Cristo è incompleto, ma che è vano senza
la nostra compartecipazione a quel mistero. Le opere che necessitano al
cristiano non sono le opere “umane” delle quali ci si potrebbe vantare, sono le
opere fatte in Dio e che Dio ha stabilito per noi (come precisa lo stesso
Paolo): le opere della Grazia. Non bisogna dimenticare, infatti, che quando
Paolo parla della contrapposizione fra fede e opere fa riferimento alle opere
della Legge. Ovvero della Legge antica che i farisei applicavano alla lettere
credendo così di salvarsi praticamente da soli. Per questo inserire le opere
nell’economia della salvezza non implica in alcun modo la presunzione
dell’autosalvezza, poiché sia la fede che le opere (quelle nuove) vengono dalla
Grazia. Si legge infatti nel Catechismo,
all’articolo 426:

Nei confronti di Dio
l’uomo, di per sé, non può meritare nulla, avendo tutto da lui gratuitamente
ricevuto. Tuttavia Dio gli dona la possibilità di acquistare meriti per
l’unione alla carità di Cristo, sorgente dei nostri meriti davanti a Dio. I
meriti delle opere buone devono perciò essere attribuiti innanzitutto alla
grazia di Dio e poi alla libera volontà dell’uomo (una volontà che però è
necessaria, n.d.r.).

Questo è solo un esempio
di come un approccio alla Scrittura di tipo gesuano permetta di comprendere
appieno la Bibbia,
anche nelle sue divergenze (vere o presunte) tenendo sempre a mente il
contesto. Senza la creazione di passi proibiti. Purtroppo l’interpretazione dell’aut-aut fa
entrare le persone in un circolo vizioso. Da un lato si afferma l’assoluta
aderenza al testo biblico, ma dall’altra se ne fa un’implicita selezione. E
così, per il rifiuto di una dottrina “umana” come spesso viene definita quella
cattolica, si aderisce ad una dottrina veramente umana (nel senso peggiore del
termine) ma senza rendersene conto. Per questo si vedono spesso fare citazioni
che (nei pochi casi in cui siano corrette e non usate per far loro affermare
quello che non dicono) non ammettono appello, nemmeno se questo viene dalla
Bibbia stessa. Umano o divino che sia non importa: “sta scritto che…” e non c’è
spazio alcuno per lo “sta scritto anche”. E da qui si capisce perché gli
appelli lanciati – a volte in maniera un po’ ossessiva – di leggere la Bibbia non osino mai
ricordare che bisognerebbe anche leggerla bene e con un minimo di discernimento
che permetta anche di fare sintesi dei suoi insegnamenti. Per questo, anche se la Bibbia indica che ci sarà anche
un giudizio sulle opere, un protestante – di solito – non ve lo ricorderà mai.
E lo stesso accade nelle dottrine espresse dalla varie chiese, un esempio su
tutte quella che si definisce Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale
(vd. alla voce Il nostro credo, paragrafo 2) :

http://www.salmo42.com/Chi%20Siamo/Chi%20Siamo.htm

Un’altra tentazione è
quella dello “E questo dove sta scritto?”. Una domanda in sé legittima, ma
della quale spesso viene fatto abuso. Perché si dimentica che lo stesso Gesù
afferma:

Ho ancora molte cose
da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui,
lo Spirito della verità, Egli vi guiderà alla Verità (Conoscenza) tutta intera,
perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà
le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo
annuncerà.
(Giov. 16, 12-14)

Un serio problema che si
presentò ai primi Cristiani fu quello del compimento della Legge. Anche i
pagani, cioè, dovevano seguire i dettami della Legge antica e quindi, fra le
altre cose, farsi circoncidere? La risposta noi la troviamo oggi nelle lettere
paoline. Ma come si giunse a questa soluzione? La Chiesa si interrogò e, pur
con dei compromessi, accettò sostanzialmente l’idea di Paolo del superamento
della legge mosaica. Ma questo è stato solo uno dei problemi che si ponevano
allora e la Chiesa
ha dovuto affrontarne tanti altri. Questo si ostinano a non capire coloro che
vorrebbero far precipitare di nuovo la Cristianità nell’iconoclasmo, gloriosamente
sconfitto molti secoli fa da quei successori degli apostoli che “avevano visto
e creduto”. Per questo non si può pretendere che la Bibbia risolva ogni
problema possibile e immaginabile, ma senza dubbio essa fornisce un metodo. Per
questo molti contestatori della dottrina cattolica sono talvolta obbligati ad
ammettere l’ineccepibilità delle riflessioni alla base di molte scelte, e
devono così rifugiarsi nel semplicistico argomento che “questo
non sta scritto”
. E via allora con la sfilza di maledizioni su chi
toglie e aggiunge, senza capire che quelle si rivolgono a chi manomette i testi
e non a chi si interroga su certi problemi. E, soprattutto, senza mai ricordare
che la Bibbia
stessa ammonisce di non aver potuto umanamente dire tutto, rendendo vano
(quando non ci sono errori) un rifiuto bastato esclusivamente sulla mancanza di
un esplicito mandato divino (anche per le cose più semplici). Questo non perché
la Rivelazione
non sia conclusa, si tratta semplicemente di approfondire e di spiegare alcuni
aspetti. Ancora una volta, lo stesso Vangelo ci mostra quanto sia sbagliato un
atteggiamento del genere. Abbiamo già commentato altrove l’episodio di Marco
12, 18-27. Quello dove i Sadducei negano la risurrezione proprio perché non la
trovano esplicitamente affermata nella Scrittura. Gesù dà loro una risposta
stupefacente, ma non può citare un passo che affermi esplicitamente “I morti
risorgeranno”. Oggi qualche teologo si schiererebbe con i Sadducei, perché “non
sta scritto”.

 

Un ultimo veloce esempio.
L’avversione degli amici protestanti all’eucarestia è sintomatica. Prima di
tutto perché mostra come sia possibile costruire una dottrina basata non solo
su una accurata selezione di passi, ma addirittura sull’arbitrario isolamento
di un singolo periodo all’interno di un passo. Il fatto che “fate questo in
memoria di me” abbia del tutto oscurato la parte più importante del “Questo è
il mio corpo” dimostra tutto l’inganno della dottrina luterana della sola
scriptura
. Da Lutero in poi l’eucarestia divenne un simbolo panteistico e
di simbolo parla anche la sopracitata chiesa, si legge infatti:

…con
questi due simboli, ha istituito il Nuovo Patto con il Suo sacrificio perfetto,
(Matteo
20:22; Marco 14:36)
, e ci ricorda la
Sua morte fin che Egli ritornerà.

È inutile notare che mai
nel Nuovo Testamento si parli di “simbolo” in merito all’eucarestia. Anzi, i
passi che ne parlano (vd. Giov. 6, 35-58 e 1 Cor 11, 29) sembrano affermare
l’esatto contrario. Così mentre si crede di smontare la dottrina cattolica
chiedendo “dove sta scritto” allo stesso tempo si predica una dottrina che non
solo “non è scritta” ma – cosa più importante – è del tutto sbagliata.

In conclusione, con l’et-et, non si vuole certo introdurre
un principio assolutistico o, peggio, relativistico nell’interpretazione
biblica perché è chiaro che ogni singolo passo deve essere scrutato con
attenzione. Però quello dell’et-et è un principio che permette la piena
comprensione e sintesi del messaggio biblico ed è una cura efficace che avrebbe
prevenuto l’opera di Lutero. Il quale riuscì, incredibilmente, non solo a fare
a pezzi il Cristianesimo (come tanti altri) ma anche, allo stesso tempo, a
convincere tutti (compreso alcuni cattolici) di farlo in nome di Dio e della
Bibbia. E questa opera continua in tutti quelli che, in perfetta buona fede,
rifiutano la tradizione e l’insegnamento della Chiesa in favore di dottrine che
si vorrebbero esclusivamente bibliche ma che sono frutto di letture parziali. E
spesso anche i passi che sopravvivono all’inconsapevole
filtro luterano
ricevono, a loro volta, interpretazioni errate. Gli
amici protestanti, in particolare gli evangelici, fanno quindi molto bene ad
essere legati alla Scrittura. Ma è necessario adottare un approccio di tipo
gesuano e abbandonare quello luterano per poter creare la condizione affinchè
si realizzi la promessa della “Verità tutta intera”.

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100 Responses to Satana e le Scritture

  1. Davide scrive:

    Io perdono chi, *pentito*, mi chiede scusa (questo è VANGELO).Poi – ad aprile ci sarà un’udienza contro un tale che ha tentato di *spaccarmi la testa a sprangate*. Io l’ho denunciato. Che avrei dovuto fare? Starmene zitto? No, la legge degli uomini serve a regolare la pacifica convivenza. E dev’essere applicata. L’*omertà* non fa altro che aumentare il tasso di criminalità e quindi di ingiustizia.Infine: *applico* la legge della Repubblica Italiana in quanto sono un Pubblico Ufficiale e nel momento stesso in cui redigo un verbale contribuisco alla giustizia.Davide

  2. Daniela scrive:

    …..porgi l’altra guancia non implica ilchiedere scusa.Comunque non credo che ti abbia UCCISO,non esagerare non si tratta di omerta.Non è una criminale non esageriamo perfavore…io parlo DI ZEL!!!!!!!!!

  3. Davide scrive:

    Daniela: rileggiti il Vangelo riguardo al perdono senza limite (settantavolte sette: *se il vostro fratello vi ha offeso e, PENTITO, vi chiede scusa, non dovete perdonare fino a sette volte ma settanta volte sette*…)Poi: la persona rinviata a giudizio era stata inizialmente denunciata proprio per *TENTATO OMICIDIO* (successivamente derubricato in lesioni gravi / gravissime).Infine: NON conosco la persona che tu citi alla fine.Davide

  4. Daniela scrive:

    sì vabeneeeeee…Leggiamo tutti gli aggiornamenti e i commenti nei blog.Comunque sono felice che tu non la conosca,meglio così,io la conosco ed è una persona che apprezzo con i suoi pregi e suoi difetti.(il tentato omicidio non l’ho chiamato in causa,segui il filo del discorso del tuo interlocutore,cioè io! BUONANOTTEEEEE!)

  5. Davide scrive:

    Buonanotte

  6. Daniela scrive:

    Gesù disse ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro…(dal Vangelo di Luca 6,27-38)

  7. Zel scrive:

    NON conosco la persona che tu citi alla fine"–> voglio ben sperare!!! hahahahaha!!!

  8. Davide scrive:

    Daniela: per ritornare nel tema proposto da Ettore (ossia l’interpretazione di passi della Bibbia prescindendo dal contesto – o per usare le stesse parole – l’interpretazione dell’"aut aut" o dell’"et et") potrei risponderti:«chi dice al suo fratello un’ingiuria è sottoposto a maggiore condanna *e chi gli toglie l’onore è soggetto al fuoco dell’inferno*» (Vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetto 23). Basta questo per condannare una persona al fuoco dell’inferno? No. Poiché interviene la dialettica PENTIMENTO / PERDONO (che è una dialettica *educativa*). Ecco la lettura secondo l’"et et"…Proprio perché basata su un dialogo tale dialettica di per sé stessa riconferma quanto ha scritto Ettore!La legge dell’uomo – la legge della Repubblica va rispettata anche da chi ha fede. Maggiormente da chi ha fede. Poiché è una legge che soddisfa l’insegnamento di Cristo di rendere a Dio quel ch’è di Dio, a Cesare quel ch’è di Cesare.Ma credo che a quest’ora tu sia già a dormire.Buonanotte di nuovo, comunque.Davide

  9. Miriam scrive:

    Carissimi Zel e d Ettore, non sminuisco assolutamente il lavoro di nessuno di questi autori, sto solo sottolineando la RELATIVITA’ delle loro opere nel caso di LeGoff ad un periodo storico ( medioevo in cui c’erano e come movimenti evangelicali ma a quanto pare li negate assolutamente) e di de Nola che nel testo che citi non parla + di tanto di evangelicalismo dal punto di vista storico-religioso, quanto dal punto di vista "sociale" per essere + precisi "ecclesiologico", quindi non so a che pro lo citi….Quando vi scrivo , sono di solito in uficio, quindi non ho a portata di mano i testi di storia del Cristianesimo a cui mi riferisco per le affermazioni che vi ho dato.Mi riprometto di fare ( non appena trovo il tempo) un post completo sull’argomento che spero vi possa servire di spunto per un approfondimento COMPLETO sulla questione!

  10. Zel scrive:

    Miriam: Aspetto le tue fonti allora!

  11. Daniela scrive:

    BUON giornooooooooooooo!OK vabene,tanto se non vabene,deve andare ugualmente bene.So che risulta un discorso contorto,maaa compatitemi perfavore. ;)Ciao ciao…

  12. ESTER scrive:

    Le donne sono come diamanti..uniche e preziose..il dono piu’ bello che hanno ricevuto e’quello di esserecio’ che sono…Donne!Chi dice :"donna dice danno".Ed e’ vero, perche’ dannoil coraggio,danno il confortodanno se stesse per amore.VI AUGURO UNA BUONA GIORNATA.

  13. Leah scrive:

    Leah: dio ci lascia liberi di scegliere, ma ricatta dicendo "O me, o la dannazione"… diciamo che mio padre non mi ricatterebbe mai in tal modo!!! Mi direbbe: "Scegli qualsiasi via che ti renda felice, anche se non è quella che io avrei voluto per te.. sei libera ed avrai tutto il mio sostegno sempre e cmq se sceglierai di essere onesta e buona"… visot che questo mio padre me lo ha davvero detto (mentre facevo scelte che lui tutt’oggi non condivide), o dio è come lui, o gli è inferiore (come il vostro, a cui non interessa se uno vive bene o male ma solo il modo in cui si umilia al suo cospetto).mi dispiace che tu pensi questo di Dio ,forse sono stata io a spiegarmi malee a presentartelo.tu parli di scelte che si possono fare durante la nostra vita terrenae in questo ti assicuro che Dio è proprio come tu hai descritto tuo padre,ti lascia libera di fare le tue scelte,ti dice:"Io vorrei che tu facessi questa scelta:" ma se non la fai non ti condanna.non vi è nessun obbligo da parte del Signore.Vuole solo risparmiarti sofferenza e dolore,tutto qui.ecco perchè la salvezza è per grazia.Dio non vuole che da parte nostra ci siano solo le opere,Dio principalmente vuole il nostro cuore,il nostro amore,e quando un essere umano incomincia ad amarLO,quello che poi si trova scritto nella Sua Parola verrà facile farlo e metterlo in pratica,si avrà la comprensione di ciò che è scritto e del suo perchè,e questo avverrà soltanto quando si amerà Dio con tutto il cuore e si farà liberamente perchè si vuole compiacere il proprio Padre e il proprio Sposo.Un saluto

  14. Leah scrive:

    per Davide:In queto periodo mi sto chiedendo veramente che cosa significa la parola fratello,sia in senso anagrafico sia in senso spirituale.Per me fratello significa far parte della stessa famiglia,condvidere lo stesso amore per il Padre.Gesù disse quando Gli riferirono che vi era sua madre e i suoi fratelli che lo cercavano rispose co sì:"Chi è mio padre e chi sono i miei fratelli?Sono colro che fanno la volontà del Padre mio che è nei cieli."da parte mia non credo di essere in grado di fare la volontà del Padre mio,ma ci provo mettendo in pratica principalmente quello che è scritto nei comandamenti e questo significa adorarLO in Spirito e Verità come Gesù ribadì alla samaritana riferendosi a ciò che è scritto nel secondo comandamento.Mi rendo conto però che non è facile rinunciare a mcerti insegnamenti anche perchè l’essere umano ha bisogno di vedere,di sentire,di toccare,proprio come tommaso che non credette fino a quando non vide con i propri ochhi e toccò con le proprie mani ma gesù cosa disse a Tommaso:"Perchè mi hai visto,Tommaso,tu hai creduto;beati quelli che non hanno visto e hanno creduto".Le fede in Dio è questa che nonostante quello che ci circonda ci dice:"NO!" noi credenti dobbiamo credere nonostante i nostri occhi non vedono e la nostre mani non toccano dobbiamo credere in tutto quello che Dio ci ha lasciato scritto nella Sua Parola.Senza scendere a compromessi.shalom et Adonay

  15. Miriam scrive:

    Si Zel….credo che faccio prima a darti le fonti e poi scrivo con calma il POST altrimenti aspettereste le Calende Greche….A parte alcuni testi universitari potresti consultare : DOCUMENTI E TESTIMONIANZE di Gaeta e Villani, Principato Editore ( anche se parte dal V sec + o meno in poi affonda dei riferimenti a documentazioni ufficiali dei primi sec D.C.)Poi ( bellissimo) CRISTIANESIMI NELL’ANTICHITA’ dal I/VIII sec d.c. Edizioni GBU di G. Rinaldi…….Sono 2 bei mattoncini…..ma a mio avviso ne vale la pena….

  16. Leah scrive:

    sempre per Davide:Quando Gesù andò sulla Croce fino alla fine pregò per i suoi carnefici,per coloro che LO stavano uccidendo,lo sai come si chiama questo?Io lo chiamo Amore con la A maiuscola e se vogliamo dimostrare l’amore di Dio su questa terra dobbiamo mettere in pratica questo tipo di amore e ti assicuro che è la migliore forma di evangelizzazione.E poi scusa la Parola stessa ci dice:"Ma Dio manifesta il Suo amore verso di noi in questo che,mentre eravamo ancora peccatori;Cristo è morto per noi."(romani 5;8)non credo che debba spiegarti il significato di ciò che è scritto in questo versetto,perchè si spiega da solo e poi non è vero che una persona vaperdonata solo se viene a chiederci scusa e riconosce di aver sbagliato nei nostri confronti perchè in Matteo 5,23 e 24 è scritto:"Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare,e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te,lascia lì la tua offerta davanti all’altare e và a riconciliarti con tuo fratello;poi torna e presenta la tua offerta."Non ti dice chese il tuo fratello viene da te a chiederti scusa tu lo devi perdonare,ma se tu sai che tuo fratello ha qualcosa contro di te, vai tu e chiedi tu perdono e scusa e ti riconcilii con tuo fratello.questo è mettere in pratica la Parola di Dio.di nuovo shalom et Adonay

  17. Davide scrive:

    Leah: Premessa: sono perfettamente d’accordo con te quando scrivi che Dio è un Dio d’amore. E in effetti non mi stanco di ripetere: Dio «Non vuol farci del male; vuol farci solo del bene, a tutti. » [1]Poi, per quanto riguarda il perdono.Leggi anche Vangelo di Luca, capitolo 17, versetti 3 e 4: «Fate attenzione: se un tuo fratello ti offende, rimproveralo; *se si pente*, perdonalo. Se anche ti offendesse sette volte e sette volte ritornasse da te dicendo ‘mi pento’, perdonalo.»Conclusione: la giustizia senza misericordia è sterile, non porta nulla di buono.Altrettanto, la misericordia senza giustizia lascia dilagare l’ingiustizia e non porta nulla di buono.In questo trova perfetta collocazione l’insegnamento di Cristo: a Cesare quel ch’è di Cesare, a Dio qual ch’è di Dio. In questo trova legittimazione (in ottica religiosa) l’esistenza dello Stato, della Repubblica, delle sue leggi. Davide[1] Giovanni Paolo I (Albino Luciani) – Angelus del 10 settembre 1978.

  18. Danilo scrive:

    All’alba io ti cercherò e nella notte io, cercherò te…l’anima mia anela te, per veder la gloria e il tuo poter,il soccorso mio sei tu e sotto le tue ali sempre gioirò,l’anima mia si stringe a te perchè la tua destra mi ha sostenuto.Dio aprirà una via dove sembra non ci sia,Lui opera in modi che non sono sempre chiari a me,Lui mi guiderà, stretto a se mi condurrà,qualunque sia il mio perchè, Dio aprirà una via,una via per me….una strada nel deserto Dio mi aprirà,fiumi nel deserto io vedròcielo e terra passeranno ma la sua parola rimarrà,ancora oggi Dio opererà…Dio aprirà una via dove sembra non ci sia,Lui opera in modi che non sono sempre chiari a me,Lui mi guiderà, stretto a se mi condurrà,qualunque sia il mio perchè, Dio aprirà una via,una via per me….Grazie Dio.

  19. Leah scrive:

    Per Davide:Lo sai la cosa più bella di Gesù quale è?Che quando uno pecca e ritorna a Lui non ti dice mai:"te l’avevo detto!".ma ti apre le braccia e ti accoglie senza dir nulla perchè sai che sei pentito e sarai tu stesso a dire:"sai Padre ho fatto questo e quest’altro….".come potremmo dare dimostrazione agli altri se non riusciamo a perdonare anche se riteniamo di avere ragione.Gesù sulla Croce pregò e perdono coloro che lo stavano uccidendo coloro che erano Suoi figli,perchè il popolo ebreo era ed è e sarà sempre il popolo scelto da Dio,i suoi figli naturali.Gesù che è Dio perdonò i suoi figli,coloro che lo stavano crocifiggendo,che lo avevano flaggellato,che aveva messo sul suo capo la corona di spine,lì nel momento estremo disse:"Padre perdona loro perchè non sanno il male che essi fanno".ed era vere perchè se in quel momento coloro che stavano facendo del male a Gesù si sarebbe reso conto del male che stava facendo non tanto a Gesù ma a stesso non avrebbero fatto ciò che hanno fatto,ma in questo caso la salvezza non sarebbe arrivata a no(,ma questo è un altro discorso).Ora come vogliamo che la gente o coloro che non conoscono Dio e ancora oggi lo rigettano e lo rifiutano possa venire a Cristo?Agendo proprio come agì Gesù 2000 anni fà e dire:"Padre perdona loro perchè non sanno il male che essi fanno",ricordandoci che anche noi eraavamo erranti come pecore e ognuno seguiva la propria via,ma quando venne Gesù nella nostra vita,il nostra cuore cambiò e divenne un cuore di carne,il nostro sririto cambiò e ricevemmo un nuovo spirito,un cuore nuovo e uno spirito nuovo(Ezechiele).poi dobbiamo anche ricordarci che la nostra lotta non è contro carne e sangue ma contro i principati e le podestà dell’aria,(efesini).in conclusione Dio vuole che noi perdoniamo per primi perchè siamo stati noi ad aver ricevuto la luce e non coloro che ci fanno del male.una volta una persona della mia famiglia mi fece molto male e tanto da non volere più vederla e avere a che fare con lui.quando andai dal mio conduttore per raccontargli l’accaduto e quello che io volevo fare mi disse:"tu hai ricevuto la Luce".capii in quel momento che dovevo perdonare quel membro della mia famiglia anche se mi aveva ferita in maniera atroce e ritenevo di avere ragione,dovevo perdonarla di cuore,cosa che ho fatto.E questo che Dio vuole da noi,perdonare sempre comunque,anche se riteniamo di essere nel giusto,di perdonare sempre.Mi viene davanti quel passo doe un giovane rabbi si accostò a Gesù gli chiese che cosa doveva fare per ottenere la vita eterna,Gesù gli disse di mettere in pratica quello che era scritto nella Legge di Mosè,alchè il giovane rispose che già lo faceva,allora Gesù gli disse ulteriormente di lasciare tutto ciò che aveva,darlo ai poveri e seguirLO,il giovane si allontanò e rifiutò l’invito perchè non volle lasciare le sue ricchezze.mi sembra la stessa cosa con te mi parli di amore però se ti si dice di perdonare coloro che ti fanno del male,tu rispondi di no,lo fai solo se si pentono e ti chiedono scusa.Gesù ti perdonò mentre ancora tu eri un peccatore e questo ti dovrebbe far pensare.un saluto

  20. ESTER scrive:

    Nella vita l’AMORE e’ tutto.Infatti, la giustizia senza AMORE, rendeipocriti.Il successo senza amore, rendearroganti.La ricchezza senza AMORErende avari.Buona serata a tutti.

  21. Davide scrive:

    Leah: il PERDONO è una medicina meravigliosa che va usata con cura. Fa bene a chi la offre e a chi la riceve. Come tutte le medicine, però, va usata secondo quanto è prescritto. Altrimenti diviene appunto misericordia non temperata da giustizia.Mi spiego. Se il sig. Caio Tizio (nome di fantasia) commette un’ingiustizia nei miei confronti ed io lo perdono – senza neppure tentare di fargli comprendere che ha sbagliato – allora RAFFORZO in lui l’inclinazione al male. Invece, se il sig. Caio Tizio si rende conto di ciò che ha fatto, se ne assume responsabilità, chiede scusa, ripara – *ho guadagnato mio fratello*.Il Vangelo non può essere applicato una volta sì e una volta no.Bisogna applicarlo SEMPRE.E Gesù Cristo ha lasciato disposizioni chiarissime circa il perdono (senza limite), la concordia, il pentimento (necessario perché anche il nostro fratello che ha sbagliato migliori).Un saluto,Davide

  22. Davide scrive:

    PS – "Amore" NON è sinonimo di "buonismo". "Amare" significa volere che anche la persona cha ha sbagliato si renda conto di ciò che ha fatto e migliori sé stessa. Questo è Vangelo.DG

  23. Daniela scrive:

    Dio non è la filosofia del questo mi conviene quello no,ognuno fa come vuole.Se ti rendessi conto da dove è partito questo discorso non risponderesti più,purtroppo il nostro voler avere sempre ragione è più forte.

  24. ESTER scrive:

    Soltanto Dio ha il potere di cambiare le persone, le persone cambiano SOLO per la sua potenza del suo A M O R E.Il lavoro senza AMORE, rende schiavi.La fede senza AMORE rende fanatici.La vita senza AMORE non ha senso.La poverta’ senza AMORE rende orgogliosi.La bellezza senza AMORE ridicoli."Amare" significa volere che anche la persona cha ha sbagliato si renda conto di ciò che ha fatto e migliori sé stessa. frat. Davide condivido appieno quello che hai detto.Grazie.

  25. Daniela scrive:

    Ester hai ragione su tutto,io trovo che lui dica delle cose vere,infatti io nel mio commento sotto non mi riferivo a questo.Dio vi benedica.

  26. Danilo scrive:

    mi meraviglio di come a volte usiamo il nome di Cristo con tanta superficialità, noi dimentichiamo che Dio disse in uno dei suoi comandamenti: (validi anche oggi, perchè la legge è stata quasi del tutto annullata, ma, i comandamenti rimangono tali) "Non nominare il nome di Dio invano". Ora chiediamoci se usare il nome di Cristo come strumento per la vanagloria delle religioni è cosa giusta e buona oppure è cosa sbagliata. Giudicati voi stessi, Cristo è morto per noi, o noi siamo morti per Cristo? è morto per noi forse il papa, il predicatore, il pastore, il profeta, l’evangelista, il guaritore, un nome umano, un santo, oppure è morto Cristo, il quale sparse fino all’ultima goccia del suo proprio sangue, affinchè noi fossimo lavati dai nostri falli?Di chi siamo noi? 1Corinzi 1:12-13 <<Or voglio dire questo, che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «io di Apollo», «io di Cefa» ed «io di Cristo». Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo?>>1Corinzi 3:4-11 Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali? Chi è dunque Paolo e chi è Apollo, se non ministri per mezzo dei quali voi avete creduto, e ciò secondo che il Signore ha dato a ciascuno? Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere. Ora né chi pianta né chi annaffia è cosa alcuna, ma è Dio che fa crescere. Così colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la sua fatica. Noi siamo infatti collaboratori di Dio; voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come savio architetto io ho posto il fondamento, ed altri vi costruisce sopra; ora ciascuno stia attento come vi costruisce sopra, perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo.Cristo ama gli umili, Egli li innalza e li benedice. <<Luca 1:51-53 Egli ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai loro troni ed ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote.>>Dio si usa dei vasi fragili per riempirli di olio santo e traboccante, la sua unzione scorre sui loro capi con dolcezza costante e con potenza.1Corinzi 1:26-29 <<Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuna carne si glori alla sua presenza.>>Ravvediamoci dunque e cominciamo a seguire lo Spirito ove Egli ci condurrà, ciò che carne è carne, ma ciò che è spirito è spirito. Noi siamo il tempio dello Spirito di Dio, in noi dimora il Signore. Emmanuel… Dio con noi!!!

  27. Zel scrive:

    Leah :"Vuole solo risparmiarti sofferenza e dolore"—> che lui ha istituito per condannare chi non lo venera.

  28. Leah scrive:

    per tutti Davide,ester e daniela:io ho sperimentato veramente ciò che ho scritto,pur avendo ragione e avendo subito dei torti che non sto qui a nominare Dio mi disse di perdonare e chiedere perdono,e daniela ed ester sanno di ciò che parlo quando dico:"Dio mi disse…"l’ho fatto ed ho guadagato quella persona a Cristo ed è salvata ed è questa la migliore ricompensa che ho potuto avere da parte di Dio avergli ubbidito.Gesù ci benedica

  29. Leah scrive:

    Per zel:Mi dispiace contraddirti ma il dolore e la sofferenza non è stata istituita da Dio.Dovresti leggere meglio la Bibbia.Un saluto

  30. Zel scrive:

    Il dolore è frutto di Satana.Ora, i casi sono due: o dio ha permesso il male (che satana si ribellasse) o non lo ha permesso.Nel primo caso dio è crudele se ha permesso la ribellione di satana.Nel secondo caso, e dio non ha permesso il male, i casi sono due: o non era forte abbastanza per impedire a satana di fare del male (e allora dio non è onnipotente) o non ha voluto fermarlo (e allora non è buono).Infine: se dio è onnisciente (che vuol dire che sa tutto prima che qtale "tutto" avvenga") perchè ha creato satana sapendo che si sarebbe ribellato, avrebbe corrotto eva e avrebbe condannato l’umanità al male?!Queste sono le Aporie che il Cristianesimo non può risolvere.

  31. Daniela scrive:

    Sì Leah è così.

  32. Leah scrive:

    Per zel: A queste domande può risponderti solo Dio non io,non voglio avere la presunzione d dire che so tutto.So che permette il male nella nostra vita e nell’umanità.Però non dò la colpa a Dio del disfacimento del pianeta terra.Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza,lo aveva posto in un giardino e lo aveva messo a capo di tutte le cose,però l’uomo,tramite il serpente fu tentato e disubbidì a ciò che Dio gli aveva detto.voleva diventare come Dio,essere uguale a Lui.non si accontentò di ciò che Dio gli aveva dato,ma ascoltò il serpente…ed avvenne che il male e la morte entrò nella vita dell’uomo e nel pianeta terra.Adamo poteva scegliere,o ascoltare ciò che Dio gli disse o dare ascolto a ciò che disse satana,l’uomo ascoltò satana.Certo Dio che è Onnipotente ed Onnisciente sapeva e (sa) tutto ciò ancor prima che i fatti accadessero e poteva impedirlo,ma non lo fece perchè è l’uomo che deve scegliere non Dio,è a noi che sta la scelta.Ora mi dirai anche che Dio è cattivo ecc…ecc… tuto quello che è nei tuoi pensieri e l’idea che ti sei fatta di Dio(non capisco come dato che non credi in nessun Dio),ma è proprio questo l’Amore che Dio ha per noi,perchè lui sà che oltre Lui e fuor di Lui non vi è che la morte sia fisica che spirituale,forse tu non riesci ancora a capire ciò e pensi che Dio voglia forzarti a fare una scelta che adesso non sei in grado di fare,ma Dio ha pazienza,molta pazienza e sa aspettare,tanto il tempo è Suo.un saluto

  33. Leah scrive:

    per Daniela:che cosa intendi dire?

  34. Daniela scrive:

    Che indipendentemente dal comportamento degli altri,il perdono fa più bene a noi,perchè con il rancore nel cuore non si può vivere.Hai ragione.

  35. Leah scrive:

    AMEN.Vi è più gioia nel dare che nel ricevere.E il perdono è un dono.

  36. Giovy scrive:

    O non era forte abbastanza per impedire a satana di fare del male (e allora dio non è onnipotente) o non ha voluto fermarlo (e allora non è buono)…..O e’ talmente buono da amare senza misura lui al pari di tutti i suoi altri figli…lasciandolo libero…Zel se sapessi quante volte mi sono fatta le tue stesse domande…

  37. Miriam scrive:

    Zel non hai calcolato che c’è un 4° caso : CHE DIO NON RAGIONA COME NOI ESSERI UMANI XKè NON VIVE NEL TEMPO , MA NELL’ETERNITA’ E PERCHE’ è PERFETTO .P.s.: ho messo alcuni dei testi che ti citavo come fonti in qualche commento + giù…spero tu li abbia visti.

  38. Zel scrive:

    Li ho visti ma in biblioteca non li hanno sigh sigh… devo cercarli in giro.Cmq, dando a dio gli attributi di onnipotente e onnisciente non si può cadere che nelle aporie da me dette.Sopratutto perchè dio sapeva prima ancora di ogni creazione quello che sarebbe accaduto e non ha fatto neinte per evitarlo. Sapeva tutto, prima: sapeva che creando le cose in tal modo, dicendo tal paroli ecc avrebbe ottenuto tutto questo: morte, sofferenza, l’uccisione di suo filgio ecc… o non è onnipotente o non è onnisciente. O si resta con le aporie (cmq non disperate… ogni religione ha le sue!)

  39. Miriam scrive:

    Credo che voler paragonare il pensiero umano al pensiero divino si commetta un grosso errore….non si tratta di dubbi! Questa è la certezza " Dio è essere supremo e inconfutabile dallo scibile e dal raziocinio umani" quindi ci sono cose di lui che umanamente non potremo mai capire.In ogni caso per quanto riguarda l’esistenza dei "movimenti evangelici" prima ancora di quelli protestanti , potresti ricercare notizie in merito su alcuni dei maggiori esponenti: Pietro Valdo e San Francesco ( 1100 d.c.),JoHn Wycliffe e Ian ( Giovanni) HUS ( 1300 d.c.) Thomas à Kempis ( 1400 d.c.)……….Ti ho citato gli esponenti dei movimenti evangelici più vicini a noi giusto per supportare il fatto che non è vero che il movimento evangelico è nato con il protestantesimo e con lutero…. questo è un luogo comune e spero sia + chiaro x tutti adesso !

  40. Angelo scrive:

    Il bello della vita è che si hanno certezze di continuo, si campa di certezze, se ne formulano continuamente di nuove che scardinano quelle precedenti e come le precedenti saranno scardinate… meno male. :-)))

  41. Ettore scrive:

    Zel: Però se Dio lascia all’uomo la libertà di ribellarsi e di fare a modo suo è un irresponsabile, se non gliela lascia è un padre tiranno.Miriam: Ma l’evangelismo di San Francesco e di Valdo non ha niente a che vedere con l’evangelismo moderno, nè storicamente nè teologicamente. L’evangelico di oggi deve gran parte della sua dottrina e della sua stessa esistenza (storica e teologica) a Lutero e ai suoi predecessori come Wycliffe.

  42. Daniela scrive:

    Aggiungerei Gesù………….però non so se me la dai BUONAAA!CIAOOOOOOOOOOO!

  43. Ettore scrive:

    Certo che è buona, era scontato :)

  44. Daniela scrive:

    ieeeeeeeeeee…siamo daccordo non ci posso CREDEREEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!Zel ci vuole la SACHER!!!!!!!!!!!

  45. Ettore scrive:

    E non ti scordare il calamaro gigante che finalmente è stato trovato!http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/calamaro-gigante/1.html

  46. Jole scrive:

    zelmi spieghi sta storia del dolore che sarebbe frutto di satana?Io da cattolica dico che Dio è Bene, ma il dolore e la sofferenza sono causati dalla fragilità umana; siamo mortali e soggetti alle malattie, perciò ci ammaliamo e moriamo. Secondo la fede cattolica, chi crede in Dio crede anche alla vita eterna e quindi allapossibilità, un giorno, di poter essere con Lui (paradiso cosidetto), chi non ha creduto in Lui, non potrà godere dopo la morte della sua visione beatifica ( cosiddetto inferno, che io credo vuoto per la sua grande misericordia: unica nota non cattolica).Il male è definito come non-bene, cioè non accettazione di Dio nella propria vita, e anche qui faccio una seconda nota non cattolica: ghandi x me merita il "paradiso", pur non avendo accettato Cristo nella sua vita.Scusa se il discorso non è pura filosofia, ma penso sia lo stesso comprensibile. So anche che mi attirerò commenti contro da parte di altri cristiani, ma è quello che penso, faccio una fatica enorme a togliere ai bambini la paura del diavolo e la paura di mangiare le mele…..che non se ne può più!

  47. Daniela scrive:

    Ettore quanto è brutto!!!!!!!!!!!Poi scusa vuoi mettere? E’ morto e decongelato……

  48. Ettore scrive:

    Un cattolico non crede che Ghandi sia all’inferno, crede che la fede è l’unica strada per la salvezza ma questo non vuol dire che la Grazia abbia dei limiti. La fede è l’unica via che la Chiesa conosce, ma ciò non toglie che ce ne siano altre note solo a Dio. Per questo non si può mai giudicare dannato nessuno, perchè sta solo a Dio. Riguardo il dolore e la morte il libro della Sapienza recita che:"Dio ha creato l’uomo perché fosseimmortalee lo ha fatto a immagine del suo esseredivino.24Solo per invidia del diavolola morte è entrata nel mondo(Sap. 2, 23-24)

  49. Ettore scrive:

    Daniela: Penso che a questo punto la scelta fra la Sacher e il calamaro spetti a Zel, si tratta del suo dio. Fra il dio gusto (che è pur sempre soggettivo) e il dio calamaro che finalmente si è scientificamente rivelato ;)

  50. Davide scrive:

    «Un cattolico non crede che Ghandi sia all’inferno, crede che la fede è l’unica strada per la salvezza ma questo non vuol dire che la Grazia abbia dei limiti. La fede è l’unica via che la Chiesa conosce, ma ciò non toglie che ce ne siano altre note solo a Dio. Per questo non si può mai giudicare dannato nessuno, perchè sta solo a Dio. »Sottoscrivo! * * *Il fatto che Dio, onnipotente, abbia lasciato il libero arbitrio alle sue creature (ed anche agli Angeli sia pur tenendo presente che in tal caso il loro "tempo" è diverso dal nostro) deriva dal suo Amore infinito. Sta a ciascuno scegliere la via.Così, Lucifero fu libero di diventare "il Nemico".Così, ognuno di noi, è libero di scegliere per il bene o per il male.Davide

  51. Jole scrive:

    EttoreSono daccordo con te, era quello che intendevo …..chi ha davvero fede sa che la misericordia di Dio è davvero infinita….non volevo polemizzare

  52. Danilo scrive:

    concordo con jole e ettore. La grazia di Dio è meravigliosa, sappiamo che la salvezza passa per Gesù e quindi voglio citare un passo della scrittura molto interessante da meditare.Giovanni 21:23 Si sparse allora la voce tra i fratelli che quel discepolo non sarebbe morto; ma Gesù non aveva detto a Pietro che egli non sarebbe morto, ma: «Se io voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa?».Giovanni 21:22 Gesù gli rispose: «Se voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa? Tu seguimi!».Spesso ci meravigliamo della parola inferno e tralasciamo il fatto che Gesù ha tutto sotto controllo, la salvezza passa per il suo nome, il resto dei perchè è cosa di cui a volte ci abbattiamo anche spiritualmente ma Dio nella sua sapienza opera in maniera straordinaria, i tempi di Dio non sono i nostri tempi e il pensiero di Dio non è il nostro pensiero e le scelte di Dio non sono le nostre scelte. Se uno passa come attraverso il fuoco ed è salvato, un altro passa per la grazia ed è salvo e uno per le opere e altri per tutte queste cose, a noi cosa importa? noi seguiamolo.1Corinzi 13:12 Ora infatti vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora conoscerò proprio come sono stato conosciuto.La bibbia èoscura e piena di cose insensate solo per chi non vede con occhi spirituali.Luca 11:34 La lampada del corpo è l’occhio, se dunque il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se il tuo occhio è malato, anche tutto il tuo corpo sarà pieno di tenebre.pace a voi. P.S Io il calamaro non lo mangio XD

  53. Zel scrive:

    Ettore: è solo un Suo profeta… vedi che gli mancano i pois verdi?! E cmq, la trinità divina è così: c’è la grande Dea Sacher, una e trina: cioccolato, farina e albicocche. Lei manda suo figlio, il cioccolato, sottoforma di calamro gigante a pois verdi all’umanità per redimerla. Lo manda sotto forma di pesciazzo viscidino per discernere i veri credenti, che credono per pura fede, da coloro che, vedendolo secondo la sua vera forma cioccolatosa, gli si accosterebbero solo per mangiarne. E’ un test che la dea SAcher manda agli uomini.Danilo: se non mangi il calamaro è perchè non segui la vera dei e sacrifichi agli idoli pagani. ^_^Jole: l’uomo è mortale e soggett oa morte perchè fu corrotto da satana. Il male "non faceva parte del piano di dio" (Anche se, essendo onnisciente, lo sapeva cosa stava per fare prima ancora di creare la prima molecolina!!!).

  54. Miriam scrive:

    Ettore: l’evangelismo di San Francesco e di Valdo non ha niente a che vedere con l’evangelismo moderno, nè storicamente nè teologicamente. –> Se anche fosse ( ma con una ricerca + accurata scoprirai da solo ch non è così) questo ti dimostra ancora una volta che i movimenti evangelici sono sempre esistiti in tutto il cristianesimo ( non solo dopo la riforma protestane come hai scritto erroneamente nel post ) e che nessuno può autonomamente fregiarsi del titolo di unica e vera CHIESA apportando motivazioni Storico-Politiche + o meno dimostrabili…. come volevasi dimostrare. ;D

  55. Miriam scrive:

    Zel, non puoi prendertela con Dio se esiste il male perchè 1° tu non credi che Egli esista e 2°ogni essere umano è dotato della tua stessa innata capacità di riconoscere il male, giudicarlo ed evitarlo…..io ti chiedo :XKè ALLORA L’UOMO CHE E’ TANTO BRAVO DA SCOPRIRE DA SOLO TUTTO LO SCIBILE, DA CAPIRE L’EVOLUZIONE E LA CREAZIONE DAL NULLA DELL’INTERO UNIVERSO, NON RIESCE A LIBERARSI DA SOLO DAL MALE E CONTINUA A COMMETTERLO?

  56. Angelo scrive:

    X miriamDefinisci male… non è detto che quello che per te è male per altri lo sia.

  57. Zel scrive:

    "non puoi prendertela con Dio se esiste il male"—> e chi se l’è mai presa?!?! M e la prendo forse con Zeus se piove?!Miriam: a differenza tua, io non credo ci sia un perchè alle cose o un fine delle cose… ci sono e basta, perchè l’evoluzione a questo ha portato senza alcun motivo ma solo per cause contingenti alla stessa… fine.

  58. ESTER scrive:

    Buon giorno a tutti, risposta a Miriam , l’uomo non riesce a liberarsi perche’ il bula(male) e’ dentro di noi.Buon fine settimana .

  59. Miriam scrive:

    Agelo, ci sono davvero pochissimi ambiti in cui si possa avere il dubbio se qualche cosa sia male o bene……Facciamo qualche esempio banale: la guerra, l’odio, la rabbia e la violenza, la povertà, la menzogna…… se vuoi continuo….poi ci divertiamo a trovarne le sfumature e le applicazini pratiche e vediamo se siamo tutti in grado di riconoscere il male allo stesso modo o meno!! Quindi perchè l’UOMO nn riesce da solo a liberarsi di queste cose??Allora Zel…..il male c’è e basta, non lo possiamo evitare ma lo dobbiamo subire… è l’unico ambito dove l’ONNIPOTENTE ESSERE UMANO non ha potere…… non c’è causa e non c’è fine, "C’E’ " e ce lo teniamo xkè non è in nostro potere…. giusto?

  60. Zel scrive:

    Miriam: "è l’unico ambito dove l’ONNIPOTENTE ESSERE UMANO non ha potere"—> l’essere umano non è onnipotente, ma deve sottostare alle leggi naturali che non può controllare (se piove, l’uomo non può farci niente!!!). L’uomo può esercitare controllo sugli istinti, come l’ira che causa vuolenza (quindi male), in quanto essere razionale. Più esercita la razionalità, meno è preda degli istinti e dei comportamenti disordinati. L’uomo può solo esercitare "potere", controllo ecc entro i propri limiti."non c’è causa e non c’è fine, "C’E’ " e ce lo teniamo xkè non è in nostro potere"—> esatto. Al massimo lo si può educare, cotrollare e incalanare altrove. Quindi lo si subisce solo laddove non si esercita controllo. La guerra è "naturale" nell’essere umano, ma la si può evitare ragionando, pensando e controllando l’istinto che istiga alla violenza. Maggiore è quindi il grado di istruzione, di educazione, di controllo, di accettazione dei limiti e del diverso ecc… minore sarà la quantità di male che si farà.

  61. Daniela scrive:

    ………………Ettore,io la sacher la volevo mangiare…..(hai frainteso),gli kiedevo( sottovoce)di cucinarla in un video per meeee…Quale dea e deoo!

  62. Zel scrive:

    … non l’ho mia fatta… posso chiedere a mia nonna (trentina) di mandarmi la ricetta e sperimentare…

  63. Daniela scrive:

    Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.

  64. Zel scrive:

    Dio è un ipocrita che sapeva già cosa sarebbe accaduto prima di creare ma lo ha creato cmq in modo tale che l’uomo si sarebbe corrotto e lui avrebbe dovuto mandare suo figlio per redimerlo… non è che ha fatto niente di che: lo sapeva che sarebbe andata così e non ha cambiato niente, quindi voleva che tutto questo accadesse, in questo esatto modo. Francamente, poteva anche risparmiarsi qualcosina… o il disturbo!!!

  65. Danilo scrive:

    1Corinzi 13:12 Ora infatti vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora conoscerò proprio come sono stato conosciuto.Per quanto ci sforziamo di attacare Dio, noi conosciamo solo in parte e perciò tutte le risposte che prendiamo a sfavore dell’evangelo e pretendiamo di sostenere come un fardello che possa appesantire quella che è la Parola di Dio così da renderla più meno credibile, per i tempi che avanzano, altro non sono che cose futili, inutili e che ritroveranno come suo solito la loro vergogna per aver affermato cose che non sono come fossero. Esempio: mai una volta compare nelle scritture del vecchio testamento la parola nazareth o nazareno—–> falso, compare eccome e ciò l’abbiamo visto con Daniela tempo fa (il germoglio dalla traduzione ebraica ecc..).Altri discorsi simili li ho divuti affrontare con altri miei cari amici atei di msn che zel conosce molto bene )francesco, Patrizia, Davide, ecc…) Con loro stessa cosa, spesso mi sono dovuto adoperare per trovare secondo le loro curiosità e domande, dei passi teologici che dimostrassero il contrario di quello che loro affermavano e non sempre, ma quasi sempre, sono riuscito a trovare con l’aiuto di Dio alcune cose interessanti a sfavore delle contestazioni bibliche.Chi non crede resta fermo sempre in un punto perchè è li che piace rimare. Nel 2009, l’uomo non ha più tempo per Dio eppure io posso testimoniare che ancora oggi, ci sono chiese piene di grandi risvegli dove il Signore opera e si muove in mezzo ai suoi figli. Pace a voi.P.S Zel, non lo mangio a prescindere XD ^^

  66. Angelo scrive:

    X miriamla guerra, l’odio, la rabbia e la violenza, la povertà, la menzogna….>>>>mica sono il male.. sono semplicemente condizioni dell’essere… ognuna di queste condizioni può essere negativa o positiva dipende. Ad esempio se la povertà ti porta ad essere prediletto dal signore…. :-) come vedi dipende dai punti di vista.

  67. ciro scrive:

    BUON GIORNO.CARA ZEL ASSERENDO CHE DIO SIA UN IPOCRITA, E CHE SAPEVA COME SAREBBE ANDATA A FINIRE LA SUA CREAZIONE, NON FAI ALTRO CHE FARCI CAPIRE CHE CREDI NELL ‘ESISTENZA DI DIO , QUINDI CREDENDO CHE DIO ESISTA CADE IL TUO ATEISMO HO SBAGLIO !!! E NON RISPONDERMI CHE SONO IGNORANTE , CHE NON HO CONTO DELLA PUNTEGGIATURA ECC…. ECC… QUESTO LO ABBIAMO CAPITO, ORMAI CI MANCA SOLO CHE LO SCRIVI SU YUO TUBE. TI SALUTO DI CUORE NON SO SE CI SALUTEREMO NEL CONTATTO , SE E’ NO TI AUGURO UNA BUONA DOMENICA . UN ABBRACCIO A TUTTI VOI.

  68. ESTER scrive:

    Dio ha fornito l’uomo della sua potenza per ”SCONFIGGERE” IL male.Gloria a DIO.Ecco perche’ chi crede e’ ”LIBERO”, IL MALE NON HA POTERE SU DILUI, ANZI NOI ABBIAMO IL POTERE SU DI LUI.Magnifico GESU’.

  69. Zel scrive:

    -Ciro: come al solito non ha capito assolutamente nulla… è sconsolante l’abisso che leggo nelle sue parole. Veramente, almeno abbia la decenza di non intervenire…

  70. ciro scrive:

    zel a napoli diciamo ( t si fatt antic ) ti sei fatta antica per far ridere le persone diventi noiosa.

  71. Jole scrive:

    <La guerra è "naturale" nell’essere umano, ma la si può evitare ragionando, pensando e controllando l’istinto che istiga alla violenza. Maggiore è quindi il grado di istruzione, di educazione, di controllo, di accettazione dei limiti e del diverso ecc… minore sarà la quantità di male che si farà.>Vedo in qst affermazione una contraddizione, se il male è naturale all’uomo, perchè allora dipende dal grado di istruzione? e se dipende da qst allora non è naturale. Vuoi dire che non esiste un non-colto che odia la guerra e un istruito che la approvi?Il male che possiamo fare non è inversamente proporzionale al grado di istruzione, ma cmq non si può dire nemmeno il contrario: tutto è relativo!

  72. Zel scrive:

    Jole: il male è connaturato… chiamalo istinto (se tu mi rubi qualcosa di mio istintivamente ti picchierei a sangue!!!). Ma, come ho detto, l’uomo ha sviluppato (evoluzione) la razionalità con cui è in grado di controllare gli istinti. La domanda lecita è: a che pro controllare gli istinti se sono naturali? Per una mera questione di autoconservazione e comodo (detto in modo "utilitaristico"): se commetto un crimine o una violenza, la società i cui vivo mi isolerebbe minando la mia autoconservazione (provaci tu a vivere in copleta autonomia da tutto il resto del mondo!!!). Il dominio sugli istinti è quindi "naturalmente" utile al fine della sopravvivenza della specie. Ovvio poi che se su tale motivazione prettamente utilitaristica si instaurano altri concetti, come il senso della "giustizia", dell’etica ecc… il controllo delgi istinti diventa più semplice. Inquesto senso intendevo la necessità di avere un’"istruzione"… e poi, esempio pratico: dov’è c’è più "male" e dove meno?! Nel terzo mondo, dove manca l’istruzione, dove non c’è un’etica sociale ecc il male è più forte e quotidiano, no?! Io parlo di dinamiche sociali, non di singoli casi: esistono singoli buoni e non "istruiti", ma l’uomo vive in "masse" e tendo ad analizzare queste quando parlo in generale.Ciro: non mi interessa quello che dite a napoli… se quello che dici è ridicolo tale resta. Se non hai capito che stavo analizzando semplicemente la teologia, ma hai frainteso completamente arrivando ad affermare tronfio che avevo appena contraddetto il mio ateismo, non è colpa mia… dimostri la tua inettitudine e non la mia "ridicolaggine".

  73. ESTER scrive:

    Fratello Ciro: esatto; apprezzo sempre i tuoi interventi perche’ il tuo linguaggio e’ comprensibile, tutti possono comprenderti.Per capire le cose difficili, bisogna partire dalle semplici.Dio ti benedica.

  74. ESTER scrive:

    Ma, come ho detto, l’uomo ha sviluppato (evoluzione) la razionalità con cui è in grado di controllare gli istinti.Secondo me l’uomo non ha la capacita’ di contrllre tutti gli istinti anche con l’uso della ragione.Per esempio come faccio a perdonare chi mi disprezza, a perdonare chi mi oltraggia, ad amare quelli che mi odiano, certo la mia cultura seppur modesta non potra’ essermi di aiuto, assolutamente.

  75. ESTER scrive:

    Ogni guerra che nasce, ha un’inizio : nel cuore dell’uomo, da li’ partono tutte le guerre, e da li’ che deve partire la pace.Se nel nostro cuore c’e’ guerra , non possiamo non fare guerra, ma se nel nostro cuore c’e’ pace, trasmetteremo pace.

  76. Zel scrive:

    "Secondo me l’uomo non ha la capacita’ di contrllre tutti gli istinti anche con l’uso della ragione."–> guarda chi segue la FILOSOFIA (e non la religione) buddista: controlla ogni istinto, ogni desiderio ed ogni passione fino all’ascesi più totale. Tale controllo è frutto di una vita di "studi" su sè stessi, sul mondo ecc…La guerra non nasce dal "cuore" ma dall’istinto umano di voler prevalere sull’altro. E’ uno degli istinti più radicati (lotta per la sopravvivenza: presente anche tra gli animali)."Per esempio come faccio a perdonare chi mi disprezza, a perdonare chi mi oltraggia, ad amare quelli che mi odiano"—> solo con l’allenamento per l’autocontrollo… tu lo fai perchè te lo dice "dio": vuol dire che, in "nome" diqualcosa controlli le tue naturali pulsioni e agisci contro di esse, o sbaglio?! Che sia tale "dio" a dirlo o semplicemente la Ragione non cambia niente: l’uomo ha sviluppato metodi di autocontrollo funzionali.

  77. ciro scrive:

    GRAZIE CARA SORELLA ESTER. ZEL ANCHE SE IO SBAGLIASSINNELLO SCRIVERE NON VEDO IL MOTIVO DI TANTO ACCANIMENTO NEI MIEI CONFRONTI . VEDO CHE APPREZZI DI PIU’ CHI TI TRATTA DA SCOSTUMATO E NON COME TI PARLO IO DA CRISTIANO E DA PERSONA PERBENE . FORSE NON RICORDI PIU’ LòE BUONE CREANZE.

  78. Zel scrive:

    Non mi accanisco: constato. Constato che per l’ennesima volta lei non ha capito niente di quello che ho scritto e che tutt’ora persevera a parlare del niente.

  79. ESTER scrive:

    1)Tale controllo è frutto di una vita di "studi" su sè stessi, sul mondo ecc…Scusami se te lo chiedo , ma parli per esperienza?2)La guerra non nasce dal "cuore" ma dall’istinto umano di voler prevalere sull’altro.Secondo me, non solo da questo, per esempio quall’ora tu non fossi in pace con te stessa, in quale modo interviene questa filosofia?Per essere in pace con gli altri devi prima di tutto essere in pace con te stessa. Gnoti auton.3)tu lo fai perchè te lo dice "dio": Io lo faccio perche’mi viene ”naturale”, per amore.La ragione e’ importante MA non basta, e grazie a Gesu’ che opera in noi il suo volere, liberandoci dal male per la potenza del suo AMORE.Per favore mi chiarisci il tuo concetto di RAGIONE, perche’ magari cio’ che tu chiami ragione per me non lo e’.Grazie.

  80. Zel scrive:

    1) parlo perchè presso i monaci buddisti ci sono stata per un bel po’ (tra cui 20 giorni in thailandia e 3 in Giappone) per imparare la meditazione contro gli attacchi di tachicardia (da panico, ansia ecc) che mi mandavano al pronto-soccorso regolarmente un paio di volte al giorno.2) La pace con se stessi la si trova sempre esercitando l’autocontrollo. Accettazione di se stessi, dei limiti, degli errori ecc… e comprensione di cosa è possibile migliorare e cosa ionvece dobbiamo semplicemente accettare serenamente come ontologicamente nostre.3) Gesù al 70% della popolazione mondiale è INUTILE eppure amano e vivono in pace e sereni.Ragione: ratio, razionalità, nel senso della lingua italiana. che c’è da spiegare?!

  81. Zel scrive:

    + non "al giorno" ma "al mese"…

  82. Danilo scrive:

    Ester mi ha colpito molto il discorso numero 3 XDGloria a Dio ^^3)tu lo fai perchè te lo dice "dio": Io lo faccio perche’mi viene ”naturale”, per amore.La ragione e’ importante MA non basta, e grazie a Gesu’ che opera in noi il suo volere, liberandoci dal male per la potenza del suo AMORE.

  83. Danilo scrive:

    Zel, allora non è inutile ;-)

  84. ESTER scrive:

    Scusami non volevo essere invadente, mi dispiace che sei stata male.Io non riuscivo da sola a trovare pace, ero in continua lotta contro mio padre, mi rifiutava come figlia, e io per questo lo odiavo, solo quando ho conosciuto Gesu’, che mi ha dato il suo amore, l’odio e’ stato trasformato in AMORE.Gesu’ ha potuto trasformarmi, e io lo ringrazio con tutto il mio cuore.Ma allora l’uomo non e’ solo atomo, ma anche spirito, giusto?

  85. Davide scrive:

    Ester Levi: Quale che sia la via seguita è pur sempre grazie alla mente ed allo spirito che si conseguono risultati duraturi. Non semplicemente controllando gli impulsi negativi ma eradicando le «emozioni affliggenti» e le cause di esse…Ognuno di noi può cambiare. Anche per vie diverse. Vie che non conosciamo.Riguardo l’apparente contraddizione tra l’Onnipotenza di Dio e l’indiscutibile realtà del male nel mondo, più che trattati di teologia – personalmente – ho trovato sempre molto utile leggere l’«Ainulindalë» scritto dal (cattolicissimo) professor J.R.R. Tolkien. In esso viene presentata in forma di *mito* la creazione del mondo, così come la Caduta di Lucifero / Melkor, e la presenza del male nonostante l’onnipotenza di Dio. Non a caso lo stesso Tolkien ebbe a dichiarare che la sua opera era anche «religiosa e morale». Di questo breve testo – che può essere letto come un mito esplicativo ma i cui parralelismi con il Cattolicesimo sono chiari – in particolare si legge: «Potenti sono gli Ainur, e potentissimo tra loro è Melkor, ma questo egli deve sapere, e con lui tutti gli Ainur, che io sono Ilùvatar, e le cose che avete cantato io le esibirò sì che voi vediate ciò che avet fatto. E tu, Melkor, t’avvedrai che nessun tema può essere eseguito, che non abbia la sua più remota fonte in me, e che nessuno può alterare la musica a mio dispetto. Poiché colui che vi si provi non farà che comprovare di essere un mio strumento nell’immaginare cose più meravigliose di quante eli abbia potuto immaginare».È il tema dell’"eucatastrofe" caro all’Autore, per cui le tragedie, i drammi, non sono che una prova da superare e quando ogni cosa è persa sorge una nuova alba, una nuova speranza.Sempre lo stesso Autore traspose in ambito rligioso questa sua convinzione – sostenendo che l’Eucatastrofe nella Storia è stata la Resurrezione di Cristo.Un saluto a tutti,DavidePS – Per chi fosse interessato: l’Ainulindalë è incluso nel «Silmarillion».

  86. Danilo scrive:

    grande mitico Tolkien :-)

  87. Zel scrive:

    Ester:"Ma allora l’uomo non e’ solo atomo, ma anche spirito, giusto?"—> no

  88. Giovy scrive:

    Zel dice: La pace con se stessi la si trova sempre esercitando l’autocontrollo. Accettazione di se stessi, dei limiti, degli errori ecc… e comprensione di cosa è possibile migliorare e cosa invece dobbiamo semplicemente accettare….Non c’e’ niente di piu vero…Ora, questo autocontrollo ,questa accettazione dei propri limiti, il riconoscere i propri errori si conquista ed e’ un duro lavoro…e se per me Gesu’ e’ un essenziale aiuto per arrivare a questo, per un altro puo’ essere una qualsiasi altra via …l’importante e’ capire che essere in pace con se stessi ci porta a vivere con consapevolezza e in modo migliore tutte le relazioni personali e non …..buona domenica!

  89. Davide scrive:

    Giovy: «autocontrollo» è un termine a doppio taglio. Se con esso s’intende il costante controllo razionale degli impulsi inconsci non si riuscirà mai a giungere ad una conclusione. È come potare un albero per limitare la lunghezza dei suoi rami. Essi ricresceranno. E si dovranno potare ancora. E così all’infinito.Il Buddha Shakyamuni sosteneva (a ragione) che soltanto eradicando l’albero della soffrenza la stessa sarebbe cessata (o *prosciugando la fonte delle emozioni afliggenti*- come direbbe il Dalai Lama). Lo stesso principio è valido sempre. In ogni religione o filosofia (cfr. Jung). Finché non si giunge alla causa prima l’autocontrollo cosciente si limita a porre dei vincoli all’inconscio ed il risultato può anche essere una sofferenza o frustrazione maggiore.Similmente, nel Taoismo si dice: "si ha un bel placare un grande rsientimento! Se restano sempre altri motivi di risentimento, non se ne verrà mai a capo!"Per «autocontrollo» invece si può intendere la *conoscenza* della causa prima (ciò che Jung definisce "illuminare l’Ombra") e la rimozione della stessa (come ad esempio nel "Dojo kun"). Ciò avviene grazie a un lavoro di conoscenza – non di controllo.È il "conosci te stesso" della filosofia greca, rapportato però all’ambito più profondo e meno razionale dell’essere. La conoscenza di sé stesso rende l’uomo veramente libero. Egli non ha più bisogno di "controllarsi" o "sforzarsi" di fare la cosa giusta poiché il corretto comportamento gli è ormai connaturato. Quindi, conoscendo sé stessi si trasforma sé stessi.Sino a non aver più bisogno di un controllo così serrato.Gesù Cristo disse: *dai frutti conoscerete la pianta*.Un saluto,Davide

  90. Zel scrive:

    Giovy: "per me Gesu’ e’ un essenziale "—> esatto: PER TE.

  91. Giovy scrive:

    x DavideL’ autocontrollo di cui parlavo non era inteso come quello di “soffocare” i miei sentimenti con il risultato di “frustrazione” , bensì che si può passare da uno stato d’animo all’altro in modo perfettamente “cosciente”.(come hai ben sottolineato) Es: tu puoi provare un forte sentimento d’amore verso una donna, ma allo stesso tempo puoi nasconderlo. Ogni volta che sei insieme a lei sei pieno d’amore ma aspetti il momento in cui anche lei si innamora. Non manifesti appieno i tuoi sentimenti solo perché non è arrivato il momento giusto. Però il tuo animo è pieno d’amore……(cio’ non vuol dire che la sofferenza e’ solo negativa). Questo pero’ per me non significa “controllarsi e sforzarsi” ma fare la cosa giusta ….Come quando vorrei mandare a quel paese qualcuno che rompe tutte le volte e… nella piena coscienza si sapere che la pazienza e’ la virtu’ dei forti non lo mando….Poi sono veramente felice per te se sei arrivato ad una piena “conoscenza di te stesso” fino al punto di non avere piu’ bisogno di autocontrollo ,ma sei perfettamente in grado di “conoscere per cambiare”…io a 35 anni ho bisogno ancora di” potatura”….Gesù Cristo disse: *dai frutti conoscerete la pianta*.Prega anche tu per questa piccola pianticella e per i suoi frutti…Un saluto Giovyx Zel…si si PER ME…giusto!

  92. Davide scrive:

    Giovy, le mie preghiere le hai di certo! Ti ho solo indicato una via da percorrere, non ho mai scritto di averla io percorsa tutta… Eppure, un viaggio di diecimila miglia inizia sempre con un solo, singolo passo…Un saluto!DavidePS – Abbiamo anche la stessa età!

  93. Giovy scrive:

    Si! ma a me ne danno 25…hi..hi.. hi..scherzo …SHALOM Davide!

  94. Miriam scrive:

    Allora, mi ero persa nei meandri dei commenti…..ritorniamo al BENE e al MALE e al “controllo razionale” che l’uomo in millenni di storia dovrebbe aver dimostrato di avere.Zel dice: L’uomo può esercitare controllo sugli istinti, come l’ira che causa vuolenza (quindi male), in quanto essere razionale. Più esercita la razionalità, meno è preda degli istinti e dei comportamenti disordinati. L’uomo può solo esercitare "potere", controllo ecc entro i propri limiti.–> Quali sono i LIMITI? Chi li stabilisce? Come mai esiste ancora ( per esempio ) la guerra? L’uomo non è sufficientemente razionale da poterne fare a meno?Sei sicura che basta la cultura ad educare l’istinto del male nell’essere umano?Gli strateghi militari e i capi di stato allora sono tutti degli analfabeti ignoranti e presuntuosi?Angelo invece afferma : la guerra, l’odio, la rabbia e la violenza, la povertà, la menzogna….>>>>mica sono il male.. sono semplicemente condizioni dell’essere… ognuna di queste condizioni può essere negativa o positiva dipende. Ad esempio se la povertà ti porta ad essere prediletto dal signore…. :-) come vedi dipende dai punti di vista……..–>Quindi il tuo punto di vista qual è?Il male ed il Bene esistono? Se si che controllo hai sul “male” e sul “bene” nella tua esistenza?

  95. ESTER scrive:

    :"Ma allora l’uomo non e’ solo atomo, ma anche spirito, giusto?"—> noE invece si l’uomo e anche spirito ed anima .Zel sei un’angioletto.

  96. Davide scrive:

    Miriam: con il «controllo razionale» dell’istinto non si verrà MAI a capo di nulla, non in maniera definitiva almeno. È inutile vuotare un vaso se si continua a riempirlo. Così, è inutile vuotare il vaso dell’ira e della violenza se continuano a sussistere motivi che conducono all’ira. Anzi, reprimere *razionalmente* un impulso senza lavorare anche ad un livello inconscio può portare ad esasperare l’impulso stesso.Occorre lavorare in profondità, essere onesti con sé stessi. Conoscere sé stessi. Una volta conosciuta la causa dell’ira potremo riflettere su di essa e vedere che non vi è motivo d’ira. Una volta compresa la *causa prima* di un comportamento che procura dolore a noi o agli altri diveniamo realmente in grado di dominarlo.In quel momento diveniamo coscienti di quanto stiamo facendo anche a livello inconscio ed abbiamo pertanto (anche) la piena responsabilità delle nostre azioni. Non esiste un controllo razionale che non crolli alla prima piena come una diga troppo fragile.Gesù Cristo disse: «dai frutti conoscerete la pianta».Occorre quindi intraprendere un cammino di conoscenza per rendere la pianta buona affinché buoni siano i risultati.Ovviamente, poi, come giustamente scriveva Giovy poco più sotto, nessuno è perfetto ed ogni pianta ha bisogno di qualche piccola "potatura". La conoscenza arriva sempre per gradi. È il metodo *puramente razionle* che è destinato a fallire per sua intrinseca natura. L’educazione di sé stessi passa per la conoscenza, non la repressione. Anche se, come scriveva Giovy, nessuno fra noi è perfetto.Davide

  97. Zel scrive:

    Miriam: Quali sono i LIMITI? —> le singole capacità di esercitare l’auto controllo. C’è chi ci riesce e chi noChi li stabilisce? —> nessuno per tutti; solo i singoli per se stessiCome mai esiste ancora ( per esempio ) la guerra? –> perchè fa comodo, per ecessità, per odio, per difesa ecc…L’uomo non è sufficientemente razionale da poterne fare a meno? —> o non lo è o trova più "comodo" non esserloSei sicura che basta la cultura ad educare l’istinto del male nell’essere umano? —> oltre che alle capacità personali, sìGli strateghi militari e i capi di stato allora sono tutti degli analfabeti ignoranti e presuntuosi? —> no, probabilmente eran talmente razionali da calcolare pro e contro di fare una guerra e agire di conseguenzaEster: DIMOSTRAMI che esiste l’anima e poi ne riparlimo… già che ci ei poi si gradisce anche la dimostrazione dell’esistenza dello spirito"Anzi, reprimere *razionalmente* un impulso senza lavorare anche ad un livello inconscio può portare ad esasperare l’impulso stesso." —> tale "lavoro su livello inconscio" fa parte della necessità di esercitare, controllare e sviluppare un profondo autocontrollo. Ps: per me, la Conoscenza è RAzionalità. Una conoscenza irrazionale non è niente.

  98. Davide scrive:

    Miriam: PS – Ovviamente occorre distinguere, nel lavoro di conoscenza di sé stessi, quanto è logico-razionale e quanto attinente la facoltà di *rappresentazione simbolica*, in quanto il pensiero umano non è monolitico. In primo luogo perché la ricerca della conoscenza di quanto è sinora ignoto non può che partire dall’ammissione della propria *inconsapevolezza*, in secondo luogo poiché l’essere umano non è solo pensiero. C. G. Jung si riferisce quindi alla facoltà di "astrazione" ed al concetto di "Simbolo": (Abstraktion) – «L’astrazione è un’attività che è propria alle funzioni psicologiche in genere. Vi è un pensare astrattivo, e così pure un sentire, un percepire e un intuitire astrattivi (…) Il pensare astrattivo estrae da ciò che che è estraneo un contenuto caratterizzato da qualità inerenti al pensiero, logiche. Il sentire astrattivo fa altrettanto con un contenuto d’ordine sentimentale e così il percepire e l’intuire. Vi sono quindi tanto pensieri quanto sentimenti astratti (…) Io pongo i sentimenti astratti sullo stesso piano dei pensieri astratti. (…) L’intuizione astratta (sarebbe da denominare) come intuizione simbolica in contrapposizione all’intuizione fantastica. (…)Quanto più astratto è un contenuto tanto più esso è irrapresentabile. Condivido a questo riguardo il punto di vista di Kant, in base al quale un concetto è tanto più astratti "quanto maggiore è il numero delle diversità degli oggetti omesse in lui", di modo che l’astrazione, nel suo più alto grado si allontana assolutamente dall’oggetto e perviene così all’estrema irrappresentabilità. (Symbol) … il concetto di simbolo va rigorosamente distinto dal concetto di mero segno. Significato simbolico e significato semeiotico sono cose completamente diverse. (…) Una concezione che definisce l’espressione simbolica la migliore possibile, e quindi come la formulazione più chiara e caratteristica che si possa enunciare per il momento, di una cosa relativamente sconosciuta, è simbolica.» [1]A tal fine Jung porta l’esempio della *Croce*: «La spiegazione della Croce come simbolo dell’amore divino è semeiotica, giacché "amore divino" designa il dato di fatto che si vuole esprimere in modo più acconcio e migliore di quanto non faccia una croce, la quale può anche avere molti altri significati. *Simbolica* è invece quella spiegazione della Croce la quale, al di là di ogni immaginabile spiegazione, la considera come espressione di un dato di fatto sino a quel momento sconosciuto, inesplicabile, mistico o trascendente»[2]Il Dalai Lama spiega riguardo la conoscenza scientifica: «Dovrebbe poi esserci una distinzione molto chiara tra ciò che la scienza non è in grado di trovare e ciò che dalla scienza viene trovato come non esistente. Ciò che la scienza definisce come non esistente deve necessariamente essere accettato come non esistente anche da un Buddista, ma una questione totalmente diversa è ciò che la scienza semplicemente non riesce a trovare. (…) Pertanto, persino nell’ambito dei fenomeni fisici, quelli che hanno forme, colori, ecc., quelli cioè che riusciamo a percepire con i nostri cinque sensi, ve ne sono certo molti che oggi non comprendiamo, ma che lo saranno in futuro.Per quanto riguarda altri settori quali, per esempio, la stessa coscienza, benché gli esseri senzienti, compresi gli umani, sin dai tempi più remoti abbiano avuto l’esperienza della coscienza, tuttavia ancora non sappiamo che cosa effettivamente sia (…) Quelle cose che non hanno né forma, né struttura, né colore, fanno parte di una categoria di fenomeni[3] che non possono essere compresi nel modo in cui s’indaga sui fenomeni esteriori.»[4]E così Sant’Agostino: "Qualunque cosa, diversa da sé, pensi l’uomo, un oggetto che è stato fabbricato non sarà mai simile a colui che lo ha fatto… Dio è ineffabile, più facilmente diciamo ciò che non è, anziché ciò che è. Pensi alla terra: Dio non è questo! Pensi al mare: Dio non è questo! Pensi a tutte le cose che sono sulla terra, agli uomini e agli animali: Dio non è questo! A tutte le cose che sono in mare o che volano in aria: Dio non è questo! A ciò che splende nel cielo, le stelle, il sole, la luna: Dio non è questo! Pensi al cielo: Dio non è questo! Pensi agli angeli, alle virtù, alle potestà, agli arcangeli, ai troni, alle sedi, alle dominazioni: Dio non è questo! E che cosa è? Questo solo ho potuto dire: ciò che non è. Mi chiedi che cosa è? Ciò che occhio non ha visto, né orecchio ha udito, né è penetrato nel cuore dell’uomo. Come pretendi che salga sulla lingua ciò che non è entrato nel cuore?"[5]Un saluto,Davide Gorga ——–Note——–[1] e [2] "Tipi psicologici" – Carl G. Jung – Bollati Boringhieri editore, 1977 (titolo originale: Psychologische Typen – 1921)[3] Notare come il Dalai Lama consideri la coscienza un "fenomeno" e non un "noumeno" – questione complessa; cfr. http://www.davidegorga.it/sistemibn.htm%5B4%5D "I sentieri della sapienza e dell’incanto – Lezioni all’Univeristà Harvard" Dalai Lama con Jeffrey Hopkins (Mondadori, 2001)[5]Agostino, Esposizione sui Salmi, 85, 8(12). – http://www.vatican.va/spirit/documents/spirit_20020917_agostino-salmi_it.html

  99. Miriam scrive:

    Zel ovviamente concordo per la maggior parte dei concetti espressi con Davide! Il punto è questo…credo che come nella maggior parte delle cose la ragione stia anke in questo caso nel mezzo! Forse Zel, genere umano non arriva ancora da nessuna parte ( dopo millenni e millenni) con razionalità e cultura solo perchè non sono sufficienti e non si riesce a raggiungere l’autocontrollo perfetto perchè l’essere umano non ne ha da solo le capacità!!Sarà che è proprio per questo che abbiamo bisogno dell’aiuto del CREATORE per ristabilire l’ordine delle cose nella vita di ogni individuo?

  100. ESTER scrive:

    Ester: DIMOSTRAMI che esiste l’anima e poi ne riparlimo… già che ci ei poi si gradisce anche la dimostrazione dell’esistenza dello spiritoCarissima Zel io non ti devo dimostrare proprio nulla.Il fatto che tu sia andata dai monaci buddisti, che hanno tutto il mio rispetto, dimostra una sola cosa, che per te l’uomo non e’ solo atomo. E’ inutile che continui a ripetere che l’uomo e’ solo atomo, perche’ anche tu hai compreso che cosi’ non e’.Nella vita si procede per tappe, e pian piano si arriva alla meta.Ancora non mi hai spiegato esattamente cio’ che per te e’ : R A G I O N E .Auguro una buona domenica.

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